Diritto e Fisco | Articoli

Il reato di furto

21 Settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Settembre 2018



Qual è la differenza tra furto semplice e furto aggravato? Cosa sono il furto in abitazione e il furto con strappo? Quando la procedibilità è a querela e quando d’ufficio?

Se ti dovessi chiedere di pensare al primo reato che ti sovviene, quale mi diresti? Sicuramente quello del furto. Se ho indovinato, sappi che non sono un mago, ma semplicemente un avvocato che si occupa di diritto penale. D’altronde, anche le statistiche parlano chiaro: i furti, sia semplici che quelli commessi in luoghi specifici, come appartamenti o supermercati, rappresentano il delitto più diffuso in Italia. Rubare è stata la cosa più facile da fare fin dalla notte dei tempi, sin da quando una persona ha avvertito lo squilibrio economico con un’altra. D’altronde, rubare è, talvolta, anche un modo per far fronte a condizioni di vita insostenibili: si pensi a chi commetta un furto costretto dalla necessità di dover mangiare e, dunque, di sopravvivere. Nonostante si sia pensato a lungo che i furti abbiano caratterizzato per lo più le epoche in cui la povertà era dilagante, in realtà è stato dimostrato che il numero di questi delitti non è diminuito nemmeno quando il benessere si è maggiormente diffuso nella società: si pensi all’Italia dagli anni sessanta in poi, ad esempio. Oggi, quindi, i giuristi e gli studiosi delle scienze sociali sono consapevoli del fatto che i furti non sono sempre collegati all’effettivo bisogno di denaro: lo dimostra l’aumento dei furti commessi per droga, per altri fini illeciti (contrabbando, ecc.) e per mero atto di sfida verso il sistema. In Italia più volte il legislatore ha rivisto la norma che punisce il furto, aumentandone puntualmente la pena e prevedendo un sistema di aggravanti che, di fatto, ha ormai eliminato dal nostro ordinamento il furto semplice, cioè quello commesso senza dover incorrere in aumenti di pena. Se ritieni che questo argomento possa interessarti, ti invito a proseguire nella lettura: vedremo insieme quali sono tutti gli elementi che caratterizzano il reato di furto.

Furto: cos’è?

Cominciamo subito dalla definizione del reato di furto: secondo il codice penale, il furto consiste nell’impossessamento della cosa mobile altrui, con sottrazione ai danni di chi la detiene, al fine di trarne un profitto per sé o per altri [1]. La pena prevista è la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 154 a 516 euro. Il furto, dunque, comporta il passaggio di un bene mobile dall’originario detentore a chi se ne impossessa senza averne titolo.

Furto: caratteristiche

Il furto è uno dei cosiddetti reati comuni, cioè un crimine che può essere commesso da chiunque, senza la necessità di rivestire qualche particolare qualità (ad esempio, non sono reati comuni l’abuso d’ufficio e il peculato perché possono essere commessi soltanto da un pubblico ufficiale, quindi da un soggetto qualificato).

L’elemento soggettivo del reato è il dolo: chi sottrae un bene ad un altro deve essere consapevole della propria condotta: se l’impossessamento avvenisse per caso (si pensi, ad esempio, a chi, all’uscita da un locale, prenda l’ombrello di un’altra persona anziché il proprio perché identici) non si integrerebbe il furto. Volendo essere ancor più precisi, il dolo deve essere specifico, poiché la norma parla infatti di un preciso scopo che persegue il ladro: quello dell’arricchimento proprio o altrui. Quindi, chi si appropria di una cosa altrui per un fine diverso, non commetterà furto (si immagini chi, per evitare la concorrenza nella vendita, privi il titolare del vicino negozio delle chiavi per entrare).

Oggetto del furto deve essere la cosa mobile altrui: non è possibile, pertanto, rubare una casa, bene immobile per eccellenza. Per espressa previsione legislativa, si considera cosa mobile anche l’energia elettrica e ogni altra energia che abbia un valore economico. Per un approfondimento su questo argomento, si invita alla lettura dell’articolo Furto di energia elettrica: cosa si rischia.

Furto: procedibilità

Il furto semplice, cioè quello che abbiamo appena definito come lo spossessamento della cosa mobile altrui per un proprio interesse egoistico, può essere punito solamente a querela della persona offesa. Cosa significa? Secondo il codice di procedura penale [2], la querela è una condizione di procedibilità con la quale si manifesta la volontà di procedere in ordine ad un fatto che costituisce reato. In termini più semplici, la querela è la volontà, manifestata per iscritto o verbalmente da chi è vittima del reato, di perseguire l’autore del fatto delittuoso. Senza tale consenso la legge non può punire l’autore del reato. Al contrario, si procede d’ufficio quando non c’è alcun bisogno che la vittima esterni la sua volontà di far punire il colpevole, in quanto lo Stato procederà indipendentemente da essa.

Perché alcuni reati sono punibili a querela e altri no? Perché di norma i primi sono meno gravi e, per evitare di ingolfare ancor più la macchina della giustizia, la legge ha pensato di lasciare alla discrezionalità della vittima la loro perseguibilità. Oppure per ragioni di convenienza: ad esempio, il codice penale persegue d’ufficio alcuni delitti contro il patrimonio (furto in abitazione, truffa, ecc.); quando questi, però, sono commessi a danno del coniuge  legalmente separato, ovvero del fratello o della sorella, diventano punibili a querela [3]. La ragione è molto semplice: l’ordinamento lascia alla discrezionalità della persona offesa la scelta di punire o meno una persona a lei legata da sentimenti affettivi o da parentela.

Furto aggravato: cos’è?

Nell’introduzione a questo articolo abbiamo detto che il legislatore italiano ha fatto sì che il furto semplice sia un’ipotesi meramente residuale: in poche parole, ciò significa che raramente si assisterà in tribunale ad un processo per furto non aggravato. La legge ha infatti previsto una serie di circostanze aggravanti così folta da aver praticamente escluso la possibilità concreta che un ladro possa rispondere di furto semplice.

Il furto è aggravato in determinati casi previsti dalla legge. Secondo il codice penale, la sottrazione di una cosa altrui, quando avviene in determinati modi, merita di essere punita più severamente: queste circostanze sono definite aggravanti, al cui ricorrere la pena lievita fino a poter raggiungere, nel caso di concomitanza di più circostanze, fino a dieci anni. Il furto aggravato, inoltre, è procedibile d’ufficio, nel senso che chiunque può segnalare alle autorità questo fatto criminoso, anche una persona diversa dalla vittima del reato: si pensi al passante che, casualmente, vede un individuo forzare la porta di casa di una persona che conosce.

Per la legge, il furto è aggravato quando:

  • il ladro usa violenza sulle cose (è il caso del furto con scasso) o si avvale di un mezzo ingannevole (emblematico è il furto di energia elettrica, sopra citato);
  • il colpevole porta con sé armi o narcotici, pur senza usarli;
  • è commesso con destrezza (ipotesi che ricorre quando il ladro agisce con speciale abilità, superiore a quella normalmente usata dal comune ladro e, perciò, idonea a eludere la normale vigilanza dell’uomo dalla diligenza media);
  • è commesso da tre o più persone, oppure anche da una sola, se sia travestita in modo da celarne l’identità o da simulare la qualità di pubblico ufficiale;
  • riguarda il bagaglio dei viaggiatori in ogni specie di veicoli, nelle stazioni, negli scali o banchine, negli alberghi o in altri esercizi ove si vendono alimenti;
  • è commesso su beni presenti in uffici pubblici, oppure sottoposti a sequestro o a pignoramento, o ancora esposti necessariamente o abitualmente alla pubblica fede (es., macchina parcheggiata in luogo non custodito);
  • è commesso su componenti metalliche o altro materiale sottratto ad infrastrutture destinate all’erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici e gestite da soggetti pubblici o da privati in regime di concessione pubblica;
  • è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria;
  • è commesso all’interno di mezzi pubblici;
  • è commesso nei confronti di persona che stia uscendo da istituti di credito o uffici postali, oppure abbia effettuato un prelievo presso gli sportelli automatici a ciò adibiti [4].

Al ricorrere di una di queste circostanze, il furto è punito come aggravato e la reclusione va da due a sei anni, oltre alla multa da 927 a 1.500 euro. Com’è facile intuire, praticamente sempre ricorrerà almeno una delle circostanze sopra elencate; ciò rende il furto semplice un vero e proprio “reato in via di estinzione”. Ad esempio, costituisce furto non aggravato quello commesso davanti al proprietario del bene, senza utilizzo di inganni, abilità, complici o di altri sotterfugi.

Quindi, risponderà di furto Tizio che sottrae a Caia la borsa che aveva momentaneamente poggiato su una panchina del parco. Se Tizio utilizzasse un metodo per ingannare Caia (ad esempio, avvicinandosi a lei e distraendola, favorendo il complice Sempronio), già ricorrerebbero gli estremi di un furto aggravato da mezzo ingannevole.

Furto in abitazione e furto con strappo: cosa sono?

Ancora diversamente sono punite altre due tipologie di furto: quello in abitazione e quello con strappo. Inizialmente previste come circostanze aggravanti del normale furto, oggi esse costituiscono due ipotesi di reato autonome da quella di furto e da quella di furto aggravato. Cosa significa? Vuol dire che colui che entra nell’altrui abitazione per rubare, oppure che commette uno scippo per strada, risponde di un delitto autonomo, punito indipendentemente dalle fattispecie finora viste. Ed infatti, la pena prevista per il furto in abitazione e per il furto con strappo è la reclusione la reclusione da tre a sei anni e la multa da 927 a 1.500 euro, lievemente più alta, quindi, anche di quella prevista per il furto aggravato (per il quale, come detto nel paragrafo precedente, è prevista la reclusione da due a sei anni). Per di più, chi si macchia di questo reato incorrendo in una delle aggravanti sopra viste per il furto, rischia un aumento di pena e, in particolare, la reclusione da quattro a dieci anni e la multa da 927 a 2.000 euro.

note

[1] Art. 624 cod. pen.

[2] Art. 336 cod. proc. pen.

[3] Art. 649 cod. pen.

[4] Art. 625 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI