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Diabete: come riconoscerlo, sintomi

5 settembre 2018


Diabete: come riconoscerlo, sintomi

> Salute e benessere Pubblicato il 5 settembre 2018



Colpisce gli adulti ma anche i giovanissimi ed i bambini. E’ una patologia insidiosa perché non semplice da scoprire e pericolosa perché porta con sé brutte sorprese. Comprendiamo come scoprire il diabete

I sintomi del diabete possono manifestarsi in forma marcata, con una dirompenza capace di dare un allarme che porterebbe anche la persona più disattenta a recarsi immediatamente dal medico. Ma possono essere anche sottili, quasi impercettibili perché facilmente confondibili con i normali sintomi di ‘alti e bassi’ della vita quotidiana. Ad esempio, la perdita di peso, può essere associata ad un periodo di stress oppure all’efficacia dello sport che si sta praticando; o la continua sete, può essere associata alla alimentazione un po’ disordinata o, nel periodo estivo, ad una normale reazione del fisico al caldo; o, ancora, la presenza di lividi lenti a guarire, può essere considerata normale in chi soffre di fragilità capillare. Ecco questi, ed anche gli altri, sintomi di questa patologia non necessariamente portano a pensare che forse una capatina dal diabetologo converrebbe, perché sono segnali che facilmente possiamo associare ad altre situazioni. Spesso solo dopo la diagnosi, la visione di insieme di ciò che accade al nostro corpo assume un significato più chiaro. Magari, quando abbiamo fatto passare troppo tempo prima di correre ai ripari. La difficoltà nel ricondurre certi sintomi a questa patologia dipende anche dal fatto che esistono diverse tipologie di diabete ed i confini tra l’uno e l’altro tipo sono labili, così come le loro avvisaglie. Ma anche quando solo si ha il dubbio, è necessario affrontare le nebbie e cercare di fare luce, soprattutto quando la persona ha tenera età. Il diabete non risparmia davvero nessuno: bambini, ragazzi, adulti e gestanti.  Dunque, proviamo a capire come riconoscere il diabete con delle semplici precauzioni e con l’analisi dei suoi sintomi. Infatti, è certamente utile conoscere quelle che sono le spie più comuni della patologia anche solo per capire, con alcuni test a cui sottoporsi, se si è a rischio diabete.

I sintomi più comuni del diabete

L’aspetto veramente problematico e fastidioso del diabete è che la sua presenza causa degli effetti collaterali a nocumento di differenti parti del nostro corpo, nel senso che tante sono le aree del nostro organismo che la patologia può colpire, come gli occhi, il cuore, le arterie, i reni e persino i piedi. Perciò, mai come in questo caso ben si addice il detto ‘prevenire è meglio che curare’. Quelli che seguono rappresentano alcune delle avvisaglie più comuni che si manifestano nei soggetti che hanno il diabete. Come anticipato nella introduzione, si tratta di spie che facilmente possono passare inosservate ma che, se si conoscono, aiutano a comprendere quando è il caso di approfondire il nostro stato di salute, soprattutto quando si presentano contemporaneamente più dei seguenti sintomi. Occorre precisare, sin da subito, che contrariamente ad altre malattie, come la polmonite ad esempio, il diabete si combatte con l’ausilio non solo dello specialista, cioè il diabetologo, ma anche di altri medici. Così come è fondamentale il monitoraggio periodico del nostro stato di benessere sia con esami di laboratorio, come l’esame della emoglobina glicata o glicosilata oppure quello del colesterolo o, ancora, l’esame della microalbuminuria, che misura la presenza della proteina nota come l’albumina nelle urine; sia con esami strumentali, come l’elettrocardiogramma o l’esame della pressione, atteso che il diabete è spesso associato ad ipertensione. Questi controlli assumono importanza sia nella fase di diagnosi sia, una volta scoperta la malattia, nella fase della cura, ad esempio, per valutare l’andamento della terapia ed apportare, laddove necessario, delle modifiche. Insomma: più la patologia è subdola, maggiori dovranno essere le nostre precauzioni. Ma procediamo per ordine, partendo con quelli che rappresentano i più comuni sintomi del diabete.

Perdita di peso improvvisa

È notorio che una delle cause del diabete è il sovrappeso. Ebbene, una cosa è la causa un’altra è però il sintomo. La perdita di peso come conseguenza del diabete è presto spiegata: infatti, se il glucosio, che è il nutriente essenziale per tutte le nostre cellule, non può essere utilizzato dal nostro organismo, questo sarà costretto a cercare altrove le proprie fonti energetiche. A ciò il corpo potrà sopperire aggredendo proprio le proteine muscolari ed i grassi, determinando la perdita di peso del malato.

Visione offuscata

La difficoltà degli occhi nel concentrarsi a vedere gli oggetti è un’altra delle spie del diabete. Generalmente ciò avviene a causa di fluido che entra nell’occhio, rendendo offuscata la visione. Il problema più grave è che il diabete, se non curato, può portare all’edema maculare, che si verifica quando il liquido va ad intaccare la macula, che altro non è che quella parte di retina che offre la visione ben centrata. Oppure alla retinopatia proliferativa che si ha quando sono i vasi sanguigni a concentrarsi nel centro dell’occhio.

Comparsa frequente di infezioni

Le alterazioni circolatorie ed immunitarie causate dal diabete conducono il soggetto portatore di questa patologia anche a soffrire di complicanze infettive. La più comune è, ad esempio, l’infezione al piede con complicanze che partono dalle ulcere a finire ad infezioni capaci di intaccare anche le ossa. Ma non solo, perché l’iperglicemia causa patologie ai vasi sanguigni ed abbassa l’attività antibatterica dell’urina, con conseguenti frequenti comparse di infezioni anche alle aree vaginali (come la cistite), alla vescica e finanche alla pelle. Il fatto, poi, che le urine del diabetico sono ricche di zuccheri le trasforma in ottimo terreno per i microrganismi infettivi.

Necessità costante di urinare

In gergo medico si chiama ‘poliuria’ ed indica la necessità di urinare spesso ed in modo abbondante. Il diabete determina anche questa problematica perché sono proprio le urine la più semplice strada per consentire al corpo di espellere il glucosio che sovrabbonda nell’organismo. Sintomo che diviene più spiacevole se accade durante la notte, costringendo la persona a svegliarsi per andare in bagno anche due o più volte.

Sete quasi sempre presente o aumento dell’appetito

La necessità anomala di continua ed abbondante minzione porta con sé la disidratazione del corpo che, a sua volta, andrà ad aumentare la sete: sintomo che in gergo medico viene definito come ‘polidipsia’.

Ma non solo: perché il diabete può essere il motivo dell’aumento dell’appetito, quindi, della ingestione di cibo in misura superiore alla normalità.

Lividi lenti a guarire

Anche se si hanno dei lividi o delle ferite che impiegano più tempo del solito per guarire rappresenta un altro (possibile) sintomo del diabete, determinato dalla eccessiva presenza di zuccheri nel sangue.

Stanchezza od irritabilità ingiustificate

Abbiamo visto quante complicanze il diabete comporta al nostro organismo (aumento di sete, aumento di appetito, necessità di urinare spesso, infezioni frequenti…) che, dunque, va necessariamente sotto sforzo. Tutta questa energia che viene consumata senza poter essere reintegrata in modo corretto, inevitabilmente porta con sé la stanchezza, fisica e mentale, addirittura i sintomi della depressione e, in alcuni casi, la irritabilità.

Intorpidimento a mani o piedi (più noto come formicolio)

Anche il sistema nervoso periferico viene intaccato dalla quantità eccessiva di zuccheri nel sangue e ben può accadere che il diabetico possa soffrire ripetutamente di formicolio od intorpidimento a mani e piedi.

Nausea o vomito

Questo sintomo prende il nome di ‘chetoacidosi’ e rappresenta quella complicanza metabolica che si ha quando, in assenza della insulina che permette alle cellule di potersi nutrire naturalmente del glucosio, il corpo va a cercare le proprie energie bruciando i grassi e producendo delle sostanze di scarto che sono chiamati ‘chetoni’. I corpi chetonici sono difficili da eliminare ed andando a confluire nel sangue, acidificandolo, causano, appunto, nausea e/o vomito.

Come scoprire il diabete

Il segreto per vincere, in tutte le malattie, è quello di identificare il problema precocemente. Ma questa è la fortuna di non molti. L’unico aiuto che possiamo, e dobbiamo, darci è quello di procedere immediatamente, appena si ha il dubbio di soffrire di questa patologia, alle analisi di rito. Si tratta, sostanzialmente, delle analisi del sangue che vengono effettuate a digiuno e delle analisi delle urine: si tratta di esami, da effettuarsi preferibilmente assieme, che possono essere realizzati anche nelle farmacie a ciò attrezzate o che, in ogni caso, possono attuarsi nei laboratori di analisi. Soprattutto nella fase di diagnosi, non conviene affidarsi a quegli strumenti che, con la sola puntura del dito analizzano il sangue, misurando la glicemia [1]. Questa –infatti– è la fase più delicata, che richiede massima certezza o, comunque, elevata probabilità nei risultati delle analisi. Lo scopo di questi esami è quello di poter analizzare il livello di glucosio, ecco perché si richiede un approfondimento sia delle urine che del sangue. Dai risultati potrà emergere:

  • Che i livelli glicemici a digiuno sono tra i 70 ed i 110 mg/dl di sangue (milligrammi a decilitro) e, dunque, i valori della glicemia sono normali. Potrete tirare un sospiro di sollievo perché sarete considerati fuori rischio;
  • Che i valori sono indicativi della presenza di diabete. Questa conclusione comporterà che il medico di base con l’ausilio del diabetologo, o quest’ultimo stesso al quale sarete rimessi dal dottore in quanto specialista in materia, studierà un programma personalizzato adattandolo al vostro corpo ed alle vostre necessità per tenere sotto controllo il problema.
  • Che i valori della glicemia sono elevati, cioè superiori alla media, ma non tanto da indicare la presenza di diabete. Questa è una condizione che generalmente viene indicata come ‘pre-diabete’. In questo caso, il medico, da un lato, vi prescriverà un controllo periodico della glicemia, a seconda del grado di pericolosità emerso, e dall’altro, vi darà in via preventiva dei consigli sia di ordine alimentare che afferente allo stile di vita (quasi sempre l’esercizio di attività fisica è presente).

In linea generale, si può dire che è doveroso rivolgersi al medico se oltre ai sintomi sopra indicati, si riscontra nel proprio organismo un valore di glicemia a digiuno sopra ai 126 mg/dl di sangue oppure uno stato pre-diabetico pari ad un livello glicemico a digiuno tra i 100 ed i 125 mg/dl di sangue, che comunque è indice di un alterato stato di glicemia a digiuno.

di Samantha Mendicino

note

[1] La glicemia indica i livelli di zucchero nel sangue


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