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Separazione, casa familiare e mantenimento con figli maggiorenni

22 settembre 2018


Separazione, casa familiare e mantenimento con figli maggiorenni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 settembre 2018



Sono un dipendente statale e ho due figli ventenni con mia moglie, anche lei dipendente statale che ora vuole separarsi perché mi ha accusato di avere io un’altra donna. Mia figlia si è coalizzata con la madre perché vuole convivere col suo ragazzo dentro casa. Lavora in nero come badante. Mio figlio invece dopo aver rinunciato all’università vive nell’ozio. Ha fatto domanda a parecchi concorsi statali, ma non si è mai presentato. Mia moglie un giorno mi ha denunciato per maltrattamenti. In realtà chi è stato minacciato con lesioni e relativo pronto soccorso sono stato io (ho anche foto e certificati da dove risulta l’aggressione). Se accettassi la separazione dovrei andare via da casa? Sarei tenuto al mantenimento?

Se la moglie del lettore è realmente intenzionata a separarsi legalmente, a breve il lettore riceverà (se non l’ha già ricevuta) una lettera dal suo legale in cui verrà formalizzata questa decisione.

A quel punto si apriranno due strade:

1) o il lettore e sua moglie, con l’assistenza dei legali, si accorderanno sulle condizioni della separazione, cioè troveranno un’intesa totale su chi debba abitare la casa familiare e su eventuali assegni di mantenimento;

2) oppure tra il lettore e sua moglie non sarà possibile raggiungere un accordo sulle condizioni diseparazione.

Nel caso 1) ci sarà la cosiddetta separazione consensuale: verrà cioè sottoscritto tra lettore e sua moglie un accordo che stabilirà, di comune intesa, chi dovrà abitare la casa e se ci saranno e di quale importo saranno eventuali assegni di mantenimento (questo accordo poi, a seconda dei casi, sarà semplicemente firmato anche dal giudice del tribunale oppure semplicemente ratificato dai rispettivi legali – senza andare in tribunale – oppure presentato semplicemente al Sindaco senza nemmeno la necessaria assistenza dei legali).

Nel caso 2) ci sarà invece la cosiddetta separazione giudiziale: siccome non sarà stato possibile unaccordo bonario tra i coniugi per stabilire di comune intesa le condizioni della separazione, inizieràun vero e proprio processo davanti al tribunale e toccherà al giudice, con la sentenza finale, stabilirele condizioni della separazione.

Se nel caso specifico si dovrà affrontare la separazione giudiziale (cioè un processo dinanzi al giudice del tribunale), si dovrà tener conto che il giudice deciderà secondo le seguenti regole:

– la casa familiare, che comprende l’appartamento, il garage e tutti gli arredi, viene assegnata tenendo conto delle condizioni economiche dei coniugi, ma dando innanzitutto priorità all’interesse dei figli a mantenere intatte le loro abitudini ed il loro habitat domestico(compresi i figli maggiorenni se conviventi con il genitore): questo vuol dire che se la casa familiare è proprietà esclusiva di uno solo dei coniugi (come è nel caso specifico), la casa potrà essere assegnata dal giudice all’altro coniuge che non è proprietario solo se viene accertatonel corso del processo che i figli, anche se maggiorenni, convivono con il genitore non proprietario e non sono autosufficienti e che esiste quindi il loro diritto a mantenere intatto il loro ambiente di vita domestico (in questo senso si esprime la giurisprudenza prevalente:vedi ad esempio Cassazione, sentenza n. 21.334 del 2013);

-il mantenimento al coniuge separato può essere deciso dal giudice innanzitutto se gli viene domandato dal coniuge economicamente più debole e, poi, se viene accertato che il coniuge che chiede il mantenimento non ha redditi adeguati per mantenere lo stesso tenore di vita precedente alla separazione (la valutazione del giudice tiene conto della intera situazione dei redditi e dei patrimoni di entrambi i coniugi).

Ovviamente l’importo dell’assegno di mantenimento viene stabilito tenendo conto:

a) del livello dei redditi del coniuge che viene obbligato dal giudice a versare l’assegno all’altro coniuge;

b) dell’eventuale assegnazione della casa familiare (chiaramente il giudice terrà conto, quando eventualmente determinerà l’importo dell’assegno di mantenimento, del fatto che alla moglie del lettore sia stata assegnata la casa familiare e potrebbe anche stabilire, valutate tutte le altre circostanze, che l’assegnazione della casa familiare sia già sufficiente a “coprire” il mantenimento).

– Il mantenimento ai figli maggiorenni è dovuto, in linea generale, se il figlio non siaautonomo dal punto di vista economico e conviva con il genitore che chiede l’assegno per ilmantenimento dei figli. Tocca al genitore che non vuole erogare l’assegno al figliomaggiorenne dimostrare nel corso del processo che il figlio sia invece diventato totalmente

autonomo economicamente oppure che non si mostri attivo e che non abbia la buonavolontà di ricercare una occupazione.

Infine si precisa che se nel corso del processo viene dimostrato che la separazione è avvenuta per colpa esclusiva di un coniuge, il coniuge a cui viene dal giudice addebitata la separazione non potrà avere dall’altro alcun assegno di mantenimento.

Se, quindi, un coniuge chiede al giudice di addebitare all’altro coniuge la separazione (cioè la rottura del rapporto) e se il giudice accerta che il rapporto coniugale si è rotto per colpa esclusiva di uno dei due coniugi (a causa di un comportamento che ha violato i doveri coniugali), allora nella sentenza conclusiva del processo la separazione sarà addebitata al coniuge colpevole della crisi coniugale e della fine del rapporto affettivo e questo coniuge non potrà ottenere assegni di mantenimento per sé dall’altro coniuge incolpevole.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Angelo Forte

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