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Lavoro: quando una prestazione è «occasionale»?

19 Luglio 2017


Lavoro: quando una prestazione è «occasionale»?

> Business Pubblicato il 19 Luglio 2017



Chi sono i soggetti che possono usufruire delle prestazioni occasionali, quali sono i limiti da rispettare, la tassazione, la differenza coi nuovi voucher.

La prestazione occasionale viene così definita dal codice civile [1] : «Si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, né potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale». Si tratta dunque di uno strumento che deve essere utilizzato dai soggetti che vogliono intraprendere attività professionali in modo saltuario e sporadico e che per tale ragione sono esonerati dall’apertura di una partita Iva: attività minimali e residuali, con le quali un soggetto può raggiungere piccoli guadagni, senza avviare una vera e propria attività.

L’occasionalità dell’attività, in sintesi, è il requisito che consente l’utilizzo della prestazione occasionale (e non della partita Iva). Possiamo dunque definire come prestazione di lavoro autonomo occasionale qualsiasi attività di lavoro caratterizzata dall’assenza di abitualità, professionalità, continuità e coordinazione.

Prestazione occasionale: cosa dice la legge?

La disciplina riguardante le prestazioni occasionali è stata introdotta dalla «Legge delega al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro» [2]  confluita con la  «Legge Biagi» [3]. Tale normativa aveva introdotto le prestazioni occasionali, che si caratterizzavano essenzialmente per:

  • Durata non superiore a 30 giorni con lo stesso committente in un anno;
  • Compenso non superiore a 5mila euro da ogni committente.

Affinché un’attività di lavoro autonomo possa rientrare tra quelle di tipo occasionale è necessario che rispetti alcuni limiti qualitativi legati alla prestazione svolta:

  • mancanza di continuità e abitualità della prestazione di lavoro autonomo. La definizione di abitualità, non essendo stata chiaramente definita dal Ministero, può essere identificata come un’attività duratura nel tempo, che possa fare presumere non ad una attività sporadica, ma prolungata nel tempo. In ogni caso, occorre fare una valutazione ad hoc caso per caso;
  • mancanza di coordinamento della prestazione. Affinché vi sia coordinamento occorre che l’attività sia svolta all’interno dell’azienda o nell’ambito del ciclo produttivo del committente.

Il contribuente che effettua la prestazione occasionale è tenuto a rilasciare al soggetto committente della prestazione, una ricevuta «non fiscale», nella quale è tenuto ad indicare i seguenti elementi obbligatori:

  • i propri dati personali;
  • le generalità del committente;
  • la data e il numero progressivo d’ordine della ricevuta;
  • il corrispettivo lordo concordato;
  • la ritenuta d’acconto (pari al 20% dei compenso lordo);
  • l’importo netto che verrà corrisposto dal committente.

La ritenuta d’acconto del 20% deve essere applicata a riduzione del compenso lordo dovuto per la prestazione: si tratta di un acconto sulle imposte che il committente è tenuto a trattenere e versare all’Amministrazione finanziaria per conto del soggetto che presta la propria attività professionale. Inoltre per una corretta compilazione della ricevuta bisogna porre  la data in cui il prestatore ha ricevuto il compenso da parte del committente e una marca da bollo.

Disciplina fiscale della prestazione occasionale

Il reddito derivante da prestazioni occasionali rientra nella categoria dei «redditi diversi»:  sia che si presenti il 730 piuttosto che il modello Redditi è opportuno indicare nell’apposito quadro l’importo del reddito lordo percepito e dell’eventuale ritenuta d’acconto subita. In questo modo il reddito percepito sconterà la tassazione Irpef, facendo cumulo con gli altri redditi imponibili percepiti .

Differenze tra prestazione occasionali, PrestO e libretto famiglia

Per conoscere la differenza tra la prestazione occasionale, il nuovo vocher di lavoro occasionale PrestO e il libretto famiglia, ti consigliamo di controllare la nostra guida PrestO e Lavoro autonomo occasionale: differenze e cumulo.

note

[1] Cod. Civ. art. 2222.

[2] Legge n. 30/2003.

[3] Dl n. 276/2003.

Autore immagine: Pixabay.com


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