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Corte di Cassazione: chi sono i giudici?

26 Agosto 2018
Corte di Cassazione: chi sono i giudici?

La Corte di Cassazione è conosciuta anche come Corte Suprema ed è l’organo giuridico di ultima istanza a cui fanno ricorso tutti coloro che intendono avvalersi di un’ulteriore tutela.

La Corte di Cassazione è l’organo per eccellenza posto al vertice della giurisdizione italiana. Ad essa fanno appello tutti coloro che, di solito, intendono impugnare una sentenza con lo scopo di vedersi riconoscere i propri diritti così come sono previsti dalle varie norme.
Le funzioni della Corte di Cassazione sono differenti e tutte attribuite dalla legge [1], ma la più importante rimane quella di garantire l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione delle norme presenti nel nostro ordinamento. Quando si sente parlare di Corte di Cassazione, ad esempio in TV, la notizia riguarda qualche pronuncia che potrebbe cambiare l’interpretazione di una norma: questo significa che le sentenze della Suprema Corte sono alla base di tutte le decisioni prese da tutti i giudici, a prescindere dall’ordine e dal grado.
La Corte di Cassazione è formata appunto da giudici, scelti e nominati secondo criteri rigidissimi; l’iter da seguire parte dalla scelta del corso di laurea in Giurisprudenza e prosegue con la carriera da magistrato che dura parecchi anni, circa venti. Una volta acquisite le giuste competenze e l’esperienza necessaria, sarà possibile diventare magistrato presso la Corte di Cassazione: chi sono i giudici e quali sono i criteri per accedere a questa magistratura?

Come diventare magistrato della Corte di Cassazione?

Trattandosi di un settore pubblico, per diventare magistrato in realtà è necessario superare dei concorsi, a prescindere se si desidera essere giudici di primo o secondo grado o giudici cassazionisti. Per la nomina a giudici delle Corti d’Appello e della Cassazione è inoltre possibile presentare un’apposita domanda dopo aver raggiunto molti anni di servizio. I concorsi sono banditi a cadenza regolare dal Ministero della Giustizia. Questo organo è infatti deputato alla nomina dei magistrati i quali, una volta superata la selezione, potranno scegliere se diventare giudici oppure optare per la carriera da pubblico ministero.
Diventare giudici della Corte di Cassazione non è semplice: basti pensare che l’idoneità viene riconosciuta almeno dopo circa venti anni trascorsi fra tribunali e Corti d’Appello. Venti anni sembrano moltissimi, eppure, servono al giudice per acquisire le giuste conoscenze per interpretare al meglio il diritto italiano. Solo a seguito di un duro lavoro e di un’esperienza impeccabile sarà possibile auspicare alla carriera di ermellini.

Per diventare magistrato della Corte Suprema si parte dalla scelta del corso universitario, che deve essere obbligatoriamente quello di Giurisprudenza. Gli anni di studio sono 5, per tale ragione si parla di laurea magistrale in legge. Anche la laurea specialistica in Giurisprudenza è valida, ma una volta ottenuto il titolo di studio, la carriera accademica proseguirà con il raggiungimento di ulteriori titoli, specificamente definiti dalla legge [2]. Volendo fare una sintesi, questi sono in alternativa:

  • l’iscrizione all’albo degli avvocati;
  • il diploma presso una scuola di specializzazione per le professioni legali;
  • il dottorato di ricerca in materie giuridiche;
  • la docenza universitaria in materie giuridiche.

Come si vede, si tratta degli stessi requisiti indicati sul sito del Ministero della Giustizia per accedere al concorso di magistratura ordinaria. Ragion per cui il superamento di questo esame diventa lo step fondamentale per diventare giudici della Corte di Cassazione.

Essendo un concorso pubblico, quello per magistrati ordinari si svolge mediante un esame, il superamento del quale consente di accedere al tirocinio in qualità di uditore giudiziario. La legge [3] ammette alle funzioni giudiziarie nella magistratura giudicante e nel pubblico ministero solo coloro i quali hanno compiuto almeno due anni di tirocinio presso i tribunali e le procure della Repubblica. Particolari norme sono previste per coloro che sono avvocati da almeno cinque anni, il cui tirocinio avrà una durata non inferiore ad un anno. Gli uditori giudiziari e gli avvocati, esperito il relativo periodo di tirocinio, potranno aspirare alla nomina di magistrato di tribunale.

Una volta divenuti magistrati di tribunali, dopo undici anni è possibile essere nominati magistrati delle Corti di Appello [4]. La procedura passa al vaglio dei Consigli giudiziari e dei Consigli di amministrazione (per i magistrati addetti al Ministero di Grazia e Giustizia con funzioni amministrative), mentre la nomina spetta al Consiglio Superiore della Magistratura. Se il giudizio dei rispettivi Consigli risulta sfavorevole in capo ad un magistrato, esso potrà essere sottoposto ad esame nel successivo biennio. I criteri di valutazione per diventare giudice della Corte d’Appello riguardano la laboriosità del magistrato, le proprie capacità, la diligenza e la preparazione dimostrate nel corso della sua attività, nonché qualsiasi altro elemento di giudizio necessario per una migliore valutazione del magistrato.
È possibile accedere alle Corti d’Appello anche mediante concorso pubblico, aperto a coloro che hanno svolto almeno tredici anni di effettivo servizio, di cui undici in qualità di magistrati di tribunale.

Dopo sette anni di carriera presso le Corti d’Appello, è possibile presentare domanda per diventare giudici della Corte di Cassazione [5]. La valutazione viene eseguita direttamente dal Consiglio Superiore della Magistratura, il quale prende a riferimento elementi come la preparazione e le capacità tecnico-professionali, la laboriosità, i precedenti relativi al servizio prestato.

Ma la carriera del giudice cassazionista non si ferma qui. Trascorsi ulteriori otto anni sarà possibile aspirare alle funzioni direttive superiori, quali ad esempio il ruolo di Presidente di Sezione, di Avvocato Generale presso la stessa Corte, di Presidente delle Corti d’Appello e di Procuratore Generale presso le medesime Corti.

Corte di Cassazione: quale iter da seguire?

La legge che riguarda le procedure di nomina dei giudici della Corte di Cassazione prevede due requisiti sull’anzianità di servizio. Il primo conteggia gli anni che devono trascorrere dalla nomina a magistrato della Corte d’Appello: il termine è di sette anni ed è perentorio, e non sono ammesse eccezioni. Il secondo si riferisce all’attività svolta in qualità di magistrato prendendo in considerazione tutti gli anni di carriera del giudice, compresi quelli svolti presso il tribunale. In tal caso sono necessari 10 anni di servizio eseguiti non necessariamente senza interruzioni.

Il conferimento della funzione di giudice della Corte di Cassazione avviene su domanda degli interessati o d’ufficio. È possibile però accedere alla carriera cassazionista anche mediante concorso [6], a cui possono accedere tutti coloro che hanno compiuto cinque anni di carriera in qualità di magistrati presso le Corti d’Appello. L’esame verterà solo su prove scritte, nelle seguenti materie:

  • diritto e procedura civile;
  • diritto e procedura penale;
  • diritto amministrativo.

Avrà ad oggetto la redazione di una sentenza o di una requisitoria. Per la parte amministrativa sarà necessario produrre un tema.
La commissione che esaminerà le prove attribuirà a ciascun compito un punteggio massimo di 70 punti, per un totale di 210. I concorrenti che otterranno almeno 168 punti in totale, con 42 punti minimi per ciascuna prova potranno essere nominati giudici della Corte di Cassazione.

Coloro che sono nominati magistrati cassazionisti a seguito della domanda, possono rinunciare alla carriera senza perdere il diritto di ripresentarsi alle nuove nomine. Esse, però, verteranno su un nuovo giudizio che adotterà gli stessi criteri elencati poc’anzi.

Corte di Cassazione: chi sono i giudici?

Da quello emerso nei precedenti paragrafi, i giudici della Corte di Cassazione devono essere:

  • magistrati ordinari con alle spalle almeno venti anni di carriera divisi fra tribunali di primo grado e Corti d’Appello. Possono aspirare alla Suprema Corte i magistrati penali, civili ed amministrativi;
  • persone che hanno dimostrato una particolare preparazione nelle materie giuridiche, con spiccate capacità tali da favorire il parere positivo del Consiglio Superiore della Magistratura;
  • professionisti dotati di grande laboriosità e diligenza nel lavoro svolto.

I giudici della Corte di Cassazione si dividono nelle varie sezioni che riguardano l’ambito civile e penale. A ciascuna di esse sarà affidato il compito di decidere sui ricorsi presentati come ultimo grado, statuendo in maniera definitiva su ogni controversia.
L’organizzazione dell’attività giurisdizionale della Corte di Cassazione è composta da un Primo Presidente, dal Segretario generale e dal Consiglio Direttivo. Mentre l’area penale è divisa in sette sezioni, l’area civile è composta da sei sezioni, di cui due sono dedicate rispettivamente alla materia del lavoro e alla materia tributaria.

Ciascuna sezione, sia civile che penale, è formata da cinque giudici, compreso il presidente, al cui ruolo si può accedere (giova ricordarlo) dopo otto anni di carriera come giudice cassazionista. Per ciascuna area, però, sono previste le Sezioni Unite, che giudicano in casi particolari espressamente previsti dalla legge [7] o qualora si presenti una questione di particolare importanza.

Ulteriori requisiti riguardano l’onore e la reputazione del giudice, che deve:

  • essere in possesso dei diritti civili;
  • avere una condotta illibata sia civile che morale.

Questi requisiti sono identici per l’ammissione a tutte le funzioni giuridiche. Ma una piccola curiosità riguarda un ulteriore elemento, fortunatamente soppresso nel corso degli anni. Per diventare giudice era necessario essere maschi ed essere iscritti al Partito Nazionale Fascista. Per evidenti questioni discriminatorie e storiche, attualmente l’accesso alla carica di giudici è concesso anche alle donne.

Quali sono i passi per diventare giudice della Corte di Cassazione?

Volendo semplificare, per diventare giudice cassazionista bisognerà:

  • iscriversi al corso di laurea in Giurisprudenza, conseguendo il titolo magistrale o specialistico;
  • possedere uno dei requisiti richiesti dal Ministero della Giustizia per partecipare al concorso in magistratura;
  • superare il concorso di magistrato;
  • partecipare ad un tirocinio in qualità di uditore giudiziario, conseguendo successivamente la nomina a magistrato di tribunale;
  • procedere con la domanda di nomina (o mediante concorso) per diventare giudice della Corte d’Appello, a cui si potrà accedere dopo almeno undici anni di carriera in qualità di magistrato di tribunale;
  • aspirare alla Corte di Cassazione (con domanda o previo concorso) solo dopo 7 anni di carriera come giudice delle Corti d’Appello.

note

[1] Art. 65 l. n. 12 del 30.01.1941

[2] L. n. 111 del 30.07.2007

[3] Art. 121 l. n. 12 del 30.01.1941

[4] Art. 1 l. n. 106 del 25.071966

[5] Art. 4 l. n. 831 del 20.12.1973

[6] Art. 12 l. n. 1 del 04.01.1963


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