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Malattie veneree: come si prendono?

10 settembre 2018 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 10 settembre 2018



Le malattie sessualmente trasmissibili sono in costante aumento, nonostante ciò una mancata consapevolezza del rischio induce a non adottare atteggiamenti responsabili per proteggersi dal contagio.

Le malattie veneree (il termine veneree fa riferimento a Venere, dea dell’Amore), classificate anche come Infezioni Sessualmente Trasmesse, costituiscono un gruppo eterogeneo di patologie. Sono dovute a diversi microrganismi e presentano una notevole variabilità per quanto riguarda il periodo di incubazione, i sintomi, il decorso, la gravità e la possibilità di cura. La frequenza di comportamenti a rischio (molteplici partner, rapporti senza protezione) e la maggiore vulnerabilità dei soggetti esposti (infezioni concomitanti, giovane età) ha fatto registrare negli ultimi anni un sempre maggior numero di casi. Malgrado le numerose campagne d’informazione, rimane una scarsa conoscenza dei diversi quadri clinici e una generale riluttanza a parlarne. Ma quali sono le malattie veneree e come si prendono?

Quali sono le malattie veneree?

Le malattie veneree sono malattie infettive trasmesse prevalentemente attraverso rapporti sessuali. Un tempo le malattie veneree conosciute erano la sifilide, la gonorrea, il linfogranuloma venereo, l’ulcera molle.  L’evoluzione dei metodi di indagine ha permesso di individuare altri microrganismi (se ne contano più di trenta) che attraverso un contatto sessuale sono responsabili di infezioni alle vie genito-urinarie, pertanto attualmente si classificano tutte le malattie conseguenti a infezione da contagio sessuale come Malattie sessualmente trasmissibili. Sono infezioni che colpiscono prevalentemente individui di entrambi i sessi di età compresa tra quindici e quarantacinque anni, non sempre evolvono verso la malattia conclamata ma decorrono asintomatiche pertanto l’individuo diffonde l’infezione a sua insaputa. Questo determina un problema di salute pubblica per le complicanze, anche mortali, conseguenti alle malattie veneree non diagnosticate e quindi non curate. L’OMS ha suggerito di modificare il termine “malattia” in “infezione” allo scopo di sottolineare come, a seguito del contagio, possano non essere presenti dei sintomi.

I microrganismi responsabili di malattie veneree sono:

  • i batteri che determinano sifilidee gonorrea, malattie di cui si registra un aumento dei casi. Infezione da Gardnerella vaginalis, ChlamydiaTrachomatis (è la malattia venerea più frequente in Italia), Mycoplasma genitalium, Ureaplasma urealyticum;
  • virus: infezione da HIV, HPV, Herpes genitale, virus dell’epatite B e C;
  • protozoi:Tricomoniasi;
  • funghi: infezione da Candida albicans.

Il periodo di incubazione, a seconda del microrganismo responsabile, varia da alcuni giorni fino a diversi anni.

La maggior parte delle malattie veneree, escluso alcune eccezioni come l’infezione da HIV e dal virus dell’epatite B e C, interessa inizialmente la zona genitale e urinaria e i sintomi si localizzano nella zona in cui è avvenuto il contatto: vagina, vulva, pene, cavo orale, ano.

Il quadro clinico, anche quando è causato da agenti infettivi differenti, può essere sovrapponibile per quanto riguarda i sintomi genito-urinari. I più frequenti sono:

  • secrezione genitale sia maschile che femminile;
  • lesioni cutanee e mucose;
  • prurito nelle zone genitali;
  • bruciore durante la minzione.

Le malattie veneree possono determinare infezioni croniche difficili da trattare e complicanze a lungo termine. Sono responsabili di sterilità e infertilità maschile e femminile, tumori, parto pretermine, gravidanze extra-uterine. Possono essere trasmesse al neonato durante il parto.

Le malattie sessualmente trasmissibili non danno immunità permanente per cui è possibile la reinfezione.

Come si prendono le malattie veneree?

I microrganismi responsabili delle malattie veneree sono generalmente specifici per l’uomo e non sopravvivono fuori dall’organismo. Perché avvenga il contagio è necessario che i liquidi organici infetti giungano a contatto con le mucose del partner. È raro, ma non impossibile, il contagio attraverso oggetti infetti.

La trasmissione delle malattie veneree avviene:

  • prevalentemente attraverso il contatto sessuale;
  • in misura minore con il sangue: contatto tra il sangue infetto e una lesione/lacerazione della cute o della mucosa.

Il contagio sessuale può avvenire attraverso:

  • il rapporto completo: pene in vagina;
  • rapporto incompleto con eiaculazione in prossimità della zona ano-genitale;
  • rapporto anale: presenta un maggior rischio conseguente alle eventuali lacerazioni;
  • rapporto orale.

Tutte le pratiche sessuali non protette comportano un rischio più o meno elevato di trasmettere le malattie veneree.

I comportamenti sessuali si possono suddividere in due categorie:

  • a basso rischio di contagiosità: i baci, le carezze, la masturbazione, la stimolazione sessuale manuale del partner;
  • ad alto rischio di contagiosità: rapporti sessuali senza il preservativo, rapporti anali, rapporti orali senza protezione.

Sono considerate persone a rischio di contrarre una malattia venerea:

  • individui di giovane età sessualmente attivi;
  • individui che hanno rapporti sessuali non protetti con più partner;
  • partner portatori di infezione sessualmente trasmessa.

La prevenzione delle malattie veneree è rappresentata dal preservativo maschile e femminile e dal Dental Dam (quadrato in lattice che protegge il contatto bocca-vagina, bocca-ano).


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