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Diabete: come abbassarlo

10 settembre 2018


Diabete: come abbassarlo

> Salute e benessere Pubblicato il 10 settembre 2018



Hai trovato alti livelli di glucosio nel sangue? Ecco alcuni consigli pratici per abbassare i livelli della glicemia: alimentazione ed attività sportiva rimangono i rimedi principali.

Abbiamo avuto modo di approfondire in cosa consiste il diabete e perché viene definito il killer silenzioso. Abbiamo analizzato le sue diverse forme di manifestazione ed imparato che la prevenzione, prima, ed il monitoraggio, dopo, sono le uniche àncore di salvezza nel mare magnum del combattimento contro la patologia. Si è avuto anche modo di parlare delle complicanze derivanti dal diabete e dei suoi rapporti con la fertilità femminile e maschile. Oggi abbiamo modo di vedere quali sono alcuni accorgimenti che si possono porre in atto per abbassare il diabete in caso di necessità. Infatti, accade spesso che basti l’assunzione di un pasto che apporti più calorie del dovuto per far alzare i livelli della glicemia nel sangue. Ed in tal caso, così come il primo metodo per tenere sotto controllo la glicemia è certamente la pratica di uno sport, altrettanto si potrebbe fare, ad esempio, per ovviare a questo errore anche solo praticando una modica attività fisica che permette la riduzione del livello di zuccheri. Ovviamente, l’automonitoraggio, anche in queste ipotesi, rimane lo step fondamentale per tenere sotto controllo la buona riuscita, o meno, degli accorgimenti che si pongono in essere. Il primo consiglio è quello di fare attenzione ai metodi ‘fai da te’ perché è evidente che basta contattare il proprio medico di riferimento per sapere come comportarsi in ogni eventualità. Sia dimostrativo il seguente esempio: qualcuno potrebbe essere tentato, a fronte di un alto livello glicemico, di saltare il pasto successivo alla sua verificazione nella convinzione che ciò potrebbe abbassare i livelli di zucchero nel sangue. Ed, invece, saltare i pasti non risulta affatto una saggia decisione perché alcune ricerche sostengono che il digiuno, nel diabete di tipo 2, potrebbe far impennare la glicemia dopo i pasti e far diminuire la risposta insulinica.

Il problema delle impennate della glicemia ed i rimedi per abbassarla

Nell’arco della giornata è possibile che la combinazione di diversi fattori, o semplicemente un errore, ad esempio, nell’alimentazione o nell’utilizzo di un farmaco, possano determinare un innalzamento del livello della glicemia nel sangue. Ed, infatti, basta davvero una leggerezza od una distrazione perché il diabete si innalzi, ad esempio:

  • Con l’assunzione di carboidrati fuori pasto o in quantità superiore a quella raccomandata. Più nello specifico, in presenza di zuccheri semplici è facile che l’aumento della glicemia sia pressoché immediata mentre in caso di zuccheri complessi, come quelli presenti nel pane o nella pasta, l’innalzamento sarà più lento e riscontrabile a distanza di qualche tempo;
  • Con la assenza di una abituale attività fisica;
  • Lo stesso stress può avere il medesimo effetto per la sua potenziale capacità di ridurre l’effetto della insulina;
  • A causa dell’arrivo di una malattia che può aumentare i livelli della glicemia.

Ecco, in tutti questi casi sicuramente utile può essere l’utilizzo della terapia medicinale prescritta dal medico. Ma laddove ciò non sia possibile, per qualsiasi motivo, il diabetico può attuare alcune strategie pratiche (e semplici) per tentare di riportare la livello regolare la propria glicemia, in modo naturale e senza necessità di assumere aggiuntivi farmaci ipoglicemizzanti (che, cioè, riducono la glicemia).

Esercizio fisico

Il primo aiuto per abbassare la glicemia nel sangue è indubbiamente praticare una attività fisica che apporta sia un beneficio immediato, non appena ci si rende conto che si è ‘sgarrato’, magari, mangiando o bevendo troppo, così, aumentando il livello di zucchero nel sangue, sia un aiuto a lungo termine, aiutandone l’equilibrio grazie alla costanza nella sua pratica. Ed infatti lo sport o, comunque, una moderata attività fisica permette la riduzione della glicemia in quanto l’eccesso dello zucchero viene utilizzato come combustibile e, conseguentemente, viene ridotto.

Esiste un caso in cui, però, l’esercizio fisico può aumentare e non ridurre il livello di zucchero e, cioè, nell’ipotesi in cui vi sia un livello di glucosio superiore a 240 mg/dl. Tale indice quantitativo di glicemia sta a significare molto probabilmente che l’organismo sta producendo dei chetoni (basta un controllo dell’urina per accertarsene) e che, dunque, con l’attività fisica il livello di glucosio sarà destinato ad aumentare anziché ridursi.

La raccomandazione in merito alla attività fisica non è tanto riferita alla sua quantità o alla sua durata bensì alla costanza della pratica: anche la camminata a passo veloce per circa una mezz’ora è una buona soluzione ed una sana abitudine per abbassare la glicemia nel sangue. In ogni caso, non è mai esagerato ripeterlo, basta consigliarsi col proprio medico per sapere come comportarsi con riferimento sia alla attività sportiva da praticare sia alla strategia più utile da mettere in atto per ridurre la glicemia. Ogni caso, infatti, è specifico e diverso dagli altri.

Riduzione dei carboidrati nel pasto successivo

Un altro rimedio comunemente utilizzato è quello della diminuzione di carboidrati da assumere nel pasto immediatamente successivo: questo perché una quantità minore di carboidrati riduce anche il livello di zuccheri nel sangue in cui i primi vengono ridotti dall’organismo. Occorre, dunque, poco dopo controllare la glicemia e, nel caso di un iniziale buon risultato nella riduzione del livello glicemico che rimane, però, non ancora ottimale, si potrà diminuire ulteriormente l’assunzione di carboidrati nel pasto seguente.

Dieta

Esistono degli alimenti che aiutano a mantenere basso il livello degli zuccheri nel sangue e sono, ad esempio:

  • Le fragole che, contrariamente a quanto la loro dolcezza potrebbe far immaginare, sono non ricche di zuccheri perché povere di carboidrati;
  • L’anguria perché stimola la diuresi e favorisce il senso di sazietà, impedendo gli eccessi durante i pasti;
  • La farina di avena perchè ricca di fibre;
  • Il pesce come il salmone, ottimo anche per l’apporto di omega 3;
  • Le carni magre ed il petto di pollo.

Ed esistono altri alimenti che aiutano a contrastare l’aumento della glicemia perché la loro assunzione aiuta la riduzione dell’assorbimento degli zuccheri. Fanno parte di questa categoria, ad esempio:

  • Le verdure povere di amido come, ad esempio, i broccoli, gli spinaci ed i fagiolini. A tal proposito viene consigliato di assumere le fibre contenute nelle verdure come antipasto anziché come contorno;
  • Le fibre in generale che si trovano in alimenti come fagioli, frutta secca e crusca di avena;
  • I cereali integrali che aiutano a combattere il diabete di tipo 1 assumendone circa 30 grammi al giorno.

Inoltre, c’è chi suggerisce anche l’aggiunta di un cucchiaino di olio di oliva sulla pasta o sulla carne in quanto ridurrebbe l’indice glicemico.

Inoltre, pare sia preferibile consumare la frutta intera e non frullata e questo perché dopo la spremitura, con l’eliminazione della componente importante per la nostra alimentazione (cioè, la fibra), il valore glicemico del medesimo frutto sale.

Infine, c’è chi rammenta che l’apporto calorico del cibo diminuisce se si distribuisce la sua assunzione in più pasti (da 5 a massimo 7 al giorno), in porzioni ovviamente ridotte, dato il numero della frequenza.

Colazione con acqua e limone

Strano ma è così: bere a digiuno la mattina, dopo essersi svegliati, un bicchiere di acqua calda con limone (250 ml di acqua con mezzo limone) non sarà il massimo del piacere ma pare che aiuti ad evitare i picchi di glicemia. A tanto riesce, da un lato, grazie alla capacità alcalinizzante del limone, e dall’altro, grazie al suo contenuto di citrati di sodio e di potassio (ottimi per depurare l’organismo) che aiuta anche a ridurre il livello del colesterolo cattivo.

Attenzione ai metodi di cottura

Pare che l’indice glicemico sia orientato anche dal tipo di cottura dei cibi, oltre che dalla loro composizione. Ad esempio, parrebbe ridurre il livello glicemico la parziale bollitura dell’alimento od il suo raffreddamento prima del consumo.  Quindi, pollice in su per la pasta al dente piuttosto che ben cotta o alle patate raffreddate anziché mangiate calde. Questo perché alcuni studi hanno osservato che la cottura dei cibi a temperature elevate introducono nel corpo i cd. AGE (Advanced Glycation Endproducts), cioè prodotti avanzati della glicazione. Si tratta, in concreto, di molecole complesse il cui effetto tossico si aggiunge a quello della iperglicemia, così contribuendo all’insorgenza delle complicanze micro e macro vascolari.

Particolarmente caldeggiata è, per questo motivo, la cottura a vapore dei cibi: questa tecnica di preparazione degli alimenti, infatti, non introdurrebbe nel nostro organismo quantità sovrabbondanti di AGE.

Terapia farmacologica

Si è già avuto modo di consigliare che, ad ogni evenienza, basta contattare il proprio medico di fiducia per sapere come comportarsi. Ciò è ancora più necessario quando, ad esempio, la causa della instabilità degli zuccheri nel sangue peggiori in quanto la terapia inizialmente consigliata dal medico va modificata o quando ciò avviene perché vi è in atto una infezione, che porta inevitabilmente con sé l’aumento del livello della glicemia.

In queste evenienze l’unico rimedio è quello di far riferimento allo specialista perché è solo lui che può ben orientare il diabetico verso la giusta soluzione del problema.

Stress

In ordine agli effetti dello stress in medicina vi è contrasto di vedute: per alcuni medici, infatti, lo stress non aumenta i livelli di zucchero nel sangue, per altri, invece, il nervosismo può avere questa capacità. In assenza di prove scientifiche, però, si può attuare il principio precauzionale che richiede, in concreto, di attuare la regola anche in assenza di conferme assolute. Perciò si può comunque decidere di fare attenzione al proprio stress psico-fisico e tentare di mantenere la calma, magari anche praticando discipline come lo yoga che insegnano a saper gestire le proprie emozioni.

di Samantha Mendicino

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