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Come scoprire se una società è fallita

22 Agosto 2018
Come scoprire se una società è fallita

Il fallimento di una società comporta conseguenze molto importati per i creditori: ecco perché è importante sapere quando ciò accade.

Devi recuperare un credito verso una società? Hai intenzione di pignorare i beni immobili di un’impresa su cui hai già iscritto ipoteca? In questi casi sarai sicuramente interessato a sapere come scoprire se una società è fallita. Non serve rivolgersi necessariamente ad un avvocato per scoprirlo, ma è possibile ricorrere a strumenti accessibili a chiunque e gratuiti. Purtroppo, la legge oggi non consente di sapere invece quando una società non è fallita, ma sta per fallire, nonostante i creditori siano notevolmente interessati a scoprirlo. Sebbene non sia possibile sapere se un’impresa è in procinto di essere dichiarata fallita, ci sono numerosi elementi che ti possono far scoprire se la società non gode di buona salute e se è quindi a rischio di fallimento.

Perché mi interessa sapere se una società è fallita?

I principali effetti pratici del fallimento per i creditori sono i seguenti:

  1. i processi in corso si interrompono [1]. Il processo che coinvolge una società dichiarata fallita si interrompe e al posto della società interviene il curatore fallimentare, cioè un professionista nominato dal tribunale per gestire la procedura fallimentare;
  2. i decreti ingiuntivi ottenuti contro la società poi fallita non possono essere fatti valere contro di essa [2]. Se hai ottenuto un decreto ingiuntivo contro una società che poi è fallita, il decreto non avrà nessun effetto se non è stato dichiarato definitivo ed esecutivo dall’autorità che lo ha emesso (Tribunale o Giudice di Pace) prima della dichiarazione di fallimento. Perché un decreto ingiuntivo venga dichiarato definitivo devono però trascorrere almeno 40 giorni dalla sua notifica al debitore. In altre parole, se hai ottenuto un decreto ingiuntivo contro una società che è fallita un mese dopo, il decreto sarà poco più che cartastraccia [2bis];
  3. i pignoramenti dei beni della società fallita divengono inefficaci [3]. Se stai pignorando i beni di una impresa che ti è debitrice, il suo fallimento rende improcedibile l’azione esecutiva, cioè il tuo pignoramento perde di efficacia e quindi ti ritrovi ad aver sostenuto spese legali per nulla;
  4. i pagamenti ricevuti nei sei mesi precedenti il fallimento possono essere revocati [4]. Se hai ricevuto pagamenti dall’impresa fallita nei sei mesi anteriori al fallimento, potresti essere costretto a restituirli. Il curatore del fallimento potrebbe infatti promuovere una causa revocatoria, chiedendoti la restituzione dei soldi ricevuti, sempre che riesca a provare che tu creditore eri a conoscenza dello stato di grave ed irreversibile crisi dell’impresa che poi è fallita. Bada bene che a questa regola fanno eccezione i pagamenti ricevuti dai dipendenti e dai collaboratori della società, che non sono invece revocabili [5];
  5. le ipoteche sono revocabili [6]. Sono revocabili dal curatore (se sono revocate perdono dunque di efficacia) le ipoteche iscritte sui beni immobili dell’impresa debitrice nei sei mesi precedenti al fallimento se si tratta di ipoteche giudiziali, oppure nell’anno precedente il fallimento se si tratta di ipoteche volontarie (come per esempio quelle concesse a garanzia del pagamento del mutuo).

Con il fallimento, inoltre, il tuo credito verso l’impresa fallita potrà essere fatto valere soltanto con un’apposita procedura prevista dalla legge e definita domanda di ammissione al passivo. Tale istanza deve possedere specifici requisiti e deve essere presentata entro determinati termini. Se non la presenti o se la presenti oltre i termini previsti dalla legge, perderai per sempre il tuo credito verso la società fallita e non potrai mai più farlo valere, nemmeno con una causa.

Tutte le imprese possono fallire?

Non tutte le imprese possono fallire, ma solo quelle che possiedono i parametri previsti dalla legge. Non possono fallire [7]:

  1. gli imprenditori agricoli;
  2. gli enti pubblici;
  3. i piccoli imprenditori, ossia quelle imprese che negli ultimi tre esercizi hanno avuto i seguenti requisiti congiuntamente (ossia tutti e tre i requisiti insieme per tutti gli ultimi tre esercizi):
  • attivo patrimoniale annuo inferiore a 300mila euro;
  • ricavi lordi annui inferiori a 200mila euro;
  • debiti complessivi, anche non scaduti, inferiori a 500mila euro.

Quindi, se la società che ti interessa rientra nei casi sopra previsti puoi stare tranquillo, non potrà fallire in ogni caso.

Come posso scoprire se una società è fallita senza rivolgermi ad un avvocato?

Per scoprire se una società è fallita senza ricorrere ad un professionista hai a disposizione almeno quattro modi:

  1. nella cancelleria fallimentare del tribunale sono liberamente consultabili da chiunque i registri che raccolgono anno per anno gli estratti (cioè, i riassunti) delle sentenze dichiarative di fallimento pronunciate da quel tribunale. Nell’estratto troverai tutte le informazioni che ti servono: la data di dichiarazione del fallimento, il curatore nominato, il numero del fallimento ed il giudice cui è stato assegnato (è chiamato giudice delegato), il termine entro cui dovrai presentare l’istanza di ammissione al passivo. Dovrai però recarti nel tribunale del luogo nel cui circondario ha sede la società fallita: il circondario corrisponde grossomodo alla provincia (ad esempio, il circondario del Tribunale di Verona corrisponde ai comuni della provincia di Verona);
  2. un metodo ancora più veloce e comodo è costituito dalla consultazione del sito internet portalecreditori.it: semplicemente indicando la partita Iva della società su cui vuoi eseguire la ricerca potrai agevolmente scoprire se tale società è fallita. In molti casi si potrà anche trovare il file con l’estratto della sentenza dichiarativa di fallimento. Non è richiesta alcuna registrazione al sito né è previsto alcun costo;
  3. un terzo metodo è costituito dalla consultazione del registro delle imprese, custodito nelle camere di commercio. La consultazione comporta però un piccolo costo e, almeno per quella online, è riservata soltanto agli utenti che abbiano effettuato la registrazione su un qualsiasi sito che gestisce la consultazione di pubblici registri;
  4. è oggi previsto dalla legge, ma è ancora in fase di sperimentazione, il registro delle procedure di insolvenza e degli strumenti di gestione della crisi, accessibile sul sito del Ministero della giustizia, alla sezione «servizi». Le informazioni principali (numero della procedura, nome del giudice delegato, nome del curatore, termine di presentazione delle domande di insinuazione al passivo fallimentare) sono pubbliche e gratuite. Non tutti i tribunali però sembrano aver ancora fornito al portale le informazioni sullo stato delle procedure pendenti. Allo stesso indirizzo internet è possibile scaricare anche il «manuale utente del portale» nel quale sono contenute le istruzioni per l’uso del servizio online.

Mi è arrivata una comunicazione dal curatore del fallimento: di cosa si tratta?

Un altro modo per scoprire se una società è fallita è rappresentato dalla comunicazione che il curatore invia a tutti i creditori della società fallita [8]. Questa modalità è soltanto eventuale perché dipende se il curatore ha modo di venire in qualche modo a conoscenza del tuo credito. Può darsi però che questo non risulti dai documenti contabili della società fallita oppure può darsi che il curatore si dimentichi di inviarti la comunicazione e quindi in questi casi non riceverai la notizia del fallimento e dovrai pertanto arrangiarti nei modi sopra descritti. Se invece il tuo credito risulta ed il curatore ti invia la comunicazione, con la stessa ti farà presenti le modalità e i termini con cui dovrai presentare la domanda di ammissione al passivo fallimentare nonché i documenti che dovrai allegare al fine di vederti riconosciuto il tuo credito.

Ho un credito verso la società fallita: cosa devo fare?

Devi presentare una domanda di ammissione al passivo fallimentare [9]. Per farlo non ti serve un avvocato, ma ti serve necessariamente un computer, uno scanner ed un indirizzo di posta elettronica certificata, anche a te non intestato. La domanda va firmata e presentata non più tardi di 30 giorni prima dell’udienza fissata dal giudice per discutere delle domande di ammissione di tutti i creditori. La domanda scansionata va trasmessa all’indirizzo di posta elettronica certificata della procedura fallimentare (lo puoi facilmente reperire sul sito portalecreditori.it, come spiegato sopra).

Come faccio a scoprire se una società sta per fallire ma non è ancora fallita?

Non hai modo di saperlo. Se è stata presentata un’istanza di fallimento, ossia un’istanza con cui l’impresa stessa o un creditore chiede al tribunale che venga dichiarato il fallimento di una società, i terzi non possono venirne a conoscenza finché il fallimento non viene dichiarato dal tribunale. Ne sono a conoscenza soltanto l’impresa di cui viene chiesto il fallimento e il creditore istante. La legge mantiene segrete le procedure pre-fallimentari per tutelare la società che potrebbe fallire: se le istanze di fallimento fossero conoscibili dai terzi la società fallenda subirebbe un grave danno, perché nessuno vorrebbe più intrattenere rapporti commerciali con essa, anche se magari l’istanza di fallimento è del tutto infondata e poi viene magari rigettata. Tuttavia, anche i creditori devono tutelare il proprio interesse a sapere se una società sta per fallire, visti i numerosi ed importanti effetti che il fallimento comporta. Ricorda che una società viene dichiarata fallita quando è insolvente: l’insolvenza è definita dalla legge come l’incapacità per l’imprenditore di adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni. In poche parole, è insolvente una società che non riesce più a far fronte ai propri debiti. Tale situazione di insolvenza, anche se non ancora certificata dal fallimento, può essere desunta da numerosi altri elementi, come se fossero i sintomi di una malattia, quali ad esempio la presenza di un elevato numero di ipoteche iscritte sui beni di proprietà della società, un precedente concordato che non è stato omologato, l’esistenza di assegni o cambiali protestati perché non pagati, pignoramenti eseguiti da altri creditori sui beni della società, debiti di grande valore risultanti dai bilanci ecc. Tutti questi elementi testimoniano non solo che l’impresa ha molti debiti, ma soprattutto che non è in grado di pagarli e quindi da questi «sintomi» potrai farti un’idea sullo stato di salute economica dell’impresa che ti interessa.

di Alberto Melotto


note

[1] Art. 43, comma 3 legge fallimentare (regio decreto n. 267/1942).

[2] Cass. sent. n. 3987/2016 del 29.02.2016.

[2bis] Il tribunale dichiara definitivo ed esecutivo un decreto ingiuntivo decorsi 50 giorni dalla sua notifica (40 per l’opposizione + 10 per l’iscrizione a ruolo della citazione in opposizione). Infatti, ipotizzando che la citazione in opposizione venga notificata il 40 ° giorno, soltanto decorsi ulteriori 10 giorni (termine massimo per l’iscrizione a ruolo) vi sarebbe la certezza per il tribunale che l’opposizione non è stata presentata e che quindi il decreto può essere dichiarato definitivo per mancata opposizione. Quindi se il debitore fallisce il 41 ° giorno il decreto non è ancora definitivo perché deve ancora essere dichiarato tale ed il decreto di esecutività viene emesso dal tribunale soltanto decorsi almeno 50 giorni dalla notifica.

[3] Art. 51 legge fallimentare.

[4] Art. 67, comma 2, legge fallimentare.

[5] Art. 67, comma 3, lettera f, legge fallimentare.

[6] Art. 67, comma 1, numeri 3 e 4, legge fallimentare.

[7] Art. 1 legge fallimentare.

[8] Art. 92 legge fallimentare.

[9] Art. 93 legge fallimentare.


2 Commenti

  1. Ho provato a fare una ricerca sul sito indicato, per avere notizie dovevo registrarmi. Inoltre il sito non consente neanche di inserire la P. IVA.

    1. Provi a cliccare sul tasto “mostra filtri”, dovrebbe aprirsi una mascherina con tutte le opzioni.

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