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Angelo Greco: avvocato non per passione ma per missione

28 Ago 2018


Angelo Greco: avvocato non per passione ma per missione

> Business Pubblicato il 28 Ago 2018



Così mi sono trovato di fronte alla decisione più difficile della mia vita professionale: proseguire sulla stessa strada per la quale avevo da sempre studiato e lottato con enormi sacrifici oppure rimettere in discussione ciò che avevo costruito sino ad allora. Per capire le ragioni della mia scelta devo fare un passo indietro.

Sono un Angelo ma non un santo. Non sono di quelli che hanno preso legge per vocazione o per amore della giustizia. Faccio parte di coloro che hanno scelto giurisprudenza solo perché offre più strade di fronte allo smarrimento post-liceale. Non credevo nelle mie capacità e non sapevo quanto sarei stato in grado di sedermi su una sedia per studiare seriamente (colpa un po’ della massificazione delle nostre scuole e del cazzeggio adolescenziale).

Quando però frequenti per molto tempo la stessa persona rischi di innamorartene. Così al termine dell’università mi ero appassionato al diritto. Il percorso maestro era la libera professione, all’epoca vista e sentita come un traguardo che in pochi riuscivano a raggiungere (oggi è invece il refugium peccatorum).

Ho preso il titolo di avvocato a 28 anni e ho aperto il mio studio a 29. Per farmi conoscere facevo ricorsi contro gli autovelox spesso gratis. Proposi ad alcune aziende “contratti di consulenza continuativa” con retribuzione fissa mensile. Gli affari andavano bene. Nel 2008 seguivo circa 20 società tra cui una delle più grosse del nostro Paese. Potei acquistare lo studio e sposarmi. Insegnavo procedura civile all’università con un contratto ridicolo solo perché mi piaceva dare entusiasmo ai giovani, spesso penalizzati da insegnanti poco vocati e troppo distratti. Portavo gli studenti in tribunale per insegnare la pratica più che il libro.

Poi, quando tutto sembrava andare per la via maestra e il mio destino appariva “segnato”, sono intervenuti tre episodi traumatici destinati a cambiare il mio futuro professionale.

Il primo. Un litigio tra parenti, come avviene nelle migliori famiglie. Per fare da paciere ho deciso di non difendere nessuno di loro. I quali si sono affidati ad avvocati che li hanno dissanguati. Migliaia di euro per una o due udienze. Ma si sa: per odiare il tribunale bisogna prima scottarsi. Così ho lasciato che l’ustione fosse del terzo grado e la transazione divenisse più semplice. Ma mi é pianto il cuore.

Il secondo. La crisi economica stava facendo chiudere molte delle aziende a cui prestavo consulenza periodica. Altre decisero di tagliare i costi del servizio legale. Mi ritrovai, nell’imminenza della nascita di mio figlio, in difficoltà economiche.

Il terzo. È difficile spiegare come mi sono sentito quel giorno quando, in udienza al giudice di pace, proprio davanti a me, lo stesso magistrato che avrebbe deciso il mio ricorso e l’avvocato di controparte si sono salutati affettuosamente e, con toni ironici, si sono intrattenuti nel commentare la serata precedente e l’eccesso di alcol piovuto durante la cena. “Vostro onore… vogliamo cominciare?” ho chiesto con una certa intransigenza, già sapendo che quella causa non l’avrei mai vinta (per quanto fossero invece scontate le ragioni del mio cliente).

In quell’istante ho giurato a me stesso che mai la mia famiglia avrebbe dovuto sopportare una ristrettezza economica per colpa delle “influenze” cui alcuni uomini sono soggetti. Il mio reddito avrebbe dovuto dipendere solo da me stesso e dalle mie capacità. Così, incentivato da mia moglie, decisi di cambiare strada pur rimanendo sullo stesso sentiero. Investii tutte le mie energie ed il mio tempo sulla creatura che avevo appena formato: un giornale online di informazione giuridica orientato al cittadino e non ai tecnici. Era il primo in Italia che sposava un linguaggio user oriented ed è rimasto anche l’unico. Lo scopo era far capire che esiste un’alternativa al tribunale che non passa per la negazione dei diritti. Nei primi tempi mi ha dato alcuni suggerimenti Roberto Cataldi, un collega già esperto del settore, ora diventato mio caro amico.

Ho dovuto subire critiche e pressioni da ogni parte e in special modo dai colleghi della mia città. Io ero quello che “volgarizzava” il diritto, scienza che invece doveva restare ad appannaggio dei professionisti. “Il cittadino non deve essere informato perché altrimenti capisce male e pretende ancor di più. Meglio tenerlo nell’ignoranza”. Ho ricevuto anche denunce all’ordine, tutte archiviate perché chi le ha proposte non conosceva i principi di libertà della comunità europea.

Alla fine sono andato avanti perché i dati davano il sito in forte crescita e i motori di ricerca lo apprezzavano. Ho conosciuto così le due persone più importanti della mia vita dopo la mia famiglia: i miei soci Paolo Florio e Francesco Buccieri. Non è vero che LLpT è il frutto di Angelo Greco. Ci sono tante persone che ne hanno decretato la fortuna. Siamo diventati una squadra che ha saputo andare controcorrente, credendo fermamente in ciò che faceva e autofinanziandosi. Non abbiamo mai percepito un euro dallo Stato; una sola donazione di 29 euro.

Quello che mi sono sempre chiesto è stato: «E se domani dovessi morire, cosa potrei dire di aver fatto per cambiare il mondo attorno a me?». Questo interrogativo mi ha sempre dilaniato e continuo a confrontarmici tutti i giorni. Se ciò che mi sta attorno non mi piace, nel mio piccolo cerco di cambiarlo. A costo di spendere più del prezzo che vale.

Oggi LLpT fa 600 mila utenti unici al giorno. Al di là dei ricavi, è bello pensare che siamo riusciti a innovare il mondo del diritto così conservatore in Italia.

Da qui è derivata la volontà della Rai di chiamarmi per presentare una trasmissione televisiva che ricalcasse il nostro stile editoriale. Ho curato così uno spazio su RaiUno nel corso di “Uno mattina” dedicato ai consumatori.

Oggi continuo a fare l’avvocato, ma mi ritengo fortunato. Vedo ancora il tribunale come un luogo non adatto a risolvere gran parte dei problemi della gente: così mi sento la libertà di poter convincere i clienti a evitare il contenzioso.

Credo che la storia della prima parte della mia vita possa essere sintetizzata in una sola frase: «Qualsiasi cosa succeda, vai avanti». Perché i risultati, quando ci metti impegno, sofferenza e dedizione, arrivano sempre. E di una cosa sono certo: ciò che non mi uccide, mi rende più forte.

Non sarò forse una “persona di successo” per come tradizionalmente la si intende, ma credo di aver realizzato una parte dei miei sogni, il che è già un successo. Se c’è una cosa che mi fa incazzare è quando qualcuno ti chiede qual è il segreto del successo. Il successo non ha segreti. La ricetta è nota e pubblica, ma non a tutti piace acquistare gli ingredienti. È fatto di infiniti sacrifici, dove ad ogni piccolo risultato corrispondono centinaia di fallimenti, è fatto di notti insonni e di albe anticipate, di autocritica e umiltà, di passione e coraggio. Il successo è una strada piastrellata di fatica e nessuna eccezione. È infine fatto di salite, discese e di un orizzonte che non arriva mai.

Ho ancora tanti progetti e molti di questi vedranno la luce tra pochi mesi. Quando qualcuno mi chiede se mi rendo conto di ciò che ho creato rispondo sempre che preferisco pensare piuttosto a ciò che non ho ancora fatto.


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9 Commenti

  1. Essì, carissimo Studio “Greco & C.”, qualcosa a monte doveva pur esserci per arrivare a una tale disponibilità verso il prossimo… E ora, seguendovi da qualche tempo, credo magari un po’ presuntuosamente di aver capito qualcosa in più… Se mi fossi laureato e avessi intrapreso la carriera – lasciata sul nascere – avrei voluto somigliarle… E la nausea anti-giudiziaria (leggi: tribunali & affini) se non sono 65 anni almeno che me la porto dietro, poco ci manca. Ad maiora e, ripetendomi una volta di più, grazie per come e per quanto c’informa!

  2. Complimenti…..dottore…….pochi ma buoni. Molti suoi colleghi dovrebbero seguire il suo esempio!!!! Mi permetta di dirLe che è un “grande” Avvocato”
    Saluti Paolo Perissutti

  3. Procedi senza timore o paure. Non esiste la fortuna, esiste il talento che incontra le opportunità (Seneca).. La mancanza di informazione giuridica, a volte, è la causa dei disastri a cui assistiamo quotidianamente. Merito a chi assolve con il proprio impegno al compito di colmare tale vuoto. In particolare contro i “colossi” dell’impero impenetrabile ai più.

  4. Ottimo articolo. Seguo regolarmente il vs sito e spesso condivido con amici e parenti i vs articoli. Articoli esposti con semplicità e chiarezza, comprensibili anche a persone che, come me, non hanno una grande cultura di base. State facendo un ottimo lavoro. Continuate così. Grazie.

  5. Complimenti, vi leggo da anni e sapere che c’è un cuore dietro, mi rende ancora più felice di leggervi.
    Siete già un successo…

  6. Egr.Avv. Greco, desidero complimentarmi vivamente di cuore con lei per tutto quello che ha fatto e fa quotidianamente per il bene comune, Le confesso che anch’io mi fotografo completamenmte con tutto quello che ha brillantemente esposto, perché ora piu’ che mai in questa ITALIA, dove spopola la disonesta’, l’arroganza e la corruzione, vero cancro tipico italiano c’e’ bisogno di persone SANE e GIUSTE come LEI che combattono per la sete di verita’ e giustizia. Dovrebbero dargli un ENCOMIO SOLENNE.

  7. Caro Collega Angelo
    hai fatto bene a scrivere questo sfogo di vita, per far capire cosa c’è dietro a tutto ciò che abbaglia e che pare un facile risultato. Dietro c’è sempre la sconfitta, l’abbattimento e la scarica di adrenalina che ti fa andare avanti. Credo fermamente in tutto ciò che hai scritto. I più grandi successi sono sempre quelli che nascono dalle sconfitte più amare. Hai reso onore al nome dolce che porti. Fa sempre risplendere le tue ali. E grazie. Le tue parole mi hanno incoraggiato. un abbraccio affettuoso. Rosa

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