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Quale pensione con 10 anni di contributi?

25 Agosto 2018 | Autore:
Quale pensione con 10 anni di contributi?

È possibile ottenere la pensione se si possiedono soltanto 10 anni di versamenti presso l’Inps o una diversa gestione previdenziale?

Sei vicino all’età per la pensione di vecchiaia, ma hai soltanto 10 anni di versamenti previdenziali? Potresti comunque aver diritto alla pensione, se appartieni a determinate categorie di lavoratori o possiedi specifici requisiti. Devi sapere, infatti, che oltre alla pensione di vecchiaia con 20 anni di contributi, esiste un altro tipo di pensione, la pensione di vecchiaia contributiva, che si ottiene a un’età più avanzata ma con soltanto 5 anni di contributi, senza peraltro richiedere un importo minimo dell’assegno. Con 10 anni di contributi, poi, è possibile ottenere la pensione d’invalidità e d’inabilità (il requisito richiesto, difatti, è dai 5 anni di contributi in su); inoltre, la maggior parte delle casse professionali consente di ottenere la pensione con un minimo di 5 anni di versamenti, sottoponendo i trattamenti maturati al calcolo contributivo. Se, poi, possiedi 10 anni di contributi in una gestione previdenziale, ma hai altre annualità di versamenti presso gestioni diverse, potresti comunque ottenere la pensione di vecchiaia riunendo i contributi, attraverso il cumulo, la ricongiunzione o la totalizzazione. L’ultima possibilità di pensionarsi con pochi versamenti resta l’assegno sociale: per questo trattamento in realtà non è richiesto il versamento dei contributi, ma è richiesto il rispetto di rigidi requisiti di reddito. Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, quale pensione con 10 anni di contributi è possibile ottenere.

Pensione di vecchiaia con 10 anni di contributi

Se hai solo 10 anni di contributi, puoi comunque andare in pensione, grazie alla pensione di vecchiaia contributiva: per questo tipo di trattamento, difatti, sono richiesti solo 5 anni di contributi.

La pensione di vecchiaia con almeno 5 anni di contributi non può essere ottenuta a qualsiasi età. L’età richiesta per il diritto al trattamento non è nemmeno l’ordinaria età pensionabile, pari a 66 anni e 7 mesi nel 2018 ed a 67 anni dal 2019, ma è pari, nel 2018, a 70 anni e 7 mesi, e dal 2019 a 71 anni.

In seguito, è previsto un aumento del requisito di età pari a 3 mesi ogni biennio, a seconda dell’andamento degli adeguamenti automatici alla speranza di vita media.

Per avere accesso alla pensione di vecchiaia con almeno 5 anni di contributi non è prevista una soglia minima di accesso, cioè un assegno minimo, richiesto, invece, per la pensione di vecchiaia ordinaria (per chi ha iniziato a lavorare dal 1996) e per la pensione anticipata contributiva.

La pensione di vecchiaia contributiva può essere richiesta dai lavoratori soggetti al calcolo integralmente contributivo della prestazione: si tratta di un sistema di calcolo, valido dal 1996, che si basa sui contributi versati e sull’età pensionabile, e non sugli ultimi stipendi o redditi, come il calcolo retributivo o reddituale.

Se hai iniziato a lavorare prima del 1996 non puoi chiedere questa pensione con soli 10 anni di contributi: chi possiede dei contributi accreditati prima del 1996, difatti, può ottenere questa pensione di vecchiaia solo aderendo all’opzione contributiva Dini [1], che richiede dei requisiti ulteriori, tra i quali un minimo di 15 anni di contributi.

Pensione di vecchiaia con 10 anni di contributi nella gestione separata

Chi possiede contributi versati in gestioni previdenziali diverse, tra le quali la gestione separata, può optare per il computo dei contributi: può, cioè, far confluire tutti i contributi posseduti nelle varie casse all’interno della gestione separata dell’Inps (la gestione a cui sono iscritti i collaboratori ed i parasubordinati in genere, i lavoratori occasionali e i professionisti senza cassa).

In questo modo, tutti i contributi versati nella gestione Separata sono automaticamente assoggettati al calcolo contributivo, quindi si può ottenere, tra i vari trattamenti, anche la pensione di vecchiaia contributiva, per la quale sono richiesti almeno 5 anni di contributi. Con 10 anni di contributi, si può dunque raggiungere la pensione nella gestione separata.

Attenzione, però: per chi possiede contributi versati prima del 1996, si può ottenere la pensione di vecchiaia contributiva con non meno di 15 anni di contributi. Questo, perché i requisiti per il computo sono gli stessi previsti per l’opzione contributiva, dunque è sempre necessario possedere almeno 15 anni di contributi complessivi (assieme agli ulteriori requisiti richiesti per l’opzione contributiva: meno di 18 anni di versamenti prima del 31 dicembre 1995, almeno 5 anni versati dal 1° gennaio 1996).

Pensione di vecchiaia con 10 anni di contributi con il cumulo

Non è possibile ottenere la pensione di vecchiaia con almeno 5 anni di contributi, quindi anche con 10 anni di versamenti, utilizzando il nuovo cumulo della contribuzione presente in gestioni diverse. Con il nuovo cumulo, difatti, possono essere ottenute solo la pensione di vecchiaia ordinaria, la pensione anticipata ordinaria, la pensione d’inabilità e ai superstiti.

Esiste, però, una vecchia tipologia di cumulo, poco conosciuta [2], alla quale possono aderire solo coloro che hanno diritto al calcolo contributivo della pensione, che consente di ottenere anche la pensione di vecchiaia con almeno 5 anni e meno di 20 anni di contributi.

Pensione d’inabilità e assegno d’invalidità con 10 anni di contributi

Se si possiede una riduzione della capacità lavorativa, con 10 anni di contributi è possibile ottenere una pensione.

In particolare, si può ottenere:

  • l’assegno d’invalidità, se la riduzione della capacità lavorativa è superiore ai 2/3: l’assegno è calcolato allo stesso modo della normale pensione diretta, ma può essere ridotto per cumulo con redditi da lavoro; per l’assegno d’invalidità è richiesto un minimo di 5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio;
  • la pensione d’inabilità, se risulta un’inabilità totale e permanente allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa: la pensione è calcolato allo stesso modo della pensione ordinaria, con una maggiorazione sino all’età di 60 anni e sino a un massimo di 40 anni di contributi; la pensione d’inabilità è incompatibile con qualsiasi attività lavorativa; anche per la pensione d’inabilità è richiesto un minimo di 5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio.

Pensione dei professionisti con 10 anni di contributi

Per chi possiede 10 anni di contributi, è anche possibile ottenere la pensione presso la maggior parte delle casse professionali: quasi tutte le gestioni previdenziali dei liberi professionisti, difatti, consentono di ottenere un trattamento pensionistico con un minimo di 5 anni di contributi, utilizzando però il sistema di calcolo contributivo (basato sulla contribuzione versata) e non quello reddituale (basato sugli ultimi redditi, o sui redditi migliori). Ecco qualche esempio.

Pensione con 10 anni di contributi per gli avvocati

Gli avvocati che non possiedono il requisito contributivo minimo per la pensione di vecchiaia calcolata col sistema reddituale, o retributivo, possono ottenere la pensione di vecchiaia contributiva presso la Cassa Forense, con i seguenti requisiti:

  • biennio 2017-2018: 68 anni di età più un minimo di 5 anni ed un massimo di 32 anni di contribuzione;
  • biennio 2019-2020: 69 anni di età più un minimo di 5 anni ed un massimo di 33 anni di contribuzione;
  • dal 1° gennaio 2021: 70 anni di età con almeno 5 anni ed un massimo di 34 anni di contribuzione.

Si può dunque ottenere la pensione di vecchiaia contributiva degli avvocati con 10 anni di contributi. Per questa pensione di vecchiaia, il calcolo dell’assegno  è interamente contributivo.

Con 10 anni di contributi, gli avvocati possono anche ottenere la pensione d’inabilità e invalidità, per le quali è generalmente richiesto un minimo di 5 anni di contribuzione.

Per conoscere le altre tipologie di pensione che gli avvocati possono ottenere: Guida alla pensione degli avvocati.

Pensione con 10 anni di contributi per ingegneri e architetti

Gli ingegneri e gli architetti possono, ad oggi, ottenere le seguenti tipologie di pensione presso Inarcassa, con 10 anni di contributi:

  • pensione di vecchiaia unificata posticipata: il pensionamento è possibile a 70 anni di età, senza requisito di contribuzione minimo, ma l’assegno è calcolato col sistema interamente contributivo, senza la quota retributiva; la quota di retributivo spetta solo a chi ha oltre 30 anni di contributi, oppure a chi ha raggiunto almeno 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012;
  • pensione contributiva: è una pensione che spetta a chi compie 66 anni di età entro il 2017, se possiede almeno 5 anni di contribuzione; dal 2018 la pensione è abolita e sostituita dalla pensione di vecchiaia unificata.

Possono inoltre essere ottenuti i trattamenti d’invaliditàinabilità e le pensioni ai superstiti (indiretta e di reversibilità).

Pensione con 10 anni di contributi per medici

Per quanto riguarda i medici, il fondo di previdenza generale dell’Enpam eroga la pensione di vecchiaia all’età di 68 anni (a regime dal 2018) con almeno 5 anni di contribuzione effettiva; è dunque possibile ottenere la pensione di vecchiaia con 10 anni di contributi.


note

[1] Legge 335/1995.

[2] D.lgs.184/1997.


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3 Commenti

  1. Buona sera.Per cortesia vorrei sapere se ho diritto alla pensione di anzianità o quale pensione .Sono un donna di 66 anni ho lavorato come impiegata dal 1969 al 1979 vi ringrazio tanto R.C

  2. boun gg sono citadino siriano ho lavorato come tecnico

    in italia dall 1990 alla 2006 totale anni lavorati in regola

    piu di 10 anni che deritto ho alla pensione o rimporso

    secondo la legge grazie

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