Salute e benessere | Storie di avvocati

Cefalea: cause, sintomi e rimedi

15 settembre 2018


Cefalea: cause, sintomi e rimedi

> Salute e benessere Pubblicato il 15 settembre 2018



Soffri spesso di mal di testa? Allora è importante capire la natura della tua cefalea, le possibili cause e, soprattutto, i rimedi. In special modo quando l’emicrania è invalidante.

Poche cose sono davvero dolorose e tra queste un posto d’onore va assegnato alla cefalea, particolarmente invasiva quando coinvolge anche gli occhi, al punto da doverli tenere chiusi pur di alleviare il dolore e, dunque, di doversi fermare da qualunque propria attività. In questi casi la cefalea arriva ad essere invalidante, vale a dire tanto forte da costringere il malato a dover lasciare tutto ciò che sta facendo per tentare di riposare e, quindi, di far svanire il dolore. Il problema è che non sempre è semplice comprendere la natura della cefalea né la sua causa. Infatti, talvolta il dolore alla testa dipende dallo stress: compare in alcuni soggetti che, continuamente in tensione o in iper-attività, non dedicano del tempo a se stessi per ‘scaricare’ lo stress corporeo e mentale, così accumulando una carica eccessiva che può sfociare nel dolente mal di testa. Ma la prima domanda a cui rispondere è come riconoscere la cefalea? Infatti, esistono cefalee primarie e cefalee secondarie, per cui è già un primo passo il sapere quando si parla di un semplice mal di testa o di una vera a propria cefalea primaria. Ed è possibile effettuare questa iniziale identificazione grazie allo studio dei suoi sintomi. L’altro aspetto che soprattutto interessa è comprendere quali rimedi si possono utilizzare per alleviare od eliminare la sensazione dolorosa. Ed allora proviamo a rispondere a quesiti come: la cefalea si può prevenire? Appena compare è necessario porvi rimedio o attendere per vedere se va via da sola? Cosa prendere per la cefalea? Conviene usare i medicinali, spesso immediati nei loro effetti lenitivi, oppure esistono dei rimedi tradizionali più rispettosi del nostro organismo? Bene, vediamo di affrontare insieme l’argomento e di imparare sulla cefalea: cause, sintomi e rimedi.

Come riconoscere la cefalea ed i suoi sintomi

La cefalea sostanzialmente consiste in una sensazione dolorosa a carico della testa che non risparmia nessuno: dai bambini più piccoli alle persone anziane. Normalmente vengono presi in considerazione due tipi di cefalea e, precisamente:

  • la cefalea tensiva che è caratterizzata dal dolore costrittivo della testa bilaterale, cioè si manifesta come una stretta su ambo i lati della testa, e può essere episodica ma può anche diventare cronica, nel caso in cui la frequenza della sua comparsa aumenti. Normalmente non impedisce le attività quotidiane e non si aggrava all’aumento dello sforzo fisico. Secondo le statistiche la cefalea tensiva è il disturbo alla testa più diffuso, colpendo quasi il 50% della popolazione italiana.
  • e la cefalea a grappolo che è caratterizzata da un forte dolore unilaterale, dunque su un solo lato della testa, accompagnato generalmente da altri sintomi come la sudorazione della fronte oppure la lacrimazione dell’occhio, afferente alla parte colpita, o ancora arrossamento oculare.

La cefalea tensiva e quella a grappolo fanno parte della macro-categoria di cefalee primarie, cioè non legate né dipendenti da altre patologie. Di diversa natura, invece, sono  le cefalee secondarie che, per l’appunto, rappresentano uno ‘strascico’, un sintomo secondario di un’altra specifica malattia sottostante come può essere, ad esempio, il banale mal di denti oppure una malattia oculare o, ancora, un trauma cranico.

C’è chi poi distingue l’emicrania con e senza aura, tenendo presente che col termine ‘aura’ ci si riferisce all’insieme dei disturbi che accompagnano l’insorgenza del dolore, come disturbi visivi, neurologici o motori.

Ad ogni modo, di qualunque natura sia la tua emicrania non devi sottovalutarla proprio per evitare che, nel caso di cefalea primaria, possa diventare cronica.

La diagnosi

Numerosi studi sono stati condotti sulle cefalee soprattutto su come approcciare e procedere in termini di percorsi diagnostici-terapeutici per tale malessere e spesso le direttive ed i consigli sono stati diversi, a seconda dell’orientamento abbracciato da questa o quell’altra corrente medica appartenenti a Paesi differenti. Certamente, l’indicazione su cui tutti concordano è evitare l’abuso di farmaci sintomatici, cioè quelli che agiscono solo sui sintomi della malattia, perché possono portare alla cronicizzazione della cefalea. Nonostante le differenze di vedute, però, esistono delle linee guida nella fase diagnostica della patologia che possiamo così riassumere:

  •  Si acquisiscono dal paziente informazioni sulla familiarità del problema, cioè se e chi ha mai sofferto, o soffre, di questo disturbo nella propria famiglia (parenti di primo grado) ed in caso positivo si vanno a rintracciare l’esordio, la sede del dolore, la frequenza degli attacchi e come lo ha curato;
  • Si acquisiscono tutte le informazioni sulla storia clinica della persona come la comparsa del problema, la sede del dolore, la frequenza e quanto altro utile a ricostruire l’esordio, la progressione della patologia indagando sugli eventuali fattori scatenanti (eventi stressanti o calo di stress nell’emicrania da week end, alimentazione ecc.);
  • È importante anche definire il grado di intensità del dolore, per adattare la il trattamento alle necessità personali del paziente (intensità bassa, che non limita le attività quotidiane; intensità media, con limitazione delle attività del soggetto ma senza necessità di allettarsi; intensità elevata, fortemente menomante le attività della persona tanto da costringere quest’ultima ad andare a letto).

Esami clinici ed esame neurologico

  • Gli esami clinici generali da far effettuare al paziente, al fine di avere un quadro clinico completo, sono, ad esempio, la misurazione della pressione arteriosa, del battito cardiaco o della temperatura corporea;
  • L’esame neurologico obiettivo è importante perché permette di vedere se esistono eventuali patologie che colpiscono il sistema nervoso, centrale e periferico, e può prevedere l’analisi delle funzioni dei nervi cranici, del sistema motorio, dello stato mentale ecc. Ad esempio, mediante la valutazione del senso dell’equilibrio, dei riflessi, dell’orientamento agli stimoli visivi o tattili per poi passare, ove necessario, all’esecuzione di esami strumentali più approfonditi.

Esami strumentali più comuni

  • Elettroencefalogramma – EEG, che è un esame strumentale che rileva l’attività cerebrale mediante gli impulsi che vengono trasmessi dal cervello all’apparecchio misuratore, ed è da usarsi in casi veramente importanti come encefaliti o disturbi del sonno;
  • La TAC del cranio, che grazie all’ausilio di computer ‘fotografa’ il nostro cervello ed i suoi muscoli a strati, assieme alle cavità nasali e degli occhi, ed occorre soprattutto nei casi di traumi, emorragie, infiammazioni oppure malformazioni artero-venose;
  • La risonanza magnetica nucleare – RMN è un altro esame strumentale molto simile alla tac ma che permette, grazie alla sua maggiore precisione, di vedere strutture invisibili alla tac come vene ed arterie.

Le cause della cefalea ed i rimedi tradizionali

Ecco, questo aspetto rappresenta il punto più difficile da trattare atteso che, in realtà, secondo gli studi medici, molteplici possono essere i fattori scatenanti una cefalea. Sebbene, tutti gli specialisti concordino che la identificazione della causa sia indispensabile sia per tentare di prevenire le sue manifestazioni, impedendo lo stesso ‘concepimento’ del dolore, sia per curarlo in maniera mirata e, dunque, con effetti terapeutici più veloci, meno dannosi per l’organismo e più efficaci sotto ogni punto di vista, il problema si pone proprio nella fase iniziale della diagnosi, cioè del momento in cui il medico deve identificarne le origini. Vediamo di analizzare, tipo dopo tipo, i singoli possibili fattori di scatenamento della cefalea e quelli che sono i rimedi consigliati per ciascuno di essi. Fermo restando che l’automedicazione in questi casi è sempre sconsigliato, ciò non vieta che dell’argomento se ne abbia una conoscenza anche sommaria, al fine di comprendere più velocemente i concetti di cui il medico ci parlerà e nel rispetto del vecchio detto ‘impara l’arte e mettila da parte’.

Stress

Ne abbiamo parlato nell’introduzione: anche lo stress, fisico o mentale, è causa di emicrania. L’origine principale è, dunque, l’ansia che si può subire durante alcuni momenti della nostra vita, come ad esempio lo stress emotivo di fronte ad eventi drammatici oppure ad una fase di cambiamento nella propria vita, personale (un matrimonio, un funerale) o lavorativa (una possibile promozione, una scadenza professionale) o, ancora, ad uno sforzo fisico prolungato o quando si è fuori allenamento. Ma attenzione: esiste anche l’emicrania del week end che colpisce, cioè, proprio quando ci si riposa e, dunque, nei giorni di relax come le feste ed i week end. Ma la causa è sempre la stanchezza da stress che poi viene ‘scaricata’ quando mente e fisico rallentano le proprie attività.

Rimedio all’emicrania da stress: sembrerà banale eppure non lo è, un costante esercizio fisico aiuta a prevenire e curare questo tipo di patologia perché da un lato equilibra il glucosio e, dall’altro, migliora la respirazione, molto importante perché quando si ha ansia il ritmo del nostro respiro viene alterato.

Fattori ambientali

Le variazioni atmosferiche e climatiche, l’esposizione a sbalzi di temperatura caldo/freddo, il dover affrontare alte quote (come le salite in montagna), i rumori assordanti o gli odori forti sono tutte altre possibili cause di dolori alla testa. Ovviamente ogni potenziale origine scatenante può essere oggetto di prevenzione, perché in caso contrario l’aiuto sarà di tipo medico, successivo all’inizio del dolore.

Ad esempio, si può fare in modo di stare in ambienti ‘stabili’, oppure si potrà evitare di sottoporre il fisico a sbalzi di temperature e, ad esempio, in caso di salita su alture, basterà affrontare la arrampicata gradualmente, dando tempo al fisico di adattarsi ai cambiamenti. Ed ancora, se si vive in zone con rumori assordanti o pessimi odori, si potranno installare i doppi vetri o predisporre apparecchi che impediscano alle esalazioni esterne di inquinare l’ambiente di vita domestica. Tutto questo, ovviamente, in via preventiva. Se non si riesce, la soluzione più veloce è l’assunzione di anti-infiammatori o anti-dolorifici.

Sonno

Lo squilibrio sonno-veglia è un altro potenziale fattore scatenante del mal di testa. Dunque, dormire poco o dormire troppo può determinare l’emicrania, che può manifestarsi anche appena svegli. Anche in questo caso, i rimedi sono dettati dalla stessa ragionevolezza ed i consigli sono suggeriti più dalla saggezza che non da vere e proprie competenze mediche, ad esempio, stabilire degli orari per andare a dormire e per svegliarsi, che siano rispettati al fine di evitare disequilibri sonno-veglia; oppure, evitare di dormire più del dovuto.

Fumo

La chiamano ‘emicrania da tabacco’ e compare anche con l’uso di cinque sigarette al giorno. In effetti, esiste una relazione tra l’attacco di emicrania ed il numero di sigarette. Ovviamente, il rimedio auspicabile sarebbe quello di smettere di fumare. In caso contrario, sicuramente ridurne il numero quotidiano fino a quando l’emicrania smetterà di perseguitarvi.

Alimentazione

L’origine alimentare ha una duplice manifestazione, vale a dire che la causa della cefalea può essere sia l’insufficiente assunzione di cibo sia la reazione del corpo all’assunzione di cibi specifici. Vediamo più da vicino il duplice problema.

  • Insufficiente o spropositata assunzione di cibo. Ebbene sì: sia la dieta prolungata e l’assunzione spasmodica di alimenti può essere origine dell’emicrania, la soluzione è quella fornita dalla ragionevolezza: rispettivamente, limitare i giorni di dieta o ridurre la quantità di cibo.
  • Assunzione di alimenti specifici. Secondo alcuni specialisti esistono dei cibi che possono scatenare un attacco di emicrania e che sono anche semplici da smascherare perché è dopo la loro assunzione che il dolore comincia. Tra questi alimenti vi sono: superalcolici, vino, formaggi stagionati e freschi, molluschi, hot dog ed insaccati, uova, cioccolato (ahi noi), caffè. Il rimedio, banalmente, è l’eliminazione o riduzione dell’alimento ‘incriminato’.

Dolore muscolare-scheletrico

Qui l’origine è da trovarsi nelle posture errate determinate non da patologie sottese (che abbiamo detto sono tipiche delle emicranie secondarie) ma da cattive abitudini. Dunque, lo stare seduto in modo scorretto davanti al computer o nella autovettura (magari per lavoro e durante tutta la giornata). Il rimedio è semplice: imparare a mantenere una postura corretta, eventualmente anche con l’ausilio –all’inizio- di fasce posturali. In caso di comparsa del dolore: l’uso di anti-infiammatori o anti-dolorifici.

Abuso di farmaci

Sino ad ora si è raccomandato di evitare l’auto-medicazione, soprattutto quando non si conosce la natura e la causa della propria emicrania, situazione tipica all’inizio della patologia, per evitare la cronicizzazione della cefalea. Ma l’auto-medicazione è da evitare in generale, perché può causare anche un uso errato dei farmaci che, dunque, può essere –a sua volta- origine della emicrania.

Sbalzi ormonali

Secondo gli studi circa il 90% delle donne soffre di emicrania durante il ciclo. Ecco, questo è un tipico esempio di mal di testa determinato da sbalzi ormonali. I rimedi consigliati sono anche qui, in via preventiva, l’utilizzo di integratori di magnesio, ottimo alleato delle donne in questi casi, ed un maggior riposo (le famose otto ore di sonno!). In caso di comparsa dell’emicrania, la soluzione è quella dell’uso di antidolorifici. A tal proposito alcuni medici raccomandano di utilizzare subito i medicinali, alla prima comparsa degli stati dolenti onde evitare che l’emicrania peggiori e sia, così, più lungo il cammino per ritornare ad uno stato normale, privo di dolore.

I rimedi più innovativi

Si è già avuto modo di dire che la cura degli attacchi di cefalea si basa sostanzialmente sull’uso di antinfiammatori non steroidei e sul riposo. Anche se la terapia della cefalea muscolo-tensiva, ad esempio, si basa di più su altre tecniche come massaggi, metodi di rilassamento e persino psicoterapia oltre che sull’uso di farmaci. Ma gli studi di settore stanno proseguendo e metodologie sempre più innovative si fanno avanti che propongono profilassi non farmacologiche della patologia. Questo è il caso della neurostimolazione anti-emicrania. Si tratta, in concreto, dell’uso di un device (apparecchio) portatile, utilizzabile anche in casa ed autogestibile, che invia impulsi elettrici al nervo vago, che è il nervo che passa attraverso il collo fino ad arrivare al cervello. Il neurostimolatore va usato ai primi segni di arrivo della cefalea, appoggiandolo proprio sul collo da dove invierà stimoli per qualche minuto proprio tramite il nervo vago. Certamente, prima dell’uso di questo tipo di apparecchio è importante l’educazione del paziente al suo uso corretto.

E chi lo ha detto che innovazione vuol dire solo tecnologia? Ad esempio, dalla tradizione orientale, alcuni studi hanno acquisito la tecnica della agopuntura per curare le cefalee. Sono molti i pazienti a consigliarla ma in merito ai suoi reali effetti terapeutici ancora si sta studiando sia perché alcuni esperimenti hanno dimostrato che l’effetto placebo [1] della agopuntura è maggiore rispetto all’effetto terapeutico vero e proprio; sia perché i pochi dati esistenti non permettono di dimostrare con certezza o elevata probabilità l’efficacia di questa tecnica. Tuttavia, alcuni benefici ci sono anche se, secondo gli studi medici, questi tendono a scomparire dopo breve tempo dalla sospensione della agopuntura.

di Samantha Mendicino

note

[1] Ogni medicinale ha un duplice effetto: l’effetto terapeutico, che dipende dal principio attivo presente nel farmaco; e l’effetto placebo, cioè l’idea di sentirsi meglio solo per il fatto di aver assunto il medicinale. Si dice, dunque, che una determinata pratica ha più un effetto placebo rispetto a quello farmaceutico o terapeutico, per esprimere il concetto secondo cui a far sentire meglio il paziente è più l’idea che possa far bene quella tecnica piuttosto che il reale effetto terapeutico.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI