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Pensione computo nella gestione separata

20 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 settembre 2018



È possibile sommare i contributi accreditati in casse diverse per ottenere le pensioni agevolate nella gestione separata: pensione anticipata a 63 anni, vecchiaia con 5 anni di contributi.

Vorresti andare in pensione a 63 anni, ma non rientri tra i lavoratori beneficiari dell’Ape sociale e non puoi fruire del prestito per l’Ape volontario? Oppure non riesci ad arrivare a 20 anni di contributi per ottenere la pensione di vecchiaia? Forse non sai che, se possiedi dei contributi accreditati presso la gestione separata dell’Inps (anche un mese soltanto), puoi usufruire delle pensioni agevolate, riservate a coloro cui si applica il calcolo contributivo della pensione, optando per il computo dei contributi. Con la facoltà di computo, in pratica, puoi far confluire tutti i contributi che possiedi verso la gestione Separata, per ottenere un’unica pensione presso questa cassa. Potresti dunque ottenere la pensione anticipata a 63 anni e 7 mesi di età, con 20 anni di contributi, oppure la pensione di vecchiaia contributiva, per la quale bastano 5 anni di contributi: questa facoltà è stata confermata dall’Inps, con una nota circolare [1]. Devi però sapere che, una volta che i tuoi contributi saranno accreditati presso la gestione separata, la tua pensione sarà calcolata col sistema contributivo, che spesso risulta notevolmente penalizzante, anche se vi sono dei rari casi in cui può risultare vantaggioso: è importante, dunque, che tu faccia un’attenta valutazione, confrontando le possibilità di pensionamento anticipato. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sulla pensione computo nella gestione separata: quali trattamenti si possono ottenere, quali sono i requisiti per beneficiare del computo.

Come funziona il computo nella gestione separata?

Il computo per gli iscritti alla gestione separata consiste nella facoltà di far confluire presso questa gestione i contributi da lavoro dipendente e autonomo accreditati in altre casse previdenziali, ad esclusione delle casse professionali private. Una volta confluiti presso la gestione Separata, i versamenti sono trasformati in pensione attraverso il calcolo esclusivamente contributivo, proprio come i contributi versati direttamente alla gestione Separata.

In pratica, il computo è una sorta di opzione contributiva per la gestione separata, in quanto determina il ricalcolo integralmente contributivo: i requisiti per il computo, però, non sono quelli previsti per l’opzione Donna, istituita dalla Legge Maroni [2], ma sono gli stessi dell’opzione contributiva istituita dalla legge Dini [3].

Quali sono i requisiti per il computo nella gestione separata?

Può esercitare la facoltà di computo nella gestione separata chi possiede i seguenti requisiti:

  • anzianità contributiva inferiore a 18 anni, sino al 31 dicembre1995: sono considerati tutti i contributi, compresi quelli volontari e figurativi;
  • anzianità contributiva complessiva pari ad almeno 15 anni, di cui almeno 5 accreditati dopo il 31 dicembre 1995.

Non può essere applicata l’opzione per il computo, invece, a chi non possiede contributi precedenti al 1996, in quanto in quest’ipotesi il trattamento è già calcolato col solo sistema contributivo, e spettano dunque le pensioni agevolate in via autonoma.

Per beneficiare del computo è indispensabile l’iscrizione e l’accredito di un mese di contribuzione presso la gestione separata: ricordiamo che la gestione separata è una gestione previdenziale dell’Inps, la cui iscrizione è obbligatoria per i lavoratori parasubordinati (ad esempio i co.co.co.), per chi svolge lavoro occasionale (retribuito con il contratto di prestazione occasionale o il libretto famiglia), per i professionisti privi di una cassa di categoria, e per i lavoratori autonomi occasionali con compensi annui superiori a 5mila euro.

Quali pensioni si possono ottenere col computo presso la gestione separata?

La facoltà di computo è utile per conseguire, presso la gestione separata, i seguenti trattamenti:

  • pensione di vecchiaia ordinaria e contributiva;
  • pensione anticipata ordinaria e contributiva;
  • pensione di inabilità;
  • assegno ordinario di invalidità;
  • pensione indiretta ai superstiti;
  • pensione supplementare.

Queste pensioni possono essere ottenute soltanto da chi matura i requisiti per la facoltà di computo dopo il 31 dicembre 2011. Per chi li matura prima, in base a come l’Inps ha interpretato la normativa, è necessario perfezionare, entro il 31 dicembre 2011, anche i requisiti precedentemente vigenti per la pensione nel sistema contributivo, cioè, in alternativa:

  • 60 anni di età per le donne, 65 anni per gli uomini, unitamente ad almeno 5 anni di contributi;
  • 40 anni di contributi;
  • la quota 96.

Sul punto si attendono chiarimenti dall’Inps.

Ogni tipologia di pensione ottenuta grazie al computo, in ogni caso, deve rispettare le regole previste per i trattamenti della gestione separata, a prescindere dai contributi accreditati nelle altre casse: vediamo allora, nel dettaglio, i requisiti per ottenere ciascuna delle prestazioni elencate.

Quali requisiti per la pensione di vecchiaia presso la gestione separata?

La pensione di vecchiaia, per gli iscritti alla gestione separata che esercitano la facoltà di computo, può essere raggiunta in presenza dei seguenti requisiti:

  • 70 anni e 7 mesi d’età (71 anni dal 2019), ed almeno 5 anni di contributi (fermi restando i requisiti generali per accedere al computo, cioè almeno 15 anni di contributi, di cui 5 posteriori al 1996, ed almeno un contributo precedente al 1996, nonché un’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 inferiore a 18 anni);
  • oppure, in presenza degli stessi requisiti previsti per il raggiungimento della pensione di vecchiaia dei lavoratori autonomi: 66 anni e 7 mesi d’età (67 dal 2019); sono inoltre richiesti 20 anni di contributi, ed una pensione che superi di 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale (fermi restando i requisiti appena esposti per l’accesso al computo), cioè a 679,50 euro al mese.

In pratica, col computo si può ottenere la pensione di vecchiaia con meno di 20 anni di contributi: 5 anni di contributi, però, non bastano, anche se sono sufficienti per la pensione di vecchiaia contributiva, in quanto per esercitare la facoltà di computo sono richiesti comunque 15 anni di contribuzione.

Quali requisiti per la pensione anticipata presso la gestione separata?

La pensione anticipata con l’esercizio della facoltà di computo, per gli iscritti alla gestione separata, può essere raggiunta in presenza dei seguenti requisiti (ferme restando le regole per accedere al computo):

  • 63 anni e 7 mesi di età (64 anni dal 2019), col possesso di almeno 20 anni di contributi (esclusi i contributi figurativi), a condizione che l’ammontare mensile della pensione sia almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale, cioè a 1268,40 euro al mese;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, che diventeranno rispettivamente 42 anni e 3 mesi e 43 anni e 3 mesi, dal 2019.

Ci si può pensionare con i requisiti antecedenti alla Fornero, grazie al computo?

Chi, esercitando la facoltà di computo, possiede i requisiti per la pensione precedenti alla legge Fornero per l’opzione contributiva, alla data del 31 dicembre 2011, ha diritto alla cosiddetta salvaguardia, secondo il principio della cristallizzazione dei requisiti: in pratica, può pensionarsi con le vecchie regole di età utili all’opzione (57 anni sino al 31 dicembre 2007, 60-65 anni sino al 31 dicembre 2011), e con le regole di contribuzione previste per l’accesso al computo.

Si può ottenere la pensione supplementare presso la gestione separata col computo?

Chi non raggiunge il diritto ad un’autonoma pensione nella gestione separata, ma risulta titolare di un altro trattamento pensionistico, anche presso gestioni non Inps come le casse professionali, ha diritto ad una pensione supplementare al compimento dell’età di vecchiaia prevista per i lavoratori autonomi.

Anche per ottenere questo trattamento può essere esercitata la facoltà di computo, fermi restando i requisiti per l’accesso all’opzione già illustrati, e considerando che non si possono contare i contributi che hanno già dato luogo alla pensione di cui il richiedente è titolare; oltre a questi requisiti, è necessario possedere le condizioni previste dalla legge per il tipo di pensione supplementare richiesta nella gestione separata.

In questi casi il trattamento decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda e viene calcolato, ovviamente, per intero col sistema contributivo.

Si può ottenere la pensione d’invalidità presso la gestione separata col computo?

Gli iscritti alla gestione separata, se viene loro riconosciuta una capacità lavorativa inferiore a un terzo, hanno diritto, al pari degli altri lavoratori, all’assegno ordinario d’invalidità; se invece è riconosciuta un’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi lavoro, hanno diritto alla pensione di inabilità.

Fermi restando i requisiti utili per queste prestazioni previdenziali, cioè 5 anni di contributi, di cui almeno tre accreditati nei 5 anni precedenti alla domanda, i beneficiari possono incrementare gli assegni con la facoltà di computo:  anche in questo caso, devono possedere i requisiti per l’accesso all’opzione, cioè almeno 15 anni di contributi, di cui 5 collocati posteriormente al 1996, ed almeno un contributo accreditato al 31 dicembre 1995, unitamente al possesso di meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.

Il calcolo del trattamento viene sempre effettuato col sistema contributivo: lo stesso vale nel caso di trasformazione dell’assegno d’invalidità in pensione di vecchiaia.

Come si calcola la pensione col computo?

La pensione ottenuta col computo è liquidata nella gestione separata e, come già esposto, deve essere calcolata interamente con il sistema contributivo: per quanto riguarda il montante (cioè la somma dei contributi) relativo alle altre casse, sono applicate le aliquote di computo delle singole gestioni di appartenenza.

Per un approfondimento sul sistema di calcolo contributivo, vi invitiamo a leggere la nostra Guida al calcolo della pensione.

note

[1] Inps Circ. 184/2015; D.M. 282/2006.

[2] L. 243/2004.

[3] L. 335/1995.


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