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Disoccupazione: spetta ai senza fissa dimora?

30 agosto 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 agosto 2018



Chi si sposta da un Comune all’altro ha diritto alla Naspi o alla Dis-Coll? Chi è irreperibile deve lasciare un indirizzo per chiedere il sussidio?

Irreperibile per tutti ma non per l’Inps quando si tratta di prendere la Naspi o la Dis-Coll. La disoccupazione, insomma, spetta anche ai senza fissa dimora. Così ha precisato l’Anpal, cioè l’Agenzia nazionale Politiche Attive del Lavoro, in una nota di risposta all’Inps dopo avere sentito il parere delle Regioni e delle Province autonome [1]. Certo, a patto che il soggetto in questione si sia reso disponibile a fare qualcosa nella vita e che, quindi, abbia lasciato un indirizzo nel momento in cui lo ha fatto presso il Centro per l’impiego.

La persona senza fissa dimora è quella che si sposta spesso da un Comune all’altro senza avere un determinato punto di riferimento. Ma, come tutti gli altri cittadini, ha diritto ad iscriversi all’anagrafe di un qualsiasi Municipio con un indirizzo fittizio in modo da difendere i suoi diritti civili e sociali. Significa che può anche iscriversi al Centro per l’impiego e dire che sta cercando un lavoro. È qui che dovrà dire dove lo si può trovare nel caso in cui fosse qualche comunicazione da fargli arrivare. Ed è questo che gli dà il diritto ad avere la disoccupazione.

A differenza del senza tetto, infatti, chi è senza fissa dimora può avere una casa ma decidere di «sparire nel nulla», spesso per non dare la possibilità al Fisco di trovarlo.

Ma quando spetta la disoccupazione ai senza fissa dimora? Ci sono dei requisiti particolari per poter ricevere Naspi o Dis-Coll quando si è irreperibili? Verrebbe anche da chiedersi se, a quel punto, chi vuole ricevere la disoccupazione perde la condizione di «irreperibile», in quanto da qualche parte dovrà pure trovarlo materialmente il Centro per l’impiego. Vediamo.

Dove abita il senza fissa dimora?

Voler vivere senza fissa dimora beneficiando di certe agevolazioni come può essere la disoccupazione non è semplice. Ma è possibile. Da una parte, è vero che si ha diritto ad ottenere la residenza anagrafica (vincolata al possesso di un domicilio) anche se si abita in maniera stabile su una panchina o in una grotta: il Comune, infatti, non deve valutare se il luogo dove abita il soggetto richiedente è più o meno comodo o agiato ma si deve limitare a registrare la presenza stabile di quella persona nel territorio comunale. Il senza fissa dimora può scegliere una residenza fittizia utilizzando un indirizzo inesistente preso da un elenco di «finte vie» che ogni Comune deve avere.

D’altra parte, però, la legge chiede alla persona senza fissa dimora di fornire all’ufficio anagrafe al momento dell’iscrizione gli elementi necessari allo svolgimento degli accertamenti che consentono di stabilire l’effettiva sussistenza del domicilio [2]. Significa che una persona può vivere nel vagone di un treno purché lo indichi all’anagrafe, anche se si registra in una via che non esiste. Il senza fissa dimora, in conclusione, deve dire dove può essere rintracciato.

Disoccupazione: cosa devono fare i senza fissa dimora?

L’Agenzia per le Politiche Attive per il Lavoro (Anpal) ha, dunque, chiarito che la disoccupazione spetta ai senza fissa dimora o alle persone irreperibili. Com’è possibile e che cosa bisogna fare? In pratica, funziona così.

La persona senza fissa dimora deve sottoscrivere online una dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, la cosiddetta Did. L’interessato, dunque, deve dire di essere pronto per cominciare a lavorare. Lo può fare:

  • attraverso l’area ad accesso riservato sul sito Internet dell’Anpal;
  • al momento di presentare la domanda di disoccupazione all’Inps (il quale farà avere all’Anpal la dichiarazione di disponibilità).

Per poter fare la Did online, la persona senza fissa dimora deve rilasciare un indirizzo di domicilio, anche perché sarà fondamentale per poter individuale il Centro per l’impiego competente per territorio.

Disoccupazione: il Patto di servizio

Fatto questo, la persona che ha intenzione di chiedere la disoccupazione (Naspi o Dis-Coll che sia) deve anche sottoscrivere un Patto di servizio personalizzato presso il Centro per l’impiego entro un periodo di tempo da 15 a 30 giorni dalla dichiarazione di immediata disponibilità. In questo modo, confermerà il suo stato di disoccupazione. Se non lo farà, sarà il Centro a contattarlo. Sì, ma dove?

Il Centro per l’impiego, per siglare questo Patto di servizio, non farà altro che utilizzare l’indirizzo rilasciato obbligatoriamente al momento della Did online. Il Patto – precisa ancora l’Anpal – deve contenere un indirizzo presso il quale poter ricevere in futuro tutte le comunicazioni che riguardano i rapporti con i centri per l’impiego. Infine, deve essere esplicito l’impegno della persona senza fissa dimora a comunicare qualsiasi variazione di domicilio. Altrimenti, l’interessato potrebbe perdere qualsiasi indennità o prestazione in fruizione. Peraltro, il domicilio sarà un requisito importante per individuare il Centro per l’impiego competente per territorio al momento di presentare la domanda per la Naspi o per la Dis-Coll.

Spetta, infine, all’Inps, quando viene a sapere dello stato di irreperibilità del disoccupato, informare il diretto interessato del fatto che l’indirizzo rilasciato al momento di fare la Did online sarà quello utilizzato anche per pagare la disoccupazione, nel senso che il bonifico postale verrà inviato all’ufficio competente per il domicilio indicato, e per l’eventuale attivazione dei meccanismi di condizionalità, cioè delle sanzioni che incidono sul sussidio quando il beneficiario non rispetta i suoi obblighi.


note

[1] Nota Anpal n. 9616/2018.

[2] Legge n. 94/2009.


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