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Immigrati e criminalità: c’entrano gli sbarchi?

28 Agosto 2018 | Autore:
Immigrati e criminalità: c’entrano gli sbarchi?

Aumentano i flussi ma diminuiscono i reati: l’Italia ha sbagliato nemico? I grandi delinquenti appartengono alla mafia nigeriana. Che non viaggia sui gommoni.

Negli anni ’90 erano gli albanesi. Oggi sono gli africani. Chiunque ha provato a puntare sull’Italia per cambiare vita, è finito per essere etichettato come «clandestino» e «delinquente», indipendentemente dal suo passato o dal futuro che ha in mente. La paura del diverso ha creato dei mostri anche dove non esistono, complici i proclami di chi su quella paura ha costruito la propria fortuna politica, amplificando il delitto di un extracomunitario e tacendo su quello di un italiano. Ci si chiede, soprattutto di questi tempi, se immigrati e criminalità siano sinonimi e se c’entrano gli sbarchi con l’aumento della delinquenza (se davvero c’è un aumento) nel nostro Paese.

A queste due domande si risponde con i numeri. Ogni governo ha fatto della riduzione dei reati la propria bandiera. Non troverai un presidente del Consiglio che non abbia detto a fine mandato di avere migliorato la sicurezza degli italiani. E ciò nonostante il flusso di immigrati sia via via aumentato negli ultimi anni. Questo significa che i delinquenti non arrivano sui gommoni dei disperati o, se preferite, che non tutti i disperati che arrivano sui gommoni sono dei delinquenti. Che ci siano degli infiltrati, è un altro discorso. Ma sarebbe come dire che sugli aerei che hanno buttato giù le torri gemelle di Manhattan ci fossero 150 terroristi (tutti quelli che si trovavano sui due aeroplani) anziché 10. Il fatto che a bordo di un aeroplano ci sia un criminale significa che devono essere chiusi gli aeroporti ai velivoli che arrivano dall’estero? Gli attentati in Europa hanno impedito ai nostri giovani di cercare fortuna a Londra, a Berlino, a Parigi, a Madrid solo perché, anziché su un barcone, riescono a viaggiare su un aereo dal quale, come purtroppo è successo più di una volta, possono sbarcare degli assassini?

I numeri, dicevamo. E li vedremo tra un istante. Questi numeri dicono che la maggior parte dei reati viene commessa da cittadini italiani e che dei quasi 60mila detenuti che si trovano in carcere gli stranieri sono appena un terzo. Delle due, una: sono particolarmente abili a scappare dalle forze dell’ordine oppure la storia degli «immigrati-uguale-criminalità» non quadra.

C’è, comunque, un’altra riflessione da fare e riguarda i veri delinquenti che arrivano dall’estero. Delinquenti che non riempiono i barconi ma che viaggiano comodamente in prima classe su un aereo per fare affari con le nostre mafie e rimpinguare qui la pancia e le tasche con lo sfruttamento della prostituzione e con il traffico di droga e di esseri umani, gli stessi esseri umani che vengono imbarcati nel Nord Africa dopo anni di torture e di pellegrinaggio a piedi e sbattuti sulle nostre coste. Quelli che arrivano qui con i gommoni, per capirci. Si tratta di criminali che appartengono alla cosiddetta mafia nigeriana o Black Axe, gente senza scrupoli che tratta con Cosa Nostra, con la ‘Ndrangheta e con la Camorra, a cui procurano mano d’opera.

Ma allora che c’entrano gli sbarchi quando si parla di immigrati e criminalità? Siamo sicuri di non essere concentrati sulla pagliuzza dell’occhio anziché sulla trave?

Immigrati e criminalità: i numeri

Vediamo, allora, un po’ di numeri che riguardano gli immigrati e la criminalità per capire che c’entrano gli sbarchi con un eventuale aumento dei reati.

Partiamo proprio da quest’ultimo dato. In Italia, secondo il Censis, sono stati commessi nel 2015 2,6 milioni di delitti, cioè 300mila in meno rispetto al 2007. Gli omicidi sono diminuiti nei primi mesi del 2017 del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (208 contro 245). È il dato più basso dall’Unità d’Italia ad oggi. Le violenze sessuali sono calate da 5.000 denunciate nel 2007 a 4.000 nel 2015.

Tutti questi reati sono stati commessi da cittadini extracomunitari arrivati con i barconi? No. Il tasso di criminalità, sempre secondo il Censis, è uguale tra gli italiani e gli stranieri regolari, cioè quelli con permesso di soggiorno. Questo a fronte di un aumento della presenza di immigrati in Italia: dai 3 milioni del 2007 sono passati a 5 milioni del 2015, circa l’8% della popolazione.

Un ultimo dato: nei precedenti 12 mesi sono venuti in Italia 52mila stranieri. Nello stesso periodo di tempo, nella sola Germania sono arrivati 65mila italiani.

In calo, invece, i migranti sbarcati: dai 105mila del 2016 si è passati ai circa 98mila del 2017 ed ai neanche 20mila di fine agosto 2018.

Per quanto riguarda le presenze in carcere, quella degli stranieri rappresenta più o meno un terzo rispetto a quella degli italiani: 19.700 contro 58.500.

La considerazione che si può fare vedendo questi numeri è che, nonostante una massiccia presenza degli stranieri nel nostro Paese, la delinquenza è in calo ed il numero degli stranieri arrestati è di gran lunga inferiore a quello degli italiani che si trovano dietro le sbarre. La conferma arriva dallo stesso capo della Polizia, Franco Gabrielli: «I numeri parlano chiaro«, aveva detto nel 2016. «Non c’è stato alcun incremento di resti rispetto all’aumento della presenza di immigrati».

Immigrati e criminalità: la mafia nigeriana

Quello che abbiamo finora esposto non significa, ovviamente, che non ci siano degli immigrati delinquenti ma nemmeno che tutti quelli che arrivano sui barconi lo siano. Gli africani su cui puntare gli occhi in Italia sono ben altri. Solo quelli che appartengono alla famigerata mafia nigeriana, o Black Axe. Un’organizzazione criminale che gestisce con particolare aggressività, con il beneplacito della mafia italiana, il traffico di droga e la tratta di esseri umani, sia come sfruttamento della prostituzione sia come mercato di disperati da caricare su un gommone e da spedire in Europa, dove per Europa si intende i Paesi geograficamente più vicini, cioè l’Italia e la Spagna. Ma opera anche nel contrabbando di preziosi, di armi e di avorio. Nel nostro Paese risulta molto attiva in Piemonte (Torino, Novara, Alessandria), a Verona, a Bologna, a Roma ed in città del Sud come Napoli e Palermo. Ma i tentacoli di questa «piovra nera» arrivano in molti altri Paesi: Spagna, Germania, Portogallo, Inghilterra, Stati Uniti, Croazia, Slovenia, Russia, solo per citarne alcuni.

Questa è gente che non scherza. Per entrare a far parte della mafia nigeriana c’è un rito di affiliazione (come per far parte di Cosa Nostra) dove addirittura verrebbe chiesto di bere del sangue umano.

Che c’entrano gli sbarchi? C’entrano, ma non come spesso viene detto da noi. Black Axe promette un futuro roseo in Europa a chi in Africa vive in povertà o scappa da una guerra civile o da una dittatura. Concentra questi disperati (uomini, donne, minori) in Libia e lì vengono torturati e violentati finché non cedono alla richiesta di salire su un barcone ed avventurarsi in mare. I migranti contraggono, così, un «debito» per il viaggio. C’è chi lo paga ingerendo ovuli di droga da portare in Europa. Se durante il viaggio muore (racconta qualche testimone), il corriere improvvisato viene squartato per estrarre gli stupefacenti dal suo corpo. Chi si sottrae al pagamento viene minacciato di morte. Chi si ribella sul gommone finisce in mare in pasto agli squali. Chi rivela questo traffico umano viene colpito con un’ascia ed ucciso (da lì il nome Black Axe, «ascia nera»).

Una volta arrivati in Italia, alcuni dei migranti vengono smistati in altri Paesi, altri restano qui a fare quello che viene loro chiesto dietro minacce di morte nei confronti loro o dei loro familiari; accattonaggio, prostituzione, furti. Il tutto gestito dalla cupola mafiosa nigeriana che ha il suo vertice a Benin City, in una villa che persino Bernardo Provenzano, il boss arrestato in un casolare sperduto mentre faceva caciotte, si sognava.

Che cosa ci dice tutto ciò? Che forse si sta guardando nella direzione sbagliata puntando il dito contro la gente sbagliata (per il motivo che sia, cioè per disinformazione, per razzismo, per guadagnare consensi politici). Vi immaginate Provenzano o Totò Riina a bordo di un barcone per portare a termine i loro affari mafiosi? Semmai costringevano qualche picciotto a mescolarsi tra i disperati per poi farli lavorare per loro. Provenzano e Riina, oggi, avrebbero viaggiato in aereo e lasciato rischi e lavoro sporco agli altri. Il nemico è un altro, insomma. Non chi sbarca dopo essere stato torturato, violentato ed ingannato sul suo futuro ma chi, da qui come dall’altra parte del Mediterraneo, gestisce tutto questo traffico di carne umana. Non chi, dopo essere sopravvissuto all’odissea di un viaggio prima a piedi e poi via mare in condizioni drammatiche, viene sfruttato qui sia dalla mafia nigeriana sia da quella italiana, dai caporali (italiani) che li mandano ad essiccare nei campi di pomodori per due soldi, quando va bene che prendono qualcosa o si ritrova a fare il lavoro che nessun italiano vuole più fare (quanti lavapiatti nostrani ci sono nei ristoranti, giusto per fare un esempio?).

Se un Governo ha davvero il coraggio che dice di avere per porre fine alla piaga dell’immigrazione clandestina, perché non prende di petto le autorità dei Paesi africani coinvolti e dice: «O aumentate i controlli sulle vostre coste, o impedite che i delinquenti continuino a trafficare con dei poveracci oppure addio accordi commerciali»? Forse si teme la perdita di consensi da parte delle aziende italiane che hanno degli interessi economici nel Nord Africa? Perché chi vuole porre fine a questa situazione continua a fermare la macchina della ragazza che ha una ruota sgonfia mentre, nel frattempo, continuano a passare delle auto cariche di armi e di droga e di esseri umani da sfruttare?


3 Commenti

  1. “In un anno i reati compiuti da cittadini stranieri sono stati 250 mila: il 55% dei furti, il 51% dello sfruttamento della prostituzione, il 45% delle estorsioni, il 40% degli stupri, 1.500 stupri in un anno e l’Europa che fa?” (Matteo Salvini al Parlamento Europeo, 6 febbraio 2018).

    Inoltre, vi ricordò che gli italiani sono 60 milioni, gli stranieri 6. Se in carcere ci sono 20.000 stranieri e 60.000 italiani, significa che gli stranieri sono responsabili di un 1/3 dei crimini pur rappresentando solo un 1/10 della popolazione generale. Il che vuol dire hanno un tasso di criminalità che è di gran lunga superiore a quello degli italiani.
    Finitela di prenderci in giro.

  2. Salve. Vi seguo e vi apprezzo da sempre. Devo però dissentire dal tenore dell’articolo relativo al legame tra sbarchi clandestini (non migranti) e la criminalità. Chi vive la media grande città ogni giorno (io vivo a Torino ) ha una visione un po’ diversa. Al di là del buonismo, che fa chic ma non porta a nulla bisogna dire che la maggior parte dei reati vengono commessi proprio da extracomunitari: in primis gli stupri, gli scippi con violente aggressioni senza problemi anche contro persone anziane e inermi, spaccio ad ogni angolo della città, prostituzione con tutto ciò che comporta, omicidi. I numeri dei detenuti , 1/3 rispetto agli “autoctoni” non è poca cosa, la matematica non è un’opinione. Senza contare le centinaia di arrestati e rilasciati subito. Credo fosse Lincoln a dire che: Un paese non può definirsi tale se non è in grado di garantire lasicurezza dei propri cittaDini. Lasciare entrare chicchessia in maniera indiscriminata come abbiamo fatto noi non può che portare al peggio. A nulla è servita l’esperienza negativa di altri paesi. Le società multietnica in Europa non funziona. Non siamo disposti ,
    io per primo, ad annullare la ns tradizione e la ns cultura a favore di non so cosa: islam, forse? La stragrande maggioranza pensa che integrarsi voglia dire imporsi sugli altri. L’assunto che da sempre viene insegnato sui libri di economia vale anche in qualunque altro ambito: moneta cattiva scaccia quella buona. Ed è quello che purtroppo stiamo permettendo nel ns paese

  3. Assolutamente un articolo di parte politica! L’aurore dimostra chiare avversioni al governo italiano, ma in special modo contro il ministro Salvini. Ma gli italiani e l’Italia tutta è un paese democratico e quindi permette anche di essere contro una idea di altri.
    Detto questo, voglio ricordare che Gheddafi minacciò di invadere l’Italia con milioni di libici attraverso le barche. Che cosa è poi successo? E’ successo che i furbi francesi ammazzarono Gheddafi, facendosi scudo con quel governo italiano, con le sue basi militari. Per controparte i libici hanno difatti invaso l’Italia, usando motivazioni inventate di “fame, guerre, carestie e persecuzioni”. Tutto un mentire, ma anche tutto un affare: col governo del PD hanno di fatto intavolato accordi commerciali, legittimato il traffico di esseri umani nel solo tratto di andata Libia-Italia, andando a prelevare direttamente i clandestini, i criminali, gli evasi dalle carceri libiche. L’autore dell’articolo che abbiamo appena letto potrà dire che sono solo invenzioni di un governo razzista e di alcuni magistrati collusi o confusi che vedono zanzare al posto di barconi che galleggiano sull’acqua.
    La mia domanda: se si “minaccia” quei paesi che non controllano i flussi di “viaggiatori” di rompere i rapporti commerciali e di cooperazione, e questi paesi se ne fregano di quello che dice l’Italia, come andrebbero fermati allora gli sbarchi? Forse con un bel mazzo di rose rosse? Forse concedendo ai paesi stranieri pezzi dell’Italia? Non sono loro che vanno in Italia in modo illegale? E se non sono loro che vanno illegalmente in Italia, allora è vero anche l’opposto, cioè che è (stato) il governo del PD ad andarli a prendere! E allora l’autore deve anche dire che è colpa del passato governo se in Italia ci sono clandestini (gli immigrati sono un’altra cosa) che hanno portato la cultura delle violenze di ogni ordine e grado. I delinquenti italiani se li cura la Legge italiana; ma quelli islamo-clandestini il PD ha sempre cercato di proteggerli, anche nei reati più violenti.
    Il ministro Salvini razzista? Ok. Allora se l’Italia scaccia tutti i clandestini, gli irregolari e coloro che vanno contro il Codice Italiano, Salvini non avrà più motivo di essere un razzista. Perchè voi italiani, in aperta opposizione, non difendete anche gli italiani? Venite in Russia e vi mostrerò come “l’ospite straniero” deve portare onore, pace, tranquillità, rispetto a noi che li ospitiamo, anche se dovessero stare tutta la vita in Russia.
    Infine, per gli utenti che leggono, sappiate che in tutti i paesi europei c’è un clima di guerriglia nascosta a causa dei clandestini: anche li i governi sono razzisti?

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