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Auto rubata: come fare se arriva una multa

28 Agosto 2018
Auto rubata: come fare se arriva una multa

In questo articolo vedremo cosa bisogna fare subito in caso di furto di un veicolo e come fare se arriva una multa riguardante un’auto rubata.

Qualche tempo fa ti hanno rubato la macchina. Ovviamente l’episodio è stato causa di un grande dispiacere e ha comportato notevoli fastidi. Infatti hai dovuto sporgere denuncia, poi recarti presso la tua assicurazione per comunicare l’avvenuto furto. Certamente, avere una polizza che ti tutela da un evento del genere ha limitato il danno, ma il risarcimento che ti è stato corrisposto è stato molto inferiore al costo di una nuova auto, uguale alla precedente. Ad ogni buon conto, ti eri ormai rassegnato e alla tua macchina rubata non pensavi più. Senonché, ti sei visto recapitare una multa per eccesso di velocità, riferita proprio a quel veicolo. Nei giorni successivi, le multe si sono ripetute. E ora ti stai chiedendo come fare se arriva una multa in caso di auto rubata. Questo articolo fa proprio al caso tuo, leggilo e vi troverai tutti i rimedi possibili.

Auto rubata: cosa fare subito

Appena ti accorgi che la tua macchina è stata rubata, devi subito attivarti per compiere alcune attività che servono a tutelarti contro tutti i fastidi che dal furto possono derivare, anche da eventuali multe relative al veicolo rubato. Ecco cosa devi fare:

  • presenta una denuncia di furto alla Polizia o ai Carabinieri. Ricorda di  portare con te il numero della targa del veicolo, perché dovrà essere specificato nella denuncia;
  • recati con la copia del verbale di denuncia all’Ufficio provinciale dell’Aci, che gestisce il Pubblico Registro Automobilistico (PRA), e  chiedi  la registrazione della perdita di possesso del veicolo. In questo modo, sospendi il pagamento del bollo auto;
  • avvisa  la tua Compagnia di assicurazione. Quest’ultima ti chiederà una copia della denuncia, il certificato del PRA dal quale risulta la perdita di possesso del veicolo e le chiavi.

Posti in essere questi adempimenti, se dovesse venirti notificata una multa relativa a un’infrazione commessa con l’auto rubata, hai a tua disposizione tre possibili rimedi:

  • chiedere l’annullamento della multa in autotutela;
  • presentare ricorso al Prefetto;
  • ricorrere al Giudice di Pace.

Vediamoli.

L’annullamento della multa in autotutela

L’ autotutela è il potere della pubblica amministrazione di annullare un atto prima emanato, quando, dopo una verifica, emergano vizi che incidono sulla sua validità. L’amministrazione quindi, per evitare un ricorso da parte del privato, nel quale certamente risulterebbe soccombente, annulla l’atto di propria iniziativa, anche se su segnalazione della persona interessata.

Il Codice della Strada [1] stabilisce che questo rimedio è possibile,  ma solo nel caso in cui  il verbale sia stato notificato a un soggetto estraneo alla violazione, per errore di trascrizione del numero di targa, oppure di lettura delle risultanze del PRA, o per altra causa (ad esempio, se si tratta di un veicolo venduto prima della data dell’infrazione). In questi casi, l’ufficio o il comando procedente, ad istanza dell’interessato o di propria iniziativa, compiuti i necessari accertamenti, trasmette gli atti al Prefetto per l’archiviazione.

La richiesta in autotutela va redatta in carta semplice: è il rimedio più economico contro le multe. Essa deve essere rivolta all’ufficio che ha emesso l’atto (ricavabile dal verbale), e inviata a mezzo raccomandata a/r oppure via PEC (posta elettronica certificata). Nella richiesta occorre indicare i dati del richiedente, gli estremi dell’atto di cui viene chiesto l’annullamento, e i motivi della sua ritenuta illegittimità. In questo caso, si tratterà della circostanza che il veicolo è stato rubato in data antecedente all’infrazione. Ovviamente, bisogna documentare quanto asserito, quindi è indispensabile allegare copia della denuncia e del certificato di perdita del possesso rilasciato dal PRA.

L’ufficio che riceve l’istanza può annullare l’atto a sua discrezione, pertanto nulla garantisce che essa venga accolta, anche se in questo caso vi sarebbero ragioni inoppugnabili. Inoltre (a questo bisogna fare molta attenzione) la presentazione di questa richiesta non sospende i termini per ricorrere al Prefetto o al Giudice di Pace. Per evitare conseguenze spiacevoli – magari un rigetto della richiesta, insieme al decorso del termine per presentare un ricorso – è il caso di contattare prima, anche in maniera informale, l’ufficio che ha accertato l’infrazione, per chiedere quale sia la prassi adottata in questi casi. Se viene risposto che, di solito, non si procede all’annullamento del verbale, è meglio lasciar perdere e presentare un ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace.

Il ricorso al Prefetto contro la multa

 Una delle modalità  di impugnazione della multa  è il ricorso al Prefetto [2]. Esso  può essere presentato entro 60 giorni dalla notifica della contestazione della violazione, e deve essere diretto al Prefetto del luogo in cui quest’ultima è stata commessa. Il ricorso può essere presentato tramite l’ufficio o il comando al quale appartiene l’organo accertatore, oppure può essere inviato direttamente al Prefetto, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento.

Controlla quindi la contravvenzione che ti è stata notificata, e verifica dove si trova l’ufficio o il comando dell’organo accertatore. Se esso è al di fuori del tuo luogo di residenza, perché i ladri hanno portato il veicolo altrove (come d’altronde è prevedibile), ti converrà spedire il ricorso a mezzo raccomandata al Prefetto del luogo in cui la violazione è stata posta in essere. Si tratta del capoluogo della provincia nella quale ricade la località della commessa infrazione. Se invece il veicolo si trova ancora in zona rispetto al luogo in cui tu abiti, potrai consegnare il ricorso direttamente al comando o all’ufficio dell’organo accertatore, se per te è agevolmente raggiungibile.

Il ricorso si redige in carta libera, e deve contenere in calce la data e la sottoscrizione del ricorrente. In esso devi indicare gli estremi del verbale che vuoi impugnare, le ragioni di fatto e di diritto che stanno a fondamento dell’impugnazione, e devi chiedere espressamente l’annullamento del verbale e l’archiviazione di ogni sanzione. Nel caso specifico, esporrai che il veicolo è stato rubato, e che al momento dell’infrazione esso non era più nella tua disponibilità. Al ricorso devono essere allegati i documenti idonei a supportarlo: nel tuo caso, una copia della denuncia e del certificato di perdita di possesso. Può anche essere chiesta l’audizione personale, scelta che puoi fare se il Prefetto competente è quello del luogo in cui abiti. Ma ciò che più conta è allegare i documenti di cui ti ho parlato, che dimostrano in modo incontrovertibile la tua completa estraneità all’infrazione contestata.

Il Prefetto entro 120 giorni decide sul ricorso. Se lo accoglie, emette ordinanza motivata di archiviazione degli atti, dandone comunicazione all’ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore. Quest’ultimo ne dà notizia al ricorrente. Nella malaugurata ipotesi in cui il Prefetto rigetti il ricorso, egli emette un’ ordinanza motivata, con la quale ingiunge il pagamento di una somma corrispondente al doppio di quella minima prevista per ogni violazione, oltre alle spese del procedimento. Francamente, un provvedimento del genere sarebbe incomprensibile in presenza della prova documentale del furto del veicolo, avvenuto prima dell’infrazione contestata. Devo però avvisarti che alcuni Prefetti hanno rigettato ricorsi di questo tipo; ma c’è sempre la possibilità di giocarsi un’ultima carta, sicuramente vincente, rivolgendosi al Giudice di Pace.

Il ricorso al Giudice di Pace contro la multa 

Ti chiederai, a questo punto, come mai non ti ho suggerito di rivolgerti direttamente al Giudice di Pace, se questo rimedio da più possibilità di far valere le proprie ragioni. Il motivo risiede nel fatto che il procedimento giudiziale è più impegnativo, sia economicamente, sia per le attività da svolgere. Pertanto, essendo esso sempre possibile quando gli altri due rimedi cui ti ho parlato non hanno sortito effetti,  è meglio riservarselo come ultima possibilità, confidando in un annullamento in autotutela o nell’ accoglimento del ricorso al Prefetto, trattandosi di una impugnazione perfettamente fondata.

Puoi scegliere di presentare il ricorso al Giudice di Pace [3] direttamente contro il verbale che ti è stato notificato, rinunciando così agli altri due rimedi di cui ti ho parlato prima, oppure contro l’ordinanza del Prefetto che ha rigettato un tuo eventuale ricorso. In entrambi i casi, il termine per rivolgersi al giudice é di 30 giorni, che decorrono, rispettivamente, dalla data della notifica del verbale, o da quella dell’ordinanza-ingiunzione del Prefetto che ha rigettato il ricorso.

Il ricorso al Giudice di Pace non richiede necessariamente l’assistenza di un avvocato: se la multa è di un importo che non supera i 1100 euro, puoi occuparti personalmente di tutte le fasi del procedimento.

Innanzitutto devi preparare il ricorso, nel quale devi indicare gli estremi del provvedimento impugnato e devi spiegare le ragioni che stanno a fondamento dell’impugnazione: nel caso specifico, la circostanza che al momento della violazione il veicolo era già stato rubato. Concludi con data e firma. Devi quindi preparare il fascicolo, una cartellina nella quale inserirai, oltre all’originale, tre copie del ricorso e i documenti allegati: precisamente  una copia del provvedimento impugnato, quella della denuncia di furto e quella del certificato di perdita di possesso del veicolo.

Il ricorso, con il fascicolo, deve essere presentato presso gli uffici del Giudice di Pace competente per territorio, che si individua in base al luogo in cui è stata commessa la violazione contestata. Se il Giudice si trova in una località che puoi raggiungere facilmente, depositerai il ricorso in cancelleria. Se invece questo non è possibile, puoi farlo a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento. Al ricorso devi allegare anche la ricevuta del pagamento del c.d. contributo unificato, il cui importo varia in relazione al valore della causa, e che sarà almeno di 43 euro. Tieni presente che è possibile anche presentare il ricorso online, tramite un’apposita sezione del sito del Ministero della Giustizia. Si tratta di una opzione molto comoda, anche perché dà la possibilità al ricorrente di tenersi aggiornato sullo svolgimento della procedura, in particolare sulla data delle udienze. In ogni caso però, anche se il ricorso viene presentato online, il fascicolo cartaceo deve sempre essere depositato presso la cancelleria, il che può avvenire o recandosi di persona, o a mezzo raccomandata.

Fatto questo, dovrai tenerti informato sulla data dell’udienza, chiedendo notizie in cancelleria oppure, se hai presentato il ricorso online, controllando spesso la tua casella email. All’udienza dovrai essere presente. Se il Giudice di Pace si trova in una località distante dal luogo in cui abiti, dovrai chiedere la cortesia di presentarsi in udienza a qualcuno del posto, non necessariamente un avvocato. All’udienza bisognerà insistere per l’accoglimento del ricorso. Il Giudice, se ritiene fondata l’impugnazione, annulla il verbale o l’ordinanza ingiunzione impugnata.

Riepilogando, quindi, ecco come fare se arriva una multa relativa a un’auto rubata:

  • chiama il comando o l’ufficio dell’organo di polizia che ti ha notificato il verbale e chiedi se è loro prassi annullare in autotutela le multe in caso di furto del veicolo. Se la risposta è affermativa, invia loro un ricorso in autotutela, supportato dalla necessaria documentazione;
  • se non è  possibile ottenere l’annullamento in autotutela, presenta ricorso al Prefetto del luogo in cui è stata commessa la violazione;
  • in alternativa, o se il Prefetto rigetta l’impugnazione, proponi ricorso al Giudice di Pace competente per territorio.

 Ci vuole solo un po’ di pazienza, ma vedrai che con uno di questi rimedi potrei liberarti da eventuali multe riguardanti un veicolo rubato.

di Adele margherita Falcetta


note

[1] Art. 386, comma. 3, Reg. att. C.d.S.

[2] Art. 203 C.d.S.

[3] Art. 204 bis C.d.S.


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