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Nuova attività: come applicare il regime forfettario?

22 luglio 2017


Nuova attività: come applicare il regime forfettario?

> Business Pubblicato il 22 luglio 2017



Cos’è e come funziona il regime forfettario? Limiti di reddito previsti per ogni attività, guida al passaggio dall’ordinario, al forfettario e viceversa.

Per effetto della riforma prevista dalla Legge di Stabilità del 2016, l’unica partita Iva agevolata utilizzabile è quella con il cosiddetto regime forfettario: significa poter fruire di importanti vantaggi, sia in termini di imposizione fiscale sia in termini contributivi, ma è un regime fiscale meno vantaggioso rispetto al precedente regime dei minimi. Chi vuole avviare quindi un’attività già avviata con il regime dei minimi potrà cosi beneficiare di una tassazione fissa al 5%, mentre per chi possiede già la partita iva la tassazione sale al 15%. Vediamo quali requisiti sono richiesti per l’accesso al regime forfettario e quali sono i vantaggi per questa forma di partita Iva agevolata.

Cos’è il regime forfettario?

Il regime forfettario è un regime di vantaggio introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 [1] ed è destinato alle persone fisiche, imprenditori o professionisti, la cui attività è di ridotte dimensioni: riservato alle partite Iva che guadagnano fino a 15 mila euro lordi l’anno per i professionisti e 40 mila euro per i commercianti. Per effetto della Legge di Stabilità 2016 [2] , dal 1° gennaio 2017, c’è stato un aumento delle soglie dei ricavi fino a 30 mila euro per i professionisti e 100 mila euro per tutte le medie e piccole imprese.

Quali sono i requisiti richiesti per accedere al Regime forfettario 2017?

Per accedere al regime forfetario 2017 ed aprire una partita Iva agevolata servono questi requisiti:

  • conseguimento di ricavi ovvero compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a vari limiti, diversi a seconda del codice Ateco che contraddistingue l’attività esercitata ( si veda la sezione in pratica in calce all’articolo);
  • sostenimento di spese per lavoro accessorio, dipendente e per collaboratori (comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati) per un ammontare complessivamente non superiore a 5 mila euro lordi;
  • il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non deve superare 20 mila euro. Nel calcolo di questo limite:
    • per i beni in locazione finanziaria rileva il costo sostenuto dal concedente;
    • per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale degli stessi;
    • i beni, detenuti in regime di impresa o arte e professione, utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o professione e per l’uso personale o familiare del contribuente, concorrono nella misura del 50%;
    • non rilevano i beni il cui costo unitario non è superiore a 516,46 euro;
    • non rilevano i beni immobili, comunque acquisiti, utilizzati per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione;
  • i redditi da lavoro dipendente e assimilato non devono superare i 30 mila euro lordi l’anno (la verifica deve essere fatta con riferimento all’anno precedente).

Chi non può accedere al Regime forfettario 2017?

L’ esclusione dall’accesso alla partita Iva 2016 e 2017 con il regime forfetario agevolato è prevista per i seguenti soggetti:

  • persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’Imposta sul valore aggiunto o di regimi forfetari di determinazione del reddito;
  • non residenti, a eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
  • contribuenti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili, o di mezzi di trasporto nuovi;
  • esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone o associazioni a esse assimilate, ovvero a società a responsabilità limitata trasparenti.

Cosa succede per chi usufruiva dei vecchi regimi agevolati?

Il regime delle nuove iniziative produttive, il regime di minimi e il regime contabile agevolato (ex minimi), come già detto, sono stati abrogati con l’entrata in vigore del nuovo regime forfettario: i contribuenti che usufruivano di tali regime che sono in possesso dei requisiti previsti possono applicare il regime forfetario, salva la possibilità di esercitare un’opzione per il passaggio ad un regime differente:

  • se si decide di passare al regime dei minimi si avrà direttamente il passaggio all’applicazione di un’aliquota sostitutiva del 15%, anche nel caso di iscrizioni recenti. L’aver svolto in precedenza un’attività autonoma, infatti, pur non annullando la possibilità per il professionista del passaggio ad un nuovo regime agevolato, non permette di usufruire di una iniziale agevolazione dell’aliquota del 5% per i primi cinque anni;
  • se si decide di optare per il regime ordinario, invece, si avrà il passaggio ad un’aliquota sostitutiva del 15% e l’esonero dall’obbligo di adempimenti relativi a dichiarazione annuale Iva, spesometro e indicazione in fattura dell’Iva o della ritenuta d’acconto.

Come si passa da regime ordinario a regime forfettario 2017?

IL passaggio al regime forfettario può avvenire in modo automatico e senza ulteriori adempimenti da eseguire. Una circolare [3] dell’Agenzia delle Entrate, infatti, considera come elemento determinante al nuovo passaggio, l’attuazione di regole fiscali del regime agevolato, quali la non applicazione Iva in fattura.

Regime forfettario 2016-2017: limiti di reddito per categoria Ateco

Ecco l’elenco completo dei limiti di reddito, ricavi/fatturato e coefficiente di redditività divisi a seconda del settore economico di riferimento (tra parentesi le radici del codice Ateco. Per sapere cosa sia l’Ateco consigliamo di consultare il nostro approfondimento Cos’è l’Ateco e come si cambia?):

  • Industrie alimentari e delle bevande (10 – 11) coefficiente redditività è il 40% limite ricavi/fatturato 45.000 euro;
  • Commercio all’ingrosso e al dettaglio [45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9] limite ricavi/fatturato è 50.000 con coefficiente di redditività al 40%;
  • Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande (47.81): limite fatturato/ricavi 40.000 e coefficiente di redditività al 40%;
  • Commercio ambulante di altri prodotti (47.82 – 47.8): limite fatturato/ricavi 30.000 e coefficiente di redditività al 54%;
  • Costruzioni e attività immobiliari (41 – 42 – 43) – (68): limite fatturato/ricavi 25.000 e coefficiente di redditività all’ 86%;
  • Intermediari del commercio (46.1): limite fatturato/ricavi 25.000 e coefficiente di redditività al 62%;
  • Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55 – 56): limite fatturato/ricavi 50.000 e coefficiente di redditività al 40%;
  • Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi (64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 -73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88): limite fatturato/ricavi 30.000 euro e coefficente di redditività al 78%;
  • Altre attività economiche (da 01 a 03 a 05 a 09), (da 12 a 33, da 35 a 39), (49 – 50 – 51 – 52 – 53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63) – (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) -(84) – (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) – (97 – 98) – (99) limite fatturato/ricavi 30.000 euro e coefficiente di redditività al 67%.

note

[1] Legge n. 190/2014.

[2] Legge n. 208/2015.

[3] Circ. n. 6/E del 2015.

Autore immagine: Pixabay.com

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3 Commenti

  1. Buongiorno, nell’articolo fate riferimento all’aumento della soglia per le medie e piccole imprese, portata dal 1 gennaio 2017 a 100.000 Euro. Ho cercato in giro ma non ho trovato altri riferimenti, nemmeno all’interno della legge n. 208/2015 da voi citata. Potete confermarmi la novità e qualche riferimento normativo? Grazie per l’ottimo lavoro.

  2. Dopo ulteriori verifiche, mi pare di capire che in realtà l’aumento sia di +10.000 Euro in tutte le categorie (a parte i professionisti, che da 15.000 passano a 30.000), quindi la soglia NON è di 100.000 per le piccole e medie imprese, ma di 10.000 aggiuntivi rispetto alla soglia precedente (ad esempio da 40.000 a 50.000 per commercio all’ingrosso). E’ così?

  3. Buongiorno. Per chi esercita doppia attività ( es commercio e artigianato) vale la soglia di fatturato più alta delle 2 come limite?

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