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Giudizio abbreviato: cos’è e come funziona

21 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 settembre 2018



Tutto quello che c’è da sapere sul rito abbreviato: giudice competente, integrazione probatoria d’ufficio, abbreviato condizionato, riduzione della pena.

Ascoltando la cronaca giudiziaria alla radio o in tv avrai sicuramente sentito parlare del giudizio abbreviato all’interno del processo penale. Molto spesso questo speciale rito viene associato allo sconto di pena di cui beneficia l’imputato che decide di accedervi; con tanto di scandalo per giustizialisti e benpensanti. In realtà, il giudizio abbreviato è un particolare procedimento pensato per alleggerire il carico pendente dinanzi ai tribunali italiani; si tratta di un rito acceleratorio, in buona sostanza. L’imputato che accetta di essere giudicato con il rito abbreviato ottiene, quale contropartita, uno sconto di pena (pari ad un terzo nel caso di delitti) nell’eventualità in cui egli dovesse essere condannato. Eh sì, perché, a dispetto di quanto comunemente si pensi, il giudizio abbreviato non comporta l’automatica condanna dell’imputato: il processo potrebbe tranquillamente terminare con sentenza di assoluzione. Questo aspetto è molto importante perché fa comprendere come l’abbreviato non sia un refugium peccatorum per criminali senza speranza: optare per l’abbreviato può significare anche scegliere una precisa strategia difensiva basata sulla volontà di affrontare un processo col solo materiale probatorio raccolto dalla procura. Se, ad esempio, le indagini svolte dalle autorità dovessero essere lacunose, all’imputato converrebbe scegliere il giudizio abbreviato così da andare davanti al giudice direttamente con il materiale insufficiente raccolto dalla procura. Tanto premesso, se ritieni che questo argomento possa interessarti, ti invito a proseguire nella lettura: vedremo insieme cos’è e come funziona il giudizio abbreviato.

Giudizio abbreviato: cos’è?

Il giudizio abbreviato rientra tra i procedimenti speciali previsti dal codice di procedura penale. Si tratta di un rito che, come suggerisce il nome, è più veloce di quello ordinario, cioè di quello che prevede l’udienza preliminare e il dibattimento in tribunale. Con il giudizio abbreviato, infatti, l’imputato sceglie di essere giudicato saltando l’istruttoria dibattimentale, cioè quel momento in cui le prove si formano nel contraddittorio tra le parti (pubblico ministero e avvocato) davanti al giudice terzo ed imparziale. In pratica, decide di essere processato sulla scorta dei risultati che emergono dalle indagini condotte dalla procura della Repubblica. Il giudizio abbreviato, quindi, si conclude in una sola udienza, consistente nella discussione davanti al giudice.

Giudizio abbreviato: perché sceglierlo?

Perché scegliere il giudizio abbreviato? Perché rinunciare alla garanzia del dibattimento, ove possono anche essere sentiti testimoni a proprio favore e possono essere prodotti documenti e quant’altro utile per scagionarsi? Le ragioni sono essenzialmente due, diametralmente opposte:

  • il carico probatorio raccolto dalla procura è talmente solido che è inutile andare al dibattimento. Si pensi ad un fascicolo delle indagini contenente svariate dichiarazioni di persone che inchiodano l’imputato alla sua responsabilità: in questa ipotesi, sperare in un ribaltamento durante l’istruttoria dibattimentale sarebbe quasi un’utopia. È più conveniente, dunque, scegliere l’abbreviato: così facendo, in caso di condanna si potrà beneficiare dello sconto di pena;
  • il carico probatorio raccolto dalla procura è, al contrario, assolutamente insufficiente per poter dimostrare la responsabilità penale dell’imputato: in questa ipotesi, per evitare che la pubblica accusa possa “rifarsi” in dibattimento, è conveniente scegliere l’abbreviato in modo tale da cristallizzare le indagini fino a quel momento svolte e giocarsela in un’unica udienza davanti al giudice.

Giudizio abbreviato: chi è il giudice competente?

Spiegato il significato e la funzione del giudizio abbreviato, scendiamo un po’ di più nel dettaglio e vediamo, innanzitutto, chi è il giudice competente nel caso in cui si scelga questo particolare rito. Di regola, se c’è un’udienza preliminare, il magistrato che dovrà decidere se assolvere o condannare l’imputato sulla scorta del solo fascicolo delle indagini è proprio il gup, cioè il giudice dell’udienza preliminare. Quindi, l’imputato che riceve l’avviso di fissazione dell’udienza preliminare potrà in quella sede chiedere di essere giudicato secondo il rito abbreviato. Si tratta di un vero e proprio diritto per l’imputato: non è possibile, quindi, che gli venga rifiutato. Secondo la legge, la richiesta può essere proposta, oralmente o per iscritto, fino a che non siano formulate le conclusioni [1].

Devi sapere, però, che non per tutti i reati si procede passando per l’udienza preliminare: per quelli considerati meno gravi, infatti, è prevista direttamente la citazione in giudizio, cioè davanti al giudice del dibattimento. In questa ipotesi, sarà proprio questo magistrato, e non il gup, a dover giudicare l’imputato che abbia optato per il rito abbreviato. In tale circostanza, la richiesta di abbreviato va presentata prima della dichiarazione di apertura del dibattimento, cioè già durante le questioni preliminari [2].

Infine, giudice dell’abbreviato potrebbe essere anche il gip, cioè il giudice per le indagini preliminari: ciò avviene quando la richiesta di abbreviato sia avanzata entro quindici giorni dalla notificazione del decreto di giudizio immediato [3]. Il giudizio immediato è un altro rito speciale: a differenza dell’abbreviato, che salta il dibattimento, l’immediato salta l’udienza preliminare per andare direttamente in tribunale. In questa evenienza, l’imputato non può avanzare istanza di abbreviato al giudice del dibattimento, come nel caso della citazione diretta a giudizio, ma dovrà depositare apposita richiesta scritta, personalmente o a mezzo del suo difensore, nella cancelleria del giudice per le indagini preliminari competente, entro quindici giorni dalla notificazione del decreto con cui era stato disposto il giudizio immediato.

In sintesi, quindi, il giudizio abbreviato può svolgersi:

  • davanti al gup, quando la richiesta sia fatta direttamente all’udienza preliminare, con richiesta che può essere proposta, oralmente o per iscritto, fino a che non siano formulate le conclusioni delle parti;
  • dinanzi al giudice del dibattimento, nei casi di citazione diretta a giudizio, prevista per quei reati che non necessitano del filtro dell’udienza preliminare;
  • davanti al gip, quando la richiesta è depositata presso la cancelleria del giudice per le indagini preliminari entro quindici giorni dalla notifica del decreto che dispone il giudizio immediato.

Giudizio abbreviato: chi può chiederlo?

Il giudizio abbreviato può essere chiesto direttamente dall’imputato, in forma orale o scritta: nel primo caso, la richiesta è avanzata in udienza e riportata a verbale, mentre nel secondo può essere presentata personalmente oppure a mezzo di procuratore speciale (quasi sempre l’avvocato di fiducia). Sulla richiesta decide il giudice con ordinanza. Come anticipato, il giudizio abbreviato rappresenta un vero e proprio diritto per l’imputato: ciò significa che, qualora ricorrano tutti i presupposti per poterlo richiedere, il giudice non può rifiutarlo, salvo in un’unica ipotesi, e cioè quando la richiesta di abbreviato sia condizionata ad una integrazione probatoria. Cosa significa? Leggi il paragrafo successivo.

Abbreviato condizionato: cos’è?

Abbiamo detto che il giudizio abbreviato è il processo caratterizzato dal fatto che il giudice decide allo stato degli atti, cioè sulla base delle sole indagini svolte dal pubblico ministero. Questa regola, tuttavia, trova un’eccezione nel caso in cui l’imputato chieda al gup di accedere al giudizio abbreviato condizionato. Cosa significa? In pratica, l’imputato può subordinare la richiesta di abbreviato ad un’integrazione probatoria necessaria ai fini della decisione. Un esempio chiarirà il concetto. Tizio vuole chiedere il giudizio abbreviato e, quindi, la definizione del processo allo stato degli atti. Tuttavia, egli sa che c’è una persona, non sentita dal p.m., che potrebbe testimoniare scagionandolo completamente dall’accusa. in questa ipotesi, e in tutte quelle similari, l’imputato può chiedere di essere giudicato con rito abbreviato, subordinando però la richiesta all’assunzione della testimonianza a lui favorevole.

Ora, poiché la caratteristica dell’abbreviato è quella di consentire la celere definizione del procedimento, il giudice ha facoltà di respingere la richiesta se l’integrazione probatoria avanzata dall’imputato non risulti necessaria ai fini della decisione e sia pertanto incompatibile con le finalità di economia processuale proprie del procedimento, tenuto conto degli atti già acquisiti ed utilizzabili. Al contrario, se il giudice ritiene che la prova chiesta dall’imputato non appesantisca il procedimento, allora ben potrà ammettere il giudizio abbreviato e la relativa integrazione probatoria. Ciò accade soprattutto quando le prove da acquisire richieste dall’imputato siano di tipo documentale. Al p.m. spetta, ovviamente, la possibilità di essere ammesso alla prova contraria (ad esempio, a testimonianza che confuti quella favorevole all’imputato).

Abbreviato condizionato: cosa succede se il giudice rifiuta?

Se il giudice dovesse rigettare la richiesta di giudizio abbreviato condizionato, l’imputato può rinnovarla fino a che non siano formulate le conclusioni del p.m. e dell’avvocato e, in seguito a una sentenza della Corte Costituzionale [4], anche nella fase dibattimentale prima che venga dichiarato aperto il dibattimento. In pratica, se Tizio subordina la propria richiesta di abbreviato ad integrazione probatoria, e questa viene respinta, potrà rinnovare la sua richiesta davanti al giudice del dibattimento, un po’ come avviene nel caso di abbreviato chiesto nei casi di citazione diretta a giudizio.

La riforma del 2017 ha inoltre previsto un’ulteriore possibilità: la richiesta di giudizio abbreviato condizionato può essere subordinata, in caso di rigetto, ad una richiesta di abbreviato “puro” (cioè semplice, senza integrazione probatoria) oppure ad una richiesta di patteggiamento. In questo modo, viene data la possibilità all’imputato di “proteggersi le spalle” nel caso in cui l’abbreviato condizionato dovesse essere rigettato dal giudice, in quanto sarà sempre coperto dalla richiesta di abbreviato semplice o da quella di patteggiamento.

Abbreviato: integrazione probatoria disposta dal giudice

Si è appena detto che l’imputato può subordinare la propria richiesta di giudizio abbreviato all’acquisizione di alcuni mezzi di prova. La legge consente di fare lo stesso anche al giudice, nel senso che, se ritiene di non poter decidere allo stato degli atti, può disporre d’ufficio l’assunzione degli elementi necessari ai fini della decisione. Così, se il giudice ritiene fondamentale l’escussione di un testimone, potrà disporne direttamente la citazione senza che alcuna delle parti ne abbia fatto richiesta.

Giudizio abbreviato: quali benefici?

Abbiamo anticipato che il beneficio principale del rito abbreviato consiste nello sconto di pena che l’imputato può ottenere nel caso di condanna. In particolare, l’impianto sanzionatorio risulta essere così strutturato:

  • la pena che il giudice determina tenendo conto di tutte le circostanze è diminuita della metà se si procede per una contravvenzione e di un terzo se si procede per un delitto;
  • alla pena dell’ergastolo è sostituita quella della reclusione di anni trenta;
  • alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno, nei casi di concorso di reati e di reato continuato, è sostituita quella dell’ergastolo [5].

note

[1] Art. 438 cod. proc. pen.

[2] Art. 555 cod. proc. pen.

[3] Art. 458 cod. proc. pen.

[4] Corte Cost., sent. n. 169 del 23.05.2003.

[5] Art. 442 cod. proc. pen.

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