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Pensione avvocati

9 Gennaio 2021 | Autore:
Pensione avvocati

Pensione per gli iscritti alla Cassa Forense: anzianità, vecchiaia retributiva, vecchiaia contributiva, cumulo e totalizzazione.

Sei un avvocato e sei vicino alla pensione? Devi sapere che gli avvocati, iscritti alla Cassa Forense, hanno diverse possibilità per pensionarsi: la pensione di anzianità, la pensione di vecchiaia retributiva e quella di vecchiaia contributiva. A queste tre tipologie si aggiungono la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata in regime di cumulo, assieme alla pensione di vecchiaia e di anzianità in regime di totalizzazione.

Nel malaugurato caso in cui si verifichi la riduzione della capacità di lavoro, è possibile poi ottenere le pensioni per invalidità ed inabilità.

Vediamo allora, in merito alla pensione avvocati, quali sono e come funzionano le prestazioni che si possono ottenere, quali sono i requisiti, quando è possibile chiedere la liquidazione del trattamento.

Le regole sono cambiate di recente: dal 2021, infatti, è efficace il nuovo Regolamento unico della previdenza forense e, dal 19 maggio 2020, il nuovo Regolamento per le prestazioni previdenziali in regime di cumulo.

Pensione di anzianità per avvocati

La pensione di anzianità per avvocati è un trattamento diretto che può essere raggiunto in base all’età e agli anni di contributi dell’interessato, iscritto alla Cassa Forense. Nel dettaglio, per ottenere la pensione di anzianità presso la Cassa Forense, i requisiti sono:

  • nel biennio 2018-2019: 61 anni di età più un minimo di 39 anni di contribuzione;
  • dal 1° gennaio 2020: 62 anni di età con almeno 40 anni di contribuzione.

L’avvocato, per ottenere la pensione di anzianità, deve sempre cancellarsi dall’Albo degli Avvocati e dall’Albo Speciale per il Patrocinio davanti alle Giurisdizioni Superiori.

Come si calcola la pensione d’anzianità per avvocati?

Il calcolo della pensione d’anzianità, a partire dalla riforma del 2010 della Cassa Forense, prevede la distinzione in più quote, che comunque compongono un unico trattamento e sono erogate in un unico assegno:

  • la quota di base, che è calcolata con il criterio retributivo, o più precisamente reddituale, e può comprendere diverse quote;
  • la quota modulare, che invece è calcolata col sistema contributivo.

Pensione di vecchiaia retributiva per avvocati

Anche per ottenere la pensione di vecchiaia retributiva presso la Cassa Forense, come per la pensione di anzianità, le condizioni si basano sull’età e sui contributi dell’interessato: è richiesta, però, un’età più elevata, a fronte di meno anni di contribuzione. Nello specifico, i requisiti necessari per la pensione di vecchiaia avvocati sono i seguenti:

  • per il biennio 2017-2018: 68 anni di età più un minimo di 33 anni di contribuzione;
  • per il biennio 2019-2020: 69 anni di età più un minimo di 34 anni di contribuzione;
  • dal 1° gennaio 2021: 70 anni di età con almeno 35 anni di contribuzione.

Anche in questo caso la pensione è calcolata col sistema reddituale per la quota di base e col sistema contributivo per la modulare.

Pensione di vecchiaia anticipata per avvocati

Gli avvocati possono richiedere l’anticipo del pensionamento di vecchiaia, a partire dai 65 anni [1], fermo restando il requisito di contribuzione minima: l’importo della quota di base, calcolata secondo il criterio retributivo, viene però ridotto dello 0,41% per ogni mese di anticipazione rispetto al requisito anagrafico richiesto per la pensione di vecchiaia. La riduzione non si applica se l’iscritto ha raggiunto 40 anni di contribuzione.

Pensione di vecchiaia contributiva per avvocati

Gli avvocati che non possiedono i requisiti contributivi minimi richiesti per la pensione di vecchiaia retributiva possono comunque ottenere una pensione con requisiti ridotti: si tratta della pensione di vecchiaia contributiva. Questa pensione può essere raggiunta alle seguenti condizioni:

  • nel biennio 2017-2018: 68 anni di età più un minimo di 5 anni ed un massimo di 32 anni di contribuzione;
  • nel biennio 2019-2020: 69 anni di età più un minimo di 5 anni ed un massimo di 33 anni di contribuzione;
  • dal 1°gennaio 2021: 70 anni di età con almeno 5 anni ed un massimo di 34 anni di contribuzione.

In questo caso, il calcolo della prestazione è interamente contributivo, secondo le regole della legge Dini [9].

Pensione in totalizzazione per avvocati

Gli avvocati che possiedono contributi in gestioni diverse, oltreché nella Cassa Forense, possono ottenere la pensione in regime di totalizzazione dei contributi, cioè sommando i contributi presenti in fondi differenti per ottenere un’unica pensione.

La pensione in totalizzazione, nel dettaglio, può essere ottenuta:

  • con un minimo di 66 anni di età (dal 2019 al 31 dicembre 2022) e almeno 20 anni di contributi complessivi non coincidenti, tra tutte le casse, previa attesa di una finestra di 18 mesi che parte dalla maturazione dell’ultimo requisito (pensione di vecchiaia in totalizzazione);
  • con un minimo di 41 anni di contributi complessivi, tra più gestioni, previa attesa di una finestra di 21 mesi; non è previsto alcun requisito di età (pensione di anzianità in totalizzazione).

Nella totalizzazione, la pensione è calcolata col sistema contributivo previsto per le Casse Professionali [2], a meno che il periodo di iscrizione alla Cassa Forense risulti uguale o superiore a quello minimo per il conseguimento della pensione di vecchiaia (35 anni, dal 2021).

L’avvocato, per ottenere la pensione di anzianità, deve sempre cancellarsi dall’albo, anche se il trattamento è ottenuto attraverso la totalizzazione dei contributi presenti in gestioni previdenziali diverse: lo ha precisato la Cassazione, con una recente sentenza [3].

Pensione di vecchiaia in cumulo per avvocati

Se l’avvocato desidera sommare i contributi della Cassa Forense con quelli presenti in altre gestioni, può ottenere la pensione anche tramite il nuovo regime del cumulo [4]. In particolare, può conseguire la pensione di vecchiaia in regime di cumulo con 20 anni di contributi e 67 anni di età (requisito valido per tutti, uomini e donne, dal 2019; il requisito resterà tale sino al 31 dicembre 2022), come confermato dalla recente circolare Inps sull’argomento [5].

Tuttavia, al perfezionamento di questi requisiti può ottenere la sola quota di pensione maturata presso le gestioni Inps: la quota di pensione di competenza della Cassa Forense, invece, viene liquidata solamente al compimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia dal Regolamento per le prestazioni previdenziali della Cassa stessa. L’età per la pensione di vecchiaia nella Cassa Forense, come abbiamo osservato, è pari a:

  • 68 anni di età sino al 31 dicembre 2018;
  • 69 anni di età dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2020;
  • 70 anni dal 1° gennaio 2021.

Per ottenere la pensione di vecchiaia col cumulo nella Cassa Forense, nell’attesa di perfezionare il più elevato requisito di età, il richiedente deve mantenere l’iscrizione all’albo e continuare a versare regolarmente i contributi con le aliquote ordinarie, indipendentemente dal fatto che l’Inps abbia già liquidato la propria quota di pensione.

Pensione anticipata in cumulo per avvocati

La Cassa Forense può inoltre riconoscere all’iscritto la pensione anticipata nel caso questi, tra tutte le gestioni previdenziali, possieda un minimo di 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi se donna, 41 anni di contributi se lavoratore precoce rientrante nel beneficio), relativi a periodi non coincidenti. Il requisito resterà tale sino al 2026.

Per la pensione anticipata in regime di cumulo non è richiesto che l’iscritto si cancelli dagli albi professionali forensi.

Calcolo della pensione col cumulo per avvocati

Per quanto riguarda il calcolo della quota di pensione in cumulo a carico della Cassa forense, viene applicato il sistema retributivo per chi ha già maturato, considerando l’anzianità presente nella sola Cassa Forense (come chiarito nel nuovo Regolamento previdenziale per le pensioni in regime di cumulo [10]):

  • almeno 33 anni di contributi nel biennio 2017-2018;
  • almeno 34 anni di contributi nel biennio 2019-2020;
  • almeno 35 anni di contributi dal 2021.

A chi non raggiunge queste soglie, invece, si applica il regime contributivo. La precedente circolare in argomento emanata da Cassa Forense [11] lasciava invece intendere che il ricalcolo contributivo non dovesse essere applicato a coloro che avessero raggiunto la contribuzione minima per la prestazione di vecchiaia presso la stessa Cassa, considerando anche i contributi accreditati nelle altre gestioni previdenziali.

Per il calcolo della quota Inps valgono, invece, le regole illustrate dall’istituto nella recente circolare sull’argomento [6]: in particolare, ai fini del calcolo retributivo è considerata la sola contribuzione presente nelle gestioni facenti capo all’Inps e non quella presente nelle casse professionali.

Regole di calcolo pensione Cassa Forense

Ma quali sono, nel dettaglio, le regole di calcolo della pensione della Cassa Forense? Per i più giovani, cioè per chi non ha anzianità contributiva precedente al 2013, le regole sono piuttosto semplici.

La quota base della Cassa Forense, per le annualità dal 2013 in poi, è difatti calcolata sulla media dei redditi professionali rivalutati (entro il tetto pensionabile), escluso l’ultimo, moltiplicata per il coefficiente 1,40% e per il numero di anni di contribuzione alla Cassa.

Il Calcolo della pensione, per gli avvocati con maggiore anzianità, è suddiviso in più proquote:

  • Quota A o proquota 1: corrisponde alle anzianità maturate al 31 dicembre 2001, e deve essere calcolata secondo le indicazioni della delibera del comitato dei Delegati del 19 gennaio 2001, approvata con provvedimento ministeriale del 27 novembre 2001;
  • Quota B o proquota 2: corrisponde alle anzianità maturate alla data del 31 dicembre 2007, calcolate secondo i criteri fissati dalla delibera del Comitato dei Delegati del 19 gennaio 2001, approvata con provvedimento ministeriale del 27 novembre 2001;
  • Quota C o proquota 3: corrisponde all’anzianità maturata dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2012, calcolata
    secondo le modalità previste dal Regolamento in vigore dal 2010 [7] ;
  • Quota D o proquota 4:corrisponde all’anzianità maturata dopo il 31 dicembre 2012, calcolata secondo le modalità previste dal regolamento attualmente vigente (media di tutti i redditi rivalutati, escluso l’ultimo, entro il tetto pensionabile x 1,4% x anni di contribuzione).

Calcolo pensione Cassa Forense: l’importo può cambiare

Per evitare brutte sorprese, prima di andare in pensione, è consigliabile che l’avvocato faccia eseguire, da un esperto, uno studio previdenziale con il calcolo esatto dell’importo del trattamento. Come mai? Gli importi della pensione calcolati dalla Cassa, che appaiono nell’area riservata del sito web non sono attendibili?

Non solo questi importi non sono attendibili (a tal proposito, appare un avviso specifico nel portale web), ma non lo è nemmeno il calcolo della liquidazione della pensione effettuato dalla Cassa stessa. Il tutto, avvallato dalla giurisprudenza: la Cassazione, difatti, con una recente sentenza [8], ha chiarito che l’ente di previdenza degli avvocati ha 10 anni di tempo per rettificare l’importo della pensione.

Il provvedimento di liquidazione della pensione, difatti, non è assimilabile a una proposta contrattuale, così come la richiesta della pensione non costituisce un’accettazione della proposta: la prestazione previdenziale ha invece natura indisponibile.

Peraltro, se la Cassa per errore liquida un trattamento più elevato di quello spettante, gli importi pagati in eccesso devono essere restituiti dal pensionato, a differenza di quanto avviene con la sanatoria degli indebiti Inps (il pensionato Inps che, a causa di un errore di calcolo dell’ente, percepisce un trattamento maggiore di quello spettante, non deve restituire gli importi in più, salvo ipotesi di dolo).

A favore del pensionato della Cassa Forense, ad ogni modo, deve applicarsi il termine decennale di prescrizione: in buona sostanza, la cassa degli avvocati non può modificare l’ammontare della pensione quando vuole, ma ha 10 anni, a partire dalla liquidazione della prestazione, per cambiare l’importo.

Quanto chiarito dalla Cassazione in merito alla Cassa Forense può applicarsi alla generalità delle casse dei liberi professionisti.


note

[1] Art. 2, Co. 2, Regolamento Cassa Forense.

[2] Art. 4, Co. 3 e 5, Dlgs.n.42/2006.

[3] Cass. sent. n. 29780/2017.

[4] L.232/2016.

[5] Inps Circ. n.140/2017.

[6] Cassa Forense Circ. n. 2/2018.

[7] Regolamento approvato dai Ministeri Vigilanti con Nota del 18
dicembre 2009 e pubblicato in G.U. 31 dicembre 2009 n. 303

[8] Cass. sent. n. 16415/2019.

[9] L. 335/1995.

[10] Art.3 Regolamento previdenziale per le pensioni in regime di cumulo.

[11] Circ. 2/2017 Cassa Forense.


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