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Quale cane è più adatto ai bambini?

1 settembre 2018


Quale cane è più adatto ai bambini?

> Donna e famiglia Pubblicato il 1 settembre 2018



La scelta di far entrare nella propria famiglia un animale, che ricordiamolo non è un oggetto, è importante. Perché è come la adozione di un minore: è per sempre.

In diritto si dice che l’animale merita rispetto in quanto ‘essere senziente’, cioè, essere vivente capace di provare sensazioni come gioia, tristezza, dolore nonché di compiere valutazioni e fare scelte. Ma l’animale è un eterno bambino ecco perché ha necessità di noi per tutta la sua vita. A qualunque razza appartenga, qualsivoglia forza mandibolare possa avere, oggi è l’animale che vive nel ‘regno umano’ e non il contrario: e se nelle situazioni di pericolo il nostro beniamino potrà soccorrerci come nessun altro al mondo, nella vita quotidiana e nella società è lui -spesso- che dobbiamo difendere. Strano a pensarsi. Ma quando viene il momento di scegliere un amico a quattro zampe, nella specie un cane, e si hanno dei pargoli in famiglia si pone subito la domanda: quale cane è più adatto ai bambini? Bene, qui si apre un oceano di argomentazioni che mi fa piacere condividere con il lettore, partendo da un concetto base e, cioè, che il cane è come un bambino. E come i bimbi crescono in base all’educazione che viene loro impartita, il medesimo effetto si ha con l’amico a quattro zampe. Ora, è scontato che ad una domanda del genere, ci si aspetti che la risposta parta da una discettazione sulle razze più ‘tranquille’ e da qui si prenda il via con le possibili scelte per il cane meno problematico nel rapporto con un bimbo. Ma questa sarebbe una risposta parziaria. Amo poco essere riduttiva perché quando ad una domanda si risponde in modo ‘ovvio’, generalmente reputo che chi stia parlando lo stia facendo in modo superficiale, per natura o volontà poco importa. Ciò che conta, invece, è che, nell’offrire una parere, l’interlocutore pensi (o quanto meno si sforzi di pensare) a tutte le possibilità. Ed è a questo che mira l’articolo.

Il cane è un bambino

Adottare un cane o adottare un bambino porta con sé effetti molto simili: entra in casa un nuovo angelo che sarà considerato membro della famiglia; si assumono delle responsabilità; si deve partire col conoscersi l’un l’altro e col viversi quotidianamente per imparare dell’altro ed insegnare a convivere; si deve affrontare un immane lavoro di educazione al senso della famiglia, al rispetto reciproco, alla società, alla vita. Eppure una differenza c’è. Perché arrivati ad una certa età, ad esempio, a 15 anni, il bambino avrà acquisito una propria autonomia e dipenderà in poche cose da noi. Il cane, come qualunque altro animale, no. Avrà necessità di noi per avere cibo nella ciotola o acqua pulita. Necessiterà di noi per farsi il bagno o per andare ad espletare i propri bisogni fisiologici. Quando si ammalerà non potrà dirci dove sente dolore ma sarà il nostro amore ed il senso di responsabilità farci comprendere che qualcosa non va e correre dal veterinario. Ecco: prima di prendere un cane, occorre pensare a questo. E se si desiste, lo si deve fare non per paura delle responsabilità, perché altrimenti si dovrebbe rinunciare in generale ad amare qualcuno o a sposarsi o ad avere figli perché sono tutte scelte che implicano responsabilità. Ma lo si deve fare solo se si reputa che il tempo e la voglia di affrontare ciò sono troppo limitati. Meglio questo che poi lasciare il beniamino ad altri: per noi umani il distacco sarà ammortizzato in poco tempo. Per il cane sarà una ferita per la vita. Ecco perché il cane è come un bambino.

Il canile: negozio di cani angeli

Il primo pensiero di un genitore è quello di dare il meglio al figlio: l’ultimo modello della play station, l’iphone appena pubblicizzato, le scarpe griffate, lo scooter più costoso ma sicuro. È una cosa normale, anche se spesso foriero di problemi se queste attenzioni si trasformano in modi per viziarlo. Quindi, anche quando si deve scegliere il cane, è scontato che il primo pensiero sia quello di orientarsi verso la razza canina più bella e magari più pura. Ora, fermo restando che la questione della ‘purezza’ canina o della razza migliore è una strada che può essere pericolosa, soprattutto quando non si conoscono gli allevatori e si rischia, ad esempio, di acquistare un cucciolo che, magari, è figlio di cani di razza consanguinei, con tutti i problemi genetici che possono derivarne. Ma, prima di pensare di correre in un negozio od in un allevamento, il consiglio è quello di passare dal canile. Voi genitori: da soli. E non perché lì il cane è gratuito, diversamente che altrove, ma perché è in quell’inferno che potrete trovare più facilmente l’angelo per il vostro bambino. I cani abbandonati, oggi, sono indifferentemente di razza o meticci e nel canile troverete l’uno e l’altro. Non devo convincere nessuno, non è questo lo scopo. Ma vi invito ad andare a vedere quei cani sfortunati, figli di nessuno, che altro non attendono se non di essere il compagno amorevole per la vita di qualcuno e, perché, non di tuo figlio? La loro esperienza di solitudine o di cattiveria gratuita subìta più spesso li trasforma in migliori cani che non in cani problematici. Ed il veterinario del canile saprà consigliarvi.

La riprova di quanto si dice si può ricavare dal fatto che molti dei cani impiegati nella pet therapy sono meticci, spesso strappati dall’inferno terrestre dei canili ed istruiti per aiutare i bambini (e non solo loro) nel superare problemi relazionali, causati da traumi del minore come l’aver assistito ad eventi violenti o l’aver subìto la separazione dei genitori, o nell’affrontare handicap di ogni tipo.

Le razze canine reputate più adatte ad un bambino

Ci sono stati neonati cresciuti, senza mai alcun problema, con cani come rottweiler e pittbull. Così come ci sono stati bambini aggrediti da pastori tedeschi ed alani. Ecco perché esiste prova concreta che non è la appartenenza ad una ‘razza’ che stabilisce il cane più adatto al bambino ma l’educazione impartitagli durante la crescita dagli umani proprietari. Ma se proprio vogliamo sapere quali siano le razze che abbiano la maggiore probabilità di convivere con tranquillità con dei bimbi, e non vogliamo andare da un veterinario –che certamente avrebbe come orientare le scelte della persona in base alle proprie possibilità, anche caratteriali e di tempo-, quella che segue vi fornisce l’elenco di alcune delle possibilità:

  • Il Labrador ed il Golden Retriver sono i cani per i bambini per antonomasia, in virtù della loro docilità e tranquillità nel giocare con i cuccioli di uomo;
  • Il Beagle perché ha il medesimo carattere dei bambini, godendo di un carattere tendenzialmente docile, esuberante e sempre propenso al gioco. Ma occorre fare una precisazione: il beagle necessita di molto movimento ed è un cane un po’ testardo;
  • Il Pastore Tedesco ha generalmente una buona indole ed è un cane paziente, per questo viene consigliato per la convivenza con i bambini;
  • Il Border Collie, tipico cane da corse nei giardini e giochi di agility, è un altro cane docile e che ha un carattere molto paziente;
  • Il Boxer, viene definito l’eterno cucciolone perché anche da adulto gioca come un bambino. Il suo buon carattere lo rende consigliabile per crescere con un bambino;
  • Il Dalmata, sì proprio quelli della ‘Carica dei 101’, sono perfetti per convivere e relazionarsi con i bimbi;
  • Il Terranova, definito il gigante buono, perché per quanto è grande per tanto è dolce ed amorevole. L’unico fattore a cui fare attenzione è la necessità di uno spazio consono.

La scelta del cane quando arriva un bambino

Tutto ciò che è stato già scritto vale tanto quando un bambino rallegra già la casa tanto quando il cucciolo di uomo sta per arrivare. Certamente la scelta di un cucciolo di cane in prossimità dell’arrivo del piccolo permetterà loro di crescere veramente assieme. Ma se anche la scelta cadesse su un cagnolino un po’ più grande, anche di qualche mese od un anno, questo potrebbe far sì che il cane, alla nascita del piccolo, possa essere già il suo protettore.

Ma qui occorre precisare un’ultima cosa e, cioè, che quello che conta è che non si deve mai pensare di trasformare il cane in un baby sitter: l’adulto deve sempre vigilare perché è facile che un bambino possa far male ad un cane, soprattutto agli occhi, alle orecchie o al naso, tutte parti delicate dell’animale; così come è facile che il cane possa fraintendere un movimento scoordinato del piccolo come pericolo. Inoltre, l’adulto deve educare entrambi, cane e bimbo, a sapersi rispettare l’un l’altro oltre che gli spazi reciproci.

di Samantha Mendicino

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