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Rei reddito d’inclusione: come funziona

27 agosto 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 agosto 2018



Quali sono i requisiti per ottenere la carta servizi Rei per poveri, disoccupati e disabili, come richiederla, che cosa fare, progetto di servizio.

Sei disoccupato da tanto tempo e hai terminato di percepire l’indennità di disoccupazione Naspi? Sei disabile e senza sussidi, o hai diritto a degli aiuti d’importo molto basso? Oppure, semplicemente, non lavori ed il tuo nucleo familiare è in situazione di povertà? Potresti aver diritto al reddito d’inclusione Rei: si tratta di un assegno mensile, erogato attraverso una carta simile alla vecchia social card, che si chiama la carta servizi Rei e viene caricata ogni mese: se la tua famiglia è numerosa, la ricarica mensile può arrivare a 540 euro circa. Se il problema della tua famiglia consiste unicamente nella mancanza di lavoro, ciò che dovrai fare, assieme ai componenti del nucleo in grado di lavorare, è sottoscrivere il patto di servizio col centro per l’impiego. Se i problemi sono più complessi, tu e i tuoi familiari dovrete invece sottoscrivere un progetto di servizio personalizzato o un progetto di servizio complesso; nei casi più gravi, ci sarà una presa in carico specialistica da parte dei servizi competente. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sul Rei reddito d’inclusione: come funziona, come si calcola, quali sono i requisiti e quali gli adempimenti per ottenere la carta servizi Rei.

Che cos’è il Rei?

Il Rei è un sussidio, a favore dei nuclei familiari più poveri, che va da 187 a 540 euro mensili, a seconda dei componenti del nucleo familiare e del reddito posseduto. La sua durata massima è pari a 18 mesi, e per ottenerlo è necessario aderire a un progetto personalizzato: in pratica, i componenti del nucleo familiare si devono impegnare attivamente per formarsi, riqualificarsi e trovare un lavoro, e per mettersi in condizioni di lavorare, se ci sono problemi di salute, secondo il progetto appositamente predisposto per loro, pena la revoca del beneficio.

Come funziona il Rei?

Il reddito mensile è riconosciuto attraverso una carta acquisti, la carta Rei: come la vecchia Social Card, la carta Rei è emessa da Poste Italiane, consente l’acquisto dei generi di prima necessità e il pagamento delle utenze domestiche. Inoltre, offre la possibilità di prelevare contanti sino alla metà dell’importo mensile riconosciuto e dà diritto a degli sconti sugli acquisti nei negozi e nelle farmacie convenzionate e a delle riduzioni delle bollette di energia elettrica e gas.

Il Rei spetta alle famiglie più bisognose, ma può essere riconosciuto, come abbiamo detto, soltanto se i membri della famiglia aderiscono a un programma d’inclusione sociale e lavorativa.

Chi ha diritto al Rei?

Il Rei, in base alle ultime modifiche, spetta alle famiglie:

  • il cui indice Isee, cioè l’indicatore della situazione economica della famiglia (si tratta, in parole semplici, di un indice che “misura la ricchezza” della famiglia), non supera 6mila euro; può essere utilizzato anche l’Isee corrente;
  • il cui indicatore Isre non supera i 3mila euro; si tratta dell’indicatore della situazione reddituale (Isr) presente nell’attestazione Isee, diviso per il parametro della scala di equivalenza Isee ai fini Rei;
  • con un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro;
  • con un patrimonio mobiliare massimo tra i 6mila e i 10mila euro a seconda del numero dei componenti del nucleo;
  • senza imbarcazioni da diporto o navi;
  • senza, auto o moto immatricolate nei 24 mesi precedenti la richiesta del sussidio, salvo i veicoli destinati ai disabili.

Chi richiede il Rei deve essere:

  • cittadino italiano;
  • in alternativa, cittadino dell’Unione Europea, o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno europeo per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso o titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria);
  • deve poi risiedere in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento di presentazione della domanda.

Quali sono i requisiti della famiglia per il diritto al Rei?

Sino al mese di giugno 2018, era richiesto un particolare requisito legato alla composizione del nucleo familiare: potevano ottenere il reddito d’inclusione soltanto le famiglie con figli minori o inabili, donne in gravidanza o disoccupati over 55. Ora, invece, questi requisiti non sono più richiesti (ma i componenti del nucleo che si trovano in situazioni di disagio come quelle descritte hanno diritto a punteggio aggiuntivo): possono dunque chiedere il Rei tutte le famiglie aventi i requisiti patrimoniali e reddituali prescritti, a prescindere dalla loro composizione.

Come si calcola il Rei?

Il calcolo del Rei, o meglio degli importi soglia del reddito d’inclusione, varia a seconda del numero dei componenti della famiglia.

Nello specifico, il beneficio economico del Rei è pari, su base annua, al valore di 3mila euro moltiplicato:

  • per il parametro della scala di equivalenza (corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare, al netto delle maggiorazioni previste dal decreto Isee);
  • per un parametro pari, in sede di prima applicazione, al 75%.

La soglia per il diritto è dunque pari a 3mila euro, ma in sede di prima applicazione viene coperta solo al 75%. Pertanto, inizialmente, la soglia con cui confrontare le risorse economiche del nucleo familiare è pari, per un singolo, a 2.250 euro (75 % di 3mila), e cresce a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare (viene infatti proporzionata per mezzo della scala di equivalenza).

I parametri della scala di equivalenza corrispondenti al numero di componenti il nucleo familiare, come definiti dal decreto Isee, sono i seguenti:

  • un componente: 1,00
  • 2 componenti: 1,57
  • 3 componenti: 2,04
  • 4 componenti: 2,46
  • 5 componenti: 2,85.

Il parametro della scala di equivalenza è incrementato di 0,35 punti per ogni ulteriore componente il nucleo familiare. Tuttavia, dato che nel 2018 si applica un tetto massimo di importo annuale, questo comporta l’abbattimento dell’importo massimo annuo erogabile ad un nucleo di 6 componenti, nella misura di 6.477,90 euro annui e di 539,83 euro mensili, e l’effettiva mancata applicazione dell’incremento di 0,35 per ciascun ulteriore componente.

A quanto ammonta il Rei?

In base a quanto esposto, vediamo a quanto ammonta il sussidio Rei mensile, a seconda della composizione del nucleo familiare.

Nel dettaglio, se la famiglia ha:

  • un solo componente, il Rei può essere pari a un massimo di 187,5 euro mensili;
  • 2 componenti, l’importo massimo mensile è pari a 294,38 euro mensili;
  • 3 componenti, l’importo massimo mensile è pari a 382,5 euro mensili;
  • 4 componenti, l’importo massimo mensile è pari a 461,25 euro mensili;
  • 5 componenti, l’importo massimo mensile è pari a 534,37 euro mensili;
  • 5 o più componenti, l’importo massimo mensile è pari a 539,82 euro mensili.

Chi lavora può chiedere il Rei?

Il Rei è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa, da parte di uno o più componenti della famiglia, purché non si superi il limite Isee di 6mila euro annui e il limite Isre di 3mila euro. Bisogna comunque comunicare lo svolgimento di attività lavorativa da parte di uno o più componenti del nucleo, attraverso l’apposito modulo Rei- Com (anche contestualmente alla presentazione della domanda: il Rei Com si trova in una sezione della domanda stessa).

Il Rei si può cumulare con altri sussidi?

Non è possibile ricevere assieme al Rei la Naspi o altri sussidi per la disoccupazione.

Se un componente della famiglia, o più familiari, beneficiano di altri trattamenti di assistenza, esclusi quelli non sottoposti alla prova dei mezzi, il valore mensile del Rei viene ridotto in corrispondenza al valore mensile di queste prestazioni.

Sono comunque compatibili col Rei:

  • il pagamento di arretrati;
  • le indennità per i tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione;
  • le specifiche misure di sostegno economico, aggiuntive al Rei, individuate nell’ambito del progetto personalizzato a valere su risorse del comune o dell’ambito territoriale;
  • le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi, nonché eventuali esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi;
  • le somme riconosciute come rimborso spese sostenute, i buoni servizio o altri titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi.

Che cosa fare per ottenere il Rei?

Per ottenere il Rei l’intera famiglia deve partecipare a un programma di inclusione attiva: deve, cioè, aderire a un progetto che prevede la formazione, la riqualificazione e la ricerca attiva di lavoro di tutti i componenti del nucleo; è previsto un sostegno particolare, se ci sono componenti del nucleo con gravi problemi di salute.

Nel dettaglio:

  • se nella famiglia l’unico problema è la mancanza di lavoro, i componenti in grado di trovare un impiego devono sottoscrivere il patto di servizio presso il centro per l’impiego;
  • se nella famiglia, oltre al lavoro, ci sono problemi diversi, la famiglia deve sottoscrivere un progetto di servizio personalizzato;
  • se nella famiglia, oltre al lavoro, ci sono problemi gravi, la famiglia deve sottoscrivere un progetto di servizio complesso;
  • per le famiglie con gravissime problematiche (tossicodipendenze, gravi disabilità), è prevista la presa in carico specialistica da parte dei servizi pubblici competenti.

In pratica, i servizi preposti, dopo aver analizzato la situazione della famiglia bisognosa:

  • realizzano un progetto personalizzato per il nucleo e valutano i sostegni di cui la famiglia ha bisogno;
  • fanno firmare il patto di servizio, oppure il programma di ricerca intensiva di occupazione ai componenti interessati (i beneficiari del Rei possono aver diritto anche all’assegno di ricollocazione) se emerge che la situazione di povertà è dovuta alla sola mancanza di lavoro;
  • fanno sottoscrivere alla famiglia un progetto di servizio, più o meno complesso, negli altri casi.

Firmando il progetto di servizio, tutti i membri della famiglia beneficiaria del Rei si impegnano a svolgere determinate attività, come cercare attivamente lavoro, accettare le offerte di lavoro congrue, assicurare la frequenza e l’impegno scolastico (se minori di 18 anni) e mettere in atto comportamenti di prevenzione e cura volti alla tutela della salute.

In caso di ripetuti comportamenti inconciliabili con gli obiettivi del progetto da parte dei componenti della famiglia beneficiaria, il Rei può essere ridotto o revocato.

Chi non rispetta il progetto di servizio perde il Rei?

Il Rei può essere decurtato in misura pari a un quarto di mensilità, una mensilità oppure essere addirittura revocato per ripetute violazioni del progetto familiare (questo può accadere anche se un solo componente della famiglia viola il patto).

Per approfondire: Sanzioni per mancato rispetto del progetto personalizzato.

Nei casi di decadenza, il Rei può essere richiesto nuovamente trascorsi almeno 6 mesi.

Come si chiede il Rei?

Il Rei può essere richiesto presso i comuni e i punti per l’accesso al Rei che sono identificati dai comuni.

Per presentare la domanda deve essere utilizzato l’apposito modello predisposto dall’Inps, disponibile anche sul sito dell’Inps e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali

Il nucleo familiare, all’atto della domanda, deve essere in possesso di una dichiarazione Isee in corso di validità.

Quando arriva il Rei?

I comuni, ricevuta la domanda, devono comunicare all’Inps, entro 15 giorni lavorativi, le informazioni contenute nel modulo di domanda.

I comuni devono poi verificare i requisiti di residenza e di soggiorno, comunicandone l’esito non oltre 15 giorni lavorativi dalla richiesta del Rei, e, in caso di componente del nucleo in condizione di gravidanza accertata, la documentazione medica, rilasciata da una struttura pubblica, attestante lo stato di gravidanza e la data presunta del parto.

L’Inps, a sua volta, verifica, entro 5 giorni lavorativi dalla trasmissione della domanda, il possesso dei requisiti per l’accesso al Rei, sulla base delle informazioni disponibili nei propri archivi e in quelli delle amministrazioni collegate.

In caso di esito positivo delle verifiche, il Rei è riconosciuto dall’Inps condizionatamente alla sottoscrizione del progetto personalizzato, o del patto di servizio o del programma di ricerca intensiva di occupazione. Il riconoscimento condizionato del beneficio è comunicato dall’Inps agli ambiti territoriali e ai comuni interessati entro il termine di 5 giorni dalla comunicazione delle informazioni contenute nel modulo di domanda di Rei da parte dei Comuni o degli ambiti territoriali.

Successivamente, l’Inps dispone il versamento del beneficio, che decorre dal mese successivo alla presentazione della domanda ed avviene a cadenza mensile.


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