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Pignoramento pensione: come funziona

24 Agosto 2018 | Autore:
Pignoramento pensione: come funziona

Quali sono i limiti per il pignoramento della pensione, qual è il minimo vitale, quali sono i trattamenti impignorabili, che cosa cambia per i crediti alimentari e di Agenzia entrate riscossione.

Hai debiti con una finanziaria o una banca, con Agenzia entrate riscossione (ex Equitalia), oppure devi pagare un assegno alimentare a un familiare, o l’assegno di mantenimento al coniuge? In tutti questi casi, se non paghi i debiti puoi subire il pignoramento della pensione, a seguito della procedura di esecuzione forzata: in pratica, il tuo creditore può chiedere all’Inps di non pagarti parte della tua pensione, ma di versarla direttamente a lui. Questa procedura si chiama pignoramento presso terzi. Ma qual è la parte della pensione che il creditore ti può portare via? Dipende da chi è il creditore, e dal tipo di credito: nella generalità dei casi, non è possibile pignorare più di 1/5 della pensione, dedotto il cosiddetto minimo vitale; se il creditore è Agenzia delle entrate riscossione, può pignorare 1/5 della pensione solo se il trattamento supera i 5mila euro mensili, diversamente può pensionare 1/7 (oltre i 2.500 euro), o 1/10; i limiti sono maggiori per i crediti alimentari. Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto sul pignoramento pensione: come funziona, come si calcola il minimo vitale, quanto può pignorare ciascun creditore, quali sono le pensioni impignorabili.

Come funziona l’esecuzione forzata?

L’esecuzione forzata è una procedura che serve a togliere coattivamente al debitore beni di sua proprietà e a trasformarli in denaro per poi soddisfare il creditore. La finalità dell’esecuzione forzata è dunque quella di soddisfare la pretesa del creditore, conformemente alle disposizioni sulla responsabilità patrimoniale del debitore (in pratica, secondo la legge, il debitore risponde delle sue obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri).

L’esecuzione forzata può essere di tre tipi:

  • esecuzione forzata mobiliare;
  • esecuzione forzata immobiliare;
  • esecuzione forzata presso terzi.

La procedura in caso di pignoramento della pensione è l’esecuzione forzata presso terzi.

Come funziona il pignoramento presso terzi?

Nell’esecuzione forzata presso terzi, ad essere aggrediti sono i beni non ancora nella disponibilità del debitore, bensì di un terzo soggetto, o terzo pignorato. Si tratta di una terza persona, o di un ente, che ha nelle proprie mani i beni o le somme del debitore o, diversamente, intrattiene con il predetto un rapporto tale per cui lo stesso sia a sua volta creditore. È il caso dell’Inps, che paga periodicamente la pensione al debitore (in pratica, è debitore del debitore).

Il pignoramento presso terzi inizia con l’atto di pignoramento, inviato sia al debitore che al terzo pignorato (la banca, il datore di lavoro, l’Inps), una comunicazione che contiene l’ingiunzione a non compiere atti dispositivi sui beni e sui crediti assoggettati al pignoramento.

Nell’atto di pignoramento, inoltre, devono essere indicati:

  • i beni e le somme dovute;
  • l’intimazione al terzo di non disporre dei beni se non per ordine del giudice;
  • la dichiarazione di residenza o elezione di domicilio nel comune in cui ha sede il tribunale competente;
  • l’indicazione dell’indirizzo pec del creditore;
  • la citazione del debitore a comparire dinanzi al giudice competente, indicando un’udienza nel rispetto del termine dilatorio di pignoramento;
  • l’invito per il terzo a dichiarare, entro 10 giorni, quali cose o di quali somme è debitore o si trova in possesso; in caso contrario, la dichiarazione deve essere resa in udienza.

Che cos’è il pignoramento della pensione?

Il pignoramento della pensione fa parte dei pignoramenti presso terzi: attraverso questa procedura, la pensione del debitore può essere pignorata, anche se non è ancora nella disponibilità del debitore.

Chi può chiedere il pignoramento della pensione?

Il pignoramento della pensione può essere richiesto da qualsiasi creditore: da un privato, una banca, dall’Agenzia delle Entrate Riscossione, ad esempio. Deve essere posta in essere, ovviamente, una procedura di esecuzione forzata.

Come funziona il pignoramento della pensione?

La pensione del debitore può essere pignorata nelle forme che seguono:

  • aggredendo la pensione del debitore direttamente presso l’ente erogatore, dunque direttamente presso l’Inps o un altro ente previdenziale, prima che l’importo venga corrisposto al pensionato;
  • aggredendo la pensione del debitore dopo che la stessa è stata accreditata sul conto corrente bancario o postale del pensionato.

In quest’ultimo caso, il terzo pignorato non è l’Inps, ma la banca o le poste.

Qual è l’importo massimo pignorabile della pensione?

La legge prevede una particolare tutela, esclusivamente a favore dei pensionati: le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità sostitutive della pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà: si tratta del cosiddetto minimo vitale impignorabile.

La parte eccedente tale ammontare è pignorabile nel limite di 1/5, nella generalità dei casi, o in limiti differenti in caso di crediti alimentari o dell’Agenzia delle entrate riscossione, o di concorrenza tra più crediti.

Come si calcola il minimo vitale della pensione?

Per calcolare l’importo del minimo vitale sulla pensione, bisogna prendere come riferimento l’ammontare dell’assegno sociale erogato dall’Inps (l’importo è rivalutato ogni anno), e sommare la metà di tale stesso importo. Di conseguenza, considerando che l’importo dell’assegno sociale per l’anno 2018 è pari a 453 euro, il minimo di sopravvivenza impignorabile ammonta a 679,50 euro.

Questo perché la metà di 453 è 226,50. Sommando 226,50 a 453, otteniamo 679,50 euro.

Come si calcola la parte pignorabile della pensione?

Per individuare la parte di pensione che il creditore può effettivamente pignorare, bisogna sottrarre dalla pensione netta l’importo di 679,50 euro e calcolare sull’importo residuo il limite di 1/5.

Facciamo un esempio per capire meglio:

  • la pensione di Carlo ammonta a 1500 euro mensili;
  • sottraendo ai 1500 euro di pensione i 679,50 euro di minimo vitale, otteniamo 820,50 euro;
  • la parte pignorabile della pensione è dunque pari a 820,50 euro;
  • ogni mese Carlo vedrà pignorati dalla pensione 164,10 euro, pari a 1/5 dell’ammontare pignorabile, fino al saldo del debito, salvo non si tratti di un debito pignorabile in misura diversa dal quinto (Agenzia entrate riscossione, crediti alimentari e di mantenimento, concorrenza di più crediti).

Come si calcola il pignoramento della pensione sul conto corrente?

Il calcolo cambia nel caso in cui la pensione venga accreditata sul conto corrente del debitore prima che gli venga notificato l’atto di pignoramento.

In questo caso, infatti, si può pignorare solo 1/5 della parte che eccede di tre volte l’assegno sociale, ossia che eccede 1359 euro (453 x 3=1359).

Facciamo un esempio per comprendere meglio:

  • la pensione di Carlo ammonta a 1500 euro mensili;
  • sottraendo ai 1500 euro di pensione i 1359 euro di minimo vitale per pensione sul conto corrente, otteniamo 141 euro;
  • la parte pignorabile della pensione è dunque pari a 141 euro;
  • ogni mese Carlo vedrà pignorati dalla pensione 28,20 euro, pari a 1/5 dell’ammontare pignorabile, fino al saldo del debito, salvo non si tratti di un debito pignorabile in misura diversa dal quinto (Agenzia entrate riscossione, crediti alimentari e di mantenimento, concorrenza di più crediti).

Quando l’accredito della pensione sul conto avviene alla data del pignoramento o successivamente, sono intoccabili le somme corrispondenti alla misura dell’assegno sociale aumentato della metà; ciò che avanza può essere pignorato nei limiti del quinto (o nei diversi limiti previsti per particolari tipi di crediti).

Come si calcola il pignoramento della pensione per i crediti di Agenzia delle Entrate Riscossione?

L’Agenzia delle entrate riscossione, in caso di debiti iscritti a ruolo a carico del contribuente, non pagati a seguito della notifica delle cartelle esattoriali e delle intimazioni di pagamento, può procedere ad esecuzione forzata e, quindi, a pignoramento presso terzi.

La pensione non può tuttavia essere pignorata per intero, ma vi sono specifici limiti di pignorabilità, che variano a seconda dell’importo del trattamento; in particolare, dedotto il minimo vitale, la pensione può essere pignorata in misura pari a:

  • 1/10, se l’importo del trattamento è fino a 2.500,00 euro mensili;
  • 1/7, per pensioni da 2.500,00 a 5mila euro;
  • 1/5 per pensioni superiori a 5mila euro.

Che cosa succede se ci sono più pignoramenti sulla pensione?

Se vi sono più creditori che procedono all’esecuzione forzata, resta impignorabile il minimo vitale. Detratto il minimo vitale, la base pignorabile non può mai essere aggredita oltre la metà, anche in caso di più creditori.

Come si calcola il pignoramento della pensione per crediti alimentari?

Sulla pensione possono gravare trattenute per crediti alimentari e per assegni di mantenimento da corrispondere in esecuzione di provvedimenti giudiziali.

Sulla pensione possono, inoltre, gravare trattenute derivanti dal divorzio: in particolare, nell’ipotesi di scioglimento del matrimonio, il coniuge cui spetta l’assegno di mantenimento, dopo aver messo in mora il coniuge obbligato e inadempiente, può notificare il provvedimento in cui è stabilita la misura dell’assegno all’Inps (o al diverso ente che corrisponde la pensione al coniuge obbligato), con l’invito a versargli direttamente le somme dovute, dandone comunicazione al coniuge inadempiente. Se l’ente non adempie, il coniuge creditore ha azione diretta esecutiva nei suoi confronti per il pagamento delle somme dovutegli quale assegno di mantenimento.

Sulla pensione possono anche insistere trattenute derivanti dalla separazione dei coniugi: il giudice, in caso di inadempienza all’obbligo di versamento dell’assegno di mantenimento dovuto, può, su richiesta dell’avente diritto, ordinare all’Inps (o al diverso ente che corrisponde la pensione al coniuge obbligato) che una parte della pensione venga versata direttamente al familiare creditore.

Per questi assegni, le trattenute sulla pensione possono essere disposte nei seguenti limiti, dedotto il minimo vitale:

  • in caso di esecuzione di provvedimento giudiziale, le trattenute devono essere applicate secondo le disposizioni contenute nel provvedimento stesso;
  • in caso di trattenute da porre in essere secondo la legge sul divorzio, il limite massimo è pari alla metà dell’importo della pensione in pagamento, riferito al totale delle quote;
  • in caso di somme da corrispondere a seguito di separazione, le trattenute devono essere applicate attenendosi alle prescrizioni dell’autorità giudiziaria.

Quali sono le pensioni impignorabili?

È possibile pignorare, nel rispetto del minimo vitale, la generalità delle pensioni. Tuttavia, alcuni trattamenti chiamati pensioni, ma che in realtà sono prestazioni di assistenza, sono impignorabili, ad esempio l’assegno di accompagnamento. Per saperne di più: Quali sono le pensioni impignorabili?



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