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Sindacato: come cancellarsi?

20 Agosto 2018 | Autore:
Sindacato: come cancellarsi?

Come inviare la disdetta dell’iscrizione al sindacato per non subire più le trattenute sullo stipendio e sulla pensione.

Ogni mese ti ritrovi, sullo stipendio o sulla pensione, una trattenuta da circa 10 euro che non sai spiegarti? Hai già verificato che non si tratta di una ritenuta relativa a contributi previdenziali o assistenziali, Irpef o addizionali? Molto probabilmente si tratta del contributo al sindacato. Questa trattenuta può essere effettuata sugli stipendi, sulle pensioni e sui trattamenti a sostegno del reddito, come la disoccupazione, ma soltanto su base volontaria: è dunque indispensabile, perché sia operata la ritenuta sindacale, che tu abbia aderito all’associazione sindacale, in pratica che ti sia iscritto al sindacato. Come mai allora non ricordi di esserti iscritto e di aver dato il tuo consenso a trattenere il contributo dallo stipendio? Effettivamente, capita spesso che lavoratori e pensionati non ricordino di essersi iscritti ad un sindacato e ritengano che le trattenute siano state effettuate senza il proprio consenso. Questo può accadere quando il cittadino, nella richiesta di disoccupazione, di pensione o di un altro trattamento presso un patronato, firmi anche il modulo per autorizzare i contributi sindacali nei cedolini di pagamento. Lo stesso può succedere quando il lavoratore richiede delle pratiche presso lo sportello Caf di un sindacato e aderisce contestualmente all’associazione, per poter usufruire di sconti sui servizi. Quindi le ritenute sindacali non possono mai essere applicate senza il consenso del lavoratore o del pensionato, perché devono sempre essere giustificate da richieste regolarmente firmate: accade spesso, però, che chi firma non presti attenzione e non si ricordi, di conseguenza, di aver autorizzato il prelievo dei contributi sindacali sullo stipendio o sulla pensione. Tra l’altro l’adesione, una volta effettuata, non ha bisogno di essere confermata, ma si rinnova automaticamente, di anno in anno: così, è possibile che ti stia ritrovando a pagare quote associative per un’iscrizione risalente a parecchio tempo fa, della quale non ti ricordi più. Ma se le ritenute sono state autorizzate “distrattamente”, oppure se non si è più interessati a fruire dei servizi del sindacato, o ancora, se si vuole cambiare organizzazione sindacale, è possibile disdire la tessera e le relative trattenute? Facciamo, a questo proposito, il punto sull’iscrizione al sindacato: come cancellarsi, con quali modalità inviare la disdetta, facsimile della revoca all’associazione sindacale; cerchiamo anche di capire, però, che cos’è e che cosa fa il sindacato: potresti scoprire che puoi fruire di servizi utili, anche gratuitamente o con forti sconti, grazie al pagamento della quota associativa.

Che cos’è e che cosa fa il sindacato?

Il sindacato è un’organizzazione che ha il compito di rappresentare e difendere i diritti dei lavoratori. Una delle più importanti modalità attraverso cui rappresenta i lavoratori è la firma di accordi vincolanti che regolamentano il rapporto di lavoro, i contratti collettivi.

Il sindacato organizza anche manifestazioni e scioperi a livello nazionale e territoriale per farsi portavoce dei diritti dei lavoratori. Espone le richieste dei lavoratori al Governo e alle altre istituzioni, nazionali e locali.

A livello aziendale, attraverso i rappresentanti sindacali partecipa alla vita dell’azienda e alle relazioni industriali per far sì che i diritti dei lavoratori non siano calpestati, interviene nelle procedure di licenziamento collettivo o di riduzione dell’orario di lavoro. Supporta poi i lavoratori in caso di vertenze di qualsiasi genere.

Insomma, i servizi fiscali e previdenziali che offre il sindacato, quelli per i quali probabilmente hai dato il consenso all’adesione, sono solo una piccola parte dell’attività svolta dall’organizzazione.

Che cosa offre il sindacato al lavoratore?

Il sindacato, oltre alla fondamentale funzione di rappresentanza dei lavoratori, che come abbiamo visto viene attuata con differenti modalità, offre un sostegno ai propri iscritti sotto molteplici aspetti.

Direttamente, o attraverso persone ed enti convenzionati, offre difatti assistenza e consulenza fiscale, amministrativa, previdenziale, formativa e nelle vertenze di lavoro.

In particolare, per quanto riguarda le controversie col datore di lavoro offre il controllo delle buste paga e di tutti i documenti che riguardano il rapporto di lavoro, assiste l’interessato nell’impugnazione del licenziamento e degli altri provvedimenti disciplinari e lo tutela nei confronti degli enti previdenziali e assicurativi, come Inps e Inail.

Il sindacato può anche organizzare, o offrire in convenzione, attività formative e ricreative: ad esempio, può organizzare corsi di orientamento professionale, fornire sconti per accedere a spettacoli, strutture alberghiere. Può offrire anche delle agevolazioni per fruire di servizi assicurativi o bancari.

Ovviamente, tutti questi servizi non sono gratuiti (esclusi alcuni servizi “di base”), ma sono offerti agli iscritti con prezzi più bassi rispetto ai costi ordinari, grazie al pagamento delle quote associative.

Quanto costa l’iscrizione al sindacato?

Il costo annuo d’iscrizione al sindacato non è uguale per tutti, ma dipende dall’organizzazione a cui si è iscritti: solitamente si aggira intorno all’1% dello stipendio lordo e viene pagato con trattenute mensili in busta paga.

A quale sindacato ci si può iscrivere?

L’iscrizione al sindacato è libera e il lavoratore può scegliere di iscriversi a quello che preferisce, come può decidere anche di non iscriversi. I tre sindacati maggiormente rappresentativi sul piano nazionale sono Cgil, Cisl e Uil, che a loro volta sono suddivisi in federazioni di categoria, come la Cisl Scuola, il sindacato che tutela i lavoratori degli istituti di ogni ordine e grado.

Ci sono anche delle federazioni che rappresentano i pensionati ed i lavoratori atipici e con partita Iva, ad esempio la Uiltemp (della Uil) e la Nidil (Cgil).

Si possono revocare le ritenute sindacali?

La trattenuta delle quote associative sullo stipendio o sulla pensione può essere sempre revocata, ma le procedure da utilizzare per la revoca sono differenti a seconda del trattamento gravato dalle ritenute.

In ogni caso, sia che parliamo di stipendi, di pensioni o di altre prestazioni, deve essere inviata una comunicazione in duplice copia al datore di lavoro o all’ente che eroga il trattamento ed al sindacato.

Solitamente, la revoca della quota associativa comporta anche la revoca dell’adesione all’associazione sindacale, salvo che il regolamento non permetta il pagamento delle quote associative con altre modalità differenti dalle trattenute su stipendio, pensione o altre prestazioni.

Nella generalità dei casi, comunque, per evitare la trattenuta si deve inviare una comunicazione di revoca dell’adesione all’organizzazione sindacale, e di conseguente revoca delle ritenute per la quota associativa.

Come disdire le ritenute sindacali sullo stipendio?

Se un dipendente di un’azienda privata vuole revocare la ritenuta sindacale deve, innanzitutto, inviare una raccomandata al datore di lavoro, o all’amministrazione/ ufficio paghe/ufficio del personale: il datore di lavoro non può rifiutarsi di effettuare la trattenuta sindacale sullo stipendio, difatti, sino a che il lavoratore non comunichi la sua volontà contraria. Il dipendente deve poi inviare una seconda raccomandata al sindacato, per conoscenza. La revoca ha effetto immediato.

Per sapere come compilare la revoca della ritenuta sullo stipendio, puoi osservare il modulo di disdetta della trattenuta sindacale, allegato alla fine dell’articolo.

Come disdire le ritenute sindacali sullo stipendio per i lavoratori della scuola?

La procedura di revoca delle ritenute sullo stipendio è differente per gli insegnanti ed i dipendenti pubblici appartenenti al comparto scuola: questi, infatti, devono inviare il modulo di revoca sindacale alla Ragioneria Territoriale della provincia nella quale lavorano. È importante che nel modulo di disdetta siano indicati il numero di partita fissa del cedolino ed il sindacato al quale si vuole revocare la delega. Anche in questo caso, si deve poi inoltrare una seconda raccomandata al sindacato per conoscenza. La disdetta ha effetto immediato.

Come disdire le ritenute sindacali sulla pensione o sulla disoccupazione?

Se i contributi sindacali sono trattenuti sulla pensione, sulla disoccupazione o su un altro trattamento corrisposto dall’Inps, l’interessato deve inviare una raccomandata, redatta in carta semplice, alla propria sede Inps territoriale, allegando copia del proprio documento d’identità.

Ricevuta la richiesta di revoca, l’Istituto interrompe le trattenute con le seguenti decorrenze:

  • dal 1° aprile, per le disdette ricevute dal 16 dicembreal 15 marzo dell’anno successivo;
  • dal 1° luglio, per le revoche ricevute dal 16 marzoal 15 giugno;
  • dal 1° ottobreper le disdette ricevute dal 16 giugno al 15 settembre;
  • dal 1° gennaiodell’anno successivo, per le revoche ricevute dal 16 settembre al 15 dicembre.

Modello di disdetta delle ritenute sindacali- Dipendenti del settore privato

Dati lavoratore

Spett.le società/ditta……………………

Ufficio del Personale……………….

e.p.c. Organizz. Sindacale………………

Oggetto: revoca dell’adesione all’Organizzazione Sindacale……………; conseguente revoca delle ritenute per quota associativa.

Il/la sottoscritta/o … C.F. … Nato/a a…. il …. residente in …. , C.A.P. … , via …. n° … , tel. … , dipendente dell’Azienda … , Settore/Reparto/Unità/Gruppo …, sede di lavoro … , qualifica …

Revoca ad ogni effetto di legge e di contratto la delega conferita a codesta ditta, ai sensi dell’art. 26 S.L. e del Vigente CCNL… per il versamento dei contributi sindacali in favore dell’ Org. Sindacale …. La revoca ha effetto immediato.

Diffido espressamente questa azienda dal procedere ad ulteriori trattenute a tale titolo, in favore della stessa organizzazione sindacale, posto che le ritenute, ove effettuate, integrerebbero il reato di appropriazione indebita.

In alternativa:

La revoca della delega ha effetto immediato. Il sottoscritto informa l’associazione sindacale che eventuali trattenute con lo scopo di versamento dei contributi sindacali saranno considerati reato di appropriazione indebita verso i beni del sottoscritto.

Luogo, Data …

Firma …


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2 Commenti

  1. Per la revoca della adesione alla organizzazione sindacale è possibile recarsi personalmente, presso la sede territoriale dell’ INPS, presentando la comunicazione di revoca, dopo quanto tempo viene presa in considerazione la decorrenza di revoca? Sono molte le revoche in questo periodo, sono molti cittadini e pensionati, sfiduciati dai vari sindacati e dai politici.

  2. da più di 1 anno la persona iscritta al sindacato è deceduta ma io essendo eredo (sono il coniuge) percepisco la pensione di reversibilità a oggi ancora trovo la trattenuta sindacale mia moglie è deceduta il 2,12 1999 ho inviato email al sindacatio chiedendo che la trattenuta non venga più attuata ma tutt’oggi ciò non è avvnuto parlato con il rapresentante sincadale mi ha risposto che per attuare la fine della trattenuta passamo 3 mesi quindi da quando mia moglie è deceduta e conoscento il sindacalista della dipartita di mia moglienon ha provveduto a cancellare la ritenuta sindacale non capisco se una iscritta7o viene a mancare perchè non si può immediatamente cessare la ritenuta sindacale e un vero abuso che si perpetua da tempo penso che il decesso della persona iscritta possa evitare la trattenuta sindacale perchè non più in vita e assurdo aspettare 3 mesi per finire la trattenuta ma che leggi sono queste?

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