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Pensione minima ai giovani: come funziona

19 luglio 2017


Pensione minima ai giovani: come funziona

> Business Pubblicato il 19 luglio 2017



Allo studio pensione minima per i giovani: i requisiti e gli importi previsti.

Una pensione minima per i giovani, con un assegno garantito. Nel giorno in cui l’Inps registra il boom dell’Ape sociale e del pensionamento anticipato per i precoci (oltre 66 mila domande) i leader di Cgil, Cisl, Uil e  il ministro del Lavoro Giuliano Poletti  il vicesegretario del Pd Maurizio Martina e l’ex sottosegretario Tommaso Nannicini  aprono alla proposta di un trattamento minimo per i giovani (si legga anche Pensioni: ecco l’assegno di garanzia per i giovani e  Pensioni: quando la prenderanno i giovani?).

Come funziona l’assegno minimo pensionistico per i giovani?

La misura alla quale si sta pensando consisterebbe in un assegno da 650 euro.

Beneficiari della misura sarebbero coloro i quali siano in possesso di un minimo di 20 anni di contribuzione. Ma ci sarebbero anche degli scatti per ciascun anno oltre i 20.

Proprio il ministro Giuliano Poletti ha commentato l’evento (che non a caso si intitola Non è una pensione per giovani): «La previdenza delle future generazioni è una emergenza che non possiamo rimandare». Lo stesso vicesegretario del Pd Maurizio Martina , concorda sulla necessità di «dotare i giovani con redditi bassi e discontinui di una pensione di garanzia»: tra le ipotesi  ci sono i contributi figurativi per i disoccupati, la pensione di base finanziata dalle tasse e il ripristino dell’integrazione al minimo.

Pensioni minime ai giovani: proposta della Presidenza del Consiglio

Tra le proposte emerse spicca quella avanzata da Stefano Patriarca, consigliere economico della presidenza del Consiglio: «Si potrebbe introdurre anche nel sistema contributivo l’integrazione ad un minimo presidenziale come c’è attualmente nel sistema retributivo. La struttura potrebbe essere pari all’attuale minimo complessivo dell’assegno sociale, pari a 650 euro mensili per 20 anni di contributi e potrebbe essere legata in modo parziale alla presenza sul mercato del lavoro. I 650 euro mensili possono aumentare di 30 euro al mese per ogni anno di contribuzione superiore al 20esimo anno – ha rimarcato Patriarca – fino a un massimo di mille euro e l’assegno potrebbe valere anche per gli anticipi».

Questa soluzione sarebbe dunque valida per i «millennials», dunque per gli attuali trentacinquenni, ma anche per i 40-45enni, superando uno dei problemi cardine che avevano avuto le proposte precedenti (si legga il nostro articolo precedente in calce alla pagina).

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4 Commenti

  1. Si certo bene. Ma io ho 60 anni quasi 30 di contributi sono disoccupato e non ho nessun aiuto ne la prospettiva di una pensione minima? Come la mettiamo?

  2. Io ho 43 anni di età però il mio contributi 9 anni e non passano e dove vado , e quando vado la pensione di vecchiaia arrivo 80 anni di età …………!!!!!!!!!

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