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Calcolo pensione netta

30 Agosto 2018 | Autore:
Calcolo pensione netta

Come sapere qual è la pensione al netto delle tasse conoscendo l’importo lordo del trattamento liquidato dall’Inps o da un altro ente previdenziale.

La pensione che ti è stata liquidata dall’Inps, o da un altro ente previdenziale, è d’importo molto alto? Prima di fare i salti di gioia, o di prendere impegni economici consistenti, devi fare i conti non soltanto con la normativa che prevede il taglio delle pensioni d’oro, ma anche, e soprattutto, con le imposte. A questo proposito, non devi confondere la pensione lorda, che è l’importo a cui hai teoricamente diritto sulla base dei contributi versati, con la pensione netta, che è il trattamento al netto delle tasse (Irpef, imposta sul reddito delle persone fisiche, e addizionali), che ti vengono trattenute ogni mese sul cedolino. Più è alta la pensione, più è rilevante la differenza tra lordo e netto dell’assegno, in quanto la tassazione è più elevata al crescere del trattamento: se, poi, oltre alla pensione possiedi altri redditi, i tagli della prestazione potrebbero essere molto consistenti, anche con un assegno d’importo basso. La pensione, difatti, nella generalità dei casi è soggetta a tassazione, e confluisce, assieme agli altri redditi, nell’imponibile da assoggettare all’Irpef: solo alcuni trattamenti di assistenza, come l’assegno di accompagnamento, si salvano dalle imposte. Anche nel caso in cui tu non possieda altri redditi oltre alla pensione, comunque, la decurtazione sul trattamento non è indifferente: una pensione pari a 2mila euro mensili lordi vale, ad esempio, poco più di 1.500 euro al netto delle imposte; chi invece ha una pensione da 1500 euro al mese non arriva a mettersi in tasca 1200 euro, e chi possiede un trattamento da 1200 al mese arriva a quasi 990 euro. Il peso delle imposte sulla pensione è notevole nonostante, di recente, sia stata ampliata la no tax area per i pensionati, cioè l’importo al di sotto del quale non si deve pagare Irpef, per effetto delle detrazioni per redditi di pensione. Nessuna detrazione spetta, comunque, se la pensione, anche sommata ad altri redditi imponibili, supera i 55mila euro nell’anno; inoltre, se lavori non puoi cumulare la detrazione per redditi di pensione con quella per redditi di lavoro. Ma procediamo per ordine e  facciamo il punto sul calcolo pensione netta: come ricavare l’importo che l’ente previdenziale accredita ogni mese dal lordo, come si calcolano le imposte e le detrazioni.

Come si calcola l’Irpef sulla pensione?

In primo luogo, per poter calcolare la pensione netta bisogna saper determinare l’ammontare dell’Irpef: si tratta dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, che si calcola per fasce di reddito, dette scaglioni. Ad ogni scaglione di reddito si applica un’aliquota diversa, cioè una percentuale d’imposta diversa:

  • sino a 15mila euro, l’aliquota è pari al 23%;
  • oltre 15mila e fino a 28mila euro, è pari al 27%;
  • oltre 28mila e fino a 55mila, ammonta al 38%;
  • oltre 55mila e fino a 75mila, è pari al 41%;
  • oltre 75mila è pari al 43%.

L’Irpef si calcola applicando l’aliquota d’imposta specifica per ogni fascia di reddito: ad esempio, se si possiede un reddito pari a 26mila euro, i primi 15mila euro sono tassati al 23% ed i restanti 11mila sono tassati con l’aliquota della seconda fascia, il 27%; l’imposta ammonta dunque a 6.420 euro.

Oltre all’Irpef devono essere calcolate l’addizionale regionale e comunale all’Irpef: questi tributi hanno un importo differente a seconda di quanto stabilito dalla regione e dal comune di residenza. Le aliquote risultano, logicamente, più basse rispetto alle aliquote Irpef (solitamente l’addizionale regionale è pari all’1,23% del reddito imponibile e la comunale allo 0,80%, alcune regioni e comuni prevedono poi delle fasce di esenzione); l’addizionale regionale è calcolata esclusivamente a saldo, ossia con trattenute sulla pensione nell’anno successivo a quello d’imposta, l’addizionale comunale è invece calcolata sia in acconto che a saldo.

Come si calcolano le detrazioni sul reddito di pensione?

Una volta determinato l’importo dell’Irpef lorda, deve essere determinata l’Irpef netta trattenuta nel cedolino di pensione sottraendo la detrazione, che spetta se il reddito complessivo non supera 55mila euro nell’anno di riferimento.

La detrazione non è uguale per tutti i pensionati, ma il calcolo differisce a seconda della fascia di reddito di appartenenza.

Per i pensionati , sia al di sotto che al di sopra dei 75 anni, esiste, come anticipato inizialmente, la cosiddetta no tax area: si tratta di una fascia di reddito al di sotto della quale l’importo della detrazione supera l’importo dell’imposta sul reddito. La no tax area è stata recentemente elevata a 8mila euro annui per tutti i pensionati.

In ogni caso, la detrazione spettante va rapportata ai giorni in cui spetta il diritto alla pensione nell’anno e non è cumulabile con le altre detrazioni sui redditi (da lavoro dipendente e assimilati, da lavoro autonomo, da impresa minore).

Per tutti i pensionati, le detrazioni per reddito di pensione sono pari a:

  • nel caso in cui il reddito complessivo non sia superiore a 8mila euro: 1880 euro;
  • nel caso in cui il reddito complessivo sia compreso tra 8mila e 15mila euro si deve applicare la seguente formula:

1297 + [583 × (15000 – reddito complessivo) / 7000];

  • nel caso in cui il reddito complessivo sia compreso tra 15mila e 55mila euro si deve applicare la seguente formula:

1297 × [(55000 – reddito complessivo) / 40000].

Come si calcola la pensione netta?

Vediamo ora i passaggi per comprendere quanto resta, alla mano, della pensione liquidata dall’Inps (o dal diverso ente previdenziale).

Ipotizziamo che l’Inps liquidi a un pensionato, che risiede a Roma, una pensione lorda pari a 26mila euro annui. Il lordo mensile si ottiene dividendo il trattamento lordo annuo per 13, dunque la pensione lorda mensile ammonta a 2mila euro. Questo importo, però, non va in tasca al pensionato, in quanto deve essere decurtato dell’importo corrispondente all’Irpef ed all’addizionale regionale e comunale; inoltre potrebbero essere applicate ulteriori trattenute  prima di arrivare al netto nel cedolino, ad esempio dovute a prestiti o pignoramenti, o al sindacato.

Tralasciando le ipotesi in cui ci siano altre ritenute oltre a quelle fiscali, procediamo al calcolo della pensione netta; ipotizzando che il pensionato non possieda altri redditi, bisogna innanzitutto prendere come riferimento per il calcolo delle imposte la pensione lorda annuale, pari a 26mila euro: da questa cifra bisogna arrivare all’imposta lorda, applicando le aliquote per scaglioni.

Come abbiamo osservato nel paragrafo dedicato al calcolo dell’Irpef, l’imposta lorda ammonta, in questo caso, a 6.420 euro.

Si deve poi applicare la detrazione per reddito di pensione valida per i pensionati e per la fascia di reddito tra 15.000 e 55.000 euro:

  • nel caso in cui il reddito complessivo sia compreso tra 15mila e 55mila euro, come abbiamo osservato, si deve applicare la seguente formula:
  • 1297 × [(55000 – reddito complessivo) / 40000];
  • quindi 1297 x [(55000-26000)/40000]=940,33

Si ottiene dunque un’imposta netta annua pari a 5.479,67 euro.

Dopo aver calcolato l’Irpef, è necessario calcolare l’importo dell’addizionale regionale, secondo le regole previste dalla regione di residenza e l’addizionale comunale, secondo le regole previste dal comune di residenza. Nel caso preso ad esempio, l’addizionale regionale ammonta a 449,8 euro annui e la comunale a 234 euro annui.

Il totale delle imposte è dunque pari a 6.163,47 euro.

A questo punto, bisogna togliere dalla pensione lorda annua liquidata dall’Inps l’importo delle imposte: si arriva così alla pensione netta annua, pari a 19.836,53 euro.

Come si calcola la pensione netta mensile?

Arrivati al netto annuo, è necessario dividere l’ammontare mensile per 13, per conoscere la pensione netta alla mano: nel caso di specie, si riceveranno 1.525,88 euro al mese.

Questi passaggi sono sufficienti, per il calcolo dell’assegno netto, nel caso in cui il pensionato non abbia familiari a carico o diritto ad ulteriori detrazioni (in questo caso il reddito si alza per l’applicazione delle detrazioni aggiuntive) e non abbia altri redditi (in quanto la detrazione si abbassa, sino ad azzerarsi, se il reddito supera i 55mila euro annui).

Bisogna poi considerare che nel cedolino di pensione l’addizionale regionale è generalmente trattenuta a saldo in 11 rate, assieme all’addizionale comunale; quest’ultima addizionale è trattenuta, in una sua percentuale, anche in 9 rate di acconto.

Ad ogni modo, questi passaggi fondamentali per giungere dalla pensione lorda al netto liquidato nel cedolino evidenziano con chiarezza il peso delle imposte, anche per i cittadini non aventi un reddito particolarmente alto: è bene, dunque, nello stabilire quando andare in pensione in base ai conteggi effettuati da professionisti o patronati, e nel prendere impegni di tipo economico, considerare non solo la pensione lorda, ma il netto mensile, per evitare amare sorprese.


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