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Pensioni: cumulo gratuito per i professionisti

26 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 settembre 2018



Requisiti e calcolo pensione in regime di cumulo per gli iscritti alle casse professionali: ingegneri, avvocati, medici, ragionieri, consulenti, geometri.

A causa di una carriera discontinua o di un doppio lavoro possiedi contributi versati in casse diverse, delle quali almeno una è una gestione previdenziale di categoria, come la Cassa Forense (avvocati) o Inarcassa (ingegneri)? Sei vicino alla pensione ma non vuoi chiedere la totalizzazione, perché comporta requisiti severi e il ricalcolo contributivo della pensione? Devi sapere che puoi chiedere il più conveniente strumento del cumulo dei contributi anche se sei un libero professionista: questo strumento, che consiste nella possibilità di sommare i contributi presenti presso fondi diversi per il diritto alla pensione, è stato infatti recentemente esteso anche ai lavoratori iscritti a una cassa professionale. Se sei vicino all’età pensionabile, devi tener presente che le pensioni di vecchiaia in regime di cumulo sono liquidate in due tempi, nel caso in cui i requisiti di età previsti dalla tua cassa siano più severi di quelli previsti dall’Inps: in pratica, al compimento dell’età pensionabile (66 anni e 7 mesi sino al 31 dicembre 2018) ricevi solo la quota Inps di pensione, mentre riceverai la quota della cassa professionale una volta maturata l’età pensionabile prevista dal regolamento di previdenza (68 anni presso gran parte delle gestioni previdenziali). A proposito della quota di pensione, devi sapere anche che la pensione in regime di cumulo non è calcolata unitariamente, ma ciascuna gestione determina la quota di competenza secondo il proprio regolamento di previdenza: per quanto riguarda le quote maturate presso le gestioni Inps [1] non si applica, come avviene nella totalizzazione, il ricalcolo contributivo della pensione, mentre questo ricalcolo può essere applicato dalle casse professionali, se non possiedi dei requisiti minimi di contribuzione. Questo, perché l’estensione del cumulo, da parte della legge di Bilancio 2017 [2], alle casse dei liberi professionisti, ha determinato per queste gestioni degli oneri piuttosto pesanti, che possono diventare sostenibili solo applicando il calcolo interamente contributivo della prestazione. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sulle pensioni: cumulo gratuito per i professionisti, come funziona, come si calcola il trattamento, quali sono i requisiti previsti da ogni cassa.

Come funziona la pensione col cumulo?

Il cumulo dei contributi consente di sommare gratuitamente la contribuzione presente in gestioni previdenziali diverse, comprese le casse professionali, per ottenere il diritto alla pensione:

  • anticipata: con 42 anni e 10 mesi di contributi complessivi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne; dal 2019, con 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne;
  • di vecchiaia: con un minimo di 66 anni e 7 mesi di età (67 anni dal 2019) e 20 anni di contributi complessivi; per chi ha iniziato a lavorare dal 1996 in poi, e per chi ha diritto al calcolo contributivo, la pensione deve essere pari ad almeno 1,5 volte l’assegno sociale, cioè ad almeno 679,50 euro mensili;
  • di inabilità;
  • ai superstiti.

Ad esempio, se nel 2018 un professionista possiede 22 anni e 10 mesi di contributi presso Cassa Forense e 20 anni presso l’Inps, non coincidenti, può ottenere la pensione anticipata in cumulo.

Quali sono i requisiti per la pensione di vecchiaia in cumulo?

Abbiamo appena osservato che per ottenere la pensione di vecchiaia è sufficiente il possesso di 20 anni di contributi e di 66 anni e 7 mesi di età. Tuttavia, come chiarito da una recente circolare Inps [3], al compimento di 66 anni e 7 mesi viene liquidata l’intera pensione in cumulo soltanto se i requisiti di età per la pensione di vecchiaia previsti dalla cassa professionale sono inferiori o uguali a quelli previsti per le gestioni Inps (ossia, appunto, 66 anni e 7 mesi sino al 2018).

In caso contrario, la quota di pensione maturata presso la gestione dei liberi professionisti è liquidata alla maturazione del più severo requisito di età previsto dalla cassa, mentre al compimento di 66 anni e 7 mesi è liquidata la sola quota Inps di pensione.

Quali sono i requisiti per la pensione in cumulo degli avvocati?

Per quanto riguarda gli iscritti a Cassa Forense, cioè gli avvocati, questi, dal 1° gennaio 2019, ottengono la pensione di vecchiaia con 69 anni di età e 34 anni di contributi: questa pensione, secondo una nota circolare della Cassa [4] può essere fruita attraverso il cumulo dei contributi presenti in fondi diversi. Attraverso il cumulo può essere anche ottenuta la pensione anticipata ordinaria, i cui requisiti dal 2019 saranno pari a 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini ed a 42 anni e 3 mesi per le donne.

In ogni caso, però, si può ottenere la pensione calcolata col sistema reddituale solo se raggiungono almeno 33 anni di contributi (34 dal 2019). In caso contrario, per espressa previsione della cassa, si applica il calcolo integralmente contributivo della prestazione.

Quali sono i requisiti per la pensione in cumulo dei ragionieri?

ragionieri (iscritti alla Cnpr) possono ottenere, attraverso il cumulo, la pensione di vecchiaia, i cui requisiti previsti dalla cassa, dal 2019, sono 68 anni di età e 40 anni di contributi (salvo eccezioni legate all’anno di nascita del professionista). Alla pensione di vecchiaia in cumulo non si applica il ricalcolo interamente contributivo, ma l’ordinario calcolo misto (reddituale sino al 2003, poi contributivo).

Il calcolo contributivo integrale invece si applica alle ipotesi di pensione anticipata (con 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne, dal 2019), così come si applica alla pensione di vecchiaia anticipata, o di anzianità, il cui requisito è pari a 63 anni e 4 mesi di età e 20 anni di contributi. La pensione di vecchiaia anticipata, però, non può essere ottenuta attraverso il cumulo.

In buona sostanza, i ragionieri non subiscono il ricalcolo contributivo soltanto se richiedono la pensione di vecchiaia in cumulo, mentre se richiedono la pensione anticipata sono sempre assoggettati a questo tipo di calcolo.

Quali sono i requisiti per la pensione in cumulo degli ingegneri?

Per gli iscritti ad Inarcassa, ossia alla cassa degli ingegneri e degli architetti, la pensione di vecchiaia in cumulo può essere ottenuta a 66 anni di età, con un minimo di 32 anni e 6 mesi di contributi; dato che, però, devono essere applicati i requisiti per la prestazione più severi tra quelli previsti da tutte le gestioni coinvolte, per percepire integralmente la pensione di vecchiaia in cumulo si devono comunque attendere i 66 anni e 7 mesi di età, 67 anni dal 2019, previsti per gli iscritti all’Inps.

Per quanto riguarda la pensione anticipata in cumulo (con 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne, dal 2019), Inarcassa non applica il ricalcolo contributivo soltanto a chi possiede l’anzianità contributiva minima utile alla pensione di vecchiaia unificata (pari a 32 anni e 6 mesi di contributi nel 2018 ed a 33 anni nel 2019). Tutti gli altri utilizzatori del cumulo subiscono il ricalcolo della pensione sulla base della contribuzione posseduta, senza considerare i redditi migliori, quindi vengono, di fatto, penalizzati dalla scelta di pensionarsi sommando i contributi posseduti in casse diverse.

Quali sono i requisiti per la pensione in cumulo dei medici?

Per quanto riguarda le quote di pensione in regime di cumulo maturate presso l’Enpam, la gestione previdenziale dei medici e degli odontoiatri, non si applica il ricalcolo contributivo, ma si applica il calcolo utilizzato presso i singoli fondi per ciascuna tipologia di pensione.

Ricordiamo che il Fondo di previdenza generale dell’Enpam eroga le pensioni di seguito indicate:

  • vecchiaia: spetta a 68 anni (a regime dal 2018) con almeno 5 anni di contribuzione effettiva;
  • pensione di vecchiaia con anticipo: questa pensione, riferita esclusivamente alla quota A, è riconosciuta a 65 anni con 20 anni di contribuzione; l’importo della pensione viene calcolato interamente con il criterio contributivo;
  • pensione di vecchiaia anticipata, o di anzianità: questa pensione spetta (dal 2018) con un’età minima di 62 anni, un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e un’anzianità di laurea non inferiore a 30 anni; in alternativa, indipendentemente dall’età minima, la prestazione spetta con un’anzianità contributiva di 42 anni; il pensionamento anticipato prevede una riduzione del trattamento, che avviene applicando coefficienti di adeguamento all’aspettativa di vita, con riferimento all’età maturata nel mese di decorrenza della pensione.

Quali sono i requisiti per la pensione in cumulo dei geometri?

Per quanto riguarda i geometri iscritti alla Cipag, le regole della pensione anticipata ordinaria in cumulo sono quelle valide per tutte le casse, ossia 42 anni e 10 mesi di contributi complessivi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne; dal 2019, 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne.

Per la pensione di vecchiaia in regime di cumulo si devono invece attendere 70 anni di età, in quanto i requisiti ordinari per la pensione di vecchiaia Cipag sono, appunto, 70 anni di età e 35 anni di contributi.

Chi raggiunge la pensione in cumulo con meno di 35 anni di contributi subisce il ricalcolo contributivo.

Quali sono i requisiti per la pensione in cumulo dei consulenti del lavoro?

La pensione di vecchiaia in cumulo dei consulenti del lavoro, iscritti all’Enpacl, richiede un minimo di 68 anni di età e di 5 anni di contributi. È possibile ottenere attraverso il cumulo la pensione anticipata ordinaria, con i requisiti già osservati in merito agli iscritti alle altre casse professionali, mentre il cumulo non è utile per ottenere la pensione di vecchiaia anticipata con 39 anni di contributi e 60 anni di età.

Quali sono i requisiti per la pensione in cumulo dei commercialisti?

Lo stesso discorso vale anche per i commercialisti: sì alla pensione di vecchiaia in cumulo, per la quale la Cnapdc richiede 68 anni di età e 33 di contributi, no alla pensione di anzianità, o vecchiaia anticipata, con 61 anni di età e 38 anni di contributi (requisito valido per il 2019).

Come si calcola la quota Inps della pensione in cumulo?

Per quanto riguarda le gestioni Inps, il calcolo della pensione in regime di cumulo per le quote di competenza è:

  • retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995: si tratta del cosiddetto calcolo misto;
  • integralmente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.

La legge istitutiva del cumulo precisa che, ai fini di stabilire se spetta il calcolo retributivo o meno per le varie quote di pensione, bisogna considerare l’anzianità contributiva complessiva del lavoratore: ad esempio, se prima del 31 dicembre 1995 l’interessato possiede 10 anni nell’Inps e 10 anni nell’Inpdap (per periodi non coincidenti), quindi supera in totale i 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, ha diritto, presso entrambe le gestioni, al calcolo retributivo sino al 31 dicembre 2011.

Non vengono però considerati, ai fini dell’anzianità contributiva complessiva, gli anni di contributi accreditati nelle gestioni dei liberi professionisti, come precisato dall’Inps [3].

note

[1] Art.239 e ss., L. 228/2012.

[2] L.232/2016

[3] Inps Circ. n.140/2017.

[4] Cassa Forense, Circ. n.2/2017.

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