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Pensione minima 2019

22 Giugno 2019 | Autore:
Pensione minima 2019

Pensione da 780 euro al mese: che cos’è, come funziona, chi ne ha diritto, quali requisiti, come si richiede.

Una pensione minima per tutti, sino a 780 euro al mese per i single, grazie al reddito di cittadinanza: la misura, della quale si è discusso parecchio negli ultimi mesi,  è stata attuata col cosiddetto pacchetto previdenza, un decreto-legge in materia di previdenza e assistenza recentemente convertito in legge. Il reddito di cittadinanza, in pratica, non è soltanto una misura temporanea per i disoccupati e gli inoccupati, ma rappresenta anche una sorta d’integrazione della pensione per chi possiede un trattamento basso e specifici requisiti di reddito e patrimoniali, familiari e personali.

I disoccupati, per ottenere il reddito di cittadinanza, devono impegnarsi, supportati dai centri per l’impiego (che saranno riformati) nella ricerca attiva di lavoro, nella frequenza di corsi di formazione e lavorare per 8 ore alla settimana a favore del Comune di residenza.

Gli stessi impegni e obblighi non sono previsti per gli over 65, o per i disabili gravi, e per coloro che possono ottenere la pensione minima di cittadinanza.

L’integrazione al reddito (indiretta) spetta sia nel caso in cui l’interessato percepisca una prestazione previdenziale, come la pensione di vecchiaia o anticipata, sia che abbia diritto a una prestazione di assistenza, come l’assegno sociale. La pensione di cittadinanza, a seconda della situazione economica della famiglia, può dunque superare l’integrazione al trattamento minimo, che dal 2019 ammonta a 513,01 euro al mese, nonché le maggiorazioni sulla pensione, come la maggiorazione sociale e l’incremento al milione: la misura spetta finché sussistono i requisiti reddituali e patrimoniali, e non è condizionata all’impegno in percorsi di politica attiva del lavoro, in quanto riguarda persone non più in attività lavorativa.

Bisogna però considerare che della pensione minima di cittadinanza non beneficiano tutti i pensionati, in quanto si deve rispettare una soglia massima di reddito Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente, in pratica l’indice che misura la ricchezza delle famiglie) e non è possibile possedere un patrimonio mobiliare e immobiliare superiore a un determinato valore.

La pensione di cittadinanza, poi, non integra direttamente la pensione, o il diverso trattamento spettante, ma è erogata su una carta acquisti, la carta Rdc, una Postepay prepagata, oppure può essere ritirata in contanti, in banca o alle poste (in base alla conversione in legge del decreto previdenza).

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sulla pensione minima 2019 che si ottiene grazie al reddito di cittadinanza o alla pensione di cittadinanza.

Che cos’è la pensione minima di cittadinanza?

Grazie alla pensione minima di cittadinanza, ciascun cittadino il cui nucleo familiare abbia solo componenti con almeno 67 anni d’età, o disabili gravi o non autosufficienti, può contare su un reddito minimo mensile. Nel dettaglio, la pensione minima di cittadinanza, in base a quanto stabilito nel decreto previdenza, consiste in una prestazione economica che si riceve ogni mese, esentasse, accreditata a favore di coloro che possiedono una pensione o un reddito sotto la soglia di povertà. Chi ha componenti del nucleo familiare sotto i 67 anni o non disabili può comunque contare sul reddito di cittadinanza.

È considerato al di sotto della soglia di povertà ai fini della pensione e del reddito di cittadinanza chi possiede un reddito inferiore ai 780 euro mensili, in caso di nucleo familiare che paga l’affitto o il mutuo, con un solo componente: in caso di nucleo con più componenti, il reddito è aumentato del 40% per ogni componente maggiorenne e del 20% per ogni componente minorenne, sino a un massimo di 210%: una famiglia numerosa, i cui componenti siano tutti over 67, può arrivare a percepire 1.473 euro al mese (quota base della pensione di cittadinanza, pari a 630 euro, per 2,1, più 150 euro mensili per chi paga il mutuo o l’affitto).

Se, poi, nella famiglia sono presenti dei disabili gravi o non autosufficienti, la scala di equivalenza può aumentare sino a 2,2, (cioè al 220%), quindi la pensione di cittadinanza può arrivare a 1.536 euro mensili.

Con riferimento al singolo componente, bisogna anche possedere una soglia di reddito personale non superiore ai 7.560 euro, se il beneficiario ha dai 67 anni in su, quindi ha diritto non al reddito ma alla pensione di cittadinanza.

L’indicatore Isee della famiglia richiesto per il diritto al sussidio ammonta invece a 9.360 euro, e sono previsti ulteriori limiti, per il diritto alla prestazione, legati al patrimonio mobiliare e immobiliare.

Com’è riconosciuta la pensione minima di cittadinanza?

Il reddito e la pensione di cittadinanza sono riconosciuti con una carta acquisti, una sorta di bancomat, che consente di pagare le utenze, l’affitto o il mutuo, di acquistare beni e servizi di base e di prelevare contanti sino a 100 euro al mese (il valore è da moltiplicare per la scala di equivalenza: per le famiglie con più componenti si può arrivare sino a 210 euro mensili) .La pensione di cittadinanza è suddivisa in parti uguali tra i componenti del nucleo familiare e, in base a quanto disposto dalla legge, può anche essere ritirata in contanti alle Poste o in banca, senza bisogno di utilizzare la carta Rdc.

Per approfondire: Come funziona la carta Rdc.

A quanto ammonta la pensione minima di cittadinanza?

La pensione di cittadinanza ammonta sino a un massimo di 780 euro per ogni famiglia con un solo componente disoccupato e senza alcun reddito, che paga il mutuo o l’affitto; per chi ha un reddito sotto soglia, la pensione di cittadinanza integra gli importi percepiti sino ad arrivare a 780 euro al mese. Nello specifico, l’importo della pensione di cittadinanza è determinato da due quote:

  • la prima quota, a integrazione del reddito familiare, ammonta a una soglia massima pari a 7.560 euro annui, 630 euro al mese per il singolo componente; in presenza di più componenti si può arrivare a massimo 15.876 euro, cioè a 1.323 euro al mese;
  • la seconda quota, a integrazione del reddito familiare, è riconosciuta ai nuclei che pagano l’affitto dell’abitazione, ed è pari al canone annuo previsto dal contratto di affitto, sino a un massimo di 1.800 euro all’anno, 150 euro al mese;
  • la seconda quota è pari alla rata del mutuo, fino a un massimo di 150 euro al mese, 1.800 euro annui, nel caso di nuclei familiari residenti in abitazioni di proprietà per il cui acquisto o per la cui costruzione sia stato stipulato un contratto di mutuo da un componente della famiglia.

In ogni caso il beneficio economico:
• non può superare la soglia di 9.360 euro annui (780 euro al mese) nel caso di nucleo familiare con un solo componente,
ridotta del valore del reddito familiare; la misura massima in caso di più componenti può arrivare a 19.656 euro all’anno (1.638 euro al mese);
• non può essere inferiore a 480 euro annui (40 euro al mese).

Il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza non sono soggetti a tassazione: l’importo erogato tramite carta Rdc deve essere interamente speso, diversamente l’ammontare risparmiato è decurtato dal reddito del mese successivo, sino al 20% del sussidio.

Chi ha diritto alla pensione minima di cittadinanza?

Possono chiedere la pensione di cittadinanza i nuclei con soli over 67 che percepiscono redditi di pensione e altri redditi per un ammontare inferiore alla soglia di povertà, pari, come abbiamo osservato, a 780 euro mensili (per un single). In base alla conversione in legge del decreto, la pensione può essere richiesta anche se nel nucleo, oltre a over 67, ci sono disabili gravi o non autosufficienti.

Ecco, nello specifico, quali sono i requisiti richiesti per ottenere la pensione di cittadinanza:

  • non essere detenuto o ricoverato in una struttura a carico dello Stato; il sussidio non può essere ottenuto da chi ha subito una misura cautelare personale, anche adottata all’esito di convalida dell’arresto o del fermo, o una condanna, anche con sentenza non definitiva;
  • essere cittadino italiano;
  • in alternativa, essere cittadino dell’Unione Europea, o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno europeo per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso o titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria);
  • bisogna poi risiedere in Italia, in via continuativa, da almeno 10 anni al momento di presentazione della domanda, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo;
  • bisogna possedere un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
  • bisogna possedere un valore del reddito familiare inferiore a 7.560 euro; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
  • è possibile possedere, oltre all’abitazione principale, ulteriori immobili, anche all’estero, che non devono avere un valore complessivo superiore a 30mila euro;
  • è possibile possedere un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità presente nel nucleo, e di 7500 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza;
  • nessun componente della famiglia deve possedere autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati nei 2 anni precedenti, navi o imbarcazioni da diporto; sono esclusi i veicoli per disabili;
  • la dichiarazione Isee del nucleo familiare deve essere in corso di validità.

Chi lavora o percepisce la disoccupazione ha diritto alla pensione minima di cittadinanza?

pensionati che lavorano hanno diritto all’integrazione alla pensione minima di 780 euro (riconosciuta sotto forma di reddito o di pensione di cittadinanza) soltanto se possiedono un Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro e un valore del reddito familiare inferiore a 7.560 euro (a 6mila euro per i nuclei beneficiari di reddito di cittadinanza), da rapportare al parametro della scala di equivalenza,.

Gli importi sono da adeguare col parametro della scala di equivalenza, a seconda del numero di componenti del nucleo familiare: ad esempio, se i componenti del nucleo sono due, e percepiscono la pensione di cittadinanza, il valore del reddito familiare deve essere inferiore non a 7.560 euro, ma a 10.584 euro (7.560 + 40%).

Quali pensionati hanno diritto alla pensione minima di cittadinanza?

Ad oggi, chi possiede una pensione bassa ha diritto all’integrazione al trattamento minimo, pari a 513,01 euro mensili  se possiede determinati requisiti di reddito personale e familiare. Inoltre, può aver diritto alla maggiorazione sociale della pensione e all’incremento al milione, sino ad arrivare a una pensione minima di circa 660 euro mensili.

Con l’erogazione della pensione di cittadinanza, l’integrazione del reddito (tramite carta Rdc) arriva a 780 euro mensili, ma solo per chi possiede, oltre ai requisiti reddituali, anche le condizioni patrimoniali ed Isee relative al nucleo familiare prescritte dalla legge.

Chi riceve prestazioni di assistenza ha diritto alla pensione minima di cittadinanza?

Che cosa succede se il beneficiario della pensione di cittadinanza percepisce anche una pensione d’invalidità o un trattamento di assistenza? Il decreto prevede che, ai fini del diritto al reddito o alla pensione di cittadinanza, il reddito familiare:

  • è determinato al netto dei trattamenti di assistenza non più in godimento, eventualmente inclusi nell’Isee;
  • include i trattamenti di assistenza in godimento da parte dei componenti del nucleo familiare, escluse le prestazioni non sottoposte alla prova dei mezzi, come l’assegno di accompagnamento.

Nel valore dei trattamenti di assistenza non rilevano:

  • il pagamento di arretrati;
  • le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi;
  • le esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi;
  • i rimborsi di spese sostenute;
  • i buoni servizio e gli altri titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi;
  • il bonus bebè.

Per ottenere la pensione minima di cittadinanza si deve lavorare?

In base a quanto disposto dal decreto in materia, per ottenere la pensione di cittadinanza non è necessario lavorare, fare del volontariato o impegnarsi in percorsi di politica attiva del lavoro, in quanto questi obblighi sono previsti solo per gli under 65.

Il sussidio, per gli over 67, o i disabili gravi che hanno diritto alla pensione di cittadinanza, spetta soltanto in base al reddito posseduto, come avviene oggi per l’integrazione al minimo.

Per ottenere il reddito di cittadinanza si deve lavorare?

Al contrario, il reddito di cittadinanza obbliga il beneficiario, al di sotto dei 65 anni (e non disabile avente diritto al collocamento mirato, studente o lavoratore) non solo a cercare assiduamente un lavoro ed a riqualificarsi, ma anche ad offrire 8 ore alla settimana di lavoro gratuito per il proprio Comune di residenza. Possono essere esonerati i disabili gravi e le persone con carichi di cura.

Chi si rifiuta di lavorare perde il sussidio.

Per quanto riguarda, poi, la partecipazione alle iniziative di politica attiva del lavoro previste per il beneficiario del reddito di cittadinanza, è obbligatorio (a meno che l’interessato non sia pensionato):

  • iscriversi presso i centri per l’impiego e offrire subito la disponibilità al lavoro, firmando il patto per il lavoro;
  • iniziare un percorso per essere accompagnati nella ricerca del lavoro dimostrando la reale volontà di trovare un impiego;
  • offrire la propria disponibilità per progetti comunali utili alla collettività (l’impegno lavorativo richiesto è sino a 8 ore settimanali);
  • frequentare percorsi per la qualifica o la riqualificazione professionale;
  • cercare attivamente e regolarmente lavoro;
  • comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito;
  • accettare uno dei primi tre lavori che verranno offerti (la prima offerta di lavoro, se si percepisce il sussidio in fase di rinnovo).

Chi ha un lavoro a tempo pieno, ma è sottopagato, ha comunque diritto all’integrazione del reddito, e, in base alla conversione in legge del decreto, anche all’accesso alle iniziative di politica attiva del lavoro.

Che cosa succede alla pensione minima di cittadinanza per chi rifiuta un lavoro?

Come abbiamo osservato, per ottenere la pensione minima di cittadinanza per chi ha almeno 65 anni non è necessario lavorare, quindi si può ottenere il sussidio (reddito o pensione di cittadinanza) a prescindere dalla ricerca o dall’accettazione di un impiego.

Che cosa succede al reddito di cittadinanza per chi rifiuta un lavoro?

L’interessato, under 65 e non rientrante nelle categorie esonerate, che percepisce il reddito di cittadinanza, invece, può rifiutare al massimo due proposte lavorative congrue nell’arco del periodo di godimento (deve accettare la prima proposta, se percepisce il sussidio in fase di rinnovo, cioè dopo 18 mesi).

Ha inoltre la possibilità di recedere dall’impiego per due volte nell’arco del periodo di godimento. Superati questi limiti, perde la prestazione.

Come si chiede la pensione minima di cittadinanza?

Per richiedere il reddito, o la pensione di cittadinanza, è necessario compilare un apposito modulo, il modello SR 180. Questo modello può essere accompagnato da due moduli integrativi: SR 181 (Rdc/ Pdc Com esteso), e SR182 (Rdc/ Pdc Com ridotto).

La domanda di sussidio può essere presentata:

  • tramite il Portale del reddito di cittadinanza: in questo caso bisogna aver già richiesto le proprie credenziali Spid (Sistema pubblico d’identità digitale) di secondo livello; attraverso il portale web, si può accedere autonomamente alla domanda e procedere alla compilazione e all’invio;
  • presso gli uffici postali: nello specifico, il modulo SR180 di domanda reddito di cittadinanza può essere presentato in formato cartaceo presso le Poste;
  • tramite un qualsiasi sportello Caf.

In tutti e tre i casi, la domanda può essere inviata dal sesto giorno e fino alla fine di ogni mese, per ricevere il sussidio a partire dal mese successivo.

Oltre al modulo SR180, si può essere tenuti a presentare:

  • il modulo RdC/Pdc Com Ridotto (SR182): il modello deve essere compilato al momento di presentazione della domanda di reddito o pensione di cittadinanza, per comunicare lo svolgimento di attività di lavoro subordinato, autonomo o d’impresa avviate, prima della presentazione della domanda di sussidio, da parte dei componenti del nucleo familiare (se il reddito non è confluito nella dichiarazione Isee);
  • il modulo Rdc/Pdc – Com esteso (SR181), che deve essere presentato per comunicare:
    • lo svolgimento di attività di lavoro subordinato, autonomo o d’impresa avviate dopo la presentazione della domanda di reddito o pensione di cittadinanza; deve essere indicato il reddito previsto per l’anno solare di avvio dell’attività; se l’attività lavorativa già comunicata si protrae nel corso dell’anno solare successivo, entro il mese di gennaio deve essere dichiarato il reddito presunto per l’anno seguente;
    • alcune particolari variazioni del nucleo avvenute dopo la presentazione della domanda;
    • qualsiasi variazione del patrimonio immobiliare o di possesso di beni durevoli intervenuta dopo rispetto a quella comunicata nella dichiarazione Isee, che comporti il venir meno dei requisiti.

Per sapere come compilare la domanda: Domanda reddito e pensione di cittadinanza.

Cambia l’Isee per la pensione di cittadinanza

Cambiano, grazie alla conversione in legge del decreto Crescita, le regole sulla dichiarazione Isee, indispensabile per ottenere la pensione di cittadinanza. In particolare:

  • la validità dell’attestazione Isee 2019 (relativa alla dichiarazione Isee presentata nel 2019) scadrà il 15 gennaio 2020;
  • la validità dell’attestazione Isee 2020 scadrà il 31 dicembre 2020;
  • la validità delle attestazioni Isee presentate gli anni successivi scadrà il 31 dicembre dell’anno di presentazione della dichiarazione;
  • a settembre 2019 non ci sarà il debutto dell’Isee precompilato;
  • in compenso, a breve arriverà il nuovo Isee corrente, valido 6 mesi, che potrà essere ottenuto da chi perde il lavoro o un sussidio, come la pensione di cittadinanza;
  • ai fini dell’attestazione Isee si potrà chiedere il riferimento ai redditi dell’anno precedente, e non del secondo anno precedente.

Per conoscere tutte le novità: Nuovo Isee, che cosa cambia.


35 Commenti

  1. strano perche` si deve richiedere all’ufficio per l’impiego che verranno potenziati, quindi cosa c’entra il comune?

  2. chi ha l’assegno di invalidita’ civile quando matura l’eta’ della pensione, percepiranno la differenza tra assegno invalidita’ e 780 euro?

  3. non parlate mai dell’integrazione all’assegno di invalidità come si può vivere con 280 euro?

    1. Ma si può sapere con chiarezza a quando deve essere isee con un componenti della famiglia invalido civile 100% con figlio minore e moglie

      1. Sino a un massimo di 9.360 euro, in base a quanto emerge dalla nuova bozza di decreto sul reddito di cittadinanza

        1. Salve volevo sapere chi a un isee di 7000 euro con un solo coniuge che lavora mi spetta il reddito di cittadinanza

  4. per chi ha una pensione minima di circa 540 € + la reversibilità di circa 360 € ha diritto alla revisione della pensione nel 2019 ?

    1. Bisogna verificare la situazione del nucleo familiare: quanti sono i componenti, quali sono i loro redditi, il patrimonio immobiliare e mobiliare, i veicoli…Comunque, un conto è l’integrazione della pensione con la pensione di cittadinanza o col reddito di cittadinanza (non si tratta di un’integrazione diretta, ma riconosciuta con carta acquisti), un conto la revisione della pensione, che è ben altra cosa…Se hai bisogno di una consulenza approfondita in materia di previdenza, puoi richiederla a questo link https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza?ty=consulenza-previdenza

  5. Se io ho un CUD Inps con la pensione di 656 Eur netti perché dovrei andare al comune e come me tutti gli altri.

  6. Scusate ma nessuno sa del trattamento per chi e inabile al 100 x 100 e percepisco 2 92 euro se e non avendo altri reddito .
    rientrano nella pensione di cittadinanza

    1. In base a quanto emerge dal nuovo decreto dovrebbe aver diritto. Bisogna però vedere se gli altri componenti della sua famiglia anagrafica hanno redditi, patrimonio mobiliare e immobiliare entro i limiti previsti

    1. Purtroppo, in base a quanto indicato nel decreto, per ottenere il reddito di cittadinanza si deve essere residenti in Italia continuativamente da almeno 10 anni

  7. Se percepisco una pensione di 220 euro mensili, una vergogna, dato che mi cumulato il reddito catastale per la pensione minima…. , ma il mio reddito catastale, non produce redditi, anzi…
    Con quei 220 euro mi tocca pagare anche le tasse comunali su gli immobili che non fanno reddito vero, e non quello catastale… una vergogna!
    Quindi per me niente pensione di cittadinanza?
    Dovrò vendere i miei immobili per mangiare?

  8. Salve,
    siamo una coppia sposati, uno è pensionato l’altra nò, il nostro ISEE è inferiore a € 8000,
    vorrei sapere quanto ci spetta di pensione di Cittadinanza e,se anche a mia moglie ha diritto alla pensione.
    Ringrazio anticipatamente Italo

  9. signori/re in riferimento agli invalidi civili parziali e totali sarà direttamente l’inps ad aggiornare i relativi adeguamenti

    1. Per il reddito e la pensione di cittadinanza occorrerà fare domanda al Caf o alle Poste, oppure anche assieme alla dichiarazione Isee, sia al Caf che nel sito Inps.

    1. Tutto resta com’è, non è obbligatorio chiederla. L’Inps dovrebbe comunque informare della possibilità di ottenere il sussidio in più con una comunicazione.

  10. Ho una pensione di vecchiaia di €718 lordi al mese.
    Vorrei sapere se mi spetta l’adeguamento a 780 netti al mese.Grazie

    1. Bisogna verificare la situazione del nucleo familiare: quanti sono i componenti, quali sono i loro redditi, il patrimonio immobiliare e mobiliare, i veicoli…Comunque, un conto è l’integrazione della pensione con la pensione di cittadinanza o col reddito di cittadinanza (non si tratta di un’integrazione diretta, ma riconosciuta con carta acquisti), un conto l’adeguamento della pensione, che è ben altra cosa…Questo è il link per le consulenze approfondite in materia di previdenza
      https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza?ty=consulenza-previdenza

  11. Sono scioccata, faccio una domanda, anche se penso di conoscere la risposta…Mia mamma percepisce una pensione minima di 519 euro (reversibilità perche’ vedova) , ma ha 59 anni..e praticamente anche stavolta sarà tagliata fuori dall’aumento giusto? Mi sembra di aver letto over 67 giusto?Ma possibile che in questo paese si aiutino sempre e comunque e solo gli anziani???? Il bello è che ne deduco che non puo’ richiedere neanche il reddito di cittadinanza..una persona alla soglia dei 60 piena di acciacchi che resta ancora una volta con un pugno di soldi in mano…oramai per percepire qualcosa in piu’ si sta solo augurando di invecchiare il prima possibile assurdo…

  12. Vorrei sapere se io titolare di pensione inf.a .a 780,00 euro e con eta’ di 71 anni posso avere la pensione di cittadinanza vivendo con mia moglie titolare di indennizzo chiusura attivita’ commerciale pari a euro 512,00 e con eta’ di 63 anni.Grazie

    1. Per i nuclei familiari composti esclusivamente da una o più persone di età pari o superiore a 67 anni, il reddito di cittadinanza assume la denominazione di pensione di cittadinanza, quale misura di contrasto alla povertà delle persone anziane. In base alla conversione in legge del decreto sul reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza può essere riconosciuta ai nuclei familiari i cui componenti abbiano almeno 67 anni o siano disabili gravi o non autosufficienti. I requisiti per l’accesso e le regole di definizione del beneficio economico sono le stesse del reddito di cittadinanza, salvo alcune specifiche che puoi scoprire nel nostro articolo sulla pensione di cittadinanza https://www.laleggepertutti.it/238138_pensione-di-cittadinanza

  13. Sono un pensionato con un ISEE sotto i 6000€ con moglie a carico senza pensione anni 64, tutti parametri chiesti per adeguamento della pensione a 780 sono corretti, ma non è stata accettata la mia domanda in quanto mia moglie doveva avere anni 77? assurdo in quanto se aveva anni 77 prendeva la sociale nel caso specifico contributiva con 25 anni di contributi?, che cosa posso fare? grazie

    1. Mi sembra un fatto davvero insolito, considerando che il Dl 4/2019 prevede che la pensione di cittadinanza debba essere erogata ai nuclei familiari in cui tutti i componenti hanno almeno 67 anni o sono disabili gravi. Sarebbe necessario vedere gli atti.
      Qui il link per le consulenze in materia di previdenza, se desidera approfondire e inquadrare la situazione con certezza
      https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza?ty=consulenza-previdenza

  14. Salve vorrei sapere se mio figlio che ha 42 anni ed è sordomuto percepisce i trattamenti economici per la sua categoria,di circa 500€ nel suo caso si tratta di pensione oppure reddito di cittadinanza. grazie

  15. Mio marito percepisce da questo mese una pensione di vecchiaia di seicento dodici euro con ,21di contributi e io moglie a carico con un ISEE di ,2 500 EURO le spetta l aumento di 7 80 Euro ?

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