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Chi ha partita Iva è disoccupato?

20 Agosto 2018 | Autore:
Chi ha partita Iva è disoccupato?

Chi svolge un’attività lavorativa autonoma può ottenere lo stato di disoccupazione, la Naspi e la Dis-coll?

Hai lavorato per lungo tempo come dipendente, o come collaboratore, ma hai paura di non aver diritto all’indennità di disoccupazione perché hai la partita Iva aperta? Devi sapere che anche chi svolge attività di lavoro autonomo in modo non occasionale ha diritto alla disoccupazione, sia che si tratti della Naspi, l’indennità che spetta ai lavoratori dipendenti, sia che si tratti della Dis-coll, l’indennità spettante ai collaboratori. Per quanto riguarda il diritto alla Dis-coll, però, è necessario chiudere la partita Iva, per poter presentare la domanda: una volta ottenuta l’indennità, ci si può rioccupare, quindi si può aprire una nuova partita Iva, ma ricorda che l’indennità, come la Naspi, si perde se i redditi di lavoro autonomo superano 4.800 euro annui, così come si perde lo stato di disoccupazione. Quindi chi ha partita Iva è disoccupato? La risposta è positiva: chi ha la partita Iva può essere considerato disoccupato, ma bisogna rispettare alcune condizioni. Vediamole nel dettaglio.

Come si acquista lo stato di disoccupazione?

Innanzitutto, per capire se chi ha la partita Iva può essere disoccupato, dobbiamo prima capire come si acquista lo stato di disoccupazione. Perché un lavoratore sia in possesso dello stato di disoccupazione, in base alla normativa in materia [1], occorre che:

  • abbia perso l’impiego involontariamente;
  • dichiari, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa (Did) e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego.

Successivamente, il disoccupato si deve recare presso il centro per l’impiego per firmare il patto di servizio, un progetto personalizzato che dispone attività di politica attiva del lavoro a favore dell’interessato, come corsi di formazione, incontri di orientamento, attività di riqualificazione e di accompagnamento nella ricerca di un impiego.

Chi ha la partita Iva aperta può ottenere lo stato di disoccupazione?

In linea di massima, l’avere una partita Iva aperta non impedisce di ottenere lo stato di disoccupazione, ma impedisce di chiedere l’indennità di disoccupazione dedicata ai collaboratori. In ogni caso, il reddito derivante dall’attività in proprio non può superare 4.800 euro annui, diversamente si decade dallo stato di disoccupazione.

Chi ha la partita Iva aperta può ottenere la disoccupazione per collaboratori?

I lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, chiamati comunemente co.co.co. o collaboratori, per ottenere la disoccupazione, oltre ad essere iscritti alla Gestione separata in via esclusiva e possedere almeno 3 mensilità di contribuzione, non devono essere titolari di partita Iva.

L’Inps, difatti, ha precisato che, perché possa essere ottenuta la particolare indennità di disoccupazione Dis-coll, per cococo, il lavoratore non deve avere alcuna partita Iva aperta al momento della presentazione della domanda, anche se questa è silente, cioè se l’interessato non percepisce alcun reddito di lavoro autonomo.

Pertanto, se devi inviare la domanda Dis-coll e hai una partita Iva attiva, anche se non sei in attività da tanto tempo devi chiuderla, altrimenti non riceverai alcun assegno dall’Inps.

Se invece sei già beneficiario di indennità Dis-coll e vuoi aprire una partita Iva, come lavoratore autonomo o ditta individuale, puoi farlo: il tuo reddito, però, non deve superare 4.800 euro annui.

Devi inoltre comunicare l’avvio dell’attività e il reddito presunto all’Inps entro trenta giorni.

La Dis-coll è cumulabile coi redditi di lavoro autonomo?

Se il tuo reddito di lavoro autonomo (anche occasionale) supera 4.800 euro su base annua, perdi il diritto alla Dis-coll; se, invece, non supera questa soglia, la Dis-coll ti viene ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo che intercorre tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il godimento dell’indennità o, se precedente, la fine dell’anno.

Se ritieni di dover modificare il reddito dichiarato in via presuntiva, devi effettuare una nuova dichiarazione “a montante”, cioè che comprenda il reddito precedentemente dichiarato e le variazioni a maggiorazione o a diminuzione. In questo caso, l’Inps rideterminerà, dalla data della nuova dichiarazione, l’importo della trattenuta sulla disoccupazione, diminuita delle quote già eventualmente recuperate.

La riduzione della prestazione viene comunque ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi (730 o modello Unico). Se non devi presentare la dichiarazione dei redditi, devi presentare all’Inps un’apposita autodichiarazione contenente il reddito ricavato dall’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro il 31 marzo dell’anno successivo.

Nel caso di mancata presentazione dell’autodichiarazione devi restituire la disoccupazione percepita dalla data di inizio dell’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale.

Chi ha la partita Iva aperta può ottenere la Naspi?

Quanto esposto per la disoccupazione dei co.co.co. vale anche per la Naspi, l’indennità di disoccupazione spettante alla generalità dei lavoratori dipendenti.

Questi ultimi, però, non hanno l’obbligo di chiudere la partita Iva già aperta al momento della presentazione della domanda di disoccupazione per ottenere l’indennità, come chiarito dall’Inps [2].

Per i disoccupati aventi diritto alla Naspi, le comunicazioni relative all’avvio di attività con partita Iva ed al reddito presunto possono essere inviate anche online dal sito dell’Inps, utilizzando il modulo Naspi-com: bisogna possedere, a tal fine, il codice pin dell’istituto, oppure l’identità unica digitale Spid.


note

[1] D.lgs. 81/2015.

[2] Inps Circ. n. 94/2015.


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2 Commenti

  1. A seguito secondo ingresso in disoccupazione in data luglio 2012 e successiva apertura di partita iva a settembre 2013 e reddito netto annuo inferiore ad euro 4800,vorrei sapere se posso riscattare il periodo precisato precedentemente come vuoto contributivo a fine pensione,in base a D.Lgs. n.4/2019. Ringrazio ed invio distinti saluti. Sergio Saltetto.

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