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Testamento biologico: cos’è e come si compila

28 agosto 2018


Testamento biologico: cos’è e come si compila

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 agosto 2018



D’ora in poi sarà possibile, prima di trovarsi incapaci di intendere e volere, dare disposizioni preventive su ciò che si vuole sia fatto o non sia fatto sul proprio corpo. Vediamo insieme cosa prevede la nuova legge sulle DAT, e come si compila il Biotestamento.

Il testamento biologico è legge! In Italia se ne è parlato tanto, tantissimo. Da molti anni la politica e l’opinione pubblica erano impegnate a discutere sulla necessità di introdurre nel nostro ordinamento, il diritto all’interruzione delle terapie, che altrimenti sarebbe dovuto passare dai tribunali. E così, dopo un percorso di approvazione parlamentare travagliato dall’ostruzionismo messo in atto dai gruppi politici più conservatori, nel dicembre dello scorso anno si è arrivati all’approvazione della legge che prevede il diritto ad esprimere anticipatamente, quali trattamenti medici ricevere in caso di gravi malattie. Ma vediamo più nello specifico il testamento biologico cos’è e come si compila.

Disposizioni Anticipate di Trattamento

Entrata in vigore il 31 gennaio del 2018, la legge[1] sul testamento biologico permette – entro i limiti della Costituzione e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea – di indicare i trattamenti sanitari che si intende ricevere o a cui si intende rinunciare, nel caso in cui non ci si trovi più in grado di prendere decisioni in maniera autonoma, o per sopravvenuta incapacità non li si possa esprimere in maniera chiara, attraverso l’introduzione delle DAT: le disposizioni anticipate di trattamento.

La legge permette a tutte le persone maggiorenni capaci di intendere e volere, di esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto su:

  • Accertamenti diagnostici
  • Scelte terapeutiche
  • Singoli trattamenti sanitari

Prima di procedere alla compilazione delle DAT, la legge prevede che il disponente acquisisca adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle proprie scelte (aspetto questo che, non essendo facile da provare, è bene documentare in forma scritta). Le DAT possono poi essere redatte secondo diverse forme:

  • Atto pubblico notarile
  • Scrittura privata autenticata dal notaio
  • Scrittura privata semplice consegnata personalmente all’Ufficio dello Stato Civile del Comune di residenza del disponente.

Se il disponente non è in grado di firmare, la legge conferisce la possibilità di esprimere le proprie disposizioni anche attraverso una videoregistrazione, o qualsiasi altro dispositivo che permetta alla persona con disabilità di comunicare. All’atto così formato non vengono applicate né tasse, né alcuna imposta di registro o di bollo.

Le Disposizioni possono essere revocate in qualunque momento:

  • Utilizzando la stessa forma con cui sono state rilasciate
  • O, nel caso di condizioni di emergenza e urgenza che impediscono il ricorso alla forma ordinaria, mediante dichiarazione verbale o videoregistrazione raccolta da un medico alla presenza di due testimoni.

Una volta redatte le DAT (sono valide anche le disposizioni rilasciate precedentemente, quindi in un contesto di vuoto normativo, purché le stesse disposizioni non risultino contrarie alle prescrizioni di questa legge) esse vengono pubblicate:

  • In un registro comunale (ove già istituito)
  • In un registro sanitario elettronico su base regionale, ove le Regioni abbiano istituito una modalità telematica di gestione della cartella clinica. In tal caso il disponente ha la scelta se far pubblicare copia della DAT ovvero lasciare solo indicazioni di chi sia il fiduciario o dove siano reperibili in copia.

La nomina di un fiduciario

La legge prevede anche la possibilità di nominare una persona di propria fiducia, che si possa sostituire al disponente, nel caso in cui questo sia divenuto incapace di interfacciarsi nei rapporti con i medici e la struttura sanitaria, consentendo eventualmente di disattendere le disposizioni di concerto con il medico, ma solo nel caso in cui:

  • Appaiano palesemente incongrue
  • Non siano corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente
  • Siano sopravvenute terapie non prevedibili alla data di redazione delle DAT.

In caso di contrasto tra il fiduciario e il medico, la legge prescrive che la decisione venga rimessa al Giudice Tutelare, su ricorso del rappresentante legale della persona interessata, del medico o del direttore della struttura sanitaria, ovvero dei soggetti di cui fa espressamente menzione il Codice Civile[2].

E’ opportuna la nomina di un secondo fiduciario, nel caso in cui il primo nominato non possa o non voglia accettare l’incarico. Il fiduciario, difatti, non ha l’obbligo di accettare l’incarico, oppure se accettato, può rifiutarlo in un momento successivo.

L’incarico conferito al fiduciario può essere sempre revocato, senza che venga comunicata la motivazione, ed avviene nelle stesse forme in cui è stata posta in essere la nomina.

Anche nel caso di revoca del fiduciario, le DAT conservano il loro valore prescrittivo per il medico e la struttura sanitaria. In mancanza del fiduciario, sarà il Giudice Tutelare a nominare un amministratore di sostegno che svolga i medesimi compiti, nel caso in cui si presentasse la necessità di un alter ego.

Differenza tra testamento biologico ed eutanasia

Non bisogna confondere il testamento biologico con l’eutanasia, pratica che continua ad essere un reato nel nostro paese.

Nell’eutanasia attiva il medico procura la morte del paziente che richiede aiuto per morire, e che si trova in uno stadio terminale della malattia afflitto da atroci sofferenze.

Nella forma passiva dell’eutanasia, invece, vengono sospesi tutti i trattamenti necessari per mantenere in vita il paziente.

di Fabio Antonio Cerra

note

[1] L. 22 dicembre 2017, n.219

[2] Art. 406 c.c.


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