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Pensione avvocati

24 settembre 2018 | Autore:


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Pensione per gli iscritti alla Cassa Forense: anzianità, vecchiaia retributiva, vecchiaia contributiva, cumulo e totalizzazione.

Sei un avvocato e sei vicino alla pensione? Devi sapere che gli avvocati, iscritti alla Cassa Forense, hanno diverse possibilità per pensionarsi: la pensione di anzianità, la pensione di vecchiaia retributiva e quella di vecchiaia contributiva. A queste tre tipologie si aggiungono la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata in regime di cumulo, assieme alla pensione di vecchiaia e di anzianità in regime di totalizzazione.

Vediamo allora, in merito alla pensione avvocati, quali sono e come funzionano le prestazioni che si possono ottenere, quali sono i requisiti, quando è possibile ottenere il trattamento.

Pensione di anzianità per avvocati

La pensione di anzianità per avvocati è un trattamento diretto che può essere raggiunto in base all’età e agli anni di contributi dell’interessato, iscritto alla Cassa Forense. Nel dettaglio, per ottenere la pensione di anzianità presso la Cassa Forense, i requisiti sono:

  • nel biennio 2018-2019: 61 anni di età più un minimo di 39 anni di contribuzione;
  • dal 1° gennaio 2020: 62 anni di età con almeno 40 anni di contribuzione.

L’avvocato, per ottenere la pensione di anzianità, deve sempre cancellarsi dall’albo.

Come si calcola la pensione d’anzianità per avvocati?

Il calcolo della pensione d’anzianità, a partire dalla riforma del 2010 della Cassa Forense, prevede la distinzione in più quote, che comunque compongono un unico trattamento e sono erogate in un unico assegno:

  • la quota di base, che è calcolata con il criterio retributivo, o meglio reddituale, e può comprendere diverse quote;
  • la quota modulare, che invece è calcolata col sistema contributivo.

Pensione di vecchiaia retributiva per avvocati

Anche per ottenere la pensione di vecchiaia retributiva presso la Cassa Forense, come per la pensione di anzianità, le condizioni si basano sull’età e sui contributi dell’interessato: è richiesta, però, un’età più elevata, a fronte di meno anni di contribuzione. Nello specifico, i requisiti necessari per la pensione di vecchiaia avvocati sono i seguenti:

  • per il biennio 2017-2018: 68 anni di età più un minimo di 33 anni di contribuzione;
  • per il biennio 2019-2020: 69 anni di età più un minimo di 34 anni di contribuzione;
  • dal 1° gennaio 2021: 70 anni di età con almeno 35 anni di contribuzione.

Anche in questo caso la pensione è calcolata col sistema reddituale per la quota di base e col sistema contributivo per la modulare.

Pensione di vecchiaia anticipata per avvocati

Gli avvocati possono richiedere l’anticipo del pensionamento di vecchiaia, a partire dai 65 anni [1], fermo restando il requisito di contribuzione minima: l’importo della quota di base, calcolata secondo il criterio retributivo, viene però ridotto dello 0,41% per ogni mese di anticipazione rispetto al requisito anagrafico richiesto per la pensione di vecchiaia. La riduzione non si applica se l’iscritto ha raggiunto 40 anni di contribuzione.

Pensione di vecchiaia contributiva per avvocati

Gli avvocati che non possiedono i requisiti contributivi minimi richiesti per la pensione di vecchiaia retributiva possono comunque ottenere una pensione con requisiti ridotti: si tratta della pensione di vecchiaia contributiva. Questa pensione può essere raggiunta alle seguenti condizioni:

  • nel biennio 2017-2018: 68 anni di età più un minimo di 5 anni ed un massimo di 32 anni di contribuzione;
  • nel biennio 2019-2020: 69 anni di età più un minimo di 5 anni ed un massimo di 33 anni di contribuzione;
  • dal 1°gennaio 2021: 70 anni di età con almeno 5 anni ed un massimo di 34 anni di contribuzione.

In questo caso, il calcolo della prestazione è interamente contributivo.

Pensione in totalizzazione per avvocati

Gli avvocati che possiedono contributi in gestioni diverse, oltreché nella Cassa Forense, possono ottenere la pensione in regime di totalizzazione dei contributi, cioè sommando i contributi presenti in fondi differenti per ottenere un’unica pensione.

La pensione in totalizzazione, nel dettaglio, può essere ottenuta:

  • con un minimo di 65 anni e 7 mesi di età (66 anni dal 2019) e almeno 20 anni di contributi complessivi non coincidenti, tra tutte le casse, previa attesa di una finestra di 18 mesi che parte dalla maturazione dell’ultimo requisito (pensione di vecchiaia in totalizzazione);
  • con un minimo di 40 anni e 7 mesi di contributi complessivi (41 anni dal 2019), tra più gestioni, previa attesa di una finestra di 21 mesi; non è previsto alcun requisito di età (pensione di anzianità in totalizzazione).

Nella totalizzazione, la pensione è calcolata col sistema contributivo previsto per le Casse Professionali [2], a meno che il periodo di iscrizione alla Cassa Forense risulti uguale o superiore a quello minimo per il conseguimento della pensione di vecchiaia (33 anni, per il biennio 2017-2018).

L’avvocato, per ottenere la pensione di anzianità, deve sempre cancellarsi dall’albo, anche se il trattamento è ottenuto attraverso la totalizzazione dei contributi presenti in gestioni previdenziali diverse: lo ha precisato la Cassazione, con una nuova sentenza [3].

Pensione di vecchiaia in cumulo per avvocati

Se l’avvocato desidera sommare i contributi della Cassa Forense con quelli presenti in altre gestioni, può ottenere la pensione anche tramite il nuovo regime del cumulo [4]. In particolare, può conseguire la pensione di vecchiaia in regime di cumulo con 20 anni di contributi e 66 anni e 7 mesi di età (requisito valido per tutti, uomini e donne, dal 2018; il requisito sale a 67 anni dal 2019), come confermato dalla recente circolare Inps sull’argomento [5].

Tuttavia, al perfezionamento di questi requisiti può ottenere la sola quota di pensione maturata presso le gestioni Inps: la quota di pensione di competenza della Cassa Forense, invece, viene liquidata solamente al compimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia dal Regolamento per le prestazioni previdenziali della Cassa stessa. L’età per la pensione di vecchiaia nella Cassa Forense, come abbiamo osservato, è pari a:

  • 68 anni di età sino al 31 dicembre 2018;
  • 69 anni di età dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2020;
  • 70 anni dal 1° gennaio 2021.

Per ottenere la pensione di vecchiaia col cumulo nella Cassa Forense, nell’attesa di perfezionare il più elevato requisito di età, il richiedente deve mantenere l’iscrizione all’albo e continuare a versare regolarmente i contributi con le aliquote ordinarie, indipendentemente dal fatto che l’Inps abbia già liquidato la propria quota di pensione.

Pensione anticipata in cumulo per avvocati

La Cassa Forense può inoltre riconoscere all’iscritto la pensione anticipata nel caso questi, tra tutte le gestioni previdenziali, possieda un minimo di 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi se donna, 41 anni di contributi se lavoratore precoce rientrante nel beneficio), relativi a periodi non coincidenti. Il requisito, dal 2019, aumenta di 5 mesi, e diventa dunque pari a 43 anni e 3 mesi per gli uomini ed a 42 anni e 3 mesi per le donne.

Per la pensione anticipata non è richiesto che l’iscritto si cancelli dagli albi professionali forensi.

Calcolo della pensione col cumulo per avvocati

Per quanto riguarda il calcolo della quota di pensione in cumulo a carico della Cassa forense, viene applicato il sistema retributivo per chi ha già maturato, considerando l’anzianità presente in tutte le gestioni:

  • almeno 33 anni di contributi nel biennio 2017-2018;
  • almeno 34 anni di contributi nel biennio 2019-2020;
  • almeno 35 anni di contributi dal 2021.

Per chi non raggiunge queste soglie, invece, si applica il regime contributivo.

Per il calcolo della quota Inps valgono, invece, le regole illustrate dall’istituto nella recente circolare sull’argomento [6]: in particolare, ai fini del calcolo retributivo è considerata la sola contribuzione presente nelle gestioni facenti capo all’Inps e non quella presente nelle casse professionali.

note

[1] Art. 2, Co. 2, Regolamento Cassa Forense.

[2] Art. 4, Co. 3 e 5, Dlgs.n.42/2006.

[3] Cass. sent. n. 29780/2017.

[4] L.232/2016.

[5] Inps Circ. n.140/2017.

[6] Cassa Forense Circ. n. 2/2018.


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