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Pensione giornalisti: requisiti

21 settembre 2018 | Autore:


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Pensione di vecchiaia, di anzianità, cumulo, pro-quota: quale pensionamento per gli iscritti all’Inpgi e alla gestione Separata?

L’Inpgi, Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani Giovanni Amendola, è una fondazione dotata di personalità giuridica di diritto privato incaricata di pubbliche funzioni, che attua la previdenza e l’assistenza a favore degli iscritti all’albo dei giornalisti e al registro dei praticanti tenuti dall’ordine dei giornalisti. Un tempo, il fondo dei giornalisti era una gestione sostitutiva dell’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps; è stato poi privatizzato. L’iscrizione all’Inpgi è obbligatoria per chi, iscritto all’albo dei giornalisti, svolge un’attività lavorativa professionale giornalistica. Per i giornalisti iscritti all’Inpgi, i requisiti per la pensione sono differenti rispetto a quelli previsti per gli iscritti all’Inps, anche se, a seguito della recente riforma della previdenza, alcuni trattamenti sono stati, in pratica, equiparati. Inoltre, è stata recentemente prevista la possibilità di cumulo per chi possiede contributi accreditati sia presso l’Inps ed i fondi facenti capo all’Inps (come l’Enpals), che presso l’Inpgi. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sulla pensione giornalisti: requisiti, chi è obbligato a iscriversi all’Inpgi, come funziona e quali sono i diversi tipi di pensionamento possibili.

Chi è obbligato a iscriversi all’Inpgi?

È obbligato ad assicurarsi presso l’Inpgi il lavoratore che:

  • è iscritto all’Albo dei giornalisti (elenco professionisti, elenco pubblicisti o registro praticanti);
  • svolge un’attività lavorativa riconducibile a quella professionale giornalistica.

Questi requisiti devono essere concorrenti e non alternativi.

Chi deve iscriversi all’Inpgi 2?

È obbligato a iscriversi all’Inpgi 2, o gestione separata dell’Inpgi, chi, iscritto all’ordine dei giornalisti, svolge attività giornalistica in forma autonoma, anche se occasionale o con la formula della cessione del diritto d’autore.

Come si calcola la pensione dell’Inpgi?

Per gli iscritti all’Inpgi, la pensione si calcola col sistema retributivo sino al 2016, contributivo dal 2017. Per gli iscritti all’Inpgi 2, il calcolo è integralmente contributivo.

Come si ottiene la pensione di vecchiaia dei giornalisti?

I giornalisti iscritti all’Inpgi raggiungono la pensione di vecchiaia con i seguenti requisiti:

  • 20 anni di contributi;
  • cessazione di qualsiasi rapporto di lavoro dipendente, sia giornalistico, sia di altra natura;
  • 66 anni e 7 mesi di età per gli uomini, 65 anni e 7 mesi di età per le donne, sino al 31 dicembre 2018;
  • 67 anni di età per tutti, nel biennio 2019-2020.

Che cosa succede se non si possiedono 20 anni di contributi all’età pensionabile?

A differenza del sistema gestito dall’Inps, il regolamento Inpgi prevede, per i giornalisti che non abbiano raggiunto il minimo di 20 anni di contributi all’età prevista per il pensionamento di vecchiaia, la possibilità di chiedere un’indennità una tantum, pari all’importo dei contributi effettivamente versati nell’assicurazione invalidità vecchiaia e superstiti [1].

Come si raggiunge la pensione di anzianità dei giornalisti?

I giornalisti, oltre alla pensione di vecchiaia, possono ottenere anche la pensione di anzianità, con i seguenti requisiti:

  • 62 anni e 39 anni di contributi, sino al 31 dicembre 2018;
  • 62 anni e 40 anni e mezzo di contributi, nel biennio 2019-2020;

possono poi ottenere la pensione anticipata con:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, sino al 31 dicembre 2018;
  • 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini, 42 anni e 3 mesi per le donne, nel biennio 2019-2020.

Come si raggiunge la pensione per gli iscritti alla pensione separata Inpgi?

I giornalisti iscritti alla gestione separata Inpgi, o Inpgi 2, possono ottenere la pensione, con calcolo esclusivamente contributivo (basato, cioè, sui contributi accreditati, e non sugli ultimi redditi, o redditi migliori), con i seguenti requisiti:

  • 66 anni di età e 20 anni di contributi effettivi;
  • 63 anni di età, 20 anni di contributi effettivi, ammontare della pensione non inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale.

Si possono cumulare i contributi Inpgi con quelli di altre casse?

Una sorta di cumulo, ossia la possibilità di sommare gratuitamente i contributi, è stata prevista per i giornalisti sin dagli anni 50, con la cosiddetta Legge Vigorelli [2]. Oggi, la facoltà di sommare i contributi di casse diverse, anche al di fuori dalle gestioni dell’Inps, è stata ampliata dal nuovo cumulo [3]

Grazie al cumulo, è possibile ottenere la pensione di vecchiaia, con 66 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi, ed anticipata, con 42 anni e 10 mesi di contributi, per gli uomini, o 41 anni e 10 mesi, per le donne. Inoltre, si può ottenere la pensione d’inabilità e ai superstiti.

Nel cumulo, tutti i contributi vengono sommati ai fini del diritto alla pensione, mentre, ai fini della misura del trattamento, ogni cassa calcola la quota di propria competenza.

Come si ottiene la pensione d’invalidità dei giornalisti?

Oltre alla prestazione di vecchiaia e di anzianità, l’Inpgi riconosce anche la pensione di invalidità agli assicurati che possiedono i seguenti requisiti:

  • inabilità totale e permanente all’esercizio dell’attività professionale giornalistica;
  • almeno 180 contributi mensili versati, oppure almeno 60 (5 anni), dei quali almeno 12 accreditati nel quinquennio precedente la domanda di pensione (tranne nel caso in cui sia riconosciuta la causa di servizio);
  • cessazione effettiva dell’attività professionale giornalistica.

Come si ottiene il supplemento di pensione dei giornalisti?

Al pari del regime obbligatorio Inps, l’Inpgi riconosce il supplemento di pensione per i contributi versati o accreditati dopo la decorrenza della pensione. La prestazione non può essere chiesta prima che siano trascorsi almeno due anni dalla data di decorrenza della pensione o del precedente supplemento (in deroga, il primo supplemento può però essere liquidato al momento della cessazione del rapporto di lavoro).

Come si ottiene la pensione supplementare dei giornalisti?

L’Inpgi riconosce anche la pensione supplementare, agli iscritti titolari di un trattamento di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria Inps o di forme sostitutive, esonerative o esclusive. In particolare, la pensione supplementare è riconosciuta se i contributi accreditati presso l’Inpgi non sono sufficienti per il diritto a una pensione autonoma.

La pensione dei giornalisti si può cumulare col reddito da lavoro?

Riguardo al cumulo della pensione con i redditi da lavoro, non valgono le regole generali applicate ai trattamenti dell’Inps, secondo le quali la generalità delle pensioni dirette si possono liberamente cumulare con i redditi derivanti dall’attività lavorativa. In particolare, è possibile cumulare soltanto le pensioni di vecchiaia, mentre quelle di anzianità, se liquidate con meno di 40 anni di contributi e prima dell’età di vecchiaia, sono cumulabili con i redditi da lavoro dipendente e autonomo fino al limite massimo di 20mila euro; la quota di reddito eccedente tale limite è incumulabile fino a concorrenza del 50% della pensione, al netto della quota cumulabile.

note

[1] Art.5 Reg. Inpgi.

[2] Art. 3 L. 1122/55.

[3] L.228/2012, così come modificata dalla Legge 232/2016.


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