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Come scoprire se ho l’AIDS

27 Agosto 2018 | Autore:
Come scoprire se ho l’AIDS

La diffusione di malattie potenzialmente mortali suscita un clamore immediato che si riduce nel tempo diminuendo così la percezione del rischio ed esponendo a una possibile nuova epidemia.

L’AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) riconosciuto per la prima volta nel 1981, è una malattia dovuta all’infezione da parte del virus dell’HIV (virus dell’immunodeficienza acquisita). Da allora la ricerca si è orientata sia a sconfiggere l’infezione che ad arginarne il decorso. Allo stato attuale la malattia non è stata debellata ma solo tenuta sotto controllo. Una percentuale elevata di individui non è a conoscenza di avere contratto l’infezione, pertanto è di fondamentale importanza chiedersi: come scoprire se ho l’AIDS?

Virus HIV

Esistono due virus HIV capaci di causare l’AIDS:

  • HIV1 presente in tutto il mondo e responsabile della maggior parte dei casi di AIDS;
  • HIV2, meno aggressivo, si trova soprattutto in Africa occidentale, America meridionale, India.

Il virus HIV è un virus a RNA. Una volta penetrato nell’organismo, può rimanere allo stato silente oppure moltiplicarsi e infettare altre cellule. Attacca le cellule sensibili al virus, soprattutto i linfociti T helper chiamati anche CD4, deputati alla risposta immunitaria dell’organismo. All’interno della cellula il virus si integra nel patrimonio genetico dei CD4 moltiplicandosi e danneggiando irreversibilomente il linfocita. In seguito si riversa nel sangue, attacca altri linfociti T moltiplicandosi al loro interno e distruggendoli. Si determinerà quindi una progressiva riduzione dei CD4 e un aumento della quota virale. Inoltre, all’interno della cellula, il virus modifica la sua struttura rendendo difficile l’azione di difesa messa in atto in primo luogo dal sistema immunitario dell’individuo, in seguito dai farmaci.

Infezione da HIV

L’AIDS è dovuto al virus HIV. Il contagio avviene quando una lesione della cute o della mucosa (abrasioni, ferite, tagli) viene a contatto con liquidi corporei contaminati (sangue, sperma, secrezioni vaginali). Le lacrime, la saliva e l’urina possono contenere il virus, ma la malattia non si diffonde attraverso questi liquidi. È accertata la trasmissione da madre a figlio prima della nascita e con l’allattamento. Ci si può infettare attraverso trasfusioni di sangue infetto, trapianti di tessuti da donatori sieropositivi, inseminazione artificiale della donna con sperma contenente il virus, utilizzo di strumentazione medica contaminata, rapporti sessuali durante il ciclo mestruale con una donna sieropositiva.

Sintomi dell’infezione da HIV

L’infezione da HIV che causa AIDS, è una malattia infettiva che presenta un periodo di incubazione di circa tre-sei settimane. L’avvenuto contagio può non dare sintomi, ma in questa fase il virus si replica rapidamente e quindi la persona risulta altamente contagiosa.

L’infezione da HIV si manifesta con:

  • una fase acuta, da pochi giorni fino a due settimane, con sintomi simil-influenzali come febbre, ingrossamento dei linfonodi, mal di gola, stanchezza;
  • un periodo, a volte lungo anche quindici anni, con sintomi assenti o lievi in cui si ripresenta periodicamente il quadro clinico iniziale, aggravandosi con dimagrimento, candidosi orale, diarrea, astenia, febbre;
  • l’AIDS conclamato: quando le difese dell’organismo scendono sotto una certa soglia (valore dei CD4 sotto i 500/mm3). La diagnosi di AIDS si effettua quando il virus HIV determina infezioni cosiddette opportuniste, possibili solo in individui con difese immunitarie ridotte, e sviluppo di tumori che si presentano soprattutto in pazienti immunodepressi. Patologie frequenti sono, esofagite da Candida Albicans, Toxoplasmosi localizzata al cervello, Sarcoma di Kaposi.

La morte avviene come conseguenza delle infezioni e dei tumori.

Cosa fare se si sospetta un contagio da HIV

Il virus è estremamente labile fuori dall’organismo, pertanto in caso di contaminazione accidentale con liquidi biologici potenzialmente infetti, i comuni disinfettanti (acqua ossigenata, alcool o candeggina) possono distruggere il virus. Tuttavia è di fondamentale importanza accertarsi se si è contratta l’infezione da HIV: individui sieropositivi non curati nella maggior parte dei casi sviluppano AIDS.

La diagnosi si effettua con la ricerca degli anticorpi anti-HIV circa un mese dopo il presunto contagio. Questo periodo, chiamato periodo finestra, è il tempo necessario all’organismo per produrre gli anticorpi.

La diagnosi dell’AIDS

Vediamo ora come scoprire se si ha l’AIDS. La diagnosi può avvenire nei seguenti modi:

  • da dicembre 2016 è disponibile, senza ricetta medica, un auto test per la diagnosi di HIV;
  • test rapido su saliva o su una goccia di sangue dal polpastrello: esame di screening che necessita di test di conferma;
  • prelievo di sangue per la ricerca di anticorpi anti-HIV, da eseguirsi dopo un mese dall’eventuale contagio. In caso di esito negativo ripetere il test a tre mesi;
  • prelievo di sangue, test combinato, con dosaggio degli anticorpi anti-HIV e di una proteina prodotta dal virus (antigene p24); esito definitivo già dopo un mese dalla possibile infezione.

Questi esami vengono eseguiti in presenza di comportamenti a rischio, in soggetti esposti ad un eventuale contagio per motivi professionali, in tutte le donne gravide e in caso di contaminazione accidentale con secrezioni potenzialmente infette.

La terapia dell’AIDS

La terapia, assunta in maniera regolare per tutta la vita, migliora l’aspettativa di vita dei pazienti sieropositivi.

La terapia dell’AIDS consiste:

  • nell’uso di farmaci antiretrovirali che hanno la funzione di ridurre la carica virale;
  • nel trattamento delle patologie in corso di AIDS;
  • prevenzione delle infezioni opportunistiche.


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