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Evasione: chi risparmia troppo è un evasore ossia un “soggetto socialmente pericoloso”


Evasione: chi risparmia troppo è un evasore ossia un “soggetto socialmente pericoloso”

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 gennaio 2013



Secondo il Tribunale di Cremona, l’evasore è un “soggetto socialmente pericoloso”; e nel calderone da oggi rischiano di finire anche quelli che hanno un conto corrente ove sono stati accumulati i risparmi.  

Due notizie apparse sui giornali di oggi ci sono sembrate di particolare interesse, specie se confrontate l’una con l’altra.

Chi è l’evasore

È un “soggetto socialmente pericoloso” l’evasore fiscale incallito. Così lo definisce la sezione penale del Tribunale di Cremona, alle prese con un caso che ha avuto per protagonista un contribuente, imputato di aver sottratto al fisco alcuni di milioni di euro. L’ufficio aveva disposto il sequestro di beni per 25 milioni di euro all’uomo che con un sistema di cooperative e consorzi aveva realizzato una frode Iva tramite l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il contribuente, nonostante conducesse una vita da nababbo, tra yacht, macchine di lusso e prelievi mensili fino a 200mila euro, dichiarava al fisco redditi esigui.

Non risparmiate troppo

Ma da oggi le indagini potrebbero scattare anche nei confronti di chi è un semplice risparmiatore. Attenzione, infatti: perché risparmiare può costare caro.

La legge [1] infatti afferma che, sulla quota di risparmio riscontrata dal fisco e formatasi nel corso dell’anno, potrebbe scattare il nuovo accertamento sintetico.

L’accumulo di risparmio rileva ai fini del redditometro. Tuttavia, la quota accumulata dal contribuente non è un elemento indicativo della capacità contributiva, tanto che lo stesso Decreto Ministeriale non lo inserisce fra gli elementi indicati nella tabella A allegata. Si tratta, invece, di qualcosa “in più” che il Ministero ha deciso di inserire.

Per il fisco, una volta operativo il provvedimento contenuto nel Decreto Legge “Salva-Italia” sulle informazioni relative alle disponibilità dei conti dei contribuenti, sarà facile verificare l’accumulo risparmiato. Molto difficile sarà invece contrastare questa nuova frontiera presuntiva dell’accertamento sintetico.

Insomma: da oggi il contribuente sarà sotto i riflettori dell’Agenzia delle Entrate sia che spenda, sia che non spenda.

note

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Articoli di Andrea Bongi, Italia Oggi del 31.01.13, pag. 29 e di Valerio Stroppa, Italia Oggi del 31.01.13, pag. 23.

[1] Art. 1 DM del 24 dicembre 2012.

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2 Commenti

  1. NON CE FINE A CERTE LEGGI TRANELLO…INSOMMA!!…SE SPENDO SONO SOTTO CONTROLLO…SE RISPARMIO SONO SOTTO CONTROLLO…..IN UN MODO O IN UN’ALTRO NON SONO LIBERO DI RISPARMIARE!!!..NON HO PAROLE!!

  2. Rendiamoci conto che lo stato, fingendo di perseguire l’evasione fiscale, sta palesemente tentando di impossessarsi di tutto ciò che gli onesti cittadini posseggono, salvo fare sconti alla criminalità come nel caso dei 98 miliardi sottratti al fisco dai gestori dei videopoker che scoperti dal Colonnello Rapetto, sono stati puniti con la restituzione di due miliardi e seicento milione che oggi diventano solo seicento milioni.

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