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Autismo e vaccini: quale legame?

5 settembre 2018


Autismo e vaccini: quale legame?

> Salute e benessere Pubblicato il 5 settembre 2018



Molti ancora si chiedono se i vaccini provocano l’autismo, e se sia meglio non farli per evitare di ammalarsi. In questo articolo ti spiegherò perché vaccinarsi è fondamentale per la salute propria ed altrui.

Sembra essere diventato uno sport nazionale praticato assiduamente sui social network, quello che i cosiddetti no-vax giornalmente mettono in atto ai danni dei propri figli e di altri creduloni che abboccano alle falsità da loro propinate. Ma quindi qual è il legame tra autismo e vaccini? I vaccini provocano l’autismo? No, non lo provocano, e in questo articolo ti spiegherò da dove nasce questa falsa credenza.

Ignoranza no-vax

Anni di scienza e di studi possono essere messi in discussioni da persone che, senza alcun titolo di istruzione specifico, contestano l’efficacia delle vaccinazioni? La riposta, almeno ad oggi, è sì.

Da qualche anno ormai, complice anche l’espandersi dell’utilizzo dei social network (Facebook su tutti), centinaia di migliaia di persone riversano giornalmente sulla rete la propria indignazione e contrarietà riguardo la somministrazione di vaccini ai propri figli.

Orgogliosi di trarre giudizi basati esclusivamente sulle proprie credenze, frutto di fantasie cospirazionistiche e non di un percorso di studi che abbia qualcosa a che vedere con la medicina, il delirio di massa che sta coinvolgendo un numero preoccupante di persone – incapaci di distinguere le innumerevoli fake-news che circolano in merito ai vaccini – sta causando un vero e proprio rallentamento nella somministrazioni delle vaccinazioni in migliaia di bambini, con la conseguenza drammatica di far ritornare in auge malattie quasi del tutto tenute sotto controllo.

Un esempio lampante è dato dal morbillo: l’Italia infatti è tra i primi dieci paesi che hanno segnalato più casi a livello mondiale da novembre 2016 ad aprile 2017.

Nel corso dello scorso anno, nel 2017, è stato infatti registrato un numero di contagi sei volte in più (+600%) rispetto a quelli del 2016, arrivando a segnare ben 5.006 casi di cui 4 morti, tre bambini ed un adulto tutti non vaccinati.

La prima bufala sui vaccini risale agli anni ‘90

L’origine delle false credenze sui vaccini affonda le sue radici in uno studio pubblicato nel lontano 1998 sulla prestigiosa rivista The Lancet.

Lo studio firmato dal medico inglese Andrew Wakefield, arrivava alla conclusione che su dodici bambini esaminati dopo la vaccinazione, a nove di essi veniva diagnosticato l’autismo; ad un altro una forma di psicosi degenerativa; ad altri due una possibile encefalite post-vaccinale. Il tutto, secondo gli autori, era da associarsi alla vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia (trivalente).

Dopo la pubblicazione di questo studio, molti altri ricercatori provarono a riprodurre i risultati ottenuti da Wakefield, ma nessuno riuscì nell’intento di confermare le sue ipotesi sulla correlazione tra vaccino ed autismo.

Nei primi anni 2000 un’inchiesta giornalistiche portò alla luce un conflitto di interessi economici non dichiarato da parte di Wakefield. Si scopri poi che il medico inglese (ora radiato dall’albo) aveva addirittura registrato un brevetto per un nuovo vaccino contro il morbillo che, guarda caso, non avrebbe provocato l’autismo.

I risultati di quello che doveva essere uno studio scientifico di rilevante importanza, furono quindi contraffatti per mero interesse economico. Le conclusioni a cui arrivava Wakefield si rivelarono prive di fondamento scientifico, e lo studio venne ritirato dalla rivista. Ad oggi, infatti, non esiste alcuna prova del legame tra questo vaccino e l’autismo, come conferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Prevenire è meglio che curare

Chiarito che non ci sono prove scientifiche a sostegno delle ipotesi dei no-vax, secondo cui i vaccini fanno male e provocano l’autismo, bisogna ora porre l’accento su quanto sia importante prevenire una malattia piuttosto che curarla.

I vaccini attualmente in uso sono molto sicuri. La stragrande maggioranze delle reazioni avverse sono di lieve entità e rientrano nella normalità. Avere qualche linea di febbre o sentirsi un po’ spossati dopo aver fatto un vaccino è del tutto normale e non deve destare preoccupazione.

Ciò che bisogna temere non sono le rarissime complicanze dei vaccini, ma piuttosto il rischio di esporsi alle malattie senza una previa copertura vaccinale: le complicanze, in questi casi, possono anche essere letali.

Basti pensare che il vaccino contro il morbillo ha effetti collaterali gravi in circa un caso su due milioni; il morbillo stesso, al contrario, genera lesioni permanenti in un caso su mille.

Il consiglio di vaccinarsi, che in alcuni casi è un obbligo (vedi i vaccini per i bambini), vale anche per gli adulti. Effettuare i richiami laddove necessario, è parimenti importante come vaccinarsi per la prima volta. Recarsi presso il centro vaccinazioni della propria città è roba che richiede poco tempo e sforzo. In compenso, poi, si potrà stare tranquilli riguardo le proprie coperture vaccinali, rinnovate laddove necessario.

Cosa dice la legge

E’ di qualche settimana fa, inoltre, l’ordinanza della Corte di Cassazione [1] che sottolinea come non ci sia alcun nesso di causalità tra vaccinazione obbligatoria ed autismo dei bambini.

La stessa Corte ha così respinto il ricorso di un genitore volto ad ottenere l’indennizzo previsto dalla legge per una vaccinazione obbligatoria pentavalente, il quale aveva reputato che il figlio si fosse ammalato a causa della vaccinazione obbligatoria somministrata nel 2001.

Non esiste, dunque, «plausibilità biologica» di relazione tra la vaccinazione ed il manifestarsi della malattia.

Vaccinarsi e far vaccinare i propri figli è un atto di intelligenza e di serietà che tutti noi dovremmo porre in essere. Perché se è vero che la vita è un insieme di eventi imprevisti ed imprevedibili, allora conviene porsi dal lato giusto della probabilità, andando a ridurre al minimo i rischi di ammalarsi per malattie per cui ad oggi esiste un vaccino capace di sconfiggerle senza complicazioni alcune.

di Fabio Antonio Cerra

note

[1] Cass. sent. n. 19699/2018.

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