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Assegno bancario e postale: differenze

24 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 settembre 2018



Cos’è e come funziona un assegno? Qual è la differenza tra conto corrente bancario e conto corrente postale? Dove si può riscuotere un assegno postale? Cos’è l’assegno postale vidimato?

L’assegno è un titolo di credito per mezzo del quale un soggetto (cosiddetto traente) ordina ad un istituto di credito (cosiddetto trattario) di pagare al portatore legittimo del titolo la somma di denaro specificamente indicata nello stesso. L’assegno è divenuto un comune mezzo di pagamento tanto da aver sostituito, in alcuni casi, il danaro contante. I vantaggi di tale strumento sono molteplici, soprattutto quando la sua copertura è garantita, come avviene nel caso di assegno circolare. Da un altro punto di vista, poi, l’assegno può essere ricondotto alla figura giuridica del riconoscimento di debito. Sicuramente saprai che le Poste Italiane sono a tutti gli effetti un intermediario finanziario, proprio come la banca. L’equiparazione consente alle Poste di avvalersi degli stessi strumenti tipici dell’attività bancaria: assegni, conto corrente, libretto di risparmio. Di conseguenza, oggi sono troverai in circolazione gli assegni bancari così come quelli postali. Sono la stessa cosa? Conviene di più il classico assegno bancario oppure quello postale? Se questo argomento ti interessa, ti consiglio di proseguire nella lettura del presente articolo: vedremo insieme quali sono le differenze tra assegno bancario e postale.

Assegno: cos’è?

Prima di parlare delle differenze tra assegno bancario e postale, occorre necessariamente fornire una definizione di assegno, altrimenti tutto quello che si dirà di qui in avanti potrebbe risultare vano. Già nell’introduzione abbiamo detto che l’assegno è uno strumento di pagamento che consiste nell’ordine impartito da un soggetto qualificato ad un altro soggetto di pagare una determinata somma al portatore del titolo, cioè a colui che detiene l’assegno. Spieghiamo meglio.

Assegno: come funziona?

L’assegno si basa su un meccanismo trilatero. Facciamo un esempio. Tizio, cliente della banca Alfa presso la quale possiede un conto corrente, è debitore di Caio della somma di mille euro. Invece di pagare in contanti, cioè con le banconote, Tizio (traente) stacca a Caio (prenditore) un assegno di importo pari a mille euro: con questo titolo, Caio potrà andare presso la banca Alfa (trattario) e riscuotere quanto dovutogli.

Questo meccanismo è possibile in quanto tra il traente e il trattario (rispettivamente, colui che impartisce l’ordine e colui che vi obbedisce) sussiste un particolare rapporto giuridico in ragione del quale il secondo è obbligato a versare la somma a favore del beneficiario. Affinché il traente possa sottoscrivere un assegno è necessario che abbia somme disponibili presso la banca e che abbia stipulato con questa una convenzione (detta di chèque) con la quale è stato autorizzato ad emettere assegni.

Assegno: all’ordine e al portatore

Un assegno (tanto bancario quanto postale) può essere all’ordine o al portatore. La differenza sta nel modo attraverso il quale può circolare. Il trasferimento dell’assegno all’ordine avviene mediante girata, cui deve accompagnarsi la consegna materiale del titolo. La girata consiste in una dichiarazione scritta sul titolo, e sottoscritta, con la quale il girante ordina al debitore (cioè alla banca o alle poste) di effettuare il pagamento a un altro soggetto. La circolazione tramite girata può essere esclusa attraverso l’apposizione della clausola “non trasferibile”. Facciamo un esempio. Tizio, debitore, emette un assegno a Caio, creditore, il quale potrà valersi dello stesso per incassare in banca o alle poste la somma riportata sul titolo. Caio, però, è a sua volta debitore di Sempronio: in questa ipotesi, anziché incassare l’assegno e poi pagare il suo debito, “gira” direttamente l’assegno a favore di Sempronio, il quale potrà egli stesso recarsi presso l’istituto di credito per riscuotere quanto gli è dovuto.

L’assegno è al portatore, invece, quando la circolazione del titolo avviene con la mera consegna, senza necessità di appore alcuna sottoscrizione sullo stesso. In pratica, sarà legittimato a riscuotere l’assegno semplicemente chi si troverà in possesso del titolo.

Assegno bancario e assegno postale: quali differenze?

Spiegato cos’è l’assegno, vediamo ora se ci sono differenze tra assegno bancario e postale. Ora, è ovvio a dirsi, ma una distinzione fondamentale concerne l’istituto di emissione: il primo è rilasciato da una banca a favore del proprio correntista, il secondo dalle Poste Italiane. Di conseguenza, l’assegno bancario verrà rilasciato sulla base di un rapporto intercorrente tra il cliente e la banca, mentre l’assegno postale sulla scorta di un conto aperto presso le Poste italiane.

Le differenze tra assegno bancario e postale si fermano qui, nel senso che l’assegno postale è oramai del tutto equiparato a quello bancario, sia con riferimento alle modalità di compilazione e rilascio, sia in merito alla procedura di segnalazione dei cattivi pagatori e a quella di protesto. Come si vedrà nei prossimi paragrafi, poi, oggi è addirittura possibile riscuotere in banca un assegno postale.

In sintesi, quindi, gli assegni postali sono equiparati ad un assegno bancario e  possono essere utilizzati per effettuare pagamenti, trasferire denaro a terzi o prelevare contante presso il proprio ufficio postale. All’assegno postale si applicano le stesse disposizioni relative all’assegno bancario, inclusa la normativa che regola il protesto.

Conto corrente bancario e postale: quali differenze?

Abbiamo detto che alla base dell’emissione di un assegno bancario o postale c’è un rapporto intercorrente tra il cliente e l’istituto di credito: questo rapporto si sostanzia, generalmente, nel conto corrente, cioè in quello strumento previsto dalla legge per regolare la gestione di flussi di cassa. Con il contratto di conto corrente, in poche parole, il privato e la banca/ufficio postale organizzano le operazioni tra loro intercorrenti. È proprio sulla scorta di un conto corrente preesistente che viene emesso il carnet di assegni da utilizzare per le proprie esigenze.

Orbene, se tra assegno bancario e postale non ci sono differenze degne di rilievo, non può dirsi lo stesso per quanto concerne il rapporto di conto corrente. Quello postale, ad esempio, consente normalmente di compiere meno operazioni e permette la domiciliazione solo delle utenze legate ad enti convenzionati. La carta Postamat che consente il prelievo esterno, poi, è utilizzabile esclusivamente presso gli sportelli di Poste Italiane. Infine, i conti postali non aderiscono al Fondo Interbancario di Tutela del Depositi, cioè al fondo cui devono aderire tutte le banche italiane e che interviene nel caso di fallimento dell’istituto a tutela dei risparmi dei clienti. In realtà, v’è anche da dire che difficilmente le Poste Italiane potrebbero fallire e che i libretti di risparmio postale, come i buoni fruttiferi, sono garantiti direttamente dallo Stato.

Assegno postale: come riscuoterlo in banca?

Ricevendo un pagamento a mezzo assegno postale, si è indotti a pensare che esso sia riscuotibile solamente presso gli uffici delle Poste Italiane. Non è così. In ragione dell’equiparazione tra istituti bancari e Poste, l’assegno postale potrà esser incassato tranquillamente anche presso una banca. Gli assegni postali sono anch’essi non trasferibili, come da normativa antiriciclaggio: di conseguenza, devono essere versati o riscossi dall’intestatario il cui nome è posto in calce al titolo. Le modalità di incasso sono le solite: riscossione in contanti; versamento su conto corrente di cui si è titolari. Mentre in quest’ultimo caso (versamento sul proprio conto) non sussistono problemi di sorta, quando non si è correntisti è possibile che l’istituto bancario, sebbene sull’assegno vi sia impressa la scritta “pagabile a vista”, sia riluttante nel corrispondere l’importo. Questo perché colui che si presenta con l’assegno non è conosciuto dalla banca, non è un cliente, quindi ben potrebbe raggirare l’operatore esibendo documenti falsi. Cosa fare allora? In questa circostanza ci si potrà rivolgere direttamente all’istituto emittente, recandosi presso qualsiasi ufficio postale e, muniti di carta d’identità, riscuotendo in contanti l’assegno. La riscossione in contanti può avvenire nei limiti della vigente normativa antiriciclaggio e, perciò, solo per importi bassi.

Assegno circolare postale (o assegno vidimato): cos’è?

L’assegno circolare postale (o assegno vidimato) garantisce la copertura dell’assegno: su di esso l’operatore dello sportello postale appone un visto che assicura al prenditore che l’assegno sia coperto. La garanzia deriva dal fatto che, per evitare che il committente ritiri quei soldi prima dell’avvenuta riscossione, l’ufficio postale ha già acquisito la somma dell’assegno. L’assegno postale vidimato, dunque, ha una copertura garantita, ideato come strumento per pagare chi non possiede un conto corrente postale. Questo titolo di credito a vista può essere richiesto alle Poste Italiane anche da chi non è titolare di un conto: in tale evenienza, bisognerà portare con sé il denaro contante per un importo non superiore ai mille euro (se, invece, si è titolari di un conto, sarà sufficiente il numero del conto stesso).

La riscossione degli assegni postali vidimati può essere effettuata a vista, presso qualsiasi ufficio postale, anche da chi non è cliente delle Poste Italiane, purché sia legittimato alla riscossione in quanto beneficiario o ultimo giratario dell’assegno e comprovi la propria identità tramite esibizione di un valido documento di riconoscimento. Gli assegni postali vidimati possono essere anche versati su conto corrente postale o bancario. Gli assegni postali vidimati sono pagabili a vista entro il termine massimo di due mesi indicato sul titolo all’atto della vidimazione. Scaduto tale termine di validità, il beneficiario non può più richiedere alle Poste il pagamento o la rinnovazione del titolo ma dovrà rivolgersi direttamente al traente.

Assegno postale: come riscuoterlo alle Poste?

Alle Poste Italiane l’assegno postale potrà essere incassato senza alcun problema di sorta: potrà essere versato direttamente sul proprio conto postale, sul libretto postale ovvero riscosso in contanti dimostrando di essere il beneficiario del titolo di credito.


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