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Anemia: sintomi, diagnosi e cause

7 settembre 2018 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 7 settembre 2018



I dati relativi alla povertà nel mondo potrebbero indurci nell’errore di credere che ci siano carenze nutrizionali solo nelle popolazioni in via di sviluppo.

Per anemia si intende una diminuzione dell’emoglobina nel sangue. L’emoglobina è una proteina che trasporta l’ossigeno alle cellule del corpo, una sua carenza si accompagna a una ridotta funzionalità dei vari organi e a molteplici sintomi. La gravità è variabile potendo spaziare da quadri clinici lievi fino a casi potenzialmente mortali. Pertanto è fondamentale riconoscere precocemente i sintomi dell’anemia, fare diagnosi, individuarne le cause per attuare una terapia appropriata.

Come posso sospettare di essere anemico?

Un affanno anche per sforzi lievi, un pallore cutaneo, una stanchezza invincibile, una bassa pressione del sangue, tachicardia, vertigini, cefalea, fragilità delle unghie sono segni di una possibile anemia.

I sintomi dell’anemia possono manifestarsi in maniera improvvisa o progredire lentamente. Infatti la tolleranza all’anemia dipende dalla rapidità con cui si instaura, dalla durata, dall’entità, dalle condizioni di salute e dall’età dell’individuo.

Quadri di anemia acuta sono scarsamente tollerati dal paziente che manifesta i sintomi in maniera eclatante. Lamenta vertigini e svenimento, astenia, affanno, cardiopalmo, cefalea. Appare con la cute e le mucose pallide (labbra o congiuntiva degli occhi).

Le anemie croniche invece sono insidiose, evolvono lentamente nel tempo determinando un adattamento nel paziente che sopporta valori di emoglobina anche molto bassi. I sintomi sono sfumati, è presente scarsa concentrazione e memoria, facile affaticabilità, affanno lieve.

Come si fa diagnosi di anemia?

La diagnosi si effettua con un semplice prelievo di sangue eseguendo un emocromo. Con quest’esame si analizzano i globuli rossi (al cui interno si trova l’emoglobina), i globuli bianchi e le piastrine. In presenza di anemia si ha una diminuzione dell’emoglobina e dei globuli rossi.

I valori normali di globuli rossi sono:

  • da 4,5 a 6,2 milioni per mm3 nel maschio
  • da 4 a 5,4 milioni per mm3 nella donna

In condizioni normali l’emoglobina è pari a:

  • 13 g/dl – 16,5 g/dl nell’uomo
  • 12 g/dl – 16 g/dl g/dl nella donna

Si può avere un’anemia:

  • lieve da 10 g/dl a 12 g/dl di emoglobina;
  • moderata da 10 g/dl a 8 g/dl di emoglobina;
  • severa inferiore a 8 g/dl di emoglobina.

Quali sono le cause dell’anemia?

L’anemia è una condizione il cui riscontro costituisce l’inizio di un percorso diagnostico per individuarne le cause.

Si può avere anemia per:

  • ridotta produzione di globuli rossi e di emoglobina: carenze nutrizionali (ferro, vitamina B12, acido folico), aplasie midollari, malattie croniche (insufficienza renale, lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide);
  • aumentata perdita di globuli rossi per distruzione (emolisi) in forme soprattutto ereditarie (talassemie, favismo) o per emorragia (esterne o interne).

I globuli rossi hanno normalmente una forma a disco biconcavo appiattito al centro. Nelle

anemie, oltre a una diminuzione del numero di globuli rossi, può esserci una diminuzione o un aumento del loro volume, o un’alterazione della forma.

Tipi di anemia

Si possono avere:

  • anemie con un numero ridotto di globuli rossi con forma e concentrazione di emoglobina normali (anemie normocromiche normocitiche): emorragie da traumi, sanguinamento da emorroidi, flussi mestruali abbondanti, emorragie gastrointestinali;
  • anemie con un ridotto numero di globuli rossi con una forma più piccola e una ridotta concentrazione di emoglobina (anemie microcitiche ipocromiche): carenza di ferro e talassemie;
  • anemie con un ridotto numero di globuli rossi con un volume aumentato (anemie macrocitiche): carenza di acido folico e vitamina B12.

Quali sono le forme più frequenti di anemia?

  • anemia dovuta a carenza di ferro (è la forma più frequente), acido folico e vitamina B12;
  • anemia in corso di malattie croniche: insufficienza renale, rettocolite ulcerosa, morbo di Crohn, lupus eritematoso sistemico;
  • anemia dovuta a malattie ereditarie: talassemia (sintesi di un’emoglobina inadatta al trasporto di ossigeno), sferocitosi (forma alterata dei globuli rossi che vengono distrutti);
  • anemia secondaria a sanguinamento cronico: emorroidi, meno-metrorragia (perdita eccessiva di sangue dall’utero associata o meno a cicli mestruali).

Complicanze dell’anemia

L’anemia acuta conseguente a un’emorragia imponente è un’emergenza medica che, se non trattata tempestivamente, può portare rapidamente a morte il paziente.

L’anemia cronica non trattata può dar luogo a complicanze cardiache in quanto il cuore, nel tentativo di sopperire alla carenza di ossigeno, pompa il sangue con maggior forza.

Terapia dell’anemia

Consiste nel trattare le cause che la determinano:

  • trasfusione: si tiene conto dei valori di emoglobina, globuli rossi e condizioni cliniche del paziente. In caso di anemia da emorragia acuta si valuta l’entità di sangue perso. In presenza di anemia cronica si trasfonde se l’emoglobina è inferiore a 8 g/dl;
  • nelle forme carenziali si prescrivono farmaci a base di ferro, vitamina B12, acido folico;
  • anemia in corso di insufficienza renale cronica: si somministra eritropoietina, sostanza prodotta dai reni che ha la funzione di stimolare la produzione di globuli rossi. Infatti in presenza di insufficienza renale cronica, la ridotta funzione renale si accompagna a ridotta sintesi di eritropoietina;
  • nella talassemia la trasfusione è una scelta obbligata.

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