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Pensione come si calcola la quota 100

29 agosto 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 agosto 2018



Pensione anticipata nuovo governo: come si raggiunge la quota 100, come sommare età e anni di contributi del lavoratore.

La nuova riforma delle pensioni, attesa nella legge di Bilancio 2019, introdurrà due tipologie di pensione anticipata differenti dai trattamenti operativi ad oggi: si tratta della pensione quota 100, che potrà essere raggiunta quando la somma dell’età e degli anni di contributi è almeno pari a 100, e della cosiddetta pensione quota 41, o quota 42, che potrà essere raggiunta con 41 o 42 anni di contributi (ad oggi la pensione anticipata quota 41 esiste già, ma è riservata ai lavoratori precoci). In particolare, la quota 100 dovrebbe diventare operativa a partire dal 2019, mentre per la pensione quota 41, o quota 42 (ancora non si sa con esattezza se il requisito richiesto corrisponderà a 41 o a 42 anni di contribuzione), forse non potrà diventare operativa dal 2019, ma lo sarà dal 2020. Per quanto riguarda la quota 100, poi, non è ancora stato deciso se la quota sarà il solo requisito richiesto per ottenere il trattamento: si vorrebbe difatti aggiungere alla quota il possesso di un’età minima e di un minimo di anni di contributi. Si vorrebbe anche applicare il ricalcolo misto o contributivo sulle pensioni quota 100, per evitare un enorme numero di domande di pensione, e introdurre in parallelo degli incentivi per chi resta al lavoro nonostante la maturazione dei requisiti per la quota 100. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto su questa nuova pensione: come si calcola la quota 100, come sarà il calcolo della pensione, chi ci guadagna e chi ci perde.

Che cos’è la quota 100?

La quota è il risultato della somma dell’età pensionabile dell’interessato e degli anni di contributi posseduti: non si tratta di una novità assoluta, in quanto, prima che entrasse in vigore la legge Fornero, era possibile ottenere la pensione di anzianità (ora abolita e sostituita dalla pensione anticipata) con le quote.

In parole semplici, la pensione di anzianità o anticipata con le quote si raggiunge quando la somma di età e contribuzione dell’interessato è almeno pari al requisito stabilito, ossia alla quota da raggiungere. Ad esempio, la vecchia pensione quota 96 si poteva raggiungere quando la somma di età e contributi era almeno pari a 96; erano richiesti, però, anche dei requisiti aggiuntivi, come un’età minima e un minimo di anni di versamenti.

Ad oggi sopravvivono alcune tipologie residuali di pensione di anzianità con le quote: si tratta delle pensioni degli addetti ai lavori usuranti, delle pensioni dei beneficiari delle salvaguardie e del cosiddetto salvacondotto.

Come calcolare la quota 100?

Per calcolare la quota 100 è sufficiente sommare l’età e gli anni di contributi: se il lavoratore, ad esempio, ha 64 anni e 36 anni di contributi, raggiunge la quota 100 (perché 64+36=100).

Quando l’età o le annualità di contribuzione non corrispondono a una cifra esatta, per calcolare la quota i mesi devono essere trasformati in decimi:

  • ad esempio, se il lavoratore ha raggiunto 63 anni e 6 mesi di età, ai fini del calcolo della quota deve indicare 63,5;
  • potrebbe ottenere la pensione quota 100 nel caso in cui possieda almeno 36 anni e 6 mesi di contributi (perché 100-63,5= 36,5, ossia 36 anni e 6 mesi).

Tuttavia, in base alle proposte più recenti, per pensionarsi con la quota 100 dovrebbe essere stabilita un’età minima e un requisito contributivo minimo.

Quali sono l’età e gli anni di contributi per la quota 100?

Come abbiamo osservato, la pensione di anzianità in vigore prima della riforma Fornero, per ottenere il trattamento con le quote, imponeva anche il rispetto di un’età minima e di un minimo di anni di contributi. Questo “sbarramento” esiste ancora per le pensioni di anzianità attualmente vigenti: ad esempio, per quanto riguarda la pensione degli addetti ai lavori usuranti è richiesto il rispetto della quota 97,6, con un minimo di 61 anni e 7 mesi di età e di 35 anni di contributi.

La pensione anticipata quota 100 è una semplice proposta, e non è stata dunque definita un’età minima, né un minimo di annualità di contribuzione richiesto: la maggior parte delle ipotesi presentate sinora vorrebbe però stabilire un’età minima di 64 anni e una contribuzione minima pari a 36 anni. In buona sostanza, anche raggiungendo la quota 100, non ci si potrà pensionare se l’età non sarà almeno pari a 64 anni ed i contributi a 36 anni. Si tratta comunque di proposte, e bisognerà verificare, a questo proposito, che cosa sarà deciso nella legge di bilancio.

La pensione quota 100 è adeguata alla speranza di vita?

Trovandosi ancora allo stato di proposta, non è chiaro se la pensione anticipata quota 100 sarà, qualora diventi operativa, soggetta agli adeguamenti alla speranza di vita. Le parti che vorrebbero introdurre questa tipologia di pensione, ad ogni modo, hanno ideato la proposta come alternativa alla legge Fornero e ai continui incrementi dei requisiti per la pensione, pertanto assoggettare i requisiti utili al trattamento alla speranza di vita, per alcuni, apparirebbe come un controsenso.

Non si possono comunque ignorare le problematiche legate alla sostenibilità di questo tipo di pensione flessibile: per questo, è stato ipotizzato il legame alla speranza di vita dei soli requisiti di età minimi.

Chi guadagna e chi perde con la pensione quota 100?

La pensione quota 100, nella generalità dei casi, dal punto di vista dei requisiti richiesti appare più conveniente della pensione anticipata attualmente operativa, per la quale sino al 31 dicembre 2018 sono richiesti 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, e dal 2019, rispettivamente, 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne.

La convenienza sarebbe maggiore nel caso in cui non siano stabiliti un’età minima ed un requisito contributivo minimo: basti pensare che chi ha 60 anni, con la quota 100 potrebbe pensionarsi con soli 40 anni di contributi, chi ne ha 61 con 39 anni, e così via. Certamente, per valutare la convenienza si dovrebbero valutare anche gli ipotetici sbarramenti, ossia l’eventuale età minima e la annualità di contribuzione minime. Bisognerebbe inoltre sapere se sarà applicato il ricalcolo misto o contributivo agli assegni di pensione.

Come si calcola la pensione quota 100?

La pensione quota 100 dovrebbe essere calcolata come la generalità delle pensioni, ossia:

  • col calcolo retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • col calcolo retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo (calcolo misto), per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • col calcolo interamente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.

Per arginare il grande numero di lavoratori che potrebbero pensionarsi con la quota 100 e rendere sostenibile questa nuova possibilità, tuttavia, è stato ipotizzato sia il ricalcolo contributivo delle annualità di pensione dal 1996 in poi (in pratica, il calcolo misto anche per chi avrebbe diritto al calcolo retributivo sino al 31 dicembre 2011), sia il ricalcolo contributivo integrale.

Il sistema di calcolo contributivo risulta penalizzante, nella maggioranza dei casi, in quanto a differenza del calcolo retributivo non si basa sugli ultimi redditi o stipendi (di solito i migliori nell’arco della vita lavorativa), ma sui contributi versati. Inoltre, le rivalutazioni dei contributi sono più basse rispetto a quelle applicate ai redditi nel calcolo retributivo.

Per capire meglio le differenze di calcolo della pensione: Come si calcola la pensione.

Le altre proposte per la pensione

Oltre alla quota 100, sono state ipotizzate altre tipologie di pensioni agevolate; quelle di cui si parla più spesso sono:

  • la pensione quota 41 (il termine quota qui è usato impropriamente, in quanto indica solo gli anni di contributi): questa pensione attualmente esiste già, ma è riservata ai soli lavoratori precoci appartenenti a determinate categorie tutelate; sarebbe estesa in futuro almeno a tutti lavoratori appartenenti alle categorie svantaggiate;
  • la pensione quota 42: si tratta di una riformulazione della quota 41, per la quale sono previsti 42 anni di contributi, che dovrebbe partire dal 2020 e coinvolgere tutti i lavoratori;
  • la proroga dell’opzione donna, una pensione anticipata dedicata alle lavoratrici che abbiano raggiunto un minimo di 57 anni di età (58 anni se autonome) e 35 anni di contributi;
  • la nona salvaguardia, che darebbe la possibilità, ai cosiddetti lavoratori salvaguardati, di pensionarsi con le regole precedenti alla Legge Fornero.
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