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Invalidità psoriasi: come ottenerla

17 Agosto 2018 | Autore:
Invalidità psoriasi: come ottenerla

Una malattia cronica e invalidante non inserita, però, nella tabella che contiene le percentuali sulla riduzione della capacità lavorativa: si ha diritto?

Spesso si tende a sottovalutare una malattia pensando che non abbia particolari conseguenze. Sulla base di che cosa, non si sa. Succede anche con la psoriasi. Si tende a pensare che tutto si limita ad un occasionale prurito e ad un disturbo estetico per via di qualche eritema o desquamazione. Nulla di grave, insomma. Certo, crea qualche disagio ma niente di più. Ne sei davvero convinto? Senza voler cadere nell’ipocondria ma giusto per chiamare le cose con il loro nome, la psoriasi è una patologia infiammatoria cronica e recidiva che può diventare invalidante. Non è infettiva, non è contagiosa ma chi ne soffre ha un rischio maggiore, per esempio, di disturbi cardiovascolari (tra cui ictus e infarto) e di vedere limitati i movimenti articolari rispetto a chi non ce l’ha. Ecco perché è legittimo chiedersi come si può ottenere l’invalidità per la psoriasi e che cosa si deve fare per richiederla.

Non aspettarti grandi agevolazioni: la psoriasi non rientra di per sé nella tabella delle patologie che danno diritto all’invalidità civile in base alla percentuale di riduzione della capacità lavorativa collegata alla malattia. Tuttavia, la commissione dell’Asl che stabilisce se un paziente ha diritto o meno all’invalidità e qual è la percentuale riconosciuta alle sue condizioni deve valutare i danni facendo riferimento ad infermità analoghe o di pari gravità. Nel caso della psoriasi non è semplice. Quello che non può fare è basarsi per analogia ed in proporzione alle patologie inserite nella tabella con una gravità diversa.

Detto questo, vediamo qual è la percentuale attribuita alla psoriasi e come ottenere l’invalidità.

Psoriasi: che cos’è e quali conseguenze ha

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica causata da fattori genetici o ambientali che presenta degli arrossamenti chiamati eritemi, degli ispessimenti della pelle e delle desquamazioni. Nelle forme più lievi si manifesta sui gomiti e sulle ginocchia, in quelle più severe si presenta anche in altre parti del corpo. Ciò, ovviamente, compromette a livello psicologico la vita sociale del malato.

Uno dei problemi che presenta la psoriasi è il fatto di essere una malattia cronica recidivante. Significa che si ripresenta più volte nell’arco della vita. Inoltre, se si associa ad alterazioni del metabolismo, può aumentare il rischio di disturbi cardiovascolari e, quindi, di invalidità.

Va citata anche una delle peggiori forme di psoriasi, quella artropatica che coinvolge le articolazioni. Quando la malattia provoca l’aumento dello strato della pelle e della secchezza cutanea, possono sorgere delle lesioni o ulcerazioni in grado di limitare i movimenti o la presa manuale, dolori, bruciori o prurito piuttosto intenso. Tutto ciò, ovviamente, non solo compromette la qualità della vita ma può diventare invalidante: l’artrite psorisiaca interessa la zona dorso-lombare del nostro corpo e le zone articolari degli arti (parliamo di caviglie, spalle, gomiti, polsi, ecc.) e può rendere il paziente inabile o invalido facendogli perdere la capacità di afferrare correttamente un oggetto con le mani.

Psoriasi: c’è diritto all’invalidità?

Come detto all’inizio, nella tabella che comprende le percentuali di invalidità attribuite alle singole patologie non c’è la psoriasi. Ciò nonostante, il medico deve valutare i danni provocati da questa malattia con riferimento ad altre analoghe o di pari gravità. A tal fine, la psoriasi eritrodermica e pustolosa può essere paragonata alla dermatomiosite o alla polimiosite (codice 9306), entrambe patologie per le quali viene riconosciuta un’invalidità fissa del 35%. La stessa percentuale viene attribuita alla rigidità o lassità del ginocchio superiore al 50% (codice 7218), analoga alle forme gravi di artropatia psorisiaca con serie limitazioni articolari.

Psoriasi: a che cosa dà diritto l’invalidità

Nei casi sopra citati, dunque, con una percentuale di invalidità civile del 35% fisso (quindi superiore ad un terzo) chi soffre di una di queste forme di psoriasi ed ha una disabilità motoria, intellettiva o sensoriale ha diritto a:

  • l’Iva agevolata e la detrazione fiscale del 19% sulla spesa sostenuta per l’acquisto di un’auto oltre all’esenzione dal bollo e dalle tasse di trascrizione;
  • la deduzione dal reddito delle spese sostenute per l’assistenza specifica dall’interessato, dai familiari a suo carico o da quelli a lui civilmente vincolati;
  • agevolazioni fiscali per le spese sostenute per badanti e colf;
  • detrazioni per i familiari a carico da 800 euro (a scalare partendo da un reddito di 95mila euro) o di 900 euro per ciascun figlio minore di 3 anni oppure di 220 euro per ogni figlio portatore di handicap;
  • supporti sanitari a carico dello Stato per la minorazione accertata dietro specifica prescrizione medica;
  • esenzione dal ticket sanitario per patologia se prevista dalla Regione di appartenenza;
  • prolungamento dell’astensione facoltativa per maternità fino ai 3 anni di vita del bambino oppure due ore di permesso giornaliero purché il paziente abbia un certificato di handicap grave;
  • contributo del 20% per l’installazione dei dispositivi di guida per i pazienti con patente speciale;
  • contrassegno invalidi per la circolazione e per la sosta o per il parcheggio.

Psoriasi: come ottenere l’invalidità

Chi soffre di una forma grave di psoriasi può chiedere l’invalidità civile per malattia cronica presentando la domanda per via telematica all’Inps ed allegando:

  • il certificato medico che attesta la malattia ed il grado di gravità da inviare all’Istituto di previdenza. Per farlo, ricorda che serve il codice Pin o lo Spid, cioè il servizio di identità digitale che consente l’accesso al portale dell’Inps;
  • i propri dati anagrafici e di residenza;
  • il codice fiscale ed il numero della tessera sanitaria;
  • l’indirizzo di posta elettronica per eventuali comunicazioni da parte dell’Inps.

Nella domanda da inoltrare all’Inps bisogna specificare se si tratta di prima istanza, cioè se si presenta la richiesta per la prima volta, oppure se si tratta di un aggravamento della malattia.

La commissione dell’Asl alla quale partecipa anche un medico dell’Inps effettuerà una visita medica e poi, entro 90 giorni, dovrà redigere un verbale in cui stabilisce la percentuale di invalidità. Se la commissione esprime parere negativo, è possibile presentare ricorso entro 180 giorni dalla notifica oppure chiedere un nuovo accertamento all’Asl di appartenenza.

Psoriasi: come viene valutata l’invalidità

Il parere della commissione che valuta l’invalidità e, quindi, la riduzione della capacità lavorativa, viene espresso in base alla capacità lavorativa generica. La percentuale può aumentare di 5 punti se chi soffre di psoriasi in forma grave a una certa formazione tecnico-professionale e la malattia incide in modo significativo nel suo ambito professionale. Può anche succedere il contrario, cioè: se la psoriasi non condiziona particolarmente la capacità lavorativa dell’interessato, la commissione può attribuire 5 punti percentuali in meno all’invalidità civile.

Se chi soffre di psoriasi presenta una sola patologia, la percentuale viene stabilita per analogia tenendo conto delle minorazioni simili o di pari gravità, poiché, come detto, la psoriasi non è contemplata tra le patologie comprese nella tabella che dà diritto automaticamente all’invalidità.

Se, invece, le malattie sono più di una, si segue questa procedura:

  • si calcolano in un primo momento le percentuali delle singole infermità;
  • successivamente queste percentuali vengono integrate con criteri diversi a seconda che le menomazioni siano in concorso funzionale (significa che interessano, ad esempio, lo stesso arto o lo stesso organo) o che siano semplicemente coesistenti.

In quest’ultimo caso, vale a dire quando ci sono più malattie coesistenti, la percentuale finale è quella che risulta dalla somma delle invalidità parziali diminuita del loro prodotto. Per fare un esempio, se una menomazione è pari al 30% e la seconda è del 20%, il calcolo da fare sarà il seguente:

(0,30+0,20) – (0,30×0,20) = 0,46 e cioè il 46%.

Se, invece, le malattie sono concorrenti, può succedere che una di queste sia contemplata nella tabella. Altrimenti va fatta una valutazione complessiva che tiene conto anche della possibilità di applicare o meno delle protesi o degli ausili in grado di diminuire la gravità della situazione. In questo caso, la percentuale di invalidità può essere ridotta fino al 10%.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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