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Buca stradale: quando viene concesso il risarcimento per caduta?

7 marzo 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 7 marzo 2018



Come chiedere il risarcimento danni se si cade in una buca presente sull’asfalto? Come provare il danno e la responsabilità dell’amministrazione?  

Quando si finisce con la ruota dell’auto in una buca o si cade a causa dell’asfalto dissestato del marciapiedi l’ultima cosa a cui si pensa è quello la prova in ordine alla responsabilità dell’amministrazione proprietaria della strada. Eppure quello è l’aspetto principale sul quale si gioca l’eventuale contenzioso per ottenere il risarcimento del danno.

Buca stradale: la responsabilità dell’ente proprietario

Bisogna sapere, infatti, che il Comune o l’amministrazione titolare della strada è responsabile per i danni provocati a pedoni e automobilisti dalle buche sull’asfalto e da ogni altra insidia dovuta all’omessa manutenzione delle strade. Si tratta di una responsabilità che in gergo tecnico è definita responsabilità oggettiva: essa cioè prescinde da una specifica colpa o malafede della pubblica amministrazione, ma deriva dal semplice fatto che quest’ultima è custode dei beni pubblici e, quindi, tenuta a vigilare sul loro stato. Ciò detto potrebbe sembrare che la via per il risarcimento sia agevole, ma in realtà non sempre è così. Vediamo più nel dettaglio come stanno effettivamente le cose.

Buca stradale: cosa fare in caso di caduta per ottenere il risarcimento?

Ragionando, come detto, in ordine alla prova da costituirsi in vista di un eventuale contenzioso con l’amministrazione proprietaria della strada, la prima cosa da fare è quella di adoperarsi appunto per procurarsi le prove del fatto storico. Un esempio può essere una fotografia scattata con il cellulare o, meglio ancora, sarebbe far intervenire le forze dell’ordine e farsi redigere un verbale dalla polizia municipale o stradale. Se le autorità non sono disponibili ad intervenire anche la presenza di un testimone potrebbe essere sufficiente a sostenere le nostre argomentazioni nel caso si dovessero adire le vie legali.

Risarcimento buca su strada: come dimostrare l’accaduto?

Come detto, chi cade in una buca, in un avvallamento, in una fossa o in una semplice crepa apertasi sulla strada e abbia riportato lesioni fisiche alla propria persona o a cose (ad esempio alla ruota dell’auto) per ottenere il risarcimento del danno dall’amministrazione deve procurarsi la prova delle seguenti circostanze, senza nulla tralasciare:

  • dimostrare il giorno e l’ora in cui il fatto storico si è verificato;
  • che la caduta è stata causata proprio e soltanto dalla buca sull’asfalto e non da altre cause, sebbene concomitanti, come ad esempio la distrazione del pedone;
  • bisogna dimostrare quali tipologie di lesioni fisiche o di danni all’auto siano derivati dalla caduta. Nel primo caso (lesioni fisiche) spetterà poi a un medico legale stabilire a quanto corrispondano, in termini monetari, dette lesioni (cosiddetta perizia medico-legale);
  • che la buca, l’avvallamento, la crepa o qualsiasi altra anomalia dell’asfalto sia stata non percepibile in anticipo, anche usando l’ordinaria diligenza.

Buca stradale: come ottenere il risarcimento?

Nel caso di danno per caduta in una buca stradale, una volta raccolte le prove, il primo passo da compiere è una richiesta di risarcimento inviata con lettera raccomandata a.r. o a mezzo Pec all’ente proprietario. La richiesta di risarcimento può essere inoltrata dal danneggiato personalmente o per il mezzo di un avvocato. Se la richiesta di risarcimento bonaria non sortisce alcun effetto, non resta altra scelta che agire in giudizio convenendo l’ente proprietario del tratto stradale in cui si è verificato il fatto.

Risarcimento per buca sull’asfalto: quando non se ne ha diritto

Non si ha diritto al risarcimento del danno per la caduta nella buca presente sull’asfalto quando l’evento è imputabile alla colpa dell’automobilista o del pedone. In particolare ricordiamo a titolo esemplificativo alcuni casi tipici:

  • caduta di giorno se la buca sull’asfalto è visibile e di dimensioni tali da poter essere avvistata a una ragionevole distanza per poter fare manovra ed evitare di cadere;
  • caduta di notte in strada illuminata se la buca non è occultata da altri oggetti [1];
  • caduta su una strada che viene percorsa spesso dall’automobilista o dal pedone e le cui condizioni, quindi, sono a quest’ultimo note (si pensi a un cantiere posto vicino casa);
  • strada palesemente dissestata e, nonostante tali condizioni di cattiva manutenzione, imboccata comunque dall’automobilista o dal pedone che, così facendo, ha consapevolmente scelto il rischio;
  • velocità elevata dell’automobile;
  • buca che non costituiva insidia o trabocchetto e la cui presenza è facilmente intuibile usando l’ordinaria diligenza.

Buca su strada privata: si può chiedere il risarcimento?

Se quanto detto sopra riguarda l’ipotesi in cui il danno si verifica in una strada pubblica, ci si domanda cosa avviene nell’ipotesi in cui il fatto si verifica in una strada privata. La Cassazione, con una sentenza [2] ha aperto la strada ai rimborsi in caso di incidente stradale con lesioni anche se si tratta di vie private ma con accesso alla pubblica via. Secondo la Corte, infatti, nei casi in cui il luogo del sinistro sia di proprietà privata, ma  comunque di uso pubblico, il Comune ha l’obbligo di provvedere alla relativa manutenzione.

La sentenza della Cassazione ha stabilito che:

  • la P. A. deve provvedere alla manutenzione della strada pubblica o della sua messa in sicurezza;
  • il suddetto obbligo di manutenzione si estende alle parti a lato della via pubblica anche se private se comunque sono di pubblico utilizzo;
  • sulla P.A. ricade l’obbligo di garantire la sicurezza della circolazione di veicoli e pedoni;
  • è colpa dell’Amministrazione anche non impedire l’uso della cosa se pericolosa.

note

[1] Trib. Lecce, sent. n. 2164/16 del 29.04.2016.

[2] Cass. Civile, sez. VI-3, ord. n. 3216 del 07.02.2017.

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