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Omessa denuncia di reato: cosa rischio?

5 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 ottobre 2018



È obbligatorio sporgere denuncia? Cos’è l’omessa denuncia di reato? Quali sono gli obblighi dei pubblici ufficiali e della polizia giudiziaria? Quando il comune cittadino è tenuto a denunciare?

Denunciare un fatto significa portarlo a conoscenza di qualcuno, in genere di un’autorità competente preposta ad accertare la portata del fatto stesso. Nella sua accezione più classica, la denuncia è quella segnalazione fatta alle forze dell’ordine affinché intervengano per procedere in ordine a un fatto costituente reato. Se subisci un furto, andrai dai carabinieri o alla polizia per denunciarlo; allo stesso modo se assisti ad una violenza oppure ad un altro evento di particolare gravità. Molto simile alla denuncia è la querela, cioè quell’atto proveniente direttamente dalla persona offesa: mentre con la denuncia chiunque può avvertire le autorità che un crimine è stato compiuto (o si sta consumando), la querela è la segnalazione fatta solamente dalla vittima del reato. Di qui la distinzione, che approfondiremo più in avanti, tra reati procedibili d’ufficio e reati perseguibili a querela di parte. La differenza cui si è appena fatto cenno, però, non deve far pensare che la denuncia sia obbligatoria mentre la querela sia facoltativa: entrambi gli atti, di norma, sono liberi, nel senso che non debbono obbligatoriamente essere presentati alle autorità, salvo che ricorrano alcune particolari circostanze. Esistono alcuni reati che devono essere segnalati e alcune persone che sono obbligate per legge a sporgere denuncia. Vuoi sapere quali? Sei curioso di conoscere in quali circostanze la legge ti obbliga a sporgere denuncia? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura di questo articolo: vedremo insieme cos’è l’omessa denuncia di reato e cosa si rischia.

Cos’è la denuncia?

Per comprendere i rischi di un’omessa denuncia di reato bisogna necessariamente prima capire bene cosa sia una denuncia. In parte abbiamo già anticipato questa spiegazione: la denuncia è quell’atto con cui una persona porta a conoscenza dell’autorità competente (pubblico ministero o ufficiale di polizia giudiziaria) un fatto che presenta i tratti del reato. La denuncia, quindi, consente alle forze dell’ordine di venire a conoscenza di crimini di cui era all’oscuro.

La denuncia può essere presentata in forma orale o scritta. Nel primo caso l’ufficiale di polizia giudiziaria (carabinieri, polizia, guardia di finanza) redige verbale che andrà poi firmato dal denunciante, mentre nel secondo l’atto dovrà essere sottoscritto dal denunciante o da un suo procuratore legale [1]. Per la denuncia da parte dei privati non è previsto un contenuto formale tipico e il denunciante può limitarsi alla semplice esposizione del fatto. È sempre consigliabile essere il più precisi possibili: è importante descrivere dettagliatamente l’episodio, in modo da poter aiutare le forze dell’ordine nel compiere il loro lavoro. Quando la denuncia è facoltativa non è previsto alcun termine per la sua presentazione. La persona che presenta una denuncia ha diritto di ottenere attestazione della ricezione.

Cos’è la querela?

La querela è molto simile alla denuncia; anzi, per certi versi è del tutto identica, salvo il fatto che essa deve essere sporta direttamente dalla vittima del reato entro determinati limiti di tempo e deve contenere l’esplicita manifestazione di volontà in ordine alla punizione del responsabile del crimine. Secondo il codice di procedura penale [2], la querela è una condizione di procedibilità con la quale si manifesta la volontà di procedere in ordine ad un fatto che costituisce reato. In termini più semplici, la querela è la volontà, manifestata per iscritto o verbalmente da chi è vittima del reato, di perseguire l’autore del fatto delittuoso. Senza questo consenso la legge non può punire l’autore del reato.

Chi riceve la querela provvede all’attestazione della data e del luogo della presentazione, all’identificazione della persona che la propone e alla trasmissione degli atti all’ufficio del pubblico ministero. Anche chi presenta la querela ha diritto di ottenerne l’attestazione di ricezione [3]. A differenza della denuncia, la querela deve manifestare inequivocabilmente la volontà che si proceda in ordine a un fatto previsto dalla legge come reato. Il diritto di querela, inoltre, deve essere esercitato, a pena di decadenza, entro tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce reato. Il termine è di sei mesi soltanto per alcuni particolari delitti (ad esempio, violenza sessuale e stalking).

Procedibilità d’ufficio e a querela di parte: qual è la differenza?

Se dal punto di vista pratico o materiale denuncia e querela si assomigliano, dal punto di vista processuale corre una bella differenza tra questi due atti: a volte, infatti, i reati possono essere perseguiti (cioè, sanzionati dall’autorità) solamente quando la vittima lo chieda esplicitamente attraverso la querela. Si dice, infatti, che la querela è condizione di procedibilità. Cosa significa? Vuol dire che in assenza di essa gli autori di alcuni reati non possono essere puniti; la querela è come un consenso, un’autorizzazione data alla polizia giudiziaria perché possa attivarsi e cominciare le indagini. Una specie di nullaosta, insomma.

Perché questa differenza? Perché alcuni reati sono procedibili d’ufficio, cioè senza bisogno della volontà della persona offesa, mentre altri sono procedibili solamente a querela? Perché questi ultimi sono normalmente ritenuti meno gravi dei primi e, pertanto, per risparmiare “energie” (cioè, risorse economiche), la giustizia ritiene che la loro punibilità sia rimessa alla volontà della vittima.

Quando la denuncia è obbligatoria?

Fatte queste doverose precisazioni, vediamo quando scatta il delitto di omessa denuncia di reato. Per analizzare questa ipotesi dobbiamo necessariamente rispondere a una domanda: è obbligatorio presentare una denuncia? La risposta è tendenzialmente negativa: in presenza di un fatto che presenta i connotati del reato, il normale cittadino non è tenuto a sporgere denuncia. Allo stesso modo, la vittima di un reato non è obbligata a querelare l’autore del crimine. Quindi, se assisti ad un furto oppure ad altri reati, perfino ad un omicidio, non sei obbligato a fare denuncia.

La regola appena enunciata, quella cioè secondo cui non è obbligatorio sporgere denuncia, patisce però delle eccezioni: ciò significa che tutte le volte in cui un soggetto è obbligato per legge a denunciare un reato a cui ha assistito oppure di cui ha avuto conoscenza e non provvede in tal senso, commette egli stesso un reato e, più precisamente, quello di omessa denuncia.

Omessa denuncia: quando è reato?

È omessa denuncia quando c’è l’obbligo di denunciare un reato. Cominciamo allora a vedere quando sussiste questo dovere e, in particolare, quali sono le persone obbligate a denunciare un reato. Cominciamo dai soggetti qualificati per poi terminare con l’obbligo di denuncia che incombe sui normali cittadini.

Omessa denuncia del pubblico ufficiale

Secondo il codice penale, il pubblico ufficiale, il quale omette o ritarda di denunciare all’autorità giudiziaria, o ad un’altra autorità competente, un reato di cui ha avuto notizia nell’esercizio o a causa delle sue funzioni, è punito con la multa da 30 a 516 euro. La pena è della reclusione fino ad un anno, se il colpevole è un ufficiale o un agente di polizia giudiziaria, che ha avuto comunque notizia di un reato del quale doveva fare rapporto. Le disposizioni precedenti non si applicano se si tratta di delitto punibile a querela della persona offesa [4].

La prima ipotesi di omessa denuncia rilevante dal punto di vista penale è quella commessa dal pubblico ufficiale. Ma chi è il pubblico ufficiale? Ebbene, secondo la legge per pubblico ufficiale deve intendersi colui che esercita una funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa [5]. Mentre non ci sono dubbi sulle prime due funzioni, riferibili a parlamentari, consiglieri regionali e giudici, la terza presenta sicuramente un raggio d’azione più esteso. Svolgono una funzione amministrativa tutti coloro che dipendono da una pubblica amministrazione ed esercitano funzioni fondamentali per essa: si pensi ai cancellieri nei tribunali, agli insegnanti nelle scuole, ai medici negli ospedali, ai carabinieri, ecc.

Commette il reato di omessa denuncia il pubblico ufficiale che non sporge denuncia (oppure ritarda volutamente nel farlo) per un reato a cui ha assistito durante l’esercizio delle sue funzioni. Così, se un funzionario della pubblica amministrazione assiste ad un furto commesso da un collega sul posto di lavoro, sarà tenuto a denunciarlo. L’omessa denuncia è punita essa stessa come reato.

Più severa è la disposizione per quanto riguarda una particolare categoria di pubblici ufficiali: si tratta degli agenti e degli ufficiali di polizia giudiziaria. Chi appartiene alla polizia giudiziaria deve sempre denunciare i reati, anche se ne ha avuto conoscenza al di fuori del proprio servizio. Quindi, il poliziotto che assiste ad un illecito penale è tenuto a denunciarlo anche se in quel momento è fuori servizio [6].

Omessa denuncia dell’incaricato di pubblico servizio

Così come il pubblico ufficiale, anche l’incaricato di un pubblico servizio può rispondere di omessa denuncia di reato. Nello specifico, l’incaricato di un pubblico servizio che omette o ritarda di denunciare all’autorità competente un reato del quale abbia avuto notizia nell’esercizio o a causa del servizio, è punito con la multa fino a 103 euro. Tale disposizione non si applica se si tratta di un reato punibile a querela della persona offesa, né si applica ai responsabili delle comunità terapeutiche socio-riabilitative per fatti commessi da persone tossicodipendenti affidate per l’esecuzione del programma definito da un servizio pubblico [6].

Chi è l’incaricato di un pubblico servizio? A differenza del pubblico ufficiale, egli svolge funzioni residuali, ma non mansioni meramente manuali: ad esempio, l’infermiere è, di norma, un incaricato di un pubblico servizio [7]. Sono incaricati di pubblico servizio anche coloro che sono investiti di una concessione pubblica: si pensi al settore della concessione radiotelevisiva.

L’omessa denuncia dell’incaricato di un pubblico servizio, così come l’omessa denuncia del pubblico ufficiale, è un reato proprio, nel senso che può essere commesso solamente da chi riveste questa particolare qualifica giuridica.

Omessa denuncia aggravata: cos’è?

La legge prevede un particolare inasprimento della pena (da sei mesi a tre anni; da uno a cinque anni se si tratta di polizia giudiziaria) nel caso in cui l’omessa denuncia dei pubblici ufficiali o degli incaricati di un pubblico servizio riguardi un delitto contro la personalità dello Stato: si pensi ai reati di terrorismo, di sovversione, di spionaggio, ecc.

Omessa denuncia del medico

Un particolare caso di omessa denuncia di reato è quella compiuta dal medico nell’esercizio della propria professione. Nello specifico, la legge punisce con la multa fino a 516 euro chi, avendo nell’esercizio di una professione sanitaria prestato la propria assistenza od opera in casi che possono presentare i caratteri di un delitto pel quale si debba procedere d’ufficio, omette o ritarda di riferirne all’autorità competente. Questa disposizione non si applica quando il referto esporrebbe la persona assistita a procedimento penale [8].

In pratica, il medico ha l’obbligo del referto ogni qual volta presta il suo servizio in occasione di fatti che mostrino i caratteri del reato, a meno che la denuncia non implichi una responsabilità diretta della persona alla quale ha prestato soccorso. Si pensi al dottore che, chiamato d’urgenza, deve prestare le sue cure ad una persona vittima di un colpo di pistola: in questo caso dovrà necessariamente comunicare l’accaduto alle autorità. Se, però, la persona che assiste è essa stessa autrice di un reato, il suo obbligo di denuncia verrà meno: si pensi al soccorso prestato a chi è sporco del sangue altrui.

Omessa denuncia del cittadino

Eccezionalmente, vi sono ipotesi in cui anche il comune cittadino è tenuto a sporgere denuncia alle autorità. Finora abbiamo visto solamente ipotesi in cui l’obbligo (e la conseguente sanzione per omissione di denuncia di reato in caso di inosservanza) gravi su soggetti qualificati: pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio, agenti o ufficiali di p.g., medici o esercenti una professione sanitaria. La legge, però, prevede dei casi in cui anche il comune cittadino (e, quindi, anche tu) sia obbligato a presentare denuncia, pena il reato di omissione di denuncia.

Secondo il codice penale, il cittadino che, avendo avuto notizia di un delitto contro la personalità dello Stato, per il quale la legge stabilisce la pena dell’ergastolo, non ne fa immediatamente denuncia all’autorità competente, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da 103 a 1.032 euro [9]. La norma fa espresso riferimento di denunciare obbligatoriamente soltanto i reati contro la personalità dello Stato (rivolte, attentati, ecc.) punite con il massimo della pena. Si tratta di una serie di delitti veramente ristretta che non ha trovato quasi mai applicazione concreta in giurisprudenza.

Accanto a questi delitti, però, ve ne sono altri per i quali ugualmente la legge prevede un obbligo generalizzato di denuncia, pena la commissione del reato di omessa denuncia. In particolare, l’obbligo di denuncia sussiste:

  • per chiunque abbia ricevuto in buona fede monete contraffatte o alterate e si accorga poi della loro contraffazione;
  • per chi abbia ricevuto denaro o acquistato o comunque ricevuto cose provenienti da delitto senza conoscerne o sospettarne la provenienza;
  • per colui che abbia notizia che nel luogo da lui abitato si trovano materie esplodenti o rinvenga esplosivi di qualunque natura o venga a conoscenza di depositi o di rinvenimenti di esplosivi;
  • per chi abbia subito il furto o sia incorso nello smarrimento di armi, parti di esse o esplosivi di qualunque natura;
  • per i rappresentanti di enti sportivi (affiliati o riconosciuti dal Coni e dall’Unire) che nell’esercizio o a causa delle loro funzioni hanno avuto notizia di frodi in competizioni sportive;
  • per chiunque, essendone a conoscenza, omette o ritarda di riferire fatti e circostanze concernenti un sequestro (anche solo tentato) di persona a scopo di estorsione.

note

[1] Art. 333 cod. proc. pen.

[2] Art. 336 cod. proc. pen.

[3] Art. 107 disp. att. cod. proc. pen.

[4] Art. 361 cod. pen.

[5] Art. 357 cod. pen.

[6] Art. 362 cod. pen.

[7] Art. 358 cod. pen.

[8] Art. 365 cod. pen.

[9] Art. 364 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com

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