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Tra professionisti non esiste la concorrenza sleale

4 febbraio 2013


Tra professionisti non esiste la concorrenza sleale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 febbraio 2013



Professionisti non tutelati dagli atti di concorrenza sleale dei colleghi spregiudicati: un vuoto normativo del nostro sistema esclude ogni tutela.

Gli atti di concorrenza sleale, come noto, si verificano quando un imprenditore pone una condotta in grado di arrecare un pregiudizio a un altro imprenditore, suo concorrente, anche se manca un danno attuale [1].

Nel predisporre questa tutela, la legge parla specificamente di “imprenditori” e tale definizione – secondo una recentissima sentenza del Tribunale di Roma [2] – è intesa in senso stretto. Ciò significa che non può essere applicata ad altre categorie di soggetti come, per esempio, i liberi professionisti. Medici, avvocati, ingegneri, dottori commercialisti, ecc. non hanno, di conseguenza, alcuna tutela qualora un loro collega svolga attività professionale in modo sleale ai loro danni.

La situazione potrebbe apparire inverosimile o, quanto meno, discriminatoria. Molti studi professionali, infatti, sono, nella sostanza, vere e proprie aziende, con dipendenti, strutture di vario genere e investimenti. Per essi, però, la nostra legge non ha previsto alcuna difesa. Infatti, stando all’orientamento del tribunale capitolino, la normativa prevista per gli imprenditori non può essere interpretata analogicamente anche ad altre categorie.

note

[1] Art. 2598 cod. civ.

[2] Trib. Roma, sent. n.  22997/2012.

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