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Dichiarazione redditi: quali dati inserire

4 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 ottobre 2018



Sezione per sezione, tutto ciò che bisogna riportare sul 730 anche per beneficiare di detrazioni e deduzioni fiscali.

Se anche tu guardi il modulo della dichiarazione dei redditi come se fosse un foglio con il problema da risolvere per vincere il Mondiale della Matematica, hai sicuramente bisogno di sapere quali dati inserire e quali dati controllare, nel caso ti arrivi la dichiarazione precompilata. Ma anche dove andare a prendere alcuni di questi dati che ti vengono richiesti. Nessun problema, ora te lo raccontiamo.

Considera, prima di entrare nei dettagli, che al momento di compilare la dichiarazione dei redditi dovrai riportare, almeno, queste informazioni:

  • i tuoi dati anagrafici, codice fiscale, residenza e domicilio fiscale;
  • i dati dei tuoi familiari a carico;
  • i dati del sostituto d’imposta.

A queste si devono aggiungere i dati relativi alla tua casa, ad eventuali terreni o fabbricati che possiedi (magari dati in affitto), al reddito che ti entra all’anno dal lavoro che svolgi o dai tuoi investimenti. Serviranno anche i dati sulle spese che hai sostenuto e per le quali hai diritto alla detrazione o alla deduzione fiscale (o a entrambe), agli acconti Irpef e ai crediti di imposta per beneficiare delle agevolazioni previste.

Questi, a grandi linee, i dati da inserire nella dichiarazione dei redditi. Che vanno riportati nelle caselle giuste e con il dovuto criterio. Se ci sono degli errori, è possibile rimediare ma seguendo certe procedure come l’elaborazione di un 730 rettificativo (nel caso in cui siano stati messi dei dati sbagliati) o del 730 integrativo (quando mancano proprio dei dati).

Ecco, allora, quali dati inserire nella dichiarazione dei redditi sezione per sezione.

Dichiarazione dei redditi: i dati del contribuente

I primi dati da inserire nella dichiarazione dei redditi sono quelli che riguardano il contribuente che la presenta. Se la dichiarazione è congiunta, il «dichiarante» sarà colui che farà eseguire le operazioni di conguaglio al suo datore di lavoro o all’ente che gli versa la pensione, mentre l’altro sarà il «coniuge dichiarante». Se, invece, il contribuente la presenta per conto di una persona incapace, non barrerà la casella «dichiarante» ma «rappresentante o tutore» ed inserire il suo codice fiscale nell’apposito spazio.

Il dichiarante dovrà inserire questi dati:

  • cognome e nome;
  • sesso;
  • data di nascita;
  • Comune di nascita (o Stato estero);
  • sigla della provincia di nascita (da lasciare vuoto se il contribuente è nato all’estero).

Per quanto riguarda la residenza anagrafica, è necessario inserire questo dato solo se è stato modificato dopo il 1° gennaio 2017 anche se è stato cambiato solo l’indirizzo all’interno dello stesso Comune. In questo caso, occorre inserire questi dati:

  • nuova residenza alla data di consegna della dichiarazione dei redditi (Comune, sigla della provincia, Cap, indirizzo completo);
  • giorno, mese e anno del cambio di residenza.

Se il domicilio fiscale non coincide con la residenza anagrafica ed il contribuente ha ottenuto dal Fisco l’autorizzazione per separare entrambi i recapiti, va inserito anche questo dato.

Dati anagrafici e residenza anagrafica vanno indicati anche nel caso in cui il contribuente presenti la dichiarazione dei redditi per conto di una persona incapace.

Dichiarazione dei redditi: i dati dei familiari a carico

Il contribuente deve inserire anche i dati dei familiari fiscalmente a carico durante l’anno precedente, cioè quello a cui fa riferimento la dichiarazione dei redditi. Questo consentirà di usufruire delle detrazioni fiscali previste dalla legge.

Ricordiamo che sono considerati a carico da un punto di vista fiscale:

–          il coniuge se non legalmente separato;

–          i figli naturali, adottati, affidati o affiliati;

Sono altresì dei parenti a carico purché conviventi o beneficiari di assegni alimentari versati dal contribuente:

  • il coniuge legalmente separato;
  • genitori biologici o adottivi;
  • i nipoti;
  • fratelli e sorelle;
  • generi, nuore e suoceri;
  • nonni.

Dichiarazione dei redditi: i dati del sostituto d’imposta

Nella dichiarazione dei redditi vanno inseriti pure i dati del sostituto d’imposta che provvederà al conguaglio. Pertanto, chi ha un reddito di lavoro dipendente o assimilato oppure di pensione deve riportare i dati che trova nella Certificazione unica consegnata dall’azienda o dall’ente previdenziale, nella sezione «Dati relativi al datore di lavoro, ente pensionistico o altro sostituto d’imposta». Se il sostituto è diverso da quello che ha consegnato la Certificazione, i dati da inserire vanno richiesti a quello nuovo.

Può succedere, però, che il contribuente non debba riportare questi dati e si limiti a barrare la casella «Mod. 730 dipendenti senza sostituto». Questo accade quando il contribuente:

  • ha percepito un reddito di lavoro dipendente o assimilati o di pensione;
  • non ha un sostituto di imposta;
  • presenta la dichiarazione dei redditi ad un Caf o ad un professionista abilitato.

Dichiarazione dei redditi: i dati sui terreni

In questa sezione della dichiarazione dei redditi occorre inserire i dati relativi al reddito dominicale ed al reddito agrario dei terreni. Il primo spetta al proprietario dell’area anche se l’attività agricola viene svolta da un altro mentre il secondo spetta solo a chi l’attività la svolge. Quindi, se rientri in questa categoria dovrai inserire questi dati.

Se il terreno si trova all’estero o è stato dato in affitto per un uso non agricolo, si parla di «redditi diversi», quindi vanno inseriti nel quadro D.

Non occorre inserire i dati relativi a giardini, cortili o altre aree simili che costituiscono pertinenze di fabbricati o che non producono reddito dominicale o agrario.

Dichiarazione dei redditi: i dati sui fabbricati

È necessario inserire i dati sui fabbricati nella dichiarazione dei redditi quando si è:

  • proprietario di un immobile ubicato in Italia che deve essere iscritto nel catasto come dotato di rendita;
  • titolare di usufrutto o di un altro diritto reale su un immobile ubicato in Italia che deve essere iscritto nel catasto dei fabbricati con attribuzione di rendita;
  • proprietario di un immobile che non può essere considerato rurale;
  • i soci di società semplici o equiparate che producono reddito di fabbricati;

Dichiarazione dei redditi: i dati sulle entrate di lavoro dipendente

Non possono mancare, ovviamente, nella dichiarazione dei redditi i dati da inserire sui soldi che guadagni. Se hai un reddito di lavoro dipendente o assimilato oppure di pensione devi indicarlo nell’apposita sezione in cui si riportano i redditi per i quali spetta una detrazione d’imposta in base al periodo di lavoro. Devono essere inseriti in particolare:

  • i redditi di lavoro dipendente (anche se svolto all’estero) e di pensione;
  • indennità ricevute dall’Inps o da altri enti (cassa integrazione, malattia, maternità, disoccupazione, ecc.);
  • trattamenti integrativi ricevuti dai fondi pensione;
  • compensi ricevuti per lavori socialmente utili;
  • retribuzioni su cui non sono state effettuate delle ritenute d’acconto;
  • compensi dei soci lavoratori di cooperative;
  • somme ricevute per borse di studio o assegno per studio o per formazione professionale se non è prevista un’esenzione;
  • indennità per cessazione di co.co.co.;
  • remunerazioni dei sacerdoti e dei ministri di culto delle altre Chiese;
  • compensi ricevuti da medici specialisti ambulatoriali ed altre figure professionali dell’Asl che hanno un contratto di lavoro dipendente;
  • somme percepite per lavori occasionali;
  • somme percepite per l’attività di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni ed enti con o senza personalità giuridica;
  • collaborazioni editoriali ad esclusione di quelle a diritto d’autore;
  • partecipazione a commissioni e collegi.

Dichiarazione dei redditi: i dati sui compensi assimilati

Ci sono altri redditi, assimilati a quelli di lavoro dipendente, che bisogna inserire nella dichiarazione. Si tratta di quelli per cui spetta una detrazione d’imposta questa volta non rapportata al periodo di lavoro, cioè:

  • assegni periodici percepiti dal coniuge, comprese le somme stabilite dal giudice per affitto e spese condominiali ed escludendo quelli per il mantenimento dei figli;
  • assegni periodici che non si ricevono per motivi di lavoro o come frutto di un capitale (assegni alimentari, testamentari, ecc.);
  • compensi o indennità ricevuti dalla Pubblica amministrazione per l’esercizio delle pubbliche funzioni;
  • compensi di giudici tributari e di esperti del tribunale di sorveglianza;
  • indennità e vitalizi percepiti per attività parlamentare e per cariche pubbliche elettive;
  • rendite vitalizie o a tempo determinato a titolo oneroso;
  • compensi percepiti per attività in libera professione intramuraria nel Servizio sanitario nazionale.

In un’altra sezione della dichiarazione dei redditi (il quadro D) vanno riportati i dati sui redditi:

  • di capitale;
  • di lavoro autonomo;
  • soggetti a tassazione separata;
  • redditi diversi.

Dichiarazione dei redditi: i dati sulle ritenute Irpef

Nella sezione III della dichiarazione dei redditi bisogna inserire i dati sulle ritenute Irpef e l’addizionale regionale Irpef, dati che si trovano sulla Certificazione unica.

Nella sezione IV, invece, va riportata l’addizionale comunale.

Dichiarazione dei redditi: i dati su detrazioni e deduzioni

Oltre ai soldi che sono entrati durante l’anno ed al patrimonio mobiliare o immobiliare di cui si dispone, tra i dati da inserire nella dichiarazione dei redditi ci sono anche le spese che danno diritto alla detrazione o alla deduzione fiscale. Si tratta di:

  • spese per cui spetta la detrazione del 19% (ad esempio le spese sanitarie) o del 26% (erogazioni a favore di Onlus o partiti politici);
  • spese per cui spetta la deduzione dal reddito complessivo (ad esempio i contributi previdenziali);
  • spese per interventi di recupero edilizio e misure antisismiche (occorre inserire anche i dati dell’immobile);
  • spese per interventi di risparmio energetico.

A queste informazioni vanno aggiunte anche quelle per usufruire di:

  • detrazioni per canoni di locazione;
  • altre detrazioni d’imposta come le spese di mantenimento dei cani guida).

Dichiarazione dei redditi: i dati su acconti, eccedenze, ritenute ed altro

Qui siamo al quadro F della dichiarazione dei redditi. Qui bisogna inserire questi dati:

  • versamenti di acconto e saldi riguardanti Irpef, addizionali e cedolare secca sugli affitti;
  • eccedenze che risultano dalle precedenti dichiarazioni e crediti non rimborsati dal datore di lavoro per Irpef, addizionali e credito d’imposta;
  • ritenute e acconti sospesi per eventi eccezionali;
  • acconti Irpef, addizionali e cedolare secca sugli affitti da trattenere in misura inferiore a quanto risulta dalla liquidazione della dichiarazione;
  • numero di rate dei versamenti delle imposte;
  • dati da indicare nel modello integrativo (credito rimborsato per Irpef, addizionali e cedolare secca);
  • eventuali soglie di esenzione dell’addizionale comunale;
  • ritenute su redditi percepiti per pignoramento presso terzi;
  • ritenute del 21% sull’importo del canone di contrati di locazione breve conclusi da agenzie immobiliari (anche online) se queste intervengono anche nel pagamento o nell’incasso degli affitti.

Dichiarazione dei redditi: i dati relativi ai crediti di imposta

In questa sezione della dichiarazione dei redditi occorre inserire i dati che riguardano i crediti di imposta relativi a:

  • fabbricati;
  • reintegro degli anticipi sui fondi pensione;
  • redditi prodotti all’estero;
  • immobili colpiti dal sisma in Abruzzo;
  • incremento dell’occupazione;
  • erogazioni a sostegno della cultura e della scuola;
  • negoziazione e arbitrato;
  • videosorveglianza;
  • mediazioni.

Dichiarazione dei redditi: i dati relativi ai condomini

Anche l’amministratore del condominio è chiamato ad inserire dei dati sulla dichiarazione dei redditi, in particolare quelli che riguardano:

  • i dati identificativi del condominio su cui sono stati fatti dei lavori di recupero del patrimonio edilizio sulle parti comuni (codice fiscale ed eventuale denominazione dello stabile);
  • i dati catastali dell’immobile;
  • altri dati che possono essere richiesti per usufruire della detrazione (ad esempio, quelli relativi all’impresa che ha eseguito i lavori o che ha fornito dei servizi).

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