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Split payment: chi è esonerato?

21 luglio 2017


Split payment: chi è esonerato?

> Business Pubblicato il 21 luglio 2017



Quando non deve essere usata la scissione di pagamento: ecco tutti i casi in cui si è esonerati.

Nei rapporti tra aziende o professionisti e la Pubblica Amministrazione, grazie allo split payment [1], è quest’ultima a contribuire l’imposta relativa alla transazione. Con questa procedura si evita la regola generale secondo cui l’Iva viene addebitata in fattura al cliente e poi versata alle casse dell’Erario dal fornitore ma impone invece che sia la Pa a farlo direttamente.

Mentre prima il regime di split payment era dedicato alle aziende, dallo scorso 1 luglio 2017 esso interessa anche i professionisti.

Per conoscere l’elenco delle amministrazioni interessate ti consigliamo di leggere Split payment: la lista dei soggetti obbligati. Esistono  tuttavia dei casi di esonero di split payment che dipendono dalla natura degli operatori che eseguono la prestazione a favore della Pa. Vediamo quali sono.

Split payment: chi non deve applicarlo?

Esistono dei casi di esonero dallo split payment che sono definiti «esoneri oggettivi». Si tratta di casi in cui il cedente o il prestatore deve incassare l’imposta che pertanto la Pa o la società che riceve la fattura la deve pagare. I riferimenti sono stabiliti in una precedente circolare dell’Agenzia delle entrate e sono applicabili anche alla nuova normativa introdotta da qualche settimana [2]. Le ipotesi richiamate dalla circolare riguardano in particolare l’agricoltura e le associazioni sportive dilettantistiche. Queste attività devono emettere fattura con l’Iva esposta in trasparenza e le pubbliche amministrazioni o le società clienti devono pagarla.

Lo split payment inoltre non si applica, come è ovvio, a quegli esercizi e a quei professionisti che non emettono fattura con Iva, dunque:

  • in presenza di fatture rientranti nel reverse charge;
  • per chi applica il regime monofase (editoria, tabacchi ecc.);
  • per le agenzie di viaggio e turismo;
  • per le operazioni soggette al regime del margine;
  • per chi opera in regime forfettario [3].

L’unico strumento di comunicazione in questo caso è l’assenza in fattura della dicitura «scissione di pagamento» o forse convenzionalmente sarebbe più opportuno specificare «Iva dovuta al fornitore».

note

[1] Legge di Stabilità 2015 art. 1.

[2] Agenzia delle entrate circ. n. 15 del 13.04.2015.

[3] La circolare n. 15/E/2015 esclude l’applicazione dello split payment per i soggetti che usufruiscono della detrazione in misura forfetaria in quanto nella fattispecie se l’imposta non venisse incassata sarebbe loro impossibile esercitare la detrazione.

Autore immagine: Pixabay.com

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