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Benefit ai lavoratori: quali sono?

22 Agosto 2018 | Autore:
Benefit ai lavoratori: quali sono?

Quali sono e come sono tassati agevolazioni e benefici concessi ai lavoratori dipendenti: cellulare, auto aziendale, pc e attrezzature, trasferte, buoni pasto, contributi.

Il tuo datore di lavoro ti ha dato cellulare e veicolo aziendale, ti ha offerto dei rimborsi spese per le trasferte o per l’utilizzo del tuo veicolo o, ancora, ti ha offerto la disponibilità di un appartamento, o semplicemente dei buoni pasto? Devi sapere che la maggior parte dei benefit gode di un trattamento fiscale e contributivo agevolato, per cui è solitamente gli extra non sono tassati, o sono tassati solo in parte. Per capire quando un beneficio extra è interamente imponibile e quando non lo è, facciamo allora il punto della situazione sui principali benefit ai lavoratori: quali sono, come sono tassati, quando spettano.

Telefono cellulare aziendale

Spesso, l’azienda decide di concedere al dipendente l’uso di un telefono cellulare. Il trattamento fiscale di questo benefit, però, dipende dalle modalità con cui è concesso l’uso del telefono mobile:

  • se il telefonino resta di proprietà aziendale e viene concesso in uso gratuito al dipendente, non costituisce un benefit e non è tassabile;
  • se viene invece assegnato in proprietà al lavoratore, il relativo valore deve essere assoggettato a contribuzione e tassazione;
  • se è acquistato direttamente dal dipendente, affinché il rimborso della relativa spesa sia esente da contributi e tasse, la fattura di acquisto deve essere intestata al committente, che ne diventa a tutti gli effetti proprietario.

Abbonamento del cellulare e ricariche telefoniche

Il datore di lavoro, assegnando il cellulare aziendale, può anche stabilire il rimborso del traffico telefonico al dipendente.

Il costo del traffico telefonico non costituisce un benefit se esiste un vincolo di utilizzo per soli fini lavorativi (questo impegno deve essere sottoscritto dal dipendente all’atto dell’assegnazione dell’apparecchio): in caso contrario, si deve prevedere, anche su base convenzionale e forfettaria, con apposito accordo scritto, una ripartizione percentuale tra i costi imputabili all’utilizzo lavorativo (che sono esenti da contribuzione e imposizione) e quelli imputabili all’uso personale (che invece sono imponibili).

Se il lavoratore utilizza una scheda prepagata, il costo delle relative ricariche può essere anticipato dal dipendente stesso e rimborsato dal datore. In questo caso, il rimborso risulta esente a fini fiscali e previdenziali, a condizione che la fattura di acquisto della ricarica sia intestata all’azienda.

Computer e attrezzature informatiche e da ufficio

È possibile che l’azienda offra al dipendente personal computer (portatili o fissi), modem, stampanti, fax, scanner, pc palmari, Iphone e smartphone, ma anche lettori dvd/bluray/mp3, registratori audio/video, e macchine da ufficio in genere.

Queste attrezzature non costituiscono reddito imponibile, sia nel caso di acquisto da parte del datore di lavoro che nel caso di acquisto direttamente da parte del dipendente (che deve poi farsi rimborsare la spesa), a condizione che la proprietà dei beni sia dell’azienda, che li assegna temporaneamente in uso gratuito al lavoratore per la durata massima del rapporto di lavoro. Dal punto di vista contabile e fiscale, la fattura di acquisto deve essere intestata al datore e registrata nel bilancio dell’impresa fra i cespiti.

Alla cessazione del rapporto di lavoro deve essere prevista la restituzione delle attrezzature all’azienda.

Sono imponibili, invece, sia nel caso di acquisto da parte del datore di lavoro che nel caso di acquisto direttamente da parte del dipendente, che si fa poi rimborsare la spesa, gli apparecchi di cui il lavoratore acquisisce la proprietà (ossia può utilizzarli per finalità personale, mantenere il possesso del bene alla cessazione della collaborazione e cederli a terzi).

Auto e veicoli aziendali

Non rilevano come reddito, se sono assegnati esclusivamente per uso lavorativo (presa in consegna del veicolo con contratto di lavoro in corso e riconsegna entro la cessazione del contratto stesso), le autovetture e gli altri veicoli offerti al dipendente.

Se l’auto è assegnata in uso misto, o promiscuo (lavorativo e personale), rileva come reddito in misura pari al 30% del costo chilometrico annuo stabilito per lo specifico veicolo dalle apposite tabelle Aci, rapportato ad una percorrenza media di 15mila chilometri.

Rimborso spese carburante

Se l’azienda, in caso di trasferta (cioè di spostamento del lavoratore al di fuori del comune sede di lavoro), rimborsa le spese per il rifornimento del carburante, il costo è già compreso nella voce di rimborso del costo chilometrico risultante dalle tabelle Aci; pertanto, in caso di rimborso dei costi effettivi di rifornimento, in aggiunta al rimborso del costo chilometrico, sul primo importo, che costituisce un extra, sono dovuti sia i contributi previdenziali che le imposte.

In caso di spostamento all’interno del comune sede di lavoro, l’eventuale rimborso delle spese, disposto dall’azienda, per il rifornimento di carburante per l’utilizzo della propria autovettura da parte del collaboratore, è sempre e comunque assoggettato a contribuzione.

Nel caso di utilizzo di un veicolo fornito dall’impresa, l’acquisto del carburante anticipato dal dipendente può essere rimborsato esclusivamente mediante l’uso di un’apposita scheda carburante in cui sono riportati gli estremi del veicolo, l’intestatario e, di volta in volta, il costo dei singoli rifornimenti registrati dal gestore del distributore. Le schede carburante sono ora state sostituite dalla fatturazione elettronica. Per approfondire: Fattura elettronica carburante, come funziona.

Seguendo le procedure previste dalla normativa il rimborso degli importi pagati è esente sia da contributi che da imposte.

Trasferta del lavoratore

In caso di trasferta del dipendente, sono sempre esenti i rimborsi delle spese di viaggio e trasporto, di vitto e di alloggio;

Le indennità di trasferta in territorio nazionale sono esenti nel limite giornaliero di:

  • 46,48 euro, se vengono rimborsate a parte le sole spese di viaggio (vitto e alloggio a carico del lavoratore);
  • 30,99 euro, se vengono rimborsate a parte, oltre alle spese di viaggio, anche le spese o di vitto o di alloggio;
  • 15,49 euro, se vengono rimborsate a parte, oltre alle spese di viaggio, anche le spese sia di vitto che di alloggio;

Le indennità di trasferta all’estero sono esenti nel limite giornaliero di:

  • 77,47 euro, se vengono rimborsate a parte le sole spese di viaggio (vitto e alloggio a carico del lavoratore);
  • 51,65 euro, se vengono rimborsate a parte, oltre alle spese di viaggio, anche le spese o di vitto o di alloggio;
  • 25,82 euro, se vengono rimborsate a parte, oltre alle spese di viaggio, anche le spese sia di vitto che di alloggio.

Missioni nel comune di lavoro

Se il dipendente è inviato in missione nel comune in cui ha sede l’azienda, sono esenti solo le spese di trasporto attestate da documenti provenienti dal vettore (biglietti di autobus, metro, tram, ricevute taxi, etc.)

Per ogni altra forma di rimborso spese vale l’ordinario regime previdenziale e fiscale, con assoggettamento a contribuzione e tassazione (ad esempio: parcheggio auto, pasti, permessi di accesso ztl, etc.).

Appartamenti e alloggi per uso personale

Se l’azienda offre al dipendente l’uso di un alloggio o di un appartamento, il reddito per il lavoratore è costituito dalla differenza tra la rendita catastale dell’immobile, aumentata di tutte le spese inerenti, comprese le utenze non a carico dell’utilizzatore, e quanto corrisposto per il suo godimento, se il fabbricato è iscritto in catasto.

Per i fabbricati non iscritti in catasto (ad esempio, i fabbricati situati all’estero), il reddito di lavoro è dato dalla differenza tra il valore del canone di locazione determinato in regime vincolistico o, in mancanza, quello determinato in regime di libero mercato, e quanto corrisposto o trattenuto per il godimento del fabbricato.

In caso di uso promiscuo (appartamento utilizzato anche come luogo di svolgimento dell’attività lavorativa), il valore del benefit deve essere riparametrato in base alla percentuale di suddivisione degli spazi ad uso ufficio su quelli totali; ovviamente, se l’appartamento è utilizzato solo per attività lavorativa, è totalmente esente.

Contributi previdenziali

I contributi previdenziali e di assistenza versati dal datore di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di legge non sono tassati, in quanto non concorrono a formare il reddito del lavoratore dipendente. Lo stesso vale per i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale, in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, che operino negli ambiti di intervento stabiliti da un apposito decreto del Ministro della salute [1], per un importo non superiore complessivamente ad euro 3.615,20. Ai fini del calcolo di questo limite si tiene conto anche dei contributi di assistenza sanitaria.

Buoni pasto

Il buono pasto è un mezzo di pagamento che consiste in un tagliando, cartaceo o elettronico, con un valore assegnato, riconosciuto da ristoranti, bar, mense e simili esercizi, per acquistare pasti o prodotti alimentari.

I buoni pasto, conosciuti anche come ticket restaurant, dal nome di alcuni dei voucher più diffusi, costituiscono un reddito esente da tassazione e da contribuzione Inps, sino al valore, per singolo buono, di 5,29 euro; se il ticket, però, è elettronico, grazie alla legge di stabilità 2015, risulta esentasse sino all’ammontare di 7 euro. Per approfondire: Buoni pasto, come funzionano.

Servizi di trasporto pubblico

Sono esenti da tassazione anche le prestazioni di servizi di trasporto collettivo rese alla generalità o a categorie di dipendenti, anche se affidate a terzi, compresi gli esercenti servizi pubblici.

Sono inoltre esenti le somme erogate o rimborsate alla generalità o a categorie di dipendenti dal datore di lavoro, o le spese da quest’ultimo direttamente sostenute, volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale, per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei familiari.

Servizi educativi e ricreativi

Sono esenti anche le opere ed i servizi riconosciuti ai dipendenti, o ai loro familiari, dal datore di lavoro, se hanno una delle seguenti finalità:

  • educazione,
  • istruzione,
  • ricreazione,
  • assistenza sociale e sanitaria o culto.

L’esenzione vale in presenza delle seguenti condizioni:

  • volontarietà della spesa;
  • beneficiari: generalità o categorie di dipendenti;
  • finalità di educazione, istruzione, ricreazione (ad esempio palestre, campi sportivi…), assistenza sociale e sanitaria o culto;
  • dipendenti destinatari estranei al rapporto contrattuale (non è ammesso il rimborso spese, mentre sono ammessi i voucher, anche in forma elettronica).

Asili nido e borse di studio per i figli dei dipendenti

L’esenzione è prevista anche per le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione, da parte dei familiari:

  • dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare (asili nido), compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi;
  • di ludoteche e di centri estivi e invernali;
  • di borse di studio.

Assistenza ai familiari anziani del dipendente

Se il datore di lavoro decide di erogare somme o prestazioni alla generalità dei dipendenti, o a categorie di dipendenti, per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti, anche questo benefit è esente da tassazione, non concorrendo a formare il reddito di lavoro dipendente.

Premi assicurativi

Sono esenti da tassazione i contributi e i premi versati dal datore di lavoro a favore della generalità dei dipendenti, o di categorie di dipendenti, per prestazioni, anche in forma assicurativa, che hanno per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.

Azioni dell’azienda

È esente da tassazione anche il valore delle azioni, se offerte alla generalità dei dipendenti, per un importo non superiore complessivamente nel periodo d’imposta a 2.065,83 euro, a condizione che non siano riacquistate dalla società emittente o dal datore di lavoro o comunque cedute prima che siano trascorsi almeno tre anni dalla percezione; qualora le azioni siano cedute prima del termine, l’importo che non ha concorso a formare il reddito al momento dell’acquisto è assoggettato a tassazione nel periodo d’imposta in cui avviene la cessione.


note

[1] Art.10, Co.1, lett. e ter) Tuir.


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