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Lampade alogene vietate: come sostituirle?

30 Agosto 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Agosto 2018



Non verranno più vendute le lampadine con alti consumi di energia. Al loro posto, quelle fluorescenti o a Led per permettere di risparmiare in bolletta.

L’addio alle lampade alogene dal 1° settembre impone ai consumatori di cambiare abitudini e di sostituirle con quelle che troverà sul mercato. Le alogene, infatti, seguono lo stesso destino delle lampadine ad incandescenza, scomparse nell’ormai lontano 2012. A dire il vero, non tutte le lampade alogene verranno «spente» nei negozi: restano ancora in vendita quelle direzionali. Per quanto riguarda le altre, a forma di «pera», si troveranno sugli scaffali fino ad esaurimento scorte. Poi i fornitori non le porteranno più e toccherà sostituirle.

L’Italia non è la sola a vietare le lampade alogene dal 1° settembre: sono tutti gli Stati membri dell’Unione europea a dover sostituirle così come previsto da un regolamento comunitario [1] che già le avrebbe abolite un paio di anni fa ma che, poi, è stato posticipato al 2018.

Ma perché vengono tolte dal commercio? Semplicemente per una questione di consumo. Le alogene non consentono il risparmio energetico di altri tipi di lampadine, anzi: fanno girare il contatore della luce più velocemente, tant’è che rientrano nella classe D di efficienza energetica, cioè una di quelle che esprimono un consumo maggiore.

A questo punto ti starai chiedendo che cosa devi comprare quando una delle lampade alogene vietate che hai in casa ti si fulminerà. Le alternative più valide restano le lampade fluorescenti e, soprattutto, quelle a Led, che garantiscono un buon risparmio con un’ottima prestazione in termini di luminosità. Insomma, ci vedi benissimo e spendi poco in bolletta.

Ecco, allora, come sostituire le lampade alogene vietate da settembre e quali sono le caratteristiche di quelle alternative che troviamo in negozio al loro posto.

Lampade alogene: perché sono vietate?

È tutta una questione di risparmio energetico, dunque Non solo a livello familiare ma anche a livello collettivo. Ritirando le lampade alogene vietate si alleggerisce la bolletta della luce del singolo ma anche dell’Europa e, quindi, anche dell’Italia. L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile (conosciuta come Enea) ha stimato che cambiare le lampade alogene per quelle che ora si presentano come alternative obbligate consentirà di risparmiare tanto quanto consuma in un anno il Portogallo. Per chi ama i numeri, si parla di 48 TWh, cioè un miliardo di kWh. Considera che una famiglia tipo italiana con il solito contatore che impegna 3 kW di potenza non arriva a consumare in media ogni anno 3.000 kWh, giusto per darti un riferimento.

L’ambiente dovrebbe ringraziare se, come sostiene l’Enea, sostituire le lampade alogene vietate comporterà una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 15 milioni di tonnellate entro il 2025. Come se due milioni di persone tenessero la luce spenta da gennaio a dicembre.

Lampade alogene: quali sono quelle non vietate?

Come abbiamo detto in precedenza, non tutte le lampade alogene sono vietate da settembre ma ci sono alcuni tipi che sono reperibili ancora in commercio anche dopo settembre, cioè dopo lo stop a questo tipo di fonte luminosa. Si salvano i faretti e le lampade con attacco G9 e R7.

I faretti

Restano in vendita dopo l’addio alle lampade alogene i cosiddetti «faretti» direzionali, cioè quelli con attacco GU10 o GZ10 (senza riflettore) oppure le E14 ed E27 (con riflettore). Vengono usati comunemente come lampade da tavolo o da muro.

I primi, cioè i faretti senza riflettore, si agganciano al portalampade ruotandoli di 90 gradi. Sono permessi quelli che contengono un riflettore interno e vengono considerati direzionali.

I secondi, invece, dotati di riflettore, concentrano la luce su un solo punto proprio perché sono direzionali.

Le lampade G9 e R7

Le altre due lampade alogene non vietate da settembre sono quelle con attacco G9 e R7. Le prime funzionano a 230V senza trasformatore e sono omnidirezionali. Vengono istallate per lo più su lampadari o su faretti con all’interno un riflettore che li rende unidirezionali.

Le altre, cioè quelle con l’attacco R7, sono quelle che si trovano nelle lampade «a piantana», appoggiate a terra. Anche queste funzionano a 230V.

In entrambi i casi, però, trovi in commercio queste lampade alogene solo de almeno di classe energetica C. Le alogene con attacco R7 di classe D o E sono vietate.

Lampade alogene: come sostituirle?

Entrato in vigore il divieto di vendere le lampade alogene, ad eccezione di quelle che abbiamo appena citato, ti chiederai che cosa conviene acquistare quando ti si fulmina una delle vecchie lampadine che non trovi più in commercio.

Una delle alternative valide, che resterà ancora in commercio, è la lampada fluorescente compatta. Da anni viene utilizzata per sostituire quelle vecchie ad incandescenza in quanto garantiscono un consumo di energia elettrica molto inferiore. Dura parecchio ma non così tanto come si crede, soprattutto se si accende e si spegne frequentemente: la sua vita media è dalle 5.000 alle 10.000 ore, a seconda anche del produttore e del tempo che resta accesa. Per quanto riguarda il consumo, a parità di intensità di luce rispetto alle lampade a incandescenza, è inferiore del 75-80%. Unico neo: costano di più.

Hanno un prezzo ancora più elevato ma delle prestazioni molto superiori in termini di resa e di risparmio energetico le lampade a Led. Consumano ancora di meno rispetto a quelle a fluorescenza e durano di più. Per restare sul confronto con le vecchie lampade ad incandescenza, il Led dà il 90% in più di luce. Invece, rispetto ad una lampada alogena consente di risparmiare fino a 115 euro l’anno, secondo l’Enea. Insomma, la lampadina costa di più ma si ammortizza dopo qualche bolletta.

note

[1] Direttiva Ue n. 244/2009.

Autore immagine: unsplash.com


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