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Agenzia delle Entrate: istanza di rimborso per errore nei conteggi

15 settembre 2018


Agenzia delle Entrate: istanza di rimborso per errore nei conteggi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 settembre 2018



Nel settembre 2015 ho ricevuto dall’Agenzia delle Entrate un prospetto di conguaglio per redditi soggetti a tassazione separata per TFR ed altre indennità per l’anno d’imposta 2011. Tale somma l’ho pagata in unica rata nello stesso mese. Poichè sono venuto a conoscenza che c’è un errore sulla mia data di assunzione, e che quindi posso far valere il diritto ad una revisione dei conteggi, sono ancora in tempo per fare una opposizione?

Purtroppo l’errore rinvenuto dal lettore, anche se giustificherebbe una revisione dei conteggi relativi al reddito tassato, non potrebbe ormai costituire motivo di opposizione. Non si tratta, infatti, di un evento  sopravvenuto del quale non avrebbe potuto venire a conoscenza prima d’ora; il Fisco e il giudice accerterebbero che il vizio relativo all’accertamento della base imponibile si sarebbe dovuto eccepire entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento o della comunicazione bonaria relativa al pagamento dell’Irpef.

Dal momento che ha già versato l’imposta, l’unica strada percorribile, anche se dall’esito incerto, potrebbe essere quella del rimborso. Il lettore dovrebbe quindi presentare all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente (in base al suo domicilio fiscale) un’istanza di rimborso motivata, facendo presente di aver versato un’imposta maggiore di quella dovuta, a causa di un calcolo errato nella ricostruzione del reddito imponibile e allegando la documentazione utile a dimostrare l’errore. Il termine di decadenza per la richiesta di rimborso Irpef è di 48 mesi, decorrenti dalla data del versamento. Nel caso specifico (versamento del settembre 2015) è ancora in tempo per la presentazione dell’istanza.

Una volta ricevuta l’istanza, l’Agenzia delle Entrate può:

– accogliere la richiesta;

– rigettare la richiesta;

– non rispondere: in questo caso ricorre un’ipotesi di silenzio-rifiuto, per cui in caso di mancata risposta, l’istanza deve ritenersi respinta.

È poi eventualmente possibile presentare ricorso contro l’eventuale rigetto o silenzio-rigetto dell’istanza di rimborso Irpef.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone

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