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Pensione senza limiti di età

13 Febbraio 2019 | Autore:
Pensione senza limiti di età

Pensione anticipata ordinaria, pensione di anzianità in totalizzazione, quota 41 e 42, inabilità e invalidità: quando si può uscire dal lavoro a prescindere dall’età?

Sei abbastanza giovane e possiedi molti anni di contributi previdenziali? Vorresti uscire dal lavoro il prima possibile ma non vuoi aspettare di compiere l’età pensionabile prevista per la pensione di vecchiaia?

Forse non sai che in alcuni casi la pensione può essere raggiunta senza bisogno di maturare un’età minima: questo è possibile, oggi, per chi richiede la pensione anticipata ordinaria (che può essere ottenuta anche cumulando i contributi di gestioni diverse), la pensione anticipata precoci e la pensione di anzianità in regime di totalizzazione.

Se sei un libero professionista, verifica se la tua gestione previdenziale prevede una pensione anticipata, o di anzianità, che può essere ottenuta sulla base dei soli anni di versamenti, senza limiti di età: in caso contrario, senza barriere collegate all’età minima puoi ottenere la pensione anticipata ordinaria in regime di cumulo, o la pensione di anzianità in totalizzazione.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto della situazione sulla pensione senza limiti di età: quali trattamenti si possono ottenere, come si calcolano, quali prestazioni sono previste dal nuovo decreto sulle pensioni.

Pensione anticipata ordinaria senza limiti di età

L’attuale pensione anticipata ordinaria si può richiedere senza bisogno della maturazione di un’età minima. In passato, invece, era richiesta un’età minima di 62 anni: chi non la possedeva era soggetto a delle penalizzazioni sull’assegno.

Ad oggi, la pensione anticipata si può raggiungere con i seguenti requisiti:

  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne;
  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini.

Dal 2019 si applica, però, una finestra mobile pari a 3 mesi, dalla data di maturazione del requisito contributivo. In sede di prima applicazione, chi matura i requisiti dal 1° gennaio 2019 al 29 gennaio 2019, data di entrata in vigore del decreto pensioni, consegue il diritto al trattamento pensionistico dal 1° aprile 2019.

I requisiti non subiranno gli incrementi periodici legati alla speranza di vita sino al 31 dicembre 2026.

Com’è calcolata la pensione anticipata senza limiti di età?

La pensione anticipata ordinaria, come la generalità dei trattamenti pensionistici, è calcolata col sistema:

  • retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • interamente contributivo, per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.

Come abbiamo osservato, ad oggi non sono più applicate penalizzazioni in base all’età.

Pensione anticipata in regime di cumulo

La pensione anticipata ordinaria può essere anche ottenuta in regime di cumulo, ossia sommando i contributi presenti in gestioni diverse.

Attraverso il cumulo, in pratica, i versamenti presenti in casse diverse sono sommati ai fini del diritto alla pensione, mentre ai fini della misura della pensione ogni gestione liquida la quota di propria competenza.

Il cumulo non prevede il ricalcolo contributivo della prestazione, per quanto riguarda le gestioni Inps: al contrario, il totale dei contributi cumulati rileva anche ai fini del sistema di calcolo della pensione da utilizzare. Se, ad esempio, attraverso il cumulo il pensionato raggiunge 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, ottiene il calcolo retributivo della prestazione sino al 31 dicembre 2011, anziché solo sino al 31 dicembre 1995. Non vengono considerati i contributi versati presso le casse professionali, però, ai fini del sistema di calcolo: in pratica, se si raggiungono 18 anni di contributi anche sommando i versamenti presso una gestione dei liberi professionisti, il metodo di calcolo non varia.

Per quanto riguarda le casse professionali, in certi casi il cumulo può determinare il calcolo contributivo della propria quota di pensione, se non si raggiunge un requisito assicurativo o di contribuzione minimo: dipende dal regolamento della specifica gestione.

Pensione di anzianità in totalizzazione senza limiti di età

La totalizzazione è uno strumento che, come il cumulo, dà la possibilità di ottenere il diritto alla pensione sommando i gratuitamente contributi versati in gestioni diverse.

Attraverso la totalizzazione è possibile raggiungere, senza limiti di età, la pensione di anzianità, con:

  • 41 anni di contributi (requisito valido dal 2019);
  • l’attesa di una finestra di 21 mesi.

Come si calcola la pensione in totalizzazione?

La pensione in totalizzazione è calcolata secondo il sistema contributivo, che si basa sulla contribuzione accantonata, rivalutata in base al Pil, e trasformata in assegno da appositi coefficienti che aumentano al crescere dell’età. Ogni gestione calcola separatamente la propria quota di pensione.

Se, però, in una delle gestioni previdenziali privatizzate si matura il diritto ad un’autonoma pensione di vecchiaia, il calcolo di quella quota non è contributivo, ma segue il sistema di calcolo proprio della gestione. Il più delle volte, le casse dei liberi professionisti prevedono, sino a un determinato anno, il calcolo reddituale della pensione (basato sui redditi migliori), poi il calcolo contributivo: è dunque questa sorta di calcolo misto che deve essere utilizzato, se presso il fondo si ottiene il diritto alla pensione di vecchiaia, senza bisogno di sommare i contributi di altre gestioni.

Pensione anticipata lavoratori precoci senza limiti di età

I lavoratori precoci, cioè coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi versati prima del 19° anno di età, possono ottenere la pensione anticipata, senza limiti di età, con 41 anni di contributi (con l’applicazione di una finestra mobile di 3 mesi dal 2019), se appartengono a una delle categorie salvaguardate: disoccupati, invalidi in misura almeno pari al 74%, caregiver (coloro che assistono, da almeno 6 mesi, un familiare entro il 2° grado convivente, con handicap grave), addetti ai lavori gravosi e usuranti.

Per ciascuna di queste categorie sono previsti dei requisiti specifici, al fine di ottenere la pensione anticipata precoci:

  • chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2019 deve presentare domanda per il riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro il 1° marzo 2019;
  • chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2020 (pari, ugualmente, a 41 anni di contributi) deve presentare domanda di certificazione dei requisiti entro il 1° marzo 2020;
  • non è prevista una scadenza per questo tipo di pensione agevolata, la cui domanda di certificazione può dunque essere presentata entro il 1° marzo di ogni anno; l’adeguamento dei requisiti alla speranza di vita media è bloccato sino al 31 dicembre 2026.

Pensione anticipata quota 41 

La possibilità di ottenere la pensione con 41 anni di contributi, in base alle attuali proposte, dovrebbe essere estesa anche ai lavoratori non precoci e non appartenenti alle categorie tutelate, a partire dal 2022, una volta terminata la sperimentazione Quota 100.

Assegno d’invalidità senza limiti d’età

Un’altra prestazione che è possibile ottenere senza limiti d’età è l’assegno ordinario d’invalidità. L’assegno ordinario d’invalidità è una prestazione, riconosciuta dall’Inps, che spetta a chi possiede una riduzione della capacità lavorativa superiore ai 2/3.

Perché si possa ottenere l’assegno ordinario d’invalidità, nel dettaglio, è necessario possedere:

  • almeno 5 anni di contributi;
  • almeno 3 anni di contributi versati nell’ultimo quinquennio;
  • un’invalidità superiore ai 2/3, ossia la riduzione della capacità lavorativa a meno di 1/3.

L’assegno d’invalidità è calcolato allo stesso modo della pensione, in base ai redditi e ai contributi posseduti, a seconda del sistema di calcolo utilizzato. È ridotto in presenza di redditi da lavoro superiori a un certo tanto. Per saperne di più: Quando si riduce l’assegno d’invalidità.

Pensione d’inabilità senza limiti d’età

Nemmeno per la pensione d’inabilità sono previsti dei limiti minimi di età: bastano infatti 5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio (gli stessi requisiti previsti per l’assegno ordinario d’invalidità), per aver diritto al trattamento. La pensione d’inabilità è più vantaggiosa, solitamente, dell’assegno d’invalidità, perché non è calcolata sulla sola base dei contributi posseduti, ma viene aggiunta una maggiorazione, sino al compimento del sessantesimo anno di età e sino a un massimo di 40 anni di contributi. Il diritto alla pensione d’inabilità, però, non è riconosciuto facilmente: per ottenere questo trattamento, difatti, che non va confuso con la pensione per inabilità alle mansioni o a proficuo lavoro, è necessario che sia riconosciuta l’impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, in modo assoluto e permanente.

Per le prestazioni di assistenza sono previsti limiti di età?

Solitamente, per le prestazioni di assistenza, come l’accompagno o la pensione d’invalidità civile, non è prevista un’età minima, ma sono disposti precisi requisiti sanitari, ed in alcuni casi anche limiti di reddito. Ci sono comunque delle prestazioni di assistenza legate all’età, come la pensione sociale e l’assegno sociale.

Per il prepensionamento ci sono limiti di età?

Per le prestazioni di prepensionamento che possono essere agganciate alla pensione anticipata, come assegno straordinario e Isopensione, non sono previsti limiti di età.


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