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Corte europea: velo islamico vietato nei luoghi pubblici

14 luglio 2017


Corte europea: velo islamico vietato nei luoghi pubblici

> Business Pubblicato il 14 luglio 2017



Divieto di indossare il niqab alle donne islamiche nei luoghi pubblici: non rispetta la collettività.

Con la sentenza dell’ 11 luglio 2017 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha pensato alla sicurezza: il burqa era stato già vietato alle dipendenti a contatto con il pubblico. Allo stesso modo ora viene riconosciuta al singolo Stato la possibilità di rendere vietato il velo islamico nei luoghi pubblici.

Doppia sentenza sul velo islamico

Al centro dell’attenzione due casi riguardanti il Belgio: nel primo, due donne hanno fatto appello contro la legge del 2011 che vieta di coprire parzialmente o totalmente il viso in tutti i luoghi pubblici; nel secondo, un’altra donna si è appellata contro regolamenti comunali simili che risalivano al 2008. In entrambe le cause le donne rivendicavano il diritto di portare il niqab, velo che copre per intero il volto ad eccezione degli occhi.

Secondo i giudici europei, la proibizione può essere considerata proporzionata con il fine di garantire la convivenza e la socialità oltre che tutelare i diritti e le libertà delle donne. Inoltre il divieto del velo islamico nei luoghi pubblici assicurerebbe anche l’uguaglianza tra uomo e donna (il velo islamico, infatti, concesso solo alle donne sarebbe una discriminazione per gli uomini) assicurando al tempo stesso i valori che garantiscono una convivenza in società. Dunque dall’Europa il primo sì al bando del velo islamico, un divieto che sarebbe dunque considerato «necessario in una società democratica» per garantire «la sicurezza pubblica, la parità tra uomini e donne e un certo concetto di vivere insieme nella società».

Rispettare la collettività

Per la Corte di Strasburgo indossare il velo nei luoghi pubblici per motivi religiosi, non rispetta la collettività che, in ogni Stato, deve venire prima del singolo e delle sue esigenze religiose. Il divieto del niqab, in una collettività abituata al viso delle donne scoperto, tende inoltre a favorire la libertà d’espressione delle donne che lo indossano: ecco perchè la Corte europea dei diritti dell’uomo, certamente influenzata anche dai recenti atti di terrorismo internazionale, ha confermato la propria posizione (già espressa nel 2014) in relazione al divieto di velo integrale nei luoghi pubblici, respingendo il ricorso.

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Autore immagine: Pixabay.com

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