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Fisco: arriva la nuova cartella di pagamento

18 Lug 2017


Fisco: arriva la nuova cartella di pagamento

> Business Pubblicato il 18 Lug 2017



Agenzia delle Entrate-Riscossione presenta la nuova cartella di pagamento: tutte le novità.

Il rinnovamento del fisco  passa anche per la nuova cartella esattoriale: la nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione, che ha preso il posto di Equitalia, ha diffuso un nuovo modello, di più facile lettura, con il ricorso anche ai colori per rendere la grafica più chiara ed immediata. Già la prima pagina riporta in apertura l’elenco degli Enti creditori e contiene una sintetica spiegazione della causale che ha originato l’iscrizione a ruolo.

La cartella di pagamento predisposta dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione «mira a rappresentare in modo più chiaro gli importi dovuti, attraverso una nuova impostazione grafica e l’utilizzo di colori per individuare gli enti creditori». Ha una impostazione più trasparente per il debitore e consente agli enti di acquisire informazioni sui redditi e il patrimonio dei debitori che non paghino, ampliando la base dati alla quale potrà accedere Agenzia delle Entrate – Riscossione per accelerare i tempi dei pignoramenti ed evitare spiacevoli inconvenienti ai contribuenti.

Come si presenta la nuova cartella

Come accennato in precedenza fin dalla prima pagina si trova l’elenco degli Enti creditori con una sintetica spiegazione della causale che ha originato l’iscrizione a ruolo. Inoltre, un prospetto riepiloga le somme dovute, suddividendole tra quelle che spettano all’Ente creditore e quelle di competenza dell’Agente della riscossione. Infine ogni Ente creditore ha un colore diverso che consente così di distinguere con immediatezza la provenienza del debito.

Il nuovo format dovrebbe essere d’aiuto anche nella fase successiva, ovvero quella dei pagamenti che devono avvenire entro 60 giorni dalla notifica. Nella sezione  denominata «Informazioni dall’Agente della riscossione», si trovano tutte le indicazioni utili per pagare le somme, rateizzare, richiedere la sospensione della cartella o presentare ricorso; inoltre sono presenti i contatti a cui il contribuente può rivolgersi per ulteriori chiarimenti.

La nuova cartella «ha valore di intimazione ad adempiere l’obbligo» e in caso di mancato pagamento l’Agente della riscossione può acquisire, grazie alle varie banche dati, notizie «sul reddito e sul patrimonio dei singoli debitori» e, quindi, procedere sia al fermo amministrativo dei beni mobili registrati (veicoli, aeromobili, natanti), sia all’iscrizione di ipoteca sugli immobili che all’esecuzione forzata di beni immobili, mobili e crediti. Tra questi, vi sono ad esempio: lo stipendio, le parcelle, le fatture e le somme disponibili sui depositi e sui conti correnti.

Come funziona la riscossione con Agenzia delle Entrate

Il passaggio di consegne dalla vecchia società per azioni al nuovo ente pubblico non ha modificato le norme sulla riscossione esattoriale e pertanto sono ancora valide le seguenti regole:

  • la cartella di pagamento ha efficacia per un solo anno;
  • il contribuente ha 60 giorni di tempo per pagare, durante i quali Agenzia Entrate – Riscossione non può agire in via esecutiva (non può, ad esempio, avviare pignoramenti o fermi auto);
  • alla scadenza dei 60 giorni, scattano gli interessi. In particolare, sulle somme iscritte a ruolo – escluse sanzioni e interessi – si applicano (a partire dalla data della notifica della cartella e fino alla data del pagamento) gli interessi di mora al tasso determinato annualmente con riguardo alla media dei tassi bancari attivi. Sono anche dovuti gli oneri di riscossione (il vecchio «aggio»), che si calcolano sull’intero importo dovuto, e, perciò, anche sugli eventuali interessi di mora. Gli oneri di riscossione ammontano al 3% dell’importo totale, se il pagamento viene fatto entro 60 giorni dalla notifica della cartella, al 6% se successivo ai 60 giorni. Nel solo caso di «riscossione spontanea a mezzo ruolo», se il pagamento viene eseguito nei termini, gli oneri di riscossione sono fissati nella misura dell’1%;
  • se il contribuente non paga nei 60 giorni, la cartella diventa definitiva e non può più essere impugnata o contestata;
  • scaduti i 60 giorni di tempo per pagare, Agenzia Entrate – Riscossione può procedere all’esecuzione forzata. Questa fase si svolge in due momenti: la prima consiste nella ricerca dei beni da pignorare; l’ente acquisisce così notizie sul reddito e sul patrimonio del debitore attraverso le banche dati condivise con l’Agenzia delle Entrate. Sulla scorta di queste notizie può avviare un fermo auto, l’iscrizione di ipoteca sugli immobili, il pignoramento di beni immobili, mobili e crediti, come, ad esempio, stipendi, emolumenti vari, parcelle, fatture, titoli, somme disponibili sui conti correnti e depositi.

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