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È responsabile il condominio per una caduta nel cortile?

19 luglio 2017


È responsabile il condominio per una caduta nel cortile?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 luglio 2017



Quando si può chiedere un risarcimento per una caduta in un condominio? Ecco i dettagli.

Se avviene una caduta in cortile e chi cade vuole chiedere il risarcimento al condominio, deve dimostrare la causa della caduta, il danno subito e che detto danno è stato determinato da una asperità della pavimentazione.. Il problema può riguardare sia il condomino che un terzo estraneo. Paradossalmente è più facile per quest’ultimo farsi risarcire dal condomino che non per il proprietario di un appartamento dello stesso stabile. E ciò perché quest’ultimo è consapevole del difetto di manutenzione per attraversare quotidianamente l’area, situazione questa che non gli consente di chiedere i danni in quanto l’infortunio è attribuibile solo alla sua disattenzione. Ma procediamo con ordine e vediamo se è responsabile il condominio per una caduta nel cortile.

Caduta nel portico del condominio: chi paga il risarcimento?

La richiesta del pedone (una signora esterna al condominio) si basava sul fatto che la caduta sarebbe stata determinata da una lastra di ghiaccio sulla pavimentazione sottostante un porticato condominiale. Il Tribunale di Milano nella sua sentenza [1] ha sottolineato che il porticato è una parte comune su cui grava la responsabilità del condominio in qualità di custode. Il condominio dunque è sempre responsabile per i danni subìti all’interno dei locali afferenti le parti comuni (anche da parte di terzi non proprietari), salvo ciò sia avvenuto per «caso fortuito» ossia quel danno che non si poteva evitare. Nel caso di specie tuttavia un testimone, sentito nel corso del giudizio, non aveva confermato di aver visto cadere la malcapitata: affermava solo di averla solo trovata in terra. In considerazione delle temperature rilevate in quella giornata in cui il fatto era capitato, il giudice aveva dunque ritenuto inverosimile la presenza di ghiaccio sul suolo, assumendo che la caduta potesse essere attribuita anche ad un movimento maldestro, respingendo così la domanda risarcitoria.

Come provare che il danno dipende dal condominio?

Il danneggiato per poter richiedere un risarcimento deve riuscire a provare che la caduta si è verificata all’interno del locale condominiale, a causa di un bene appartenente al condominio (una rampa di scale, un ferro arrugginito, ma anche delle chiazze di olio sulle scale, un gradino pericolante, ecc.). Inoltre, il danneggiato deve dimostrare di aver prestato una adeguata diligenza: se, per esempio, questi non si sia accorto di una buca particolarmente ampia, in pieno giorno, perché era completamente distratto, allora può richiedere alcun risarcimento a causa della propria sbadataggine.

Una volta dimostrato il difetto di manutenzione bisogna provare il danno (ad esempio le lesioni col certificato di pronto soccorso) e che detto danno è stato determinato unicamente dal cortile condominiale e non da altre circostanze (ad esempio l’avere i lacci della scarpa slacciati). Quest’ultimo è l’aspetto più difficoltoso perché di solito richiede una prova testimoniale che confermi di aver visto il malcapitato rotolare a terra per aver messo un piede in fallo sull’insidia nascosta nella pavimentazione del condominio.

Caduta: si ha diritto a risarcimento se si tratta di «caso fortuito»?

Come precisa il codice civile in tema di responsabilità di cose in custodia (così anche la strada),  la Corte di Cassazione [2] ha ribadito che il risarcimento non spetta se la caduta è avvenuta per caso fortuito. Tale è il comportamento imprudente o distratto. del danneggiato. Se i condominio riesce a dimostrare che la situazione di possibile pericolo, comunque causato, sarebbe stata superabile mediante l’adozione di un comportamento consono da parte dello stesso danneggiato l’indennizzo viene negato. Come si diceva in apertura, dunque, oltre al danno subito, per richiedere un risarcimento al condominio è necessario dimostrare il rapporto di causa-effetto tra il danno stesso e la mancanza della necessaria cura delle parti comuni.

Per questa ragione il risarcimento viene negato a chi vive nello stesso palazzo che, tutti i giorni, transita sull’area in questione ed è quindi ben consapevole del difetto di manutenzione.

note

[1] Sentenza 3139/2017.

[2] Cass. Ord. n. 2256/2017.

Autore immagine: Pixabay.com

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