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Multe non pagate: sì al pignoramento della casa

23 Agosto 2018


Multe non pagate: sì al pignoramento della casa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Agosto 2018



Contravvenzioni non pagate: è possibile il pignoramento immobiliare. Le condizioni alle quali l’agente della riscossione può prendersi la casa.

Perdere la casa per una multa stradale: possibile? Non di certo! E se anche fosse sarebbe da fessi farsi pignorare un immobile per un debito di poche decine di euro. Il punto però è che, quando l’importo insoluto diventa consistente – un po’ per gli interessi nel frattempo maturati, un po’ per l’elevato numero di contravvenzioni stradali ricevute e non saldate – il rischio è tutt’altro che infondato. La conferma viene dalla stessa Cassazione che, proprio poche ore fa, ha detto sì al pignoramento della casa per multe non pagate. Non rileva neanche il fatto che sull’abitazione sia stato istituito un fondo patrimoniale, evidentemente insensibile alle violazioni del codice della strada.

La notizia è talmente grossa e allarmante da far sospettare che dietro vi sia una bufala o una fake news. Non è così: il testo della sentenza è pubblico [1]; per cui, se non ci credi, prova tu stesso a controllare. Il punto però è che, per capire come e quando si rischia, bisogna spiegare a quali condizioni l’agente della riscossione può sottoporre ad esecuzione forzata l’immobile di proprietà dell’automobilista indisciplinato. Ecco dunque tutti i chiarimenti del caso.

Che succede se non pago la multa?

Partiamo da Adamo ed Eva. Quando ti arriva una multa a casa devi pagare entro 60 giorni altrimenti il verbale diventa definitivo. Dopodiché riceverai una cartella esattoriale maggiorata degli interessi: il 10% ogni sei mesi di ritardo (una vera e propria sanzione).

Se hai altri debiti con l’erario o con il Comune, questi potrebbero essere riscossi con la stessa cartella esattoriale. Ecco quindi che, insieme alla contravvenzione stradale non pagata, ti verranno chiesti anche tutti gli altri importi iscritti a ruolo nei tuoi riguardi. La cartella resta unica anche se puoi pagare solo alcuni importi e impugnare gli altri.

La cartella non contestata davanti al giudice entro 60 giorni dal ricevimento diventa definitiva anche se illegittima, salvo tu non l’abbia mai ricevuta, nel qual caso sarebbe illegittima e sempre impugnabile.

Per maggiori informazioni su questi aspetti leggi Dalla multa alla cartella di pagamento.

Per multe non pagate si può pignorare la casa?

La casa di proprietà del debitore è uno dei beni sicuramente pignorabili, a prescindere dall’oggetto della cartella esattoriale non versata. Quindi in teoria anche per le multe si può pignorare l’immobile. Tuttavia, per poter procedere all’esecuzione forzata, sono necessarie alcune condizioni:

  • il debito deve essere superiore a 120mila euro;
  • la somma del valore degli immobili di proprietà del debitore deve superare 120mila euro;
  • l’agente della riscossione deve aver iscritto ipoteca almeno 6 mesi prima;
  • il debitore non deve, nel frattempo, aver chiesto una dilazione o pagato una parte del debito sino a portarla sotto la soglia di 120mila euro.

In ogni caso, anche se il debito supera 120mila euro, l’esattore non può pignorare la casa del debitore se questa è:

  • l’unica casa di proprietà (l’automobilista quindi non deve possedere neanche quote in altri immobili);
  • adibita a civile abitazione;
  • di residenza del debitore.

È questo il cosiddetto divieto di pignoramento della prima casa.

Quindi, se una persona contrae debiti per cartelle esattoriali superiori a 120mila euro, anche se dovute a multe o a tasse più multe insieme, rischia il pignoramento della casa alle suddette condizioni.

Se la casa è nel fondo patrimoniale la salvo dal pignoramento?

Solo i debiti contratti per bisogni diversi da quelli familiari trovano nel fondo patrimoniale uno scudo. Le multe non fanno parte di questa categoria. Dunque, chi ha subito contravvenzioni per aver violato il codice della strada non può proteggere la casa con il fondo patrimoniale e, se anche lo fa, ha solo speso soldi.

La suprema corte ritiene che l’iscrizione ipotecaria per la riscossione coattiva delle somme dovute all’erario è ammissibile anche sui beni costituiti in un fondo patrimoniale alle condizioni sopra indicate. La nozione di bisogni della famiglia, poi, va interpretata non in senso oggettivo ma tenendo presente le esigenze considerate dai coniugi rispetto al tenore di vita e alle possibilità economiche. Diversamente si legittimerebbe un uso improprio – in quanto elusivo – di un istituto che ha l’obbiettivo di apprestare misure di protezione per i bisogni economici dei nuclei familiari. Al contribuente non resta che pagare le multe stradali e i debiti con l’erario.

Ai sensi del Codice civile, la sussistenza di un fondo patrimoniale costituito e annotato preclude a tutti i creditori (anche alla Riscossione) l’esecuzione per debiti contratti fuori dei bisogni della famiglia.

In particolare: 1) nel caso di debito contratto nell’interesse della famiglia, il creditore potrà rivalersi sui beni del fondo patrimoniale; 2) nel caso di debiti contratti per altri scopi, ove il creditore fosse a conoscenza dell’estraneità del debito ai bisogni della famiglia, egli non potrà rivalersi sui beni del fondo; ove invece il creditore non sapesse che il debito era stato contratto per ragioni estranee agli interessi familiari, egli potrà rivalersi sui beni del fondo.

Il debitore è sempre chiamato ad adempiere per dimostrare di aver contratto il debito per scopi estranei ai bisogni della famiglia; 3) in assenza di prova contraria, il debitore non può invocare la conoscenza da parte dell’agente della Riscossione dell’estraneità del debito (di natura erariale) ai bisogni della famiglia giacché è possibile anche che le imposte e le contravvenzioni non siano state pagate proprio per soddisfare le esigenze familiari.

note

[1] Cass. sent. n. 20998/18 del 23.08.2018.


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