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Semaforo rosso multa

15 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 settembre 2018



Come funziona un semaforo? Quando scatta la multa? È possibile contestare una multa per passaggio al semaforo rosso?

Il semaforo rientra tra la segnaletica stradale di tipo verticale caratterizzata dall’utilizzo di luci: si parla, appunto, di segnali luminosi. Si tratta di un importantissimo strumento per regolare il traffico, posto negli incroci più delicati o in quelli dove, a causa della scarsa visibilità, la segnaletica orizzontale non potrebbe essere efficace. Secondo la legge, le lanterne semaforiche, escluse quelle gialle lampeggianti, servono per regolare, nel tempo, l’avanzamento delle correnti di traffico in una intersezione o in un tronco stradale. Nonostante la sua fondamentale importanza, il semaforo è visto da molti automobilisti con un vero e proprio intralcio o, peggio ancora, come uno strumento destinato a multare ingiustamente anche nel caso della più piccola infrazione. I semafori, infatti, sono dotati di un sistema di rilevamento che consente di immortalare chi, alla guida del proprio veicolo, non rispetti il segnale luminoso rosso, oltrepassando la linea di delimitazione posta sull’asfalto. In queste evenienze, sfuggire alla multa è praticamente impossibile; non è tale, però, la contestazione della stessa. Se vuoi saperne di più su questo argomento, ti consiglio di proseguire nella lettura: vedremo insieme cosa fare nel caso di multa al semaforo rosso.

Semaforo: cos’è?

Prima di approfondire il tema della multa per semaforo rosso, dobbiamo necessariamente spendere qualche parola sull’importanza del semaforo per la circolazione stradale e sul suo funzionamento. Abbiamo già detto che si tratta di segnaletica verticale luminosa installata in coincidenza con incroci pericolosi. Secondo la legge, le lanterne semaforiche sono, di norma, a tre luci colorate di forma circolare, disposte verticalmente nel seguente modo: luce rossa in alto, luce gialla al centro e luce verde in basso. Solo eccezionalmente, nei casi in cui le lanterne semaforiche siano incorporate nella segnaletica di indicazione posta al di sopra della carreggiata, la disposizione delle luci può essere orizzontale (anziché verticale) con luce rossa a sinistra, luce gialla al centro e luce verde a destra [1].

Semaforo: come funziona?

Tutti sanno come comportarsi nel caso ci si trovi davanti ad un semaforo. Le luci delle lanterne semaforiche normali sono di forma circolare e di colore rosso, giallo e verde, aventi la seguente accezione:

  • rosso, con significato di arresto;
  • giallo, con significato di preavviso di arresto;
  • verde, con significato di via libera.

Nei sensi unici alternati, il semaforo può essere integrato da una seconda luce rossa, posta al di sopra di esso, in modo da assicurare la segnalazione di rosso anche in caso di bruciatura della lampada di una delle due luci. Se la manovra di svolta a destra è consentita con continuità, la lanterna semaforica veicolare normale può essere integrata con una luce verde direzionale posizionata in basso, a destra della luce verde veicolare.

Semaforo: quanti tipi?

Quello che probabilmente non saprai, o di cui forse non ti sei mai accorto, è che esistono diverse tipologie di semaforo; accanto alla lanterna classica che abbiamo sopra descritto esistono semafori:

  • veicolari di corsia, con tre luci a forma di frecce luminose su fondo nero circolare disposte verticalmente nello stesso senso della lanterna tradizionale. Le lanterne semaforiche veicolari di corsia possono essere usate solo in presenza, sulla carreggiata stradale, di corsie specializzate per le manovre relative alle direzioni indicate dalle frecce e solo se la suddivisione delle correnti di traffico in fasi semaforiche lo richiede.  Le frecce possono avere qualsiasi inclinazione, coerentemente con il ramo dell’intersezione verso cui devono dirigersi i veicoli [2];
  • per i veicoli di trasporto pubblico, destinati esclusivamente a questo tipo di veicoli. Essi possono essere a tre o più luci. Le lanterne semaforiche per i veicoli di trasporto pubblico vanno usate unicamente quando le lanterne veicolari normali o di corsia possono ingenerare confusione all’avanzamento delle varie correnti di traffico veicolare [3];
  • pedonali, destinate esclusivamente alla regolazione degli attraversamenti pedonali semaforizzati. Essi sono a tre luci con i seguenti simboli: pedone rosso su fondo circolare nero (la sagoma del pedone è in atteggiamento di attesa); pedone giallo su fondo circolare nero (la sagoma del pedone è in atteggiamento di attesa); pedone verde su fondo circolare nero (la sagoma del pedone è in atteggiamento di movimento) [4];
  • per velocipedi, destinate esclusivamente alla regolazione degli attraversamenti ciclabili semaforizzati. Sono a tre luci con i seguenti simboli: bicicletta rossa su fondo circolare nero; bicicletta gialla su fondo circolare nero; bicicletta verde su fondo circolare nero [5];
  • per corsie reversibili, aventi lo scopo di consentire la reversibilità del senso di marcia su determinate corsie di una carreggiata suddivisa in tre o più corsie oppure su determinati varchi di stazioni autostradali o, in genere, di barriere di controllo o di pedaggio [6].

Semaforo rosso: quale multa?

Spiegato il funzionamento del semaforo e le varie tipologie esistenti, siamo ora pronti a vedere cosa fare nel caso di multa al semaforo rosso. La multa è la conseguenza della fotografia scattata dai sistemi elettronici posti a guardia del rispetto della lanterna semaforica (per un approfondimento si rinvia alla lettura dell’articolo Photored: cos’è e come funziona). Secondo il codice della strada, infatti, durante il periodo di accensione delle luci rosse i veicoli non devono superare la striscia di arresto; in mancanza di tale striscia, non devono impegnare l’eventuale area di intersezione, né l’attraversamento pedonale antistante, né oltrepassare il segnale, in modo da poterne osservare le indicazioni.

Ora, chi non rispetta il semaforo rosso rischia una multa di 163,00 euro, se l’infrazione è commessa in un orario compreso tra le 07:00 e le 22:00; se, invece, l’infrazione viene realizzata tra le 22:00 e le  07:00 del mattino, l’importo è di 200,00 euro. A ciò si aggiungono le ulteriori sanzioni dovute dal mancato rispetto di altri divieti: si pensi a chi passi col rosso non rispettando neanche il limite di velocità.

Oltre alla sanzione pecuniaria, chi passa con il semaforo rosso vedrà la propria patente decurtata di sei punti, che salgono a dodici nel caso in cui il trasgressore sia un neopatentato. Nei casi di recidiva, cioè quando la stessa infrazione è commessa due volte nell’arco di due anni, è prevista l’ulteriore aggravante della sospensione della patente per un periodo che va da uno a tre mesi.

Multa semaforo rosso: come contestarla?

Poiché la multa per semaforo rosso consegue ad un accertamento di tipo elettronico, si potrà procedere a contestazione dimostrando un vizio dell’apparecchiatura; cosa non facile. Tuttavia, secondo una parte della giurisprudenza [7], il sistema di verificazione delle infrazioni tipico degli incroci semaforici (il photored, per intenderci) non è paragonabile all’autovelox presente sulle autostrade: da tanto deriva un’importantissima conseguenza, e cioè che la violazione attraverso una telecamera ad infrarossi necessita della presenza degli agenti di polizia municipale. In poche parole, la multa elevata sulla base del solo rilevamento semaforico sarebbe annullabile.

In realtà, si tratta di un orientamento non consolidato, che basa l’invalidità della multa non sul malfunzionamento dell’apparecchiatura elettronica, quanto sulla genericità o imprecisione dell’accertamento rispetto ad una contestazione fatta da un vigile. Questo orientamento, tra l’altro, trova l’avallo del codice della strada, secondo cui la regola generale in caso di violazioni è la contestazione immediata fatta dagli agenti; le uniche eccezioni sono ammesse nel caso di accertamenti di velocità. Anche la Corte di Cassazione, in una sua pronuncia [8], ha sposato questa tesi: la contestazione di un’infrazione alle regole del codice della strada va fatta immediatamente, salvo quando ciò non sia possibile come, appunto, nel classico caso dell’auto che sfreccia a gran velocità. Da tanto si evince che le multe scattate con gli autovelox sono pienamente legittime, mentre quelle immortalate con sistemi tipo photored lo sono solamente se non è stata possibile la contestazione immediata, e cioè nel caso in cui il conducente del veicolo, oltre a non rispettare il semaforo rosso, sfrecci a tutta birra.

Oltre a queste ipotesi, la multa per semaforo rosso è contestabile tutte le volte che essa venga notificata in ritardo (oltre novanta giorni dopo l’infrazione), ovvero sia imprecisa (errata indicazione del luogo dov’è avvenuta l’infrazione, oppure dell’ora o della data) o generica (mancanza di alcuni dati personali del conducente). Il ricorso va presentato nei tempi e modi consuetudinari, e cioè entro trenta giorni al giudice di pace oppure entro sessanta al prefetto.

Infine, prima di fare ricorso per una multa al semaforo rosso, si ricordi bene che, al contrario dell’autovelox, il sistema di rilevamento infrarossi tipico dei semafori non necessita di taratura periodica, per cui non è adducibile l’argomentazione della mancata manutenzione sull’apparecchio.

note

[1] Art. 159 Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada – d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495.

[2] Art. 160, d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495.

[3] Art. 161, d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495.

[4] Art. 162, d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495.

[5] Art. 163, d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495.

[6] Art. 164, d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495.

[7] Giudice di Pace di Lecce, sent. n. 1809 del 2016.

[8] Cass., sent. n. 27414 del 2009.


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2 Commenti

  1. Gentile signor Mariano, a me pare di aver letto che non sia proprio così, cioè, Come recita l’articolo 201 bis ( lettera b ) del codice della strada, l’apparecchiatura preventivamente omologata per l’uso in totale modalità automatica, non necessita del contestuale accertamento del organo operante.
    Quindi non penso ci siano eventuali estremi di questo tipo per la eventuale contestazione.
    Oppure interpreto male io?

    1. Egr. Sig. Christian,
      come detto nell’articolo, si tratta di un orientamento assolutamente minoritario all’interno della giurisprudenza.

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